Avvenire di Calabria

Questa mattina abbiamo fatto visita al centro vaccinale della Regione Calabria, dove la responsabile, la dottoressa Vincenza Amato, ci ha fornito dettagli e delucidazioni sull'intera organizzazione

Procede la campagna vaccinale anti-Covid: un «salto» al centro di Palazzo Campanella

Tatiana Muraca

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Un lavoro instancabile, quello che stanno facendo medici, infermieri, operatori sanitari, volontari della protezione civile, per cercare di far fronte all’emergenza sanitaria che dall’anno scorso sta travolgendo il mondo.
Da febbraio, a Reggio Calabria, com’è noto è stato attivato il centro vaccinale dell’Asp a Palazzo Campanella, precisamente nella Sala Monteleone, uno dei principali punti di riferimento per i cittadini della città e della provincia. Tralasciando alcuni problemi logistici iniziali, ad oggi l’organizzazione del centro procede in modo svelto, preciso e certosino.
Nessun tipo di assembramento questa mattina fuori dalla sede del Consiglio Regionale della Calabria. Nel piazzale antistante la Sala Monteleone, ad attendere le persone prenotate per vaccinarsi con il siero anti-Covid, i volontari della Protezione Civile, i quali raccolgono in prima battuta i dati che poi vengono trasmessi al front-office; due sono gli ingressi dedicati, uno per coloro ai quali si somministra la prima dose, l’altro per la seconda. Appena si entra, un team di medici e operatori sanitari è pronto ad accogliere le persone, accompagnandole nella parte della sala dedicata alla vaccinazione. Alcuni pannelli, infatti, dividono la sala in tre sezioni: in maniera circolare, i cittadini passano prima dal front-office, poi dalla sede di vaccinazione, divisa a sua volta da pannelli, in modo che preservare privacy e distanziamento tra una postazione e l’altra, e infine vengono fatti accomodare su poltrone appositamente distanziate, per attendere i 15 minuti ormai noti (l’intervello di tempo necessario per verificare una possibile reazione allergica al vaccino). All’interno della sezione in cui le persone vengono vaccinate, inoltre, è presente un lettino e tutta l’attrezzatura medica necessaria per far fronte ad ogni probabile spiacevole eventualità. La vaccinazione, è bene specificarlo, avviene previa visita conoscitiva con il dottore di turno che analizza la scheda del paziente e in base alle informazioni fornite valuta l’iter da seguire e quale siero iniettare.
A fornirci tutti i dettagli, è la responsabile del centro vaccinale regionale, la dottoressa Vincenza Amato: «Innanzitutto voglio ringraziare la direzione dell’Asp reggina e tutti i membri del direttivo del Palazzo, per averci fornito i locali e per essere sempre disponibili ad ogni nostra esigenza. Noi siamo qui da febbraio, e da allora fatti passi avanti se ne sono fatti, sia a livello organizzativo, dato che all’inizio non esisteva nemmeno la piattaforma, che dello sviluppo di una “giusta conoscenza” da parte della cittadinanza». La dottoressa Amato attesta il fatto che ogni giorno alla Regione vengono somministrate circa 400 dosi, «le persone sanno in quale giorno e a quale ora presentarsi, tramite la piattaforma, e noi sappiamo che dobbiamo fare un tot di visite al giorno. Il difficile è stato iniziare, ma ad oggi grazie anche alla proficua collaborazione tra istituzioni, volontari e Gom, andiamo avanti spediti». Nel rispetto delle direttive governative, al momento si stanno vaccinando i sessantenni, i settantenni, gli over 80 rimasti ancora da vaccinare e gli operatori sanitari che non hanno avuto l’opportunità di vaccinarsi prima. E rispetto alle reazioni avverse che la popolazione sta avendo nei confronti del siero Astrazeneca, la dottoressa Amato non sembra preoccuparsene in quando afferma che «qui da noi non abbiamo registrato tanto diffidenza: la percentuale di persone che rifiuta Astrazeneca è minima». La pressione psicologica di questi mesi, nonché la consapevolezza di farsi somministrare sieri ancora sperimentali, giocano tanto nelle reazioni delle persone, e lo conferma la dottoressa Amato. Ma qualcosa sta cambiando ed è cambiato anche all’interno della Sala Montelone, dove si può ammirare l’imponente Vara della Madonna della Consolazione, esposta proprio lì dove si gioca una partita importante in termini di salute collettiva. Ma non solo: «Nella fase post-vaccinazione, durante cui si scarica l’ansia accumulata ed entra in gioco come non mai il fattore psicologico – sempre parole della dottoressa Amato – le persone possono rilassarsi grazie al video fornito da Avvenire di Calabria, proiettato tramite un monitor antistante le postazioni e in cui si mostrano alcune immagini toccanti della festa cittadina in onore della nostra Patrona. Devo dire – afferma ancora la dottoressa Amato – che noto un certo cambiamento da parte dei pazienti: sono più calmi e si rilassano molto più facilmente guardando il video».
A quanto pare, dunque, la città sta rispondendo bene alla campagna vaccinale anti-Covid, seppur attestando ancora lamentale da parte di coloro i quali non riescono a prenotarsi né a Palazzo Campanella né al Gom, e per ricevere il vaccino sono costrette a percorrere molti chilometri. «È una situazione che persiste perché tantissime sono le persone che si prenotano tramite la piattaforma e in molte non riescono a trovare posto qui da noi. Nonostante questo – conclude la dottoressa Vincenza Amato – da ieri sono partite anche le vaccinazioni a domicilio».

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