Ai Overview: Il romanzo “Nostalgia” dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, riproposto recentemente in una nuova edizione da Gramma/Feltrinelli, offre uno spaccato della vita in Israele a metà degli anni Novanta. Ambientato tra Tel Aviv e Gerusalemme nel 1995, il libro intreccia le vicende private di una giovane coppia, Amir e Noa, con gli eventi storici e politici di quel periodo, in particolare l’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin. Attraverso le dinamiche dei protagonisti, l’autore analizza il passaggio dalla speranza generata dagli Accordi di Oslo alla profonda disillusione che ha segnato il tessuto sociale del Paese, delineando temi e paure che si riverberano fino all’attuale complessità del contesto mediorientale.
Le speranze di pace e il romanzo d’esordio di Nevo
Ambientato in un piccolo quartiere tra Tel Aviv e Gerusalemme negli anni dell’assassinio di Yitzhak Rabin (1995), il romanzo “Nostalgia” di Eshkol Nevo (Gramma/Feltrinelli, traduzione dall’ ebraico Elena Loewenthal, pagine 394, euro 20), scrittore israeliano nato a Gerusalemme nel 1971, tra i più noti sulla scena letteraria internazionale, racconta la vita di una giovane coppia ebrea (Amir e Noa) in cerca di un equilibrio esistenziale nell’epoca in cui si credeva chela pace in medioriente stesse arrivando davvero, ma non sarà così, ogni speranza svanirà.
L’assassinio di Rabin e la fine delle illusioni
Arriveranno giorni tra i più inquieti della storia israeliana, culminati con l’assassinio del primo ministro Rabin – premio Nobel per la pace 1994 – il leader che aveva stretto la mano ad Yasser Arafat, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Era il 13 settembre 1993, e i due, appena usciti dalla Casa Bianca, a Washington, dove avevano messo le loro firme su uno storico accordo per risolvere il conflitto arabo-israeliano, si erano abbracciati. Il brutale delitto di Rabin, cancellerà ogni speranza di pace e farà ripiombare Israele nel tempo del tutto sospeso, tra desiderio di restare nella terra promessa da Abramo e costruire e l’imperiosa pulsione a fuggire altrove.
Il ritorno in libreria nel periodo più buio
“Nostalgia “, è il romanzo d’esordio di Nevo. Dopo la prima edizione israeliana (2004) il libro è stato pubblicato in Italia da Mondadori (2007) e successivamente da Neri Pozza (2014). Adesso, è riproposto da Gramma Feltrinelli (con la traduzione di Elena Loewenthal) nel momento più buio di Israele; nel tempo in cui emergono le gravi responsabilità – per la pace che si è allontanata – di Benjamin Netanyahu, primo ministro in carica dal 29 dicembre 2022. La nostalgia, ridiventa, a distanza di vent’anni, quel sentimento vissuto da Noa e Amir quando andando a vivere nel piccolo quartiere di Tel Aviv avvertirono il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Allora, sulla loro esistenza si stese il velo nero della tragedia e fece irruzione il clima di violenza di un conflitto che non si sarebbe più fermato.
Le irrisolte contraddizioni del Medio Oriente
Nella postfazione alla nuova edizione del suo libro, Nevo racconta di aver allora scritto in un momento particolare; dopo essere stato lasciato dalla ragazza con la quale aveva cercato casa tra Tel Aviv e Gerusalemme, come accadrà ai protagonisti del suo romanzo. In quella casa, i due, avevano proiettato la promessa di un amore e lì ne avevano vissuto anche la fine. E’ passato molto tempo adesso ma i fantasmi della storia israeliana e le tragedie di quel microcosmo che è il medioriente, sono rimasti fermi. Anche oggi ci sono anime straziate tra dolori e irrisolte contraddizioni; le famiglie si trovano ancora ad affrontare lutti e a volte soccombono, ci annegano dentro. I palestinesi sognano di tornare nelle case da dove sono stati cacciati nel ’48 e gli israeliani di questo continuano ad avere paura. L’assassinio di Rabin per mano di un colono ebreo estremista – , a trent’anni di distanza, rappresenta il momento cruciale dopo il quale la situazione è peggiorata, mentre le due parti [israeliani e palestinesi ] hanno smesso di mirare a un accordo di pace, scegliendo la rimozione e la negazione della realtà.













