Avvenire di Calabria

Settantaquattro primavere per il settimanale diocesano di Reggio Calabria - Bova dato alle stampe il 16 settembre 1947, nel giorno della Consolatrice

Oggi è l’anniversario del primo numero di Avvenire di Calabria

Un viaggio nella storia della chiesa e della società reggina e calabrese. Il fondatore Lanza: «Non vuole essere una novità e neppure una sorpresa»

di Redazione Web

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Oggi è l'anniversario del primo numero di Avvenire di Calabria. Era il 16 settembre 1947, quando il settimanale diocesano faceva il suo esordio tra le donne e gli uomini della comunità diocesana di Reggio Calabria - Bova.

Settantaquattro primavere e non sentirle, potrebbe dire qualcuno. In realtà, voltandosi indietro e guardando gli anni passati, si scorge un ricchissimo lavoro di prossimità e impegno. Un vero e proprio archivio unico di storie in cui si intrecciano cittadinanza ed ecclesialità.

Il primo numero di Avvenire di Calabria

Sfogliando il primo numero storico, non si può sottacere l'editoriale firmato dall'arcivescovo del tempo, monsignor Antonio Lanza che diede l'impulso fondamentale per la nascita di Avvenire di Calabria che, per tantissimi anni, fu diretto mirabilmente da don Vincenzo Lembo.

Le parole di Lanza

Nel suo editoriale, Lanza scrisse: «Avvenire di Calabria non vuole essere una novità e neppure una sorpresa. Per nessuno. È una fiaccola nascosta che si riaccende con nuovo calore e nuovo alimento».

«Nell'ansia di lavoro e di apostolato sta tutto il nostro programma; - evidenziò Lanza - ci sostiene e ci sprona l'incrollabile fiducia nella causa che difendiamo, la speranza sempre viva che da quest'ora buia, da questo torbido ingorgo di odio e di peccato, spunterà, per tutto il mondo, un avvenire di giustizia, di amore e di pace».


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L'impegno negli anni di piombo

La storia di Avvenire di Calabria è sotto gli occhi di tutti. L'inizio delle stampe - ricadente proprio nel giorno della Solennità in onore della Madonna della Consolazione (e non è un caso!) - rappresentò una ripartenza della cultura cattolica all'indomani della caduta del regime fascista.

Settembre è un mese di grazia per Reggio e lo è anche per Avvenire di Calabria che rinnova puntualmente il suo impegno nel proporre «fatti e idee al servizio della Verità», come recita uno slogan coniato da un altro direttore della testata, il giudice Franco Marra negli anni di piombo.


PER APPROFONDIRE: 1950, L’Avvenire di Calabria sulle logge massoniche: «Un segreto pericoloso»


La sfida del digitale

Un invito raccolto anche dall'attuale direzione, grazia al sostegno dell'arcivescovo del tempo, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che - sempre a settembre - dal 2016 ha implementato l'offerta per i lettori con l'accordo con Avvenire nazionale e con un rafforzamento della presenza sui canali digitali.

Una storia che continua. Come ha confermato monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, ai nostri microfoni: «Il nostro settimanale ha una tradizione bellissima di impegno giornalistico autentico. Si tratta del tentativo di dare voce dal basso a chi non ce l'ha, offrendo uno sguardo diverso su Reggio e la Calabria».

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