Avvenire di Calabria

Siciliano, 51 anni, è stato nominato dal Consiglio permanente della Cei che lo ha scelto all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale di Ac

Azione cattolica, è Notarstefano il nuovo presidente nazionale

Collabora all’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro e fa parte del Comitato scientifico organizzativo delle Settimane Sociali dei cattolici italiani

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Cita «la bellezza e l’entusiasmo della nostra “passione cattolica”». Ricorda che «la vita associativa è soprattutto un camminare insieme, prendendosi cura reciprocamente e concretamente gli uni degli altri». Si dice pronto a far divenire «sempre più» l’associazione «una “palestra di sinodalità” a servizio della Chiesa italiana e del nostro Paese». E invita a riconoscere «questo tempo difficile come un’opportunità ». Giuseppe Notarstefano è il nuovo presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana per il triennio 2021-2024. E nel suo primo messaggio richiama all’impegno per essere «piccolo seme di rinnovamento civile, ricercando percorsi fraterni e alleanze generative di amicizia sociale per promuovere il bene comune ». Siciliano, 51 anni, è stato nominato dal Consiglio permanente della Cei che lo ha scelto all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale di Ac ha indicato dopo la conclusione della XVII Assemblea nazionale. Sposato con Milena Libutti, e padre di Marco, 12 anni, è ricercatore di statistica economica e insegna alla sede di Palermo dell’Università Lumsa.

«L’Azione cattolica mi ha accompagnato sin da ragazzo – racconta – e in essa ho maturato un grande senso di riconoscenza: verso il Signore che mi ha donato questa strada da percorrere alla scoperta della gioia rigenerante del dono di sé e del servizio agli altri, soprattutto ai “più piccoli”, e verso la Chiesa, cui ho imparato a voler sempre più bene grazie alla compagnia di laici e sacerdoti “giardinieri sapienti», che hanno seminato e coltivato in me un profondo desiderio di bene e di comunità ». Negli anni Notarstefano è stato responsabile dell’Acr ad Agrigento, sua diocesi di nascita; poi, dal 1999 al 2005, responsabile nazionale dell’Acr, componente del Centro studi di Ac, membro del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, consigliere nazionale per il settore Adulti e dal 2014 vicepresidente nazionale Ac per il settore Adulti. Collabora all’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro e fa parte del Comitato scientifico organizzativo delle Settimane Sociali dei cattolici italiani. Succede a Matteo Truffelli che fa sapere: «La gioia e la gratitudine si legano poi a una grande fiducia nel futuro, perché so che Giuseppe saprà mettere in gioco le sue tante capacità, la sua preparazione culturale, la sua profonda umanità, la sua ricca vita spirituale, la sua conoscenza ampia e articolata dell’Ac e della Chiesa italiana». Quindi il benvenuto del vescovo Gualtiero Sigismondi, assistente ecclesiastico generale, che chiede di «assicurare alla Chiesa in Italia un laicato che non restringe la propria azione alla “manovalanza pastorale”, ma che offre una partecipazione vigile alla vita civile».

Articoli Correlati

Don Fortunato Morrone e l’Azione cattolica: esperienza di Chiesa

Per sei anni, l’arcivescovo eletto di Reggio Calabria-Bova è stato assistente generale dell’Ac calabrese. Tra gli aneddoti raccontati da Carmine Gelonese c’è l’amicizia tra Morrone e l’indimenticato sacerdote reggino e assistente diocesano di Ac, don Lillo Spinelli.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.