Ai Overview: In occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi, istituita nel 2005 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela degli ecosistemi d’acqua dolce, emerge un quadro critico per i corsi d’acqua italiani. I recenti dati evidenziano le difficoltà del distretto del Po e del Lago Maggiore, colpiti da un prolungato stress idrico che ha richiesto l’uso di autobotti in oltre cento Comuni. A questa situazione si aggiunge l’allarme sulle alterazioni del regime idrologico nazionale, caratterizzato da un’alternanza sempre più frequente tra gravi siccità e piene improvvise. Sul fronte ambientale, il rapporto Ispra segnala che meno della metà dei corpi idrici superficiali presenta uno stato ecologico buono, indicando l’inquinamento agricolo come principale criticità. Mentre l’Italia sconta un ritardo nella consegna del Piano nazionale di ripristino della natura richiesto dall’Unione Europea, la Chiesa cattolica, attraverso il Tempo del Creato, richiama l’attenzione sull’importanza dell’acqua come elemento vitale, invitando a una partecipazione attiva nella cura dell’ambiente.
L’istituzione della Giornata Mondiale dei Fiumi
Ogni anno la quarta domenica di settembre coincide con la Giornata Mondiale dei Fiumi, ricorrenza di carattere internazionale, nata nel 2005 su iniziativa del WWF e dell’ambientalista fluviale Mark Angelo, per promuovere la tutela e la conoscenza dei corsi d’acqua del pianeta: l’obiettivo principale consiste proprio nella realizzazione di un’attività di sensibilizzazione rivolta all’opinione pubblica sull’importanza dei fiumi, al fine di rendere possibile il potenziamento della protezione e della gestione degli ecosistemi d’acqua dolce.
L’emergenza nel bacino padano e il mutamento del regime idrologico
I fiumi italiani arrivano a questo importante appuntamento in condizioni non ottimali, a iniziare dal distretto del Po, dove, secondo l’Autorità di bacino, lo stress idrico è durato dal 16 giugno al 22 agosto, per continuare con il Lago Maggiore che ad agosto era in condizioni di siccità estrema al punto che più di cento Comuni tra Piemonte e Lombardia si sono ritrovati in affanno e alcuni sono stati riforniti con le autobotti. Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi, ha introdotto in passato il concetto di «carattere ormai torrentizio» del regime idrologico italiano e ha evidenziato i rischi connessi alla aridità e all’insabbiamento. Il problema è presenta tuttora, ma viene accompagnato anche dai casi in cui i fiumi passano rapidamente da lunghi periodi di estrema siccità a piogge brevi e violente che scaricano imponenti quantità d’acqua in poco tempo. Questi fenomeni portano con sé il pericolo dell’alternanza di fasi di magra prolungata, con fiumi in secca o ridotti al minimo, a piene improvvise e spesso anche mortali.
Lo stato ecologico delle acque e i ritardi sull’agenda europea
Dal punto di vista dello stato ecologico, il rapporto Ispra di aprile ha evidenziato il livello buono o superiore del 43,6% degli oltre 7.700 corpi idrici superficiali italiani, fiumi compresi, sebbene i problemi non siano scomparsi: il principale rimane l’inquinamento di origine agricola, seguito dalla presenza di lacune che richiedono interventi necessari che riguardano tanto gli argini quanto le opere di difesa idraulica e gli attraversamenti. Intanto il 2027, ultimo termine fissato dalla Direttiva UE sulle acque, è dietro l’angolo. Bruxelles ha stabilito l’obiettivo di 25mila chilometri di fiumi a corso libero entro il 2030 e ogni Stato avrebbe dovuto consegnare il proprio Piano nazionale di ripristino della natura entro il 1° settembre: l’Italia non hanno rispettato la scadenza e il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che il Piano è in fase di finalizzazione, a seguito delle richieste di varie associazioni di poterlo visionare, tra cui Wwf e Legambiente.
Il Tempo del Creato e l’impegno per l’ambiente
Nella Bibbia il fiume acquisisce una funzione risanatrice per ogni essere vivente: «là dove giungerà il torrente tutto rivivrà», si legge nel libro del profeta Ezechiele, alla cui visione la Chiesa ha deciso di ispirare il Tempo del Creato di quest’anno, il cui tema “Acqua Viva” ci esorta a immergerci nella Creazione per collaborare attivamente alla custodia del Creato e a non rimanere spettatori passivi.













