Politica e alloggi popolari: abusivi professionisti

La gestione dell’edilizia popolare è cosa assai spinosa nella Città di Reggio Calabria

La gestione dell’edilizia popolare è cosa assai spinosa nella Città di Reggio Calabria. Prima di affrontare la tematica della commissione di inchiesta interna al Comune è importante fare alcune doverose premesse su un malanno cronico, che da numerosi decenni appare irrisolvibile in riva allo Stretto: parliamo dell’occupazione abusiva degli alloggi, perno attorno al quale gravitano tutti i malesseri della gestione dell’edilizia pubblica. Chiarire subito questo aspetto permette di focalizzare nel modo giusto la grave problematica degli alloggi pubblici. Nel reggino gli investigatori hanno rilevato che l’occupazione abusiva delle case popolari avviene in maniera illegale in modi diversi. È accaduto che alcuni nuclei familiari hanno occupato arbitrariamente un appartamento temporaneamente libero; altri ancora hanno occupato un appartamento intestato a un parente deceduto; sono stati occupati alloggi affidati a parenti o “amici” che vivono altrove.

Alcune case, poi, vengono subaffittate in nero dal regolare intestatario e, infine, alcuni alloggi sono stati occupati approfittando dell’assenza temporanea del legittimo proprietario, magari per un ricovero in ospedale o un viaggio. C’è una vera e propria gestione criminale parallela, che si cela dietro l’edilizia popolare, a danno del Comune e delle tasche dei cittadini. Ma gli inquirenti lamentano che la politica ha contribuito a questo stato attraverso i condoni. Un esempio evidente è stato offerto nel 2013: con la legge regionale del 17 luglio, venne concessa una sanatoria per le occupazioni senza titolo di alloggi popolari. Un regalo straordinario ai professionisti dell’occupazione. Nel 2017 sembrava che il Comune avesse imboccato la strada della denuncia.

Ma non solo, grazie alla società informatica municipale, allora Recasi poi confluita nella Hermes, l’amministrazione comunale aveva deciso di predisporre una banca dati online di tutti gli alloggi popolari a disposizione dell’amministrazione. Un semplice elenco dal quale bisognava partire per fare ordine e per disciplinare un settore assai compromesso. In questi giorni, da quanto abbiamo appreso, a Palazzo San Giorgio sono in atto dei tentativi di instaurare una commissione per fare luce sulla gestione del patrimonio degli alloggi popolari, anche se ancora la politica non ha ufficialmente preso una posizione. Non resta che augurarsi che l’amministrazione comunale scelga di garantire una maggiore trasparenza del settore, e permetta alla Città – appesantita da un gravoso piano di rientro – di trarre il giusto reddito dal proprio patrimonio edilizio.

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