Natale, la speranza si accende nei borghi del Sant’Agata – avveniredicalabria

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Cataforio e San Salvatore in prima linea nel concorso dei borghi 2020 “Accendi le luci della speranza"

Natale, la speranza si accende nei borghi del Sant’Agata

Redazione Web

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Alle spalle del centro di Reggio Calabria, in una briosa zona collinare, si trovano due ridenti paesini, piccole realtà dal volto antico: Cataforio e San Salvatore, le cui peculiarità di entrambi sono sempre state l’accoglienza e la voglia di vivere. Il 2020 è stato un anno amaro, che, per via della pandemia da Covid-19 ha travolto e sconvolto con lo stesso brutto impeto il mondo intero. Si sono vissuti momenti difficili durante il lockdown, ci si è trovati di fronte a serie difficoltà, condiviso dolori e, conseguenzialmente, tutto si è affievolito. Adesso in questi borghi si può usare l’imperfetto: si era affievolito. Nonostante il coronavirus non abbia smesso di lasciare la sua impronta, l’altruismo del parroco, don Giovanni Gattuso, ha spronato e sorretto la comunità ad abbandonare sentimenti come la paura e la staticità e a guardare avanti, impiantando in ogni persona un’impronta migliore. Tra le tante iniziative ad entusiasmare gli animi, il concorso dei borghi 2020 “Accendi le luci della speranza”, organizzato in collaborazione con tutti le realtà associative presenti sul territorio: i gruppi folk “Gli Agatini” e “La Ginestra”, la “Asd Cataforio C5”, la “Proloco San Salvatore” e il “Conservatorio Grecanico Cataforio”. Tutti gli abitanti sono pronti ad arricchire ed abbellire con le luci e gli addobbi natalizi, i giardini, i balconi, le verande, le facciate delle abitazioni e dei palazzi, le vetrine dei negozi: uno slancio festoso che ha preso avvio l’8 dicembre scorso, giorno in cui si celebra la Solennità dell’Immacolata Concezione, e continuerà fino all’Epifania. Qualunque cosa bella non va mai fatta in solitudine, infatti sono invitati a partecipare tutti i cittadini, «nessuno escluso» - dice don Giovanni - naturalmente nel pieno rispetto delle norme anti Covid. Un grazie dunque va a don Giovanni Gattuso che, nonostante sia parroco di questa comunità da due mesi circa, ha fatto ai suoi parrocchiani il regalo più grande che si possa fare: ha creduto in loro.

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