Novità dal mondo Ai: in Usa, i data center arrivano alle urne. OpenAI, Grok e Google in fermento

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Ai Overview: Durante le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, gli elettori sono chiamati a votare su quarantuno quesiti locali riguardanti la costruzione di data center, infrastrutture essenziali per l’intelligenza artificiale contestate per il loro impatto energetico e idrico. Il dibattito coinvolge la politica nazionale, le aziende tecnologiche e nuove proposte regolatorie, come l’introduzione di filigrane invisibili in virtù dell’AI Act europeo da parte di xAI o il progetto di Google per eseguire calcoli computazionali nello spazio.

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Data center e dibattito elettorale negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti oggi si vota per le elezioni di metà mandato e in diverse località gli elettori sono chiamati a pronunciarsi anche sulla costruzione di nuovi data center: in dieci Stati sono previsti 41 quesiti locali, di cui 28 riguardano misure che limiterebbero la realizzazione degli impianti, dagli stop temporanei ai divieti, mentre altri 13 potrebbero favorirne lo sviluppo. Le strutture, che ospitano i computer necessari anche ai sistemi di intelligenza artificiale, sono al centro di proteste legate soprattutto ai consumi di elettricità e acqua, all’occupazione del suolo che potrebbe essere destinato ad altri usi e ai possibili aumenti delle bollette. Il tema è entrato anche nella campagna elettorale nazionale, i democratici sono considerati favoriti per riconquistare la Camera e diversi candidati chiedono regole più severe per l’industria. Will Lawrence, in Michigan, e Rebecca Cooke, in Wisconsin, sostengono una moratoria federale sui nuovi data center, tuttavia le contestazioni attraversano però entrambi gli schieramenti. La Casa Bianca, che ha sostenuto l’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, ha già ottenuto dalle grandi aziende tecnologiche l’impegno a procurarsi nuova elettricità e a coprire i costi delle reti necessarie ai loro impianti. Il 21 ottobre Donald Trump ha inoltre proposto che le società versino un contributo economico alle comunità che li ospitano. Le aziende si preparano intanto al possibile cambiamento degli equilibri politici a Washington: secondo Axios, OpenAI lancerà dopo il voto una campagna di comunicazione e nuove proposte sulle regole per l’intelligenza artificiale. La società vuole presentare i propri data center come «AI compute campuses», campus di calcolo per l’intelligenza artificiale, insistendo sui benefici occupazionali per i territori, cita fra gli esempi il progetto nella contea di Pike, in Ohio, per il quale stima 35 mila posti di lavoro nella fase di costruzione, distribuita su sei anni, e 2.500 impieghi permanenti. Chris Lehane, responsabile degli affari istituzionali globali di OpenAI, ha definito il confronto con le comunità «democracy in action», democrazia in azione. La società propone anche accordi locali per coinvolgere i residenti nelle decisioni sui progetti.

Le evoluzioni dei sistemi di intelligenza artificiale e le nuove regole

Sul fronte dei prodotti, segnaliamo che dal 7 novembre alcuni modelli di Grok, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da xAI, inseriranno una filigrana invisibile nei testi generati dai propri modelli Ai, il contrassegno servirà a riconoscere, attraverso appositi controlli, contenuti prodotti da intelligenze artificiali, secondo la società questa misura è obbligatoria in virtù dell’AI Act europeo. La funzione sarà attiva per impostazione predefinita, ma gli amministratori potranno disattivarla per determinati modelli. Cambiano anche i limiti degli abbonamenti: OpenAI ha annullato una riduzione prevista per il piano Pro da 200 dollari e ha aumentato le quote di utilizzo di Work e Codex per alcuni piani Pro e Business Premium, da dicembre gli abbonati Plus, Pro e Business avranno una quota condivisa fra ChatGPT e Codex, lo strumento per la programmazione…il consumo dipenderà dal modello scelto e dalla complessità delle richieste…le chat con il modello Instant non saranno conteggiate. Anthropic, la società che sviluppa Claude, ha invece ribattezzato i piani Max 5x e Max 20x rispettivamente «Max» e «Ultra», senza modificare i prezzi, per gli account Ultra verificati elimina il limite di utilizzo su cinque ore, mantenendo quello settimanale.

L’aggiornamento dei codici e la sperimentazione spaziale di Google

Un’altra novità importante riguarda Cisco: il presidente e responsabile dei prodotti Jeetu Patel ha affidato a Padmanabhan Krishnamurthy, 27 anni, già fondatore di una startup acquisita dall’azienda, il compito di modernizzare il codice informatico utilizzato da anni: il progetto punta a riscriverne il 98% in due anni con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Al giovane dirigente è stato concesso un accesso senza limiti prestabiliti ai token, le unità di consumo dei modelli. Google, infine, ha ottenuto la prima risposta dal satellite sperimentale del progetto Suncatcher, lanciato il 1° ottobre per studiare la possibilità di eseguire calcoli di intelligenza artificiale nello spazio; i tecnici hanno inviato dalla Terra una richiesta a Gemma 4, il modello installato a bordo: scrivere un haiku, una breve poesia giapponese, così il satellite ha restituito il testo mentre sorvolava le isole Svalbard, in Norvegia. Il test è stato eseguito su uno dei quattro chip presenti a bordo e, per i limiti di alimentazione, al momento soltanto uno può funzionare per circa venti minuti alla volta. Nel 2027 Google prevede di lanciare altri due satelliti interconnessi; i prossimi test serviranno a valutare la resistenza dei processori alle radiazioni e alle variazioni di temperatura in orbita.

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