Avvenire di Calabria

Pubblicata l'annuale ricerca del Sole24ore sulla qualità della vita: l'area metropolitana di Reggio Calabria abbandona i bassifondi della classifica

Qualità della Vita, Reggio Calabria risale la classifica

La strada da fare per raggiungere i primi posti, però, è ancora lunga: c'è una differenza nettissima sull'appetibilità del territorio rispetto al nord

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Qualità della Vita, Reggio Calabria risale la classifica. La Città dello Stretto abbandona i bassifondi della classifica: migliora il "welfare informale" per bambini, ragazzi e anziani. Ma la strada - per raggiungere i primi posti - è ancora lunga.

Qualità della Vita a Reggio Calabria

Pubblicati i risultati della classifica del “Sole 24 ore” dedicata alla qualità della vita. Per quanto concerne la classifica finale per la qualità di vita dei giovani tra le 107 province italiane, le calabresi hanno risultati discordanti: Cosenza è in 93esima posizione, mentre Crotone al 98esimo posto. Si piazza meglio la provincia di Catanzaro che occupa la 52esima posizione. Quella di Vibo Valentia è 78esima mentre la provincia di Reggio Calabria si piazza in 66esima posizione.

Bambini

La provincia di Reggio Calabria si piazza tra le migliori delle 5 province calabresi alla 54esima posizione per quanto riguarda la qualità della vita per i bambini. Catanzaro è 77esima, Crotone in 90esima posizione. Segue al 95esimo posto la provincia di Vibo Valentia mentre Cosenza è penultima alla posizione 106.

Il paragone con l'altra Reggio

Anche la relazione tra indicatori non è scontata. In alcune aree, in prevalenza nel Nord, la fecondità risulta maggiore dove la presenza di servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia rende possibile la scelta di avere figli anche lavorando. In altre aree, concentrate soprattutto nel Sud, la fecondità tende ancora ad essere associata ad un modello tradizionale dei ruoli di genere, risultando quindi maggiore se le donne non sono formalmente nel mercato del lavoro e attorno a loro ruota un sistema di welfare informale. Un sistema che, però, risulta sempre meno appetibile ed efficiente per le nuove generazioni, soprattutto per la componente più dinamica e qualificata. Questo aiuta a capire perché la percentuale di residenti under 10 sia su livelli simili a Reggio Emilia e Reggio Calabria, ma con tasso di occupazione delle donne più del doppio nella prima provincia rispetto alla seconda.

Reggio Emilia si trova, del resto, sulla parte alta dell’indicatore di copertura dei servizi per l’infanzia, mentre Reggio Calabria è sulle posizioni più basse. È, inoltre, interessante notare che se la percentuale di residenti under 10 è stata negli ultimi cinque anni in riduzione ovunque, nella fascia 18-34 la situazione risulta molto più articolata. Reggio Calabria risulta in forte riduzione, Reggio Emilia tiene, ma Bologna è in crescita, così come Milano e altre provincie tutte concentrate nel Nord. Un risultato dovuto alla capacità di attrarre dall’estero e dal resto d’Italia.

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.