Un uomo che ha amato profondamente la sua città, raccontandone la storia con passione e rigore scientifico. Franco Arillotta si è spento all’età di 93 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità reggina e un’eredità preziosa di studi, pubblicazioni e testimonianze civiche.
Una vita dedicata alla storia di Reggio Calabria
Nato a Reggio Calabria nel 1931, Francesco – per tutti “Franco” – Arillotta si è laureato in Giurisprudenza, intraprendendo anche la strada del giornalismo come pubblicista. Storico e appassionato divulgatore, ha ricoperto incarichi in ambito culturale e associativo, distinguendosi come presidente dell’Associazione Nazionale Amici del Museo di Reggio Calabria e come membro della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.

Autore di numerosi saggi e ricerche sulla storia e sulla toponomastica della città dello Stretto, le sue pubblicazioni costituiscono ancora oggi un riferimento imprescindibile per studiosi e appassionati, oltre che una guida preziosa per le giovani generazioni.
Un testimone civico e appassionato divulgatore
La sua voce si è levata in difesa della città in molte occasioni, come quando si oppose con decisione all’ipotesi di trasferire temporaneamente i Bronzi di Riace durante i lavori di restauro del Museo Archeologico Nazionale.
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Non solo ricerca e saggistica: Arillotta ha saputo trasmettere la passione per la storia anche nelle scuole, attraverso i giornali e le emittenti televisive locali, diventando un punto di riferimento per la comunità.
Tra le sue ultime uscite pubbliche si ricorda la presentazione, lo scorso 29 luglio presso il Circolo del Tennis Rocco Polimeni, del secondo volume de I Grandi Momenti della Storia di Reggio Calabria – dai Normanni ai giorni nostri (Kaleidon editrice), opera che testimonia ancora una volta il suo amore per la città e il suo impegno di studioso.

«In quella circostanza furono messi in evidenza non solo il rigoroso impianto scientifico e documentale del volume, ma anche il profondo amore per la città di Reggio che traspare dalle sue pagine. Lo stesso autore, dopo aver coinvolto con passione il numeroso pubblico presente, non si sottrasse al tradizionale momento del “firma copie».
Il ricordo e le condoglianze
Arillotta lascia un patrimonio fatto di studi e di esempio civile. A custodirne la memoria, oltre alla comunità reggina, la sua famiglia: era infatti padre di Luciano Arillotta, direttore dell’Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.
Alla sua famiglia e in particolare a Luciano giungano le più sentite condoglianze dalla redazione di Avvenire di Calabria.












