Avvenire di Calabria

Nel pomeriggio la sentenza al ricorso presentato dal Nuova Italia Unita

Brogli alle comunali, il Tar si pronuncia: ricorso inammissibile

di Redazione web

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Il Tar della Calabria si è pronunciato dichiarando inammissibile il ricorso presentato da Nuova Italia Unita, all'indomani dell'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui presunti brogli alle ultime elezioni amministrative.

Nel dispositivo di sentenza si legge: "
Pur essendo indubbia la gravità delle condotte ad oggi contestate agli indagati, non può condividersi, invero, il rilievo secondo cui la gravità dei brogli elettorali emersi in sede di indagini penali fosse tale da comportare la necessaria rinnovazione delle operazioni elettorali comunali.

Non appare a tal fine conducente la giurisprudenza richiamata da parte ricorrente che attiene alla ben diversa fattispecie in cui, non essendovi corrispondenza tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate, non sia possibile risalire alla effettiva volontà popolare.

Nel caso di specie, invece, le doglianze che controparte enuncia, sia pure attraverso il rinvio alle indagini penali in corso, riguardano un numero determinato di schede elettorali che avrebbe imposto la dimostrazione del superamento della prova di resistenza.

Il principio della prova di resistenza nel giudizio elettorale consente, infatti, di ottenere il giusto contemperamento tra l'esigenza di reintegrare la legittimità violate nel corso delle operazioni elettorali e quella di salvaguardare la volontà espressa dal corpo elettorale dovendo escludersi, pertanto, la possibilità di disporre l'annullamento dei voti in contestazione, qualora le illegittimità denunciate al riguardo non abbiano influito in concreto sui risultati elettorali (cfr., ex multis, T.A.R., Firenze, sez. II, sentenza n. 1283 del 24 settembre 2019).

Non rileva a tal fine che non sia possibile risalire alla concreta individuazione delle schede elettorali “falsificate”, trattandosi, comunque, di un numero determinato di 100 voti la cui concreta incidenza sui risultati elettorali avrebbe dovuto essere oggetto di specifica e puntuale dimostrazione da parte ricorrente.

Né può assumersi a fondamento del preteso travolgimento dell’intera tornata elettorale l’assunto secondo il quale le indagini sono ancora in corso o, ancora, il riferimento ad “altri delitti della stessa specie oggetto di ulteriore accertamento” che renderebbero “l’idea dell’ampiezza e diffusione delle irregolarità che hanno inficiato le operazioni di voto del comune di Reggio Calabria” (cfr. pag. 6 del ricorso per motivi aggiunti).

Una simile affermazione, invero, ben lontana dal poter costituire il presupposto per il travolgimento delle operazioni elettorali a fronte di una contestazione che attiene ai voti di 100 elettori, finisce per mettere ancora più in evidenza l’indeterminatezza e la genericità delle censure sollevate con il ricorso e con i motivi aggiunti e l’intento esplorativo delle stesse, nelle more di eventuali sviluppi delle indagini penali ancora in corso.

Alla luce di quanto osservato il ricorso principale ed i motivi aggiunti sono, pertanto, inammissibili anche per non aver dato atto del superamento della prova di resistenza, ovvero della reale incidenza dei vizi contestati sui risultati elettorali e non sussistendo, altresì, in ragione di quanto sopra dedotto, i presupposti per l’annullamento delle operazioni elettorali nel loro complesso o limitatamente alle sezioni interessate dalle indagini.

In ragione di tutto quanto dedotto, il ricorso ed i motivi aggiunti devono essere dichiarati inammissibili".

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