Scegliere per competenza

Atam, il nodo della nuova nomina

Municipalizzate e società miste sono delle «brutte gatte da pelare» per tutti i primi cittadini. Ancor di più a Reggio Calabria dove l’impegno della Procura della Repubblica ha dimostrato come gli appetiti della ‘ndrangheta siano stati particolarmente famelici in questo settore. Detta così sembrerebbe solo un problema da casellario giudiziario; in realtà è molto di più. Quegli appetiti erano sfamati da corruttela (prima) e clientela (dopo) che in diversi casi hanno portato all’estinzione delle società per default finanziario. Guai, però, di fare tutta l’erba un fascio e la storia recente di Atam ne è una testimonianza. La gestione–Gatto rappresenta una stella cometa per tutti i suoi successori al timone della municipalizzata del trasporto pubblico locale in riva allo Stretto. Un punto di partenza, un buon punto di partenza, c’è. Occorre – adesso – tracciare un percorso che sia il più cristallino possibile; il primo passo, quello che ha visto la nomina dell’avvocato cassazionista Giuseppe Basile, è stata una falsa partenza. Per sgomberare il campo da ogni equivoco, in questo caso Basile non ha nessuna responsabilità.
La scelta di rassegnare le dimissioni (dopo la sospensione della nomina da parte dell’Assemblea dei soci) è un atto nobile, ma che interroga.
Possibile che – dopo l’onda lunga del Commissariamento per contiguità mafiosa e il rischio fallimento di Atam – a Palazzo San Giorgio nessuno abbia pensato ad un avviso pubblico per individuare la carica di Presidente dell’azienda municipalizzata? Siamo consapevoli che al ruolo di vertice operativo debba corrispondere l’aspetto fiduciario dell’organo politico, ma esiste una fiducia maggiore di scegliere per competenza professionale comprovata? Giuseppe Falcomatà è, dunque, dinnanzi all’ennesimo bivio: operare una rottura con i riti del passato o procedere secondo i canoni della vecchia politica?
Non è semplice, lo ammettiamo in premessa. Ma non è impossibile. Reggio Calabria è zeppa di professionisti all’altezza, magari disomogenei ad apparati di potere o di partito. L’Atam, così, potrebbe rappresentare un primo tassello per portare la Città ad una normalità amministrativa.

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