Nel cuore della V Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, la comunità di Saline Ioniche ha vissuto un intenso momento di ascolto e condivisione tra generazioni, alla luce del messaggio giubilare di Papa Leone XIV. Un’esperienza che ha unito la liturgia alla riflessione, coinvolgendo famiglie, giovani, volontari e realtà associative del territorio.
Il messaggio di papa Leone XIV tra memoria e futuro
Il Messaggio pontificio «Beato chi non ha perduto la sua speranza» (Sir 14,2), pubblicato in occasione del Giubileo (https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/7/10/messaggio-nonni-anziani.html), invita a riscoprire la speranza come fonte di gioia per ogni età.

Richiamando figure bibliche come Abramo, Sara e Zaccaria, papa Leone XIV pone l’attenzione sul ruolo attivo degli anziani nella Storia della Salvezza, descrivendoli come segni di speranza. Il messaggio sottolinea che la vita della Chiesa e del mondo trova senso nel succedersi delle generazioni e che abbracciare un anziano significa guardare al futuro. Di fronte a una società dominata dalla cultura dello scarto, il Santo Padre chiede segni concreti di speranza per gli anziani, che vivono spesso nella solitudine e nell’abbandono.
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Lo spirito del messaggio pontificio ha ispirato l’iniziativa “Generazioni in dialogo” promossa dalla parrocchia del SS. Salvatore insieme al gruppo MEIC diocesano e con la partecipazione di alcuni soci del Consultorio familiare “P. Raffa”.
L’incontro si è svolto con una celebrazione eucaristica presieduta da don Danilo Nucera, tra i presbiteri più giovani della diocesi, che ha incarnato il valore del “dono dell’anzianità” come ricordato nella figura del profeta Daniele. Il momento successivo di riflessione ha offerto spunti concreti a partire dalle parole del Papa, che invita ogni parrocchia e realtà ecclesiale a essere protagonista di una “rivoluzione della gratitudine e della cura”.
Lo spirito del messaggio pontificio ha ispirato l’iniziativa “Generazioni in dialogo” promossa dalla parrocchia del SS. Salvatore insieme al gruppo MEIC diocesano e con la partecipazione di alcuni soci del Consultorio familiare “P. Raffa”.
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L’incontro si è svolto con una celebrazione eucaristica presieduta da don Danilo Nucera, tra i presbiteri più giovani della diocesi, che ha incarnato il valore del “dono dell’anzianità” come ricordato nella figura del profeta Daniele. Il momento successivo di riflessione ha offerto spunti concreti a partire dalle parole del Papa, che invita ogni parrocchia e realtà ecclesiale a essere protagonista di una “rivoluzione della gratitudine e della cura”.
L’incontro alla “Casa di Rut”
Dopo la celebrazione, i partecipanti si sono ritrovati presso la “Casa di Rut”, spazio adiacente alla chiesa, gestito dalle Suore Oblate del Sacro Cuore. Un tempo adibito ad asilo e oggi riconvertito in centro di aggregazione intergenerazionale, la struttura è simbolo di rinascita comunitaria: qui si svolgono attività che favoriscono l’incontro tra donne locali e immigrate, attraverso laboratori di cucito, uncinetto e scambio di saperi.
Anna Bevacqua Raffa ha presentato il senso di questa “casa dell’accoglienza”, illustrando il significato della figura biblica di Rut, protagonista dell’omonimo libro dell’Antico Testamento. Insieme alla suocera Noemi, Rut rappresenta un esempio di alleanza tra generazioni, di solidarietà tra donne, di riscatto e speranza anche in contesti di precarietà. Il richiamo è andato anche alla catechesi di papa Francesco sulla vecchiaia dedicata a Noemi (27 aprile 2022), che supera gli stereotipi sulla figura della suocera.
Don Danilo, nel suo intervento, ha proposto una riflessione spirituale sul Salmo 71, intitolato “Preghiera di un anziano”, sottolineando la centralità della fiducia in Dio, del senso del tempo e della missione dell’anziano nella Chiesa. La preghiera, personale e comunitaria, diventa strumento per ripensare la vecchiaia come tempo di speranza.
Testimonianze di vita, fede e relazioni familiari
Durante la serata, si sono susseguiti vari interventi significativi. Giacomina (Mina), ex maestra ora nonna e suocera, ha raccontato la sua esperienza di cura e accompagnamento della suocera ammalata, evidenziando il valore della dedizione quotidiana e della gratitudine condivisa. Il suo racconto ha messo in luce l’importanza della presenza degli anziani nella crescita delle nuove generazioni.
