Avvenire di Calabria

Oggi parte la nuova campagna di sensibilizzazione per l'8xmille alla Chiesa cattolica: una firma che vale molto di più

8xmille alla Chiesa cattolica: al via la nuova campagna di sensibilizzazione

Tra le storie-simbolo selezionate dal servizio nazionale del Sovvenire c'è anche una che arriva dalla provincia di Reggio Calabria

di Redazione Web

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Oggi parte la nuova campagna di sensibilizzazione per l'8xmille alla Chiesa cattolica: una firma che vale molto di più. Tra le storie-simbolo selezionate dal servizio nazionale del Sovvenire c'è anche una che arriva dalla provincia di Reggio Calabria.

La provincia reggina tra le storie dell'8xmille alla Chiesa cattolica

“Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farne migliaia”. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo di un semplice gesto che permette ogni anno di realizzare migliaia di progetti in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

La campagna, on air dal 2 maggio, sottolinea la relazione forte e significativa tra la vita quotidiana dei cittadini e le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”: piccoli o grandi che siano, essi non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie. 

Ecco, quindi, che con una firma per l’8xmille, è possibile moltiplicare la sensazione di benessere che si prova quando si fa un gesto d’amore. Come fa la Chiesa ogni giorno con i suoi interventi arrivando capillarmente sul territorio a sostenere e aiutare chi ne ha più bisogno: poveri, senzatetto, immigrati, ma anche italiani che attraversano momenti di difficoltà. 


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Ettore Triolo, avvocato di Reggio Calabria, già segretario del Consiglio pastorale di Reggio Calabria - Bova, spiega: «Nei giorni silenziosi del lockdown di primavera, mentre tutto nel mondo sembrava fermarsi, in ogni diocesi d’Italia, in centinaia di parrocchie, tantissimi parroci e volontari, instancabilmente, si sono messi dalla parte degli ultimi, dei più fragili, dei tanti che a causa della pandemia sono inesorabilmente scivolati sotto la soglia della povertà».

Di quel tempo, aggiunge, è impossibile dimenticare «gli operatori pastorali, i catechisti, i responsabili e gli educatori delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi che si prodigavano, con tanta fantasia, per proseguire le attività formative e pastorali, dimostrando una grande capacità di utilizzazione di tutti quegli strumenti di comunicazione, che in un tempo di distanziamento hanno consentito di mantenere e qualche volta di riallacciare legami. Spesso anche di far sì che la Chiesa potesse essere ancora compagna soprattutto di coloro che maggiormente hanno patito le conseguenze della solitudine, pensiamo agli anziani».

Anche per questo Ettore devolve l’8xmille alla Chiesa cattolica, la sua è una firma convinta, perché egli vede nella comunità ecclesiale una «compagna di strada, capace di riscaldare i cuori e di indicare sempre l’essenziale. È questa l’immagine di Chiesa che la mia comunità diocesana mi rimanda ed è anche per questo motivo che io scelgo ancora di donare l’8xmille alla Chiesa Cattolica. Lo faccio da sempre con convinzione, perché conosco la capacità della mia comunità ecclesiale, parrocchiale e diocesana, di alzare lo sguardo verso il futuro e percorrere strade profetiche e coraggiose, facendosi interprete consapevole e fiduciosa dei segni dei tempi, senza mai perdere il legame profondo con la fonte della sua ispirazione; lo faccio perché ho in mente e nel cuore figure di sacerdoti e laici che mi hanno accompagnato (e altri che ancora mi accompagnano) nel mio cammino, testimoniando la bellezza e la libertà che possono derivare solo dall’incontro autentico con Cristo Gesù».

Nella nostra diocesi, i fondi dell’8xmille si sono trasformati in formazione costante per i volontari delle Caritas parrocchiali, attraverso il progetto “Le Comunità per la Comunione in cammino”

Si intitola “Le Comunità per la Comunione in cammino” ed è un progetto della Caritas diocesana di Reggio Calabria sostenuto dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica che si è concluso da pochi giorni. Un’iniziativa che mette «al centro la formazione pedagogica degli operatori» come spiegano i promotori. In realtà si tratta di un’urgenza: secondo la Caritas reggina è necessario riscoprire «spazi educativi e testimonianze vive», specialmente dopo la fine dello stato d’emergenza.

Nello specifico l’idea progettuale “Le Comunità per la Comunione in cammino” è partito e si è sviluppato con l'intenzione di allargare la proposta formativa avviata negli anni precedenti in via sperimentale a tutte le foranie dell’arcidiocesi di Reggio Calabria, per risvegliare alcuni valori-guida, tra cui il senso di appartenenza pastorale, la bellezza della formazione, camminare insieme con metodo e stile sinodale, soprattutto nelle parrocchie in cui non è presente la Caritas e che esprimono il desiderio e la volontà di formarsi.

