Sfruttamento prostituzione, a Reggio c’è chi gioca a mosca cieca

Un comunicato stampa del Comune dopo il nostro appello a Falcomatà: "Noi meglio di Firenze". Ma i fatti dicono il contrario
Sul numero de L’Avvenire di Calabria del 24 settembre, anche in seguito alle parole pronunciate dal vescovo Morosini al termine della processione della Madonna della Consolazione, abbiamo rivolto un appello al sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, affinché adottasse il medesimo provvedimento del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Quest’ultimo, in virtù del decreto Minniti, ha emanato un’ordinanza che istituisce il divieto di chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento. Un vero e proprio provvedimento di legge che, di fatto, prevede – dettaglio di non poco conto – una pena per il cliente.
Sul numero di domenica scorsa, abbiamo pubblicato un reportage scritto per noi da Nello Scavo, che per Avvenire è stato inviato a Firenze a constatare gli effetti dell’ordinanza Nardella. È cambiato molto, «i clienti scarseggiano, scriveva il giornalista, gli sfruttatori potrebbero decidere di cambiare zona, ma non sarà facile: i comuni del circondario stanno adottando analoghe ordinanze».
Durante questa settimana abbiamo appreso da un comunicato stampa che il Presidente della commissione statuto e regolamenti del comune di Reggio Calabria, ritiene che l’amministrazione Falcomatà abbia già adottato un provvedimento «più efficace rispetto all’ordinanza sindacale» e che nulla ha «da invidiare all’ordinanza di Firenze, anzi». Si tratta del regolamento per la Polizia urbana della Città di Reggio Calabria del 13 ottobre del 2015.
Il testo del comunicato, che appare dai toni eccessivamente politicizzati per una questione che non è politica, sembra però dimenticare una valutazione importante: quali sono i risultati del regolamento del 2015? Risponde lo stesso Martino, nella prima parte della sua nota stampa: «Sarà capitato a tutti di passare nelle ore serali in alcune aree della nostra città, e di notare le povere vittime attendere sul ciglio della strada l’adescamento di un potenziale “cliente” cui offrire una prestazione sessuale in cambio di denaro». Addirittura la Questura reggina, martedì, ha emesso quattro Daspo, per la prima volta a carico di prostitute, in ossequio al decreto Minniti.
Insomma, chi non è abituato a giocare a mosca cieca, vede chiaramente che c’è un problema e si adopera per risolverlo. Attendiamo che il nostro appello trovi l’accoglienza del sindaco e confidiamo sui risultati del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto, convocato per l’adozione di interventi tesi a conferire una rinnovata efficacia all’azione di contrasto alla prostituzione su strada.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
UniRC notte ricerca

SuperScienceMe Università Mediterranea: il bilancio della Notte dei Ricercatori

Foto On Giusi Princi ()

Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo: tredici istituti calabresi selezionati

Educazione al risparmio

Caro energia, l'educazione al risparmio parte dalle famiglie

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email