Reggio Calabria, a Palazzo Crupi in mostra la pace vista da Obey

L’artista attraverso le sue produzione vuole lanciare un messaggio di fratellanza: «L’umanità dia priorità alla diplomazia e alla creatività rispetto alla violenza»

La pace e non solo vista dall’artista statunitense Obey nelle sue opere esposte a Reggio Calabria. È stata inaugurato il 15 aprile scorso, a Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” un suggestivo percorso artistico-espositivo di uno degli street Artist più famosi al mondo.

«Obey, make art not war». È il titolo della mostra prodotta ed organizzata da MetaMorfosi eventi, d’intesa con la Città metropolitana di Reggio Calabria, fruibile fino al 5 giugno al Palazzo della Cultura Pasquino Crupi di Reggio Calabria. L’esposizione curata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli propone le opere dell’artista americano Shepard Fairey, più conosciuto come Obey, uno dei street artist più apprezzati al mondo. È un viaggio visivo che incrocia quattro punti tematici: donna, ambiente, pace, cultura, stimolando riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori di giustizia al di sopra delle leggi.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


Sul piano artistico, le opere dell’artisti statunitense proiettano l’osservatore nel suo universo cartaceo dallo stile inimitabile, basato sulle grafiche sovietiche e futuriste di inizio novecento, sulle pitture parietali latinoamericane, sui muralismi italiani alla Mario Sironi.

Obey al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria, le opere

Tra le opere in esposizione a Reggio Calabria, serigrafie e litografie provenienti da collezioni private che fanno di Obey il prototipo del nuovo artista politico, perché ha capito che i temi scottanti si affrontano con simboli e intelligenza visiva, con l’impatto rapido di un messaggio in cui riconoscersi senza confondersi.

Tra questi, ad esempio, Liberté, Egalité, Fraternité, una litografia del 2018 in prestito da collezione privata, che Obey realizzò per esprimere la propria solidarietà ai cittadini di Parigi all’indomani degli attentati terroristici del novembre 2015. Raffigura la Marianne, simbolo della République, circondata dalle parole del motto nazionale, su uno sfondo tricolore che riprende i colori della bandiera francese.

Obey donò una sua versione a stampa a Emmanuel Macron, di cui ha sostenuto la candidatura presidenziale, che fu esposta nel bureau del Palais de l’Elysée dopo la sua elezione. Nell’opera dello statunitense, i riferimenti all’attualità sono continui e proficui.

«Obey produce immaginari simbolici ad alto valore emozionale», spiega Marziani. «Fairey ha capito che le pareti stradali rappresentano la prima pagina della comunicazione virale, una nuova home page da cui non puoi sottrarti e che ti avvolge nei rituali quotidiani». Tra i riferimenti più immediati all’attualità in mostra a Reggio Calabria proprio l’ultima creazione di Obey dedicata ai recentissimi ed ancora purtroppo attuali venti di guerra che attraversano l’Ucraina e l’intera Europa.

Pace e diritti nelle opere di Obey esposte a Reggio Calabria

Obey infatti ha voluto riproporre la sua Liberté, Egalité, Fraternité, “rivestendola” dei colori della bandiera della nazione martoriata da questi due mesi di guerra. Diplomacy over violence. È un inno alla pace e alla presa di posizione contro la guerra: «La violenza è quasi sempre motivata da ego, avidità e incapacità di lavorare diplomaticamente con gli altri».


PER APPROFONDIRE: Messa universitari reggini, Morrone: «Il vero sapere è l’amore»


Commenta ancora l’arista: «Nel caso della guerra in Ucraina credo che molte persone stanno soffrendo inutilmente». Da qui l’invito a dare «priorità alla diplomazia e alla creatività rispetto alla violenza».

Tra le opere esposte al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria, sempre tra gli splendidi ritratti del mondo femminile contemporaneo che Obey interpreta e traduce dall’attualità, anche quello di Angela Davis. In mostra Davis è protagonista di Spirit of Independence, figura fondamentale per il movimento afroamericano degli anni Settanta. Obey la ritrasse più volte, una di queste immagini è in mostra, contribuendo a creare il mito di donna afroamericana. Donna simbolo sia del femminismo che dell’uguaglianza razziale.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email