«Le Caritas parrocchiali, ora più che mai, hanno bisogno di sperare la mentalità assistenzialistica per recuperare la dimensione della prossimità e della condivisione» a spiegarlo è l'operatrice della Caritas reggina, Galedea Stelitano, che aggiunge: «Il percorso di formazione si è sviluppato partendo dallo "smitizzare" alcuni luoghi comuni, come quelli che associano Caritas italiana a servizi di assistenza o consegna viveri. Il primo compito, in verità, è testimoniare il senso cristiano della Carità: "Amatevi come io vi ho amato"».

Suor Lucia Valori è una suora francescana alcantarina che spende la propria missionarietà presso il Centro d'Ascolto "Don Italo Calabrò" di Archi. «In tanti parlano di ascolto empatico - spiega la religiosa - ma cos'è? Il primo grande "sforzo" è quello di provare a entrare in sintonia con la persona che sto ascoltando. Non esistono "soluzioni preconfezionate": dobbiamo costantemente sentirci in condizione potenziale di ascolto».

Aspetto speculare all'ascolto è la capacità di comunicare. Su questo aspetto si è soffermato Gaetano Versace, giovane operatore della Caritas reggina: «L'efficacia della comunicazione si misura dal risultato sortito». Ma come comunicare al meglio? Prova a delineare un profilo ideale Domenica Belmondo, che ha coordinato per la Caritas questo progetto formativo: «Le barriere della comunicazione, quali ad esempio parlare per frasi fatte o avere un atteggiamento moralizzante, certamente non aiuta una comunicazione di prossimità».

Simona Scrivo, impegnata in questa attività progettuale spiega ai nostri taccuini cosa voglia dire «fare rete». «La rete sostiene, aggancia e unisce; a volte va in tensione col rischio di spezzarsi; - sottolinea Belmondo - la vera ricchezza è allentare la tensione andare verso l'altro».

Infine, Francesca Pizzimenti, operatrice della Caritas diocesana reggina, partendo dal valore dei Centri d'Ascolto, ha sottolineato l'importanza della raccolta dati: «I dati realmente servono perché aiutano a progettare con un'ottica generativa: solo capendo il bisogno del territorio si può provare a essere strumento di cambiamento per tutta la società».

Al progetto “Le Comunità per la Comunione in cammino” , finanziato col Fondo Cei 8xmille, hanno partecipato le foranie dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova di Reggio Sud, Bagnara-Scilla, Gallico-Catona e Bova. Inoltre, particolare interesse è stato dimostrato dalle parrocchie di San Gregorio Taumaturgo, San Biagio Martire, San Sebastiano martire al Crocefisso, Sant'Antonio da Padova e Santa Caterina e San Michele Arcangelo di Motta San Giovanni.


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La nuova campagna 8xmille è ideata dall’agenzia Wunderman Thompson Italia che si è aggiudicata la gara indetta dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica: creatività di Massimiliano Traschitti e Antonio Codina, regia di Edoardo Lugari. Le foto sono di Francesco Zizola. La casa di produzione è Casta Diva/Masi Film.

Sarà pianificata su tv e web con due spot da 30” e otto da 15” dedicati a diversi target, Inoltre, la campagna si svilupperà su stampa, affissione e radio. 

“L’obiettivo della campagna 2023 – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è far comprendere il valore di un gesto molto semplice come una firma, abbinandolo a momenti della vita di tutti i giorni. Gli spot ruotano intorno al concetto del ‘sentirsi bene’ prendendosi cura del prossimo grazie ad un’opzione, nella propria dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma è protagonista di un cambiamento ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. In ogni iniziativa le risorse economiche sono messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari che, con le nostre firme, sono il vero motore dei progetti realizzati”.

Nella campagna 2023 la Chiesa si racconta attraverso otto storie di speranza e di coraggio. Gli spot mettono in luce il valore della gratuità e gli sforzi di una Chiesa in uscita, che si prende costantemente cura dei più deboli, donando opportunità e fiducia, intervenendo con discrezione e rispetto, operando con creatività e positività.


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«Il Porto delle Grazie di Roccella Jonica è il simbolo di una Calabria che accoglie». È sintetizzato in queste parole di Monsignor Francesco Oliva, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, il senso di “Un Popolo per tutti”, progetto di accoglienza avviato dalla Caritas diocesana per promuovere la crescita di spazi di accoglienza e favorire l’inserimento sociale degli immigrati nel tessuto sociale ed economico della diocesi.

