Ai Overview: Quest’anno la ricorrenza di Tutti i Santi coincide con la domenica, andando a sostituire la liturgia del Tempo ordinario nelle chiese di rito romano, mentre a Milano il rito ambrosiano ne ha anticipato la celebrazione. La festività, le cui origini si radicano tra l’VIII e il IX secolo per volere dei papi Gregorio III e IV, rappresenta un momento centrale per riflettere sul significato della santità nel quotidiano. Si tratta di una vocazione accessibile a tutti, come testimoniato dalle diverse biografie dei santi canonizzati di recente, tra cui Carlo Acutis e Bartolo Longo. La giornata fa da preludio alla tradizionale commemorazione dei defunti del 2 novembre, legandosi quest’anno anche alle celebrazioni per l’Anno di San Francesco e all’iniziativa diocesana per il ricordo delle figure di fede locali.
Le variazioni liturgiche e la “Pasqua dell’autunno”
Quest’anno la solennità di Tutti i Santi cadrà di domenica e, nelle chiese di rito romano, prenderà il posto della XXXI domenica del Tempo ordinario. La Chiesa ricorderà chi vive già in Dio, con un nome sugli altari o senza, e lo farà proprio nel giorno della Risurrezione. Non a caso l’Ufficio liturgico della diocesi di Como parla di «Pasqua dell’autunno». A Milano, invece, il rito ambrosiano ha anticipato la festa a oggi, 31 ottobre: per domani l’arcivescovo ha autorizzato anche Messe votive di Tutti i Santi.
Le radici storiche della ricorrenza
Il 1° novembre ha radici lontane. Nell’VIII secolo Gregorio III lo associò alla dedicazione, in San Pietro, di una cappella alle reliquie degli apostoli e dei santi; nell’835, su impulso di Gregorio IV, Ludovico il Pio estese la celebrazione all’impero franco.
Il richiamo universale alla santità e le figure recenti
Un anno fa, nella stessa solennità, Leone XIV proclamava John Henry Newman dottore della Chiesa. All’Angelus immaginava il destino dell’umanità come una festa di volti «tutti diversi e tutti somiglianti al Volto di Cristo». L’8 aprile scorso, mente commentava il quinto capitolo della Lumen gentium, ha ricordato che la santità «non è un privilegio per pochi» né si riduce allo sforzo morale. I 9 santi canonizzati finora nel suo pontificato raccontano vite assai diverse: Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, il medico venezuelano José Gregorio Hernández, il catechista martire Peter To Rot, primo santo della Papua Nuova Guinea.
Bartolo Longo, dall’occultismo alla dedizione agli orfani
Fra loro anche Bartolo Longo. E la sua biografia, nel giorno di Halloween, abbreviazione di All Hallows’ Eve, vigilia di Ognissanti, offre uno spunto meno prevedibile della consueta diatriba sulla festa. Da studente a Napoli frequentò ambienti occultisti. Poi la conversione, la devozione al Rosario, il santuario di Pompei. Lo scorso maggio, proprio lì, Leone XIV lo ha definito «apostolo della carità» e ha ricordato l’accoglienza riservata agli orfani e ai figli dei carcerati.
I legami con l’Anno di San Francesco e la santità locale
Quest’anno Ognissanti si lega anche all’Anno di San Francesco, voluto dal Papa per gli 800 anni dalla morte del santo di Assisi, che nel Cantico delle creature chiamava sorella perfino la morte. E il 9 novembre tornerà un altro appuntamento: su invito contenuto in una lettera di papa Francesco del 2024, le diocesi ricordano i propri santi e beati, ma anche venerabili e servi di Dio. È la santità «della porta accanto».
L’attesa per la commemorazione dei defunti
Dopodomani sarà il giorno dei defunti. Nei cimiteri si porteranno fiori, si pronunceranno nomi, riaffioreranno storie e si prederanno impegni. Domani le Beatitudini e la moltitudine dell’Apocalisse lasceranno intravedere la risposta cristiana alla domanda che accompagna ogni visita a una tomba: che direzioni hanno prese le nostre vite?













