Sport e inclusione, successo per la prima tappa del Giro Handbike nazionale sul lungomare di Reggio Calabria

Il sindaco Giuseppe Falcomatà: «un’occasione per abbattere barriere architettoniche e mentali»

Una domenica di sport, inclusione e partecipazione civica. Il 30 marzo Reggio Calabria ha accolto la prima tappa del Giro Handbike 2025, giunto alla sua 15ª edizione, trasformando il suo Lungomare Italo Falcomatà in un circuito tricolore che ha unito prestazioni atletiche di altissimo livello con un forte messaggio di accessibilità e accoglienza.

Una vetrina nazionale per Reggio Calabria

La manifestazione ha rappresentato non solo una competizione sportiva paralimpica di rilievo nazionale, ma anche un’occasione concreta di promozione del territorio e di inclusione sociale. Realizzata con il sostegno del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, grazie ai fondi del Pon Metro e del Programma Operativo Complementare, l’iniziativa è stata organizzata dall’Ufficio Sport del Comune, che ha curato e seguito ogni fase dell’evento fino alla sua effettiva realizzazione.



A tagliare per primi il traguardo, nella gara assoluta, sono stati Christoph Stadlbauer (categoria MH3) per gli uomini e Kristina Madajova (categoria WH4) per le donne. Per le altre categorie del paraciclismo, il vincitore è stato Giuseppe Fiorillo (MC5).

Le istituzioni: «Sport come strumento di sviluppo e cittadinanza attiva»

Grande la soddisfazione delle istituzioni locali, a partire dal sindaco Giuseppe Falcomatà, che ha dichiarato: «Continua l’investimento dell’Amministrazione negli eventi culturali e sportivi a carattere nazionale, capaci di rappresentare una vetrina per la città e al tempo stesso di trasmettere un messaggio di inclusione. Il Giro Handbike è un esempio concreto di una Reggio Calabria accessibile, senza barriere mentali né architettoniche, ed è per questo che siamo orgogliosi di aver ospitato la prima tappa proprio qui».


PER APPROFONDIRE: Sport e inclusione, la montagna di Gambarie protagonista


L’assessore alla Città europea e resiliente, Carmelo Romeo, ha sottolineato il valore strategico dell’evento, realizzato grazie all’impiego virtuoso di fondi europei: «Questo appuntamento ci ha permesso di costruire un percorso partecipativo con le associazioni del territorio, animando l’iniziativa e trasformandola in volano di rigenerazione urbana e sociale. È un esempio concreto di come lo sport possa generare valore, rafforzando l’identità di una città che sa accogliere e valorizzare tutte le diversità».

Reggio capitale dello sport e dell’inclusione

Il consigliere delegato allo Sport, Giovanni Latella, ha ricordato il ruolo di Reggio come sede di grandi eventi: «Siamo reduci dalle qualificazioni europee di basket in carrozzina, un altro momento importante per la città. Oggi, con il Giro Handbike, continuiamo a promuovere lo sport come strumento di inclusione e promozione territoriale, valorizzando uno scenario unico come il Lungomare monumentale. Eventi di questo calibro devono diventare una costante nella nostra offerta cittadina».

Il mondo paralimpico: «Reggio può essere capitale dello sport»

A prendere la parola anche Antonello Scagliola, presidente del CIP Calabria, che ha evidenziato il significato più profondo dell’iniziativa: «Questa giornata dimostra che Reggio Calabria può essere una città normale, in cui tutto è possibile. L’obiettivo è farla diventare una capitale dello sport paralimpico, capace di attrarre eventi, investimenti e persone».

La cerimonia di premiazione, che si è svolta presso l’Arena dello Stretto, si è trasformata in un momento di festa condivisa, alla presenza di autorità civili, federazioni sportive, associazioni e cittadini. Tra i presenti anche il presidente del CIP Lombardia, Pierangelo Santelli, che ha voluto rimarcare l’eccellenza organizzativa e l’alto livello tecnico della tappa.



Il Giro Handbike 2025 ha offerto a Reggio Calabria l’occasione per rafforzare il suo ruolo nel panorama dello sport paralimpico nazionale, lanciando un messaggio potente di inclusione, partecipazione e riscatto sociale, in una cornice paesaggistica che unisce bellezza naturale e accoglienza comunitaria. Un evento che ha confermato, ancora una volta, che lo sport è uno strumento efficace di rigenerazione urbana, educativa e culturale, capace di ispirare un futuro migliore per tutti.

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