Avvenire di Calabria

La vocazione di don Narindra è nata in Madagascar, ma si è irrobustita in riva allo Stretto

Don Narindra racconta la sua vocazione: «La Grazia di Dio è la mia sicurezza»

In questi anni la sua formazione è stata seguita e sostenuta dal Seminario arcivescovile "Pio XI"

di Narindra Tsiriniaina Urlick *

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La vocazione di don Narindra è nata in Madagascar, ma si è irrobustita in riva allo Stretto. In questi anni la sua formazione è stata seguita e sostenuta dal Seminario arcivescovile "Pio XI".

La testimonianza della vocazione di don Narindra

Mi chiamo Narindra Tsiriniaina Urlick, ho ventisette anni, sono diacono e vengo dal Madagascar. Il 17 Luglio prossimo sarò ordinato presbitero nella mia diocesi che si chiama Morondava. Vorrei allora condividere i sentimenti che provo all’imminenza di questo momento molto importante della mia vita.


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Anzitutto, provo un sentimento di profonda gratitudine al Signore per questo grande dono che sto per ricevere. È un dono più grande della mia persona, ed è una manifestazione della misericordia divina verso di me. Di fronte al mistero di questo sacramento non posso dire altro che grazie al Signore perché nessuno potrà mai pretendere di meritare di rivederlo, per cui allo stesso tempo mi sento piccolo e bisognoso di umiltà nel ricevere il secondo grado del ministero ordinato.

La mia gratitudine va anche a tutti coloro che mi hanno accompagnato fin da quando ho avuto il desiderio di seguire il Signore da vicino. Ho scoperto la mia vocazione facendo il servizio liturgico sull’altare quando avevo solo nove anni. Ma anche facendo l’esperienza del Movimento Eucaristico dei Giovani, con l’accompagnamento del mio parroco, ho maturato la mia scelta entrando in seminario minore quando avevo sedici anni, nel 2010. Da lì, in poi ho intrapreso questa avventura bella ma anche difficile con il Signore per seguirlo più da vicino nel servire la sua Santa Chiesa.

Nel 2018, sono venuto a Reggio Calabria per completare la mia formazione. In questi dodici anni formazione, fra gioie e difficoltà, lacrime e allegrie, mi sono sentito accompagnato dal Signore tramite tutte le persone che hanno incrociato il mio cammino. Sono sicuro che dopo avermi accompagnato in questi anni di formazione, Egli mi accompagnerà nel mio ministero sacerdotale che la Chiesa mi affiderà a breve. Fiducioso di questa Sua presenza e sostengo per questa nuova tappa della mia vita che consegno il mio SI al Signore tramite la sua Chiesa.

Poi, non nascondo anche che provo un sentimento di trepidazione all’imminenza della mia ordinazione perché facendo conto dei mei propri limiti e debolezze, a volte mi sento indegno e non all’altezza di questo delicato ministero che il Signore mi vorrà affidare però credo che è Lui che ha scommesso su di me da quando che l’ho incontrato per la prima volta nel servizio ministrante.

Per cui, mi abbandono nella sua fiducia e la sua misericordia scegliendo la mia piccola persona e per questo che ho scelto la frase dell’Apostolo Paolo per accompagnare questa nuova tappa della mia vita: “Ti basta la mia grazia” 2Cor 12,9. La sua infinita grazia è la mia sicurezza che mi ha spinto a donarmi totalmente a lui tramite la vita del ministero ordinato.


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Mi sento anche di ringraziare l’Arcidiocesi di Reggio Calabria che in virtù di un gemellaggio con la mia Diocesi, mi ha dato l’opportunità di completare la mia formazione qui in Italia e ad avere una visione ecclesiale più aperta.

Quindi, mi affido alle vostre preghiere affinché diventerò sacerdote secondo il cuore di Cristo e vi chiedo di accompagnarmi con i miei altri tre compagni in questi ultimi giorni prima della nostra ordinazione.    

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