Musei Diocesani di Calabria: siglato l’accordo di valorizzazione condivisa

Direttori e responsabili degli enti culturali ecclesiastici a confronto con una proposta comune e un invito rivolto alle istituzioni

Dialogo, confronto e crescita. Sono questi gli elementi che hanno contraddistinto l’incontro dei Musei Diocesani di Calabria, ospitato nei giorni scorsi dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. L’appuntamento ha inteso promuovere esperienze concrete di rete, collaborazione e valorizzazione condivisa tra i musei diocesani e le altre istituzioni culturali.

Un accordo che nasce dal dialogo tra i Musei Diocesani di Calabria

Proprio da questo incontro ha visto la luce l’accordo di valorizzazione tra i Musei Diocesani di Calabria, che prevede azioni condivise per promuovere i musei e le straordinarie bellezze storico-artistiche che custodiscono. L’accordo rappresenta un mirabile esempio di promozione condivisa che va controcorrente e rivoluziona il dato di come, in un Paese come l’Italia – con 42mila musei – si compete molto, ma si collabora poco.



A margine dell’incontro è stata avanzata la proposta alle istituzioni civili, da parte di monsignor Parisi, vescovo di Lamezia Terme e delegato della Conferenza Episcopale Calabra alla Cultura, Comunicazioni Sociali e Beni culturali, di consentire l’accesso ai finanziamenti e ai bandi pubblici anche alle realtà delle chiese diocesane, senza considerarle meri soggetti privati.


PER APPROFONDIRE: I Musei diocesani formano i narratori del futuro


Ad aprire i lavori è stato l’arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, che ha sottolineato come la costruzione di una rete tra i musei diocesani, stabile, strutturata e capace di progettare in modo sinergico, «può rappresentare un motore di sviluppo culturale, sociale, globale». «La realizzazione della rete significa immaginare itinerari integrati e attività educative comuni, strategie comunicative coordinate, programmi di ricerca e di catalogazione condivisi. Ritengo che idee, sinergie e percorsi comuni siano in grado di arricchire non solo le nostre comunità, ma l’intero territorio calabrese».

Il valore pubblico dei beni ecclesiastici e il ruolo delle diocesi

Monsignor Parisi ha ricordato, in chiusura, che i cosiddetti beni ecclesiastici sono un bene pubblico, ma custodito da soggetti privati. Sarebbe fondamentale trasformare la percezione di “soggetto privato” della chiesa diocesana, visto che l’87% dei beni culturali calabresi è della Chiesa: «Chiedo che questa proposta possa essere rilanciata anche a livello regionale, perché da questo incontro e da questo accordo di valorizzazione condiviso, ci possa essere anche una determinazione per un passo verso la crescita comune».

L’iniziativa è stata coordinata da Paolo Martino, direttore dell’Ufficio Regionale Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Calabra, e da Cecilia Perri, storica dell’arte della Soprintendenza Abap di Cosenza e incaricata regionale per il settore Musei dell’Ufficio regionale Beni Culturali Ecclesiastici.

La manifestazione è stata patrocinata da Amei (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani), Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria, Comune di Corigliano-Rossano e Rotary Distretto 2102 Rotary International.

Il documento condiviso al vaglio della Cec

In collegamento da remoto sono intervenuti Giuseppe Maiorana, presidente della Rete Museale e Naturale Belicina, una realtà siciliana capace di mettere in rete sedici comuni e numerose strutture museali, e Jacopo Magrini di Artsupp, il più grande portale dedicato alle istituzioni museali nato per riunire tutte le novità del mondo dell’arte su un’unica piattaforma.



L’accordo di valorizzazione è stato siglato al termine dell’incontro tra i direttori e responsabili dei Musei Diocesani di Calabria e i direttori degli Uffici Beni Culturali delle diocesi ed è stato redatto a cura del gruppo operativo di lavoro composto da Maria Teresa Casella, Elisa Cagnazzo, Paolo Francesco Emanuele, Lucia Lojacono, Cecilia Perri, Antonella Salatino. Il documento, nella sua stesura definitiva, sarà sottoposto all’attenzione della Conferenza Episcopale Calabra per la sottoscrizione dei vescovi calabresi.

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