Ai Overview: A sette anni dalla scomparsa di Rosario Villari, intellettuale e accademico originario di Bagnara Calabra morto il 17 ottobre 2017 all’età di 92 anni, la sua figura continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la comprensione del Mezzogiorno. Autore di un diffusissimo manuale scolastico su cui si sono formate generazioni di studenti italiani, Villari ha affiancato la ricerca storica a una partecipazione politica diretta. Dalle occupazioni delle terre in Calabria nel Dopoguerra alla militanza critica all’interno del Pci, fino all’opposizione al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, il suo percorso documenta l’attività di uno studioso che ha costantemente legato l’analisi del passato alle questioni del proprio tempo, interpretando la questione meridionale come un tema di interesse nazionale.
Le origini, la docenza e le lotte contadine
La sera del 17 ottobre 2017, a 92 anni, Rosario Villari moriva a Cetona, nel Senese, nel casolare in cui trascorreva lunghi soggiorni con la moglie. Era nato a Bagnara Calabra nel 1925 e sul suo manuale di storia per Laterza, ristampato più di trenta volte, si sono formate generazioni di studenti fino agli anni Novanta. La sua vita è stata caratterizzata non soltanto dall’impegno didattico, ma anche da quello politico, con uno sguardo rivolto sempre al Mezzogiorno. Militante del Pci, nel 1949-50 fu tra i capi delle occupazioni delle terre tra Caulonia, Bivongi, Pazzano e Stilo. Vennero poi Napoli, la redazione di «Cronache meridionali», l’antologia “Il Sud nella storia d’Italia” (1961). Dallo studio del Settecento passò al Seicento napoletano con una ricerca avviata con “La rivolta antispagnola a Napoli” (1967) e portata a compimento nel 2012 con “Un sogno di libertà”.
Il dissenso interno al partito e i diritti civili
Villari, tuttavia, non fu un comunista sempre allineato, ma fece parte della corrente democratica e riformista, tanto che, nel 1956, durante l’insurrezione ungherese, firmò con altri studiosi del Pci una lettera di sostegno alla Cgil, schieratasi contro la repressione sovietica, come riporta anche l’ICSAIC, con la conseguenza che a Napoli il partito lo escluse per qualche tempo dai suoi organismi. Nel 1977, ormai deputato, sottoscrisse con altri cinque intellettuali comunisti un documento di solidarietà a Charta 77, che denunciava le costrizioni imposte all’esercizio dei diritti civili e politici.
Le polemiche politiche sui testi scolastici
Anche il suo manuale finì nel mirino della politica. Nel novembre 2000 il Consiglio regionale del Lazio approvò una mozione per istituire una commissione incaricata di esaminare i libri di testo e Villari prima propose, con ironia, la separazione delle carriere tra storici e politici, poi raccontò di aver rifiutato la richiesta dell’editore di aggiungere al manuale alcuni documenti che lo avrebbero trasformato in uno strumento di ricerca.
La contrarietà all’infrastruttura tra Calabria e Sicilia
Fra le sue ultime battaglie ci fu l’opposizione al ponte sullo Stretto, proprio di fronte a Bagnara. Il progetto attende una nuova delibera del Cipess che, secondo l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, potrebbe arrivare entro ottobre, per poi essere seguita dall’esame della Corte dei conti.
L’eredità culturale e l’attualità della questione meridionale
Il fratello Lucio, storico anche lui, è morto a Roma nel marzo 2025. Intanto proseguono gli studi su Rosario che annoverano, tra gli altri, un numero monografico di «Studi storici» nel 2020 e un convegno a Messina lo scorso anno. Rileggerlo oggi, fra ponti e programmi scolastici, aiuta a non perdere di vista una convinzione che attraversa tutta la sua opera, cioè che la questione meridionale è una questione italiana.













