Ai Overview: Si chiudono ad Assisi le celebrazioni del Tempo del Creato, periodo ecumenico che quest’anno si intreccia con l’ottavo centenario della morte di San Francesco. La liturgia conclusiva vede la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’accensione della lampada votiva da parte del sindaco della città umbra. Centrale il messaggio di papa Leone XIV, che ha delineato il legame diretto tra i conflitti bellici e la crisi ambientale, sottolineando l’importanza dell’acqua come risorsa da tutelare. Le riflessioni ecologiche proseguiranno ora attraverso l’agenda internazionale, con la preparazione della COP31 e l’atteso viaggio del Pontefice in Amazzonia.
L’ottavo centenario francescano
Si chiude oggi, il Tempo del Creato, periodo ecumenico annuale dedicato alla preghiera e all’impegno concreto per la tutela della casa comune, celebrato dal 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte del Poverello, spirato alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226.
La presenza delle istituzioni e di Mattarella
Tra gli ospiti più attesi non è possibile non citare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che alle 9:45 parteciperà alla Messa celebrata nella Basilica superiore e trasmessa da Rai1: tra le autorità invitate anche gli ambasciatori dei Paesi stranieri accreditati presso la Repubblica Italiana. Per la prima volta, sarà il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, a rappresentare l’intero popolo italiano e ad accendere la Lampada votiva dei Comuni d’Italia con olio offerto dalla Regione Umbria.
Il messaggio del Papa su guerre e ambiente
A tenere insieme le due ricorrenze è stato Leone XIV. Per la Giornata del 1° settembre il Papa ha scelto il versetto di Isaia sulle spade forgiate in vomeri e, nel messaggio, ha descritto guerra e degrado ambientale come parti dello stesso circolo vizioso: i conflitti contaminano aria e acqua, mettono a rischio la sicurezza alimentare, generano povertà e alimentano tensioni dalle quali possono nascere nuove guerre. Il Pontefice, pertanto, ha avuto modo di ribadire che le energie impiegate nei conflitti dovrebbero invece essere destinate allo sviluppo umano integrale.
Il tema dell’acqua viva
Poi c’è l’acqua. Il comitato ecumenico internazionale ha scelto per quest’anno il tema «Acqua viva», ripreso dal capitolo 47 di Ezechiele in cui un rivolo esce dal Tempio, diventa fiume e risana ciò che incontra, che, potremmo dire, ben si accompagna al passo del Cantico delle creature in cui Francesco loda il Signore «per sor’Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta»: e oggi, fra quei quattro aggettivi, è soprattutto il terzo ad acquisire il peso maggiore.
Il senso del limite dell’uomo moderno
La liturgia della XXVII domenica del Tempo ordinario, invece, ha offerto l’immagine della vigna presente in Isaia, che al posto dell’uva produce acini acerbi, e quella della parabola di Matteo, dove i contadini omicidi, cui era stata data in affitto la vigna, credono di esserne diventati i padroni e uccidono l’erede per impadronirsi dell’eredità: avevano perso il senso del limite che, come suggerisce papa Leone, rappresenta uno dei motivi principali delle radici della crisi dell’uomo odierno. L’accostamento con il Poverello viene quasi spontaneo, se pensiamo che anche san Bonaventura, nella Leggenda minore, racconta che Francesco, in punto di morte, «si pose tutto nudo sulla terra».
L’agenda diplomatica e i futuri vertici
Con la chiusura del Tempo del Creato, però, l’agenda non si svuota. Domani, nelle Fiji, si apre la riunione preparatoria della COP31, in programma ad Antalya dal 9 al 20 novembre. A metà novembre Leone XIV sarà invece in Perù, con una tappa a Pucallpa, in Amazzonia con un messaggio chiaro: «dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione e dalla violenza alla pace».













