Ai Overview: Dal 23 al 30 settembre 2026 torna la Settimana Europea dello Sport, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per contrastare la crescente sedentarietà legata agli stili di vita moderni e all’uso prolungato di dispositivi digitali. L’undicesima edizione si focalizza su tre direttrici principali: l’inclusione sociale, il benessere psicofisico e il senso di appartenenza comunitaria. Napoli, nominata Capitale Europea dello Sport per l’anno in corso, ospiterà gli eventi cardine della manifestazione, tra cui le iniziative dedicate agli istituti scolastici previste per il 25 settembre e la #BeActiveNight del 26 settembre. Il progetto, attuato in Italia da Sport e salute, punta a riaffermare l’importanza dell’attività motoria, un ambito in cui anche la Chiesa cattolica storicamente offre il proprio contributo per favorire l’aggregazione.
I valori educativi e l’impegno istituzionale
Non c’è dubbio che lo sport sia una delle attività che più di molte altre favorisca sia l’affermazione di valori educativi e sociali che la promozione della crescita personale, perché, accanto al rispetto e all’inclusione, trovano spazio anche l’impegno e il sacrificio al pari dell’autostima e della gestione della sconfitta, senza nascondere la possibilità che possa diventare anche fonte di competizione e di guadagno. A ben vedere, saranno anche questi i pilastri su cui si baserà la Settimana Europea dello Sport, un evento istituito dalla Commissione Europea nel 2015 e promosso annualmente, dal 23 al 30 settembre 2026, dal Ministro per lo sport e i giovani, con il coordinamento del Dipartimento per lo sport e l’attuazione da parte di Sport e salute.
Le sfide contemporanee tra sedentarietà e inclusione
L’edizione del 2026 si svilupperà attorno a tre grandi aree di riflessione, ovvero l’inclusione, il benessere, sia fisico che mentale, e l’appartenenza. Lo sport è certamente uno strumento che può consentire a tutti di trovare il proprio posto e, quindi, deve essere accessibile a tutti, senza limitazioni o ostacoli che possano dipendere dall’età o dal genere, piuttosto che dalle abilità possedute o dalle esperienze passate, ma se si limitasse a questo, il suo ruolo sociale sarebbe fortemente compromesso. Lo sport, infatti, per un verso, può favorire il benessere individuale se è pulito e accompagnato da stili di vita sani e attivi, per altro verso, può promuovere il senso di appartenenza, perché la partecipazione ad attività sportive consente a persone di diverse generazioni e culture di condividere percorsi e fare comunità. A esser sinceri, rimangono due problemi faticosi da affrontare, ovvero la sedentarietà, che aumenta con l’ingresso nel mondo del lavoro, e l’uso di social e videogiochi, che chiude in casa un numero sempre crescente di ragazzi: le conseguenze dello scarso o inesistente esercizio fisico, come è facile prevedere, sono acciacchi e malattie, anche cronici.
Napoli protagonista dell’undicesima edizione
Ad ogni modo, la Settimana Europea dello Sport è giunta all’undicesima edizione e quest’anno Napoli sarà protagonista, anche come capitale europea dello sport 2026, con una serie di attività che includono la giornata dedicata alle scuole di venerdì 25 e l’evento #BeActiveNight di sabato 26.
L’impegno sociale della Chiesa
Insomma, lo sport è davvero importante, anche per la stessa Chiesa cattolica che nel corso degli anni è riuscita a incoraggiare esperienza sociali di primo livello, inclusa la partecipazione al torneo













