«Timido, gentile e paterno». Il ritratto di don Mario Manca

Monsignor Antonino Iachino, canonico del Capitolo Metropolitano dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, ricorda il sacerdote conosciuto sin da adolescente

Ho conosciuto don Mario Manca nell’ottobre del 1954 nel vecchio Seminario arcivescovile, dove io stavo iniziando l’anno scolastico della mia seconda media. Era stato nominato nostro prefetto e si preparava all’ordinazione presbiterale, fissata per il 24 ottobre. Non aveva compiuto i 23 anni di età (era nato il 21 marzo 1932) e quindi, secondo le norme canoniche, per poter essere ordinato, ha dovuto chiedere e attendere la dispensa pontificia. È rimasto con noi come educatore per tutto l’anno scolastico. Andava a celebrare la Santa Messa a San Brunello, in una chiesetta patronale, dedicata a San Bruno. Si è subito contraddistinto per la sua signorilità e discrezione, per la sua timidezza e gentilezza, per la sua umiltà e disponibilità all’ascolto e al servizio.

Alla fine dell’anno scolastico, ha continuato a seguire, a pieno tempo, la comunità di San Brunello come rettore della piccola chiesa, svolgendo un apostolato intenso al servizio della gente. Il rione cominciava a svilupparsi molto, anche dal punto di vista urbanistico, a tal punto che l’arcivescovo, monsignor Giovanni Ferro pensò di istituire una nuova parrocchia da dedicare a San Bruno. Il 27 giugno 1957 è stata istituita la nuova parrocchia e don Mario Manca, nello stesso giorno, è stato nominato primo parroco. Si è subito messo all’opera per costruire la Chiesa, i locali di servizio pastorale e contemporaneamente per formare la comunità cristiana. Su un terreno donato dalla nobile famiglia Giuffrè–Plutino, accanto alla piccola chiesa già esistente, con l’aiuto dei fedeli, si adoperò a costruire la nuova chiesa e le opere parrocchiali. La nuova chiesa è stata solennemente benedetta dal venerato arcivescovo, monsignor Giovanni Ferro, il 27 maggio 1962. Don Mario ha guidato la parrocchia, come parroco, fino al 24 giugno 2014, per 57 anni, venerato da tutti i fedeli. È stato un vero pastore secondo il cuore di Dio. Conosceva il suo popolo, che ha formato con amore e sapienza. Ha sempre promosso e formato il laicato, in modo particolare l’Azione Cattolica, soprattutto i ragazzi e i giovani.

Don Mario era un attento formatore, ma soprattutto un padre che sapeva ascoltare e mettersi accanto, disponibile e aperto all’accoglienza, umile e servizievole, accanto ai poveri e ai sofferenti. Dava molto spazio al laicato. Non era clericale. Per lunghi anni è stato direttore dell’Ufficio Amministrativo diocesano operando con fedeltà, con discrezione, professionalità, rispetto verso tutti e signorilità, senza mettersi mai in mostra, attento e preciso. Don Mario è stato un dono di Dio per la nostra Chiesa diocesana, ma anche un grande esempio per tutti noi. Modello di vita cristiana e sacerdotale. Esemplare anche nella sofferenza, accettata col sorriso sulle labbra.

* Canonico del Capitolo Metropolitano dell’arcidiocesi di Reggio Calabria–Bova

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