Bartolo Longo: mons. Caputo (Pompei), “sarà canonizzato nel mese del Rosario, preghiera senza la quale il santuario sarebbe stato costruito né le opere di carità avrebbero aperto le porte all’amore”

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Leone XIV ha decretato, nel Concistorio di oggi, che il beato Bartolo Longo sarà proclamato santo il 19 ottobre, nel mese tradizionalmente dedicato al Santo Rosario. Appresa la notizia, l’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, ha presieduto a mezzogiorno, nella Cappella Bartolo Longo, la preghiera di ringraziamento, elevata insieme al clero, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici. “Ecco la data attesa – ha detto l’arcivescovo – sin d’ora, in questo luogo simbolo, dove sono accolte le spoglie di Bartolo Longo, che tra qualche mese potremo invocare come San Bartolo, è inscritta nella storia provvidenziale e mirabile del santuario di Pompei”. Nelle parole del presule il rendimento di grazie a Dio “il cui amore ha cambiato il cuore di un uomo che, da peccatore, è diventato santo” e alla “Madonna del Rosario, nostra Madre, che ogni giorno ha suggerito all’orecchio di Bartolo Longo le stesse parole rivolte ai servi di Cana: fai quello che Egli ti dirà!”. Tanta la riconoscenza per “Papa Francesco che, dal Cielo, oggi, fa festa con noi e ci benedice” e per “Papa Leone XIV, che, in un disegno provvidenziale, celebrerà la canonizzazione di Bartolo Longo. Con la scelta del suo nome pontificale, il Santo Padre ha voluto richiamare Papa Leone XIII, il Pontefice che accompagnò i primi decenni della storia pompeiana guidando, fino alla sua morte, avvenuta nel 1903 (e il suo stemma è impresso sulla facciata del santuario), i passi del fondatore e della fondatrice, la contessa Marianna Farnararo De Fusco. È un cerchio che si chiude, un segno nel quale è evidente la mano del Padre e l’azione dello Spirito, a cui basta un soffio lieve per suscitare meraviglia”.
L’arcivescovo Caputo ha poi rimarcato che “Bartolo Longo sarà canonizzato nel mese del Rosario e non potrebbe essere altrimenti. Tutto è grazia, tutto è grazia qui a Pompei, ma senza il Rosario la Valle ‘sconsolata’, come la chiamava Bartolo Longo, sarebbe rimasta tale, né il santuario sarebbe stato costruito né le opere di carità avrebbero aperto le porte all’amore vissuto di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze. Nessuna casa può reggere senza le fondamenta così Pompei non può reggere senza la preghiera del Santo Rosario”.
“Da oggi – ha concluso mons. Caputo – iniziamo, dunque, il cammino di avvicinamento e di preparazione alla canonizzazione di Bartolo Longo. Saranno mesi impegnativi, anche sotto l’aspetto organizzativo, ma il primo nostro impegno sarà la preghiera. È pregando che ci si avvicina a quello storico giorno. Ricordiamoci sempre che la canonizzazione è un dono che Dio non fa a Bartolo Longo, il quale non potrebbe desiderare nulla di più. È in Paradiso e già gode della visione beatifica del Padre. È piuttosto un dono che Dio fa alla Chiesa universale: i fedeli di tutto il mondo hanno un altro santo a cui guardare, un altro santo da imitare”.

Fonte: Agensir
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