Tutto pronto per Cucullaro: «Nessuno escluso»

Il soggiorno sociale è un’esperienza di accoglienza, condivisione e fraternità rivolta a tutti coloro che si trovano in una condizione di disagio.

L’idea venne negli anni ’70 a un sacerdote speciale, don Italo Calabrò, all’indomani della chiusura degli ospedali psichiatrici. Infatti, il Soggiorno sociale di Cucullaro, nelle sue prime edizioni – con cadenza più frequente di quelle di oggi, più di una volta l’anno – era rivolto proprio a chi aveva vissuto l’inferno dell’isolamento nelle case di cura. Il 2019 è il 41esimo anno per l’esperienza residenziale alla casa San Paolo che, quest’anno, accoglierà i suoi ospiti dal 26 agosto al 1 settembre.

Ed è proprio a una frase dell’indimenticato sacerdote reggino, e allo spirito di accoglienza e integrazione, che il Soggiorno di quest’anno si ispira: «Nessuno escluso, mai!». Una vacanza, sostenuta principalmente dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, pensata per chi non può permettersela, per chi vive la bellezza di uscire dall’isola- mento di una società che innalza barriere contro chi è diverso, debole, povero, ammalato, solo. Dal 14 maggio, ogni martedì dalle 10 alle 12, alcuni volontari aspettano gli ospiti negli uffici della Caritas diocesana per accogliere le iscrizioni di coloro che desiderano vivere, come ospiti o come volontari, questa esperienza. Gli ospiti dovranno allegare alla scheda di iscrizione, un certificato medico e la lettera di presentazione del sacerdote della parrocchia di provenienza.

«Anche quest’anno cambiano i volti. Ormai, alcuni sono fissi: abbiamo ospiti che sono diventati delle vere e proprie istituzioni – spiega la responsabile Caritas del Soggiorno Sociale, Domenica Belmondo – ma soprattutto cambiano i volti e le storie dei volontari: giovani che ogni anno scelgono di mettersi al servizio degli altri. Un’esperienza arricchente dal punto di vista umano, a 360 gradi. Molti dei ragazzi che negli anni scorsi hanno servito gli ospiti del Soggiorno sociale, ricordano ancora con molto affetto e commozione i giorni che hanno vissuto». Ed è questa l’altra faccia del Campo di Cucullaro: c’è chi si aspetta di aiutare chi è in difficoltà e si ritrova, partecipando alle sofferenze, incociando le storie degli ultimi, ad essere cambiato e aiutato proprio da loro.

«Una delle cose che dicono quasi tutti i ragazzi – conferma Domenica Belmondo – è che credevano di venire per donare qualcosa, invece finiscono per riceverlo. Una delle cose di cui ci accorgiamo, a fine giornata, sono quei momenti in cui i volontari si fermano, magari a fine serata, coi nostri amici ospiti. Loro magari sono anziani, hanno tante cose da raccontare. Vedere quell’incrocio di sguardi, ascoltare le reazioni dei giovani volontari, ci fa capire che l’esperienza del Soggiorno Sociale non aiuta soltanto chi viene ospitato ma anche, e forse di più, chi ospita». Torna dunque l’opportunità di vivere giorni di riposo e spensieratezza, ma anche di fratellanza e condivisione, in una delle cornici più belle e suggestive di tutto l’aspromonte. La casa di Cucullaro è immersa nei boschi ma, soprattutto, è immersa in una Carità e in un amore fraterno che non lasciano «nessuno escluso, mai».

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