In questa striscia ionica, i frequenti sbarchi di migranti hanno dato il via, negli ultimi anni, a una vera e propria gara di solidarietà che ha visto la cittadinanza in prima linea per offrire aiuti e sostegno. Arrivano infreddoliti e affamati, alcuni colpiti nel corpo e nell’anima dopo le numerose violenze subite. Soltanto chi riesce a sopravvivere alla traversata può lasciarsi finalmente alle spalle la paura di non farcela. Ad attenderli in porto i responsabili della prefettura e della Croce Rossa, e nei luoghi di accoglienza l’equipe della Caritas dedicata all’emergenza e al supporto logistico.

«Interveniamo su richiesta delle Forze dell’Ordine con i mediatori culturali, indispensabile ponte con le persone in accoglienza, per accertarne l’identità e i bisogni - sottolinea Carmen Bagalà, direttrice della Caritas di Locri-Gerace - La mediazione è un’operazione delicata, che ci permette di capire le emergenze e di intervenire a supporto e in collaborazioni con gli Enti coinvolti, soprattutto in presenza di condizioni limite e nelle situazioni di diniego di richiesta di asilo. Il nostro progetto è rivolto a potenziare le attività della Caritas e delle associazioni in un circolo virtuoso che consenta di creare le condizioni per semplificare la vita delle persone accolte: dal loro arrivo e per tutto il periodo di permanenza sul territorio diocesano, mantenendo una dimensione di solidarietà e promozione della vita umana.»

Roccella e la Locride sono da trent’anni un polo di accoglienza, per i migranti provenienti soprattutto dalla rotta turca, dallo scorso anno, aperto anche ai profughi ucraini. Nel 2022 sono stati registrati ben 113 sbarchi sulle coste ioniche rispetto ai 65 del 2021 per un totale di quasi 10.000 persone che hanno cercato rifugio nel nostro Paese. 

La Caritas di Locri-Gerace ha seguito più di 4.700 persone tramite il centro d’ascolto grazie anche alla firma di un protocollo d’intesa con due enti del territorio impegnati nell’accoglienza.

«Quelle che raccogliamo sono storie di ansia e disperazione - prosegue Carmen Bagalà -. Molte sono le mamme con bambini, provenienti soprattutto dall’Afghanistan, dal Pakistan e dalla Siria, a cui forniamo strumenti e opportunità per avere la possibilità di scegliere se restare o spostarsi in altri Paesi per il ricongiungimento con altri membri della famiglia. Grazie ai 78.000 € di fondi 8xmille della Chiesa cattolica, nel triennio abbiamo potuto migliorare gli spazi dedicati all’ospitalità e i servizi in supporto all’accoglienza, avviando, tra le altre cose, un percorso di inserimento nel tessuto sociale ed economico della diocesi attraverso un servizio che offre le informazioni relative alle richieste di soggiorno e segnala le opportunità di occupazione garantendo alle persone in accoglienza, soprattutto nella fase iniziale, un accompagnamento al lavoro.»

La macchina della Caritas interviene anche nei paesi limitrofi mettendo a disposizione strutture di accoglienza, come il dormitorio Pandocheion, dove sono disponibili anche 21 posti letto complessivi distribuiti in appartamenti da 4 persone, destinati prevalentemente a donne vittime di violenza con minori.

I migranti hanno a disposizione una serie di servizi come: docce, lavanderia e una mensa che ogni giorno serve 80 pasti che raddoppiano spesso con le confezioni da asporto per la cena.

«L’attenzione per le persone accolte – conclude la direttrice - passa anche da un centro di ascolto medico, presso la sede della Caritas Diocesana, che, grazie a una squadra di 63 specialisti, coordinati dall'associazione Jimuel, propone screening preventivi e visite per alleviare le sofferenze di chi giunge nel nostro Paese e non ha la possibilità accedere al servizio sanitario. Si tratta di un piccolo passo per un aiuto concreto a chi ha bisogno.»

Le firme si traducono in un progetto articolato che punta a far sentire le persone accolte e non ignorate, combattendo il sentimento dominante della paura che segna i volti e l’anima di coloro che arrivano nel nostro Paese in cerca di una seconda opportunità.

Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nell’area Mappa 8xmille sono geolocalizzati e documentati migliaia di interventi già realizzati, in Italia e nel mondo. Una geografia di opere in aggiornamento, nel segno della rendicontazione e della trasparenza verso chi ha generato con la firma opere di fraternità secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

La Chiesa cattolica ogni anno si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e contribuenti per rinnovare la firma che si concretizza in risorse per la realizzazione di opere dove tanti, ogni giorno, trovano porte aperte e speranza restituita.

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