Giulia, giovane liceale, ha testimoniato con semplicità il rapporto affettivo con i propri nonni, da cui ha ereditato l’amore per la natura e il senso di protezione e fiducia. Una relazione che, anche nella quotidianità, offre ai giovani un punto di riferimento stabile e affettuoso.
Anna, presidente del MEIC, ha sottolineato il valore del legame con la comunità parrocchiale e il ricordo del sacerdote don Domenico Farias, figura spirituale importante per il territorio. Giorgio, altro membro del gruppo, ha ribadito il significato della Chiesa come luogo vivo ovunque ci sia una comunità che vive pienamente il Vangelo, anche in realtà geograficamente periferiche.
Anziani protagonisti nella Chiesa e nella società
Nel dialogo è emersa la consapevolezza che gli anziani non devono essere considerati solo destinatari di cure, ma testimoni e protagonisti attivi. In un tempo segnato da crisi relazionali e isolamento – come quello dei giovani hikikomori o degli anziani nelle RSA – è fondamentale promuovere alleanze intergenerazionali. Come ricorda papa Francesco: «Se i nonni si ripiegano sulle loro malinconie, i giovani si curveranno ancora di più sui loro smartphone».
Giovanna, collaboratrice del Consultorio, ha illustrato le attività dell’Alzheimer Café, sottolineando l’urgenza di formazione per i caregiver e la possibilità di avviare una rete di supporto territoriale grazie alla collaborazione tra parrocchie e operatori.
La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: una proposta per la Chiesa e la società
La quinta Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che è stata celebrata ieri, domenica 27 luglio 2025, cade in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù. Una collocazione simbolica che offre una vera pedagogia ecclesiale per una pastorale degli anziani sempre più intergenerazionale.
Le trasformazioni demografiche, la longevità crescente e le nuove sfide sociali interrogano comunità, famiglie e istituzioni. Questa Giornata diventa quindi occasione per ripensare il ruolo degli anziani nella Chiesa, non solo come destinatari di attenzione, ma come veri modelli di discepolato cristiano. In un mondo segnato da “tribù generazionali” non comunicanti, come documenta il Censis, è fondamentale riscoprire la bellezza e la forza del dialogo tra generazioni.
Nel messaggio di papa Leone XIV, l’anziano è invitato a sperare da anziano, a vivere la libertà dell’amore e della preghiera anche nella fragilità e nella malattia, riconoscendo la possibilità di portare frutti spirituali e donare conforto e pace.
Prospettive per una pastorale intergenerazionale
Tra le proposte concrete suggerite nel corso dell’incontro e nel messaggio pontificio, si indicano diverse piste di lavoro e riflessione:
Chiedere agli anziani di pregare per i giovani, soprattutto in vista del Giubileo dei Giovani, che si celebrerà subito dopo questa Giornata. Questo cambio di prospettiva invita a valorizzare gli anziani come carisma comunitario, non come semplice categoria fragile.
Invitare gli anziani a vivere un “ministero dell’intercessione”, come vocazione orante e contemplativa dell’età anziana. Una presenza silenziosa ma potente, capace di sostenere spiritualmente la comunità.
Proporre ai giovani momenti concreti di incontro con gli anziani, visite in casa, nelle RSA o nei luoghi di aggregazione, per creare legami, favorire il dialogo, custodire la memoria.
Rivalutare il ruolo educativo dei nonni e delle “suocere” (alla scuola di Rut e Noemi), anche come figure da accompagnare nella formazione, in un’ottica controcorrente rispetto a una cultura che tende a marginalizzare l’anzianità.
Approfondire la vocazione alla nonnità, anche in chi vive la distanza fisica dai propri nipoti, e valorizzare l’uso positivo delle tecnologie per mantenere relazioni significative.
Riflettere alla luce della Parola: la vecchiaia come tempo di grazia
L’esperienza intergenerazionale vissuta a Saline Ioniche ha offerto un esempio concreto di come i legami familiari e comunitari possano generare speranza. Alimentata dalla Parola di Dio – come nel caso del Salmo 71 e dei testi biblici che parlano della vecchiaia – la riflessione si è orientata a riscoprire la saggezza dell’età anziana come dono profetico.

La Scrittura non mitizza la vecchiaia, ma la presenta nella sua verità fatta di luce e ombre, limiti e opportunità. È una chiamata a vivere in pienezza questa stagione della vita, come tempo di maturità spirituale, carità e testimonianza.
Un invito, anche per le comunità ecclesiali, a promuovere una vera pastorale degli anziani, non solo nella celebrazione di eventi, ma nella cura quotidiana delle relazioni e nella valorizzazione dei doni di ciascuno. Come recita il profeta Gioele: «Se gli anziani sognano, i giovani avranno visioni».
a cura del Gruppo Meic diocesi Reggio Calabria – Bova













