Ai Overview: Nasce a Reggio Calabria il movimento culturale “Cento e più Poeti per la Pace”, un’iniziativa apartitica e totalmente gratuita fondata e coordinata dallo scrittore Giovanni Suraci. Il progetto si propone di utilizzare la letteratura, l’espressione artistica e il dialogo aperto come strumenti per promuovere la cultura della pace e contrastare l’attuale clima globale di tensione e polarizzazione. Attraverso un manifesto programmatico che include reading poetici, laboratori per le scuole, presentazioni di libri e incontri pubblici, il movimento intende coinvolgere attivamente cittadini, intellettuali, associazioni e istituzioni dell’area metropolitana reggina. Le attività culmineranno ogni anno con l’organizzazione della “Giornata della Pace” presso Gambarie d’Aspromonte.
L’arte e il volontariato come strumenti di aggregazione
Contro il “delirio collettivo” dei conflitti nasce a Reggio Calabria il movimento culturale “Cento e più Poeti per la Pace”: l’arte e la parola per ritrovare l’umanità perduta. Guidato dallo scrittore e poeta Giovanni Suraci, il movimento propone un manifesto di resistenza culturale aperto a tutti: reading, musica, arte, presentazioni letterarie e incontri per disarmare le menti. Mettere al centro dell’agenda sociale la bellezza letteraria, l’arte e il dialogo per rispondere a un unico grande imperativo etico: operare per la pace. L’iniziativa si configura come una libera aggregazione apartitica e no profit e aperta a cittadini, artisti, intellettuali e comuni cittadini. Il movimento scommette interamente sulla forza del volontariato culturale e sul principio della totale gratuità: per aderire alle attività o partecipare agli eventi non sarà mai richiesta alcuna quota di iscrizione. Una risposta culturale al “delirio collettivo” globale.
La riflessione del fondatore sul momento storico attuale
La nascita del movimento si colloca in un momento storico senza precedenti, segnato da quello che appare come un vero e proprio disequilibrio mondiale: un contesto globale e sociale in cui i venti di guerra, l’inasprimento dei toni pubblici, l’indifferenza e la polarizzazione sembrano anestetizzare le coscienze, normalizzando la violenza e il conflitto. «In un’epoca frammentata e complessa, avvertiamo l’urgenza civile e morale di spezzare questo cortocircuito», spiega il Coordinatore Giovanni Suraci. «Per noi la pace non è un’astratta assenza di guerra o una firma su un trattato, ma una pratica quotidiana che si coltiva attraverso l’arte, l’empatia e l’attenzione alla persona. Una persona non è mai una statistica, un numero o un bersaglio, ma è portatrice di una storia unica, di affetti e dignità. Edificare una cultura della pace che parte da ogni singola persona, in un momento di smarrimento generale, significa usare l’arte, la poesia e la letteratura come armi di costruzione di massa, capaci di lenire le paure, disarmare le menti e aiutare ognuno di noi a non perdere il senso della propria identità e della propria umanità».
Il programma degli eventi e la Giornata a Gambarie d’Aspromonte
Il manifesto dei valori del Movimento traccia una linea programmatica intensa e multidisciplinare che toccherà diverse location dell’area metropolitana reggina attraverso: reading poetici e laboratori letterari, indirizzata ai giovani, agli studenti, alle scuole, dove la parola scritta diventa voce collettiva in grado di superare le solitudini. E poi presentazioni di libri e dialoghi con gli autori, volti a stimolare il pensiero critico e lo scambio di idee tra generazioni contro i dogmatismi. Manifestazioni musicali e performance artistiche, sfruttando i linguaggi universali delle note e della pittura per unire i popoli e superare i confini. Incontri culturali e tavoli di dibattito aperti al confronto sinergico tra le istituzioni e i cittadini. Il fulcro annuale del progetto sarà la “Giornata della Pace”, un grande appuntamento che annualmente si svolge a Gambarie d’Aspromonte. Il “Movimento “100 e più poeti per la Pace” invita la cittadinanza, il mondo dell’associazionismo e gli amministratori locali e, soprattutto i giovani, a condividere questo percorso di resistenza etica, gettando le basi per una rinnovata stagione di cooperazione culturale ed espressione artistica sul territorio.













