Avvenire di Calabria

Dai commercialisti arriva una ventata di ottimismo, a patto che «la burocrazia sia “navigabile” e i controlli siano davvero appropriati»

Pnrr, un ventata di ottimismo dai commercialisti: parla Maria Pia Nucera

Secondo Maria Pia Nucera, i nuovi investimenti devono «premiare i trascorsi aziendali, ma anche i giovani e le donne» del Mezzogiorno

di Federico Minniti

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Abbiamo intervistato su Maria Pia Nucera, presidente nazionale dell'Associazione dottori commercialisti, sulla grande sfida che attende il Mezzogiorno d'Italia: i fondi del Pnrr. Un'occasione più unica che rara che va sfruttata a dovere.

Commercialisti, Maria Pia Nucera interviene sui fondi Pnrr in Calabria

La commercialista reggina Maria Pia Nucera è la presidente nazionale dell’Associazione Dottori Commercialisti. L’abbiamo intervistata.

A suo avviso il Pnrr, così come è stato approvato, che tipo di beneficio porterà alle aziende del Sud Italia? Chi ne beneficerà realmente?

Partiamo col dire che è un’occasione da non perdere per ricostruire dopo la pandemia un tessuto economico e sociale del sud Italia e finalmente provare a colmare quei divari tecnologici e strutturali che caratterizzano ancor oggi le aziende del sud. I benefici saranno molteplici: la possibilità di innovare la propria tecnologia e i propri processi produttivi; rinnovare e potenziare il proprio capitale umano; snellire e sburocratizzare i rapporti con i clienti, i fornitori e la Pubblica Amministrazione; accrescere la propria reputazione nei confronti di ogni stakeholder e di conseguenza, si spera, far leva su una forte incentivazione degli investimenti privati oltre che pubblici. In un responso finale ne beneficeranno le aziende aperte ai cambiamenti e sensibili ad abbracciare ogni nuova opportunità di sviluppo. Rimarranno senza risorse quelle troppo legate a vecchi processi e con poca capacità d’intercettare le innovazioni.


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Quali sono, invece, le prospettive (e le sfide) professionali per il mondo dei commercialisti in connessione ai fondi del Pnrr? Ci sarà maggiore interazione con la Pubblica Amministrazione?

Per il mondo professionale, in particolare tecnici e commercialisti, si apre un nuovo segmento di mercato, sia in relazione alla consulenza che all’audit previsto per le risorse impiegate. I commercialisti sono i consulenti principali e i più qualificati per individuare con gli imprenditori i bandi per le risorse che faranno la differenza per il futuro delle imprese in generale e in particolare nel Sud. La consulenza dei Dottori Commercialisti non dovrà essere indirizzata solo nell’assistenza alle imprese per la partecipazione ai bandi o alla rendicontazione degli stessi, ma in primis all’assistenza alle Pubbliche Amministrazioni che dovranno distribuire le risorse in modo efficace ed evitare che le stesse siano inaccessibili o vadano sprecate, specialmente evitando sovrapposizioni con i Fondi Europei. Sarà una sfida la riduzione delle differenze infrastrutturali di accessibilità, dai trasporti alla connettività veloce per le telecomunicazioni, che non permettono oggi un’adeguata connessione socio-produttiva del Sud col resto del Paese e, soprattutto, con l’Europa.

Parliamo di burocrazia legata alla gestione dei fondi straordinari. Snellire i procedimenti o innalzare i controlli. Due aspetti che sembrano dicotomici: secondo lei è davvero così?

Il Pnrr mette in campo un piano di investimenti e di ripresa senza precedenti, logico che questi attraggano la criminalità organizzata. Pertanto è doveroso essere rigorosi e prevenire eventuali abusi con una costante valutazione dei rischi. Ma altrettanto importante è rendere praticabile e semplice l’accesso ai fondi, al fine di evitare che le imprese sane, in particolare quelle del sud, non siano soffocate o scoraggiate dall’intensità del monitoraggio. Sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra una burocrazia “navigabile” e dei controlli appropriati ad individuare i mille travestimenti attuati in campo finanziario ed economico dalle imprese colluse con la criminalità. Va premiato il trascorso di legalità delle aziende e lo spirito imprenditoriale di giovani e donne; tramite, ad esempio, la possibilità di beneficiare di un processo burocratico più snello.


PER APPROFONDIRE: Pnrr e 'ndrangheta, l'intervista al Procuratore Dominijanni


Pochissimi osservatori agitano dubbi sui sistemi di controllo dei fondi del Pnrr rispetto alle infiltrazioni mafiose. I soldi sono realmente al sicuro?

Nulla è veramente al sicuro dal rischio di frodi o di infiltrazione delle mafie, ma gli strumenti messi a disposizione, quali ad esempio la certificazione delle spese da parte di professionisti iscritti in albi, sottoposti a loro volta a regole stringenti come antiriciclaggio, deontologia, assicurazioni e formazione permanente, aiuta a contenere queste patologie. Non possiamo permetterci di sprecare neanche un centesimo delle risorse del Pnrr, non possiamo permettercelo per la nostra economia, i nostri figli, la nostra terra e il futuro dell’Italia stessa. Senza un’economia del Sud forte e riallineata al resto d’Europa, il Paese non sarà in grado di competere nel prossimo futuro.

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