Avvenire di Calabria

Nei giorni scorsi la denuncia dei responsabili di alcune cooperative che si occupano del servizio nella città calabrese dello stretto

Centri diurni a Reggio Calabria, il Forum del Terzo settore chiarisce

Pasquale Neri: «La questione è avviata a soluzione, siamo felici per questo ma vanno fatte alcune precisazioni rispetto a quanto emerso»

di Redazione Web

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Sulla vicenda dei centri diurni per adolescenti interviene il Forum Territoriale del Terzo Settore della Città metropolitana di Reggio Calabria, con una nota a firma del portavoce, Pasquale Neri, che pubblichiamo.

Sulla vicenda dei centri diurni per adolescenti a Reggio Calabria di cui si è tanto parlato (non sempre a proposito) nelle scorse settimane, il Forum Territoriale del Terzo Settore della Città Metropolitana non è intervenuto al solo fine di alimentare inutili, sterili e strumentali polemiche. Ora però è doveroso fare un minimo di chiarezza. Intanto siamo contenti che la questione sia avviata a soluzione. La salvaguardia di esperienze come quelle dei centri, soprattutto in alcune aree della città, era ed è di fondamentale importanza per il ruolo sociale ed educativo che esercitano per minori e famiglie.

Ricordiamo all’assessore che era proprio per questi motivi che nel mese di marzo scorso il Forum aveva proposto di attivarsi e sollecitare un incontro con la Regione al fine di affrontare la particolarissima situazione dei Centri del Comune di Reggio Calabria, unica nel panorama calabrese. Si proponeva di consentire alle cooperative di usufruire della norma transitoria prevista dal regolamento per i servizi già esistenti e precedentemente autorizzati dalla regione e adeguarsi ai requisiti entro il 31 dicembre 2022. Non se ne fece nulla e facciamo fatica a comprenderne i motivi a maggior ragione oggi. L’ultimo incontro in assessorato alla presenza del Forum e delle cooperative si è tenuto circa 15 giorni fa.


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Era necessario arrivare alle proteste di piazza e ai comunicati per agire con ragionevolezza e senso di responsabilità a salvaguardia, lo ribadiamo, di servizi pubblici? Ora però, dicevamo, è anche il momento della chiarezza e come Forum ci teniamo a precisare il quadro di cui le ultime settimane sono solo l’epilogo, speriamo positivo, per le esperienze dei centri diurni di Reggio Calabria. Il tanto bistrattato regolamento 22 (e allegati), approvato con DGR 503 di cui qualcuno ho scoperto l’esistenza solo qualche settimana fa è del dicembre 2019. Ed è l’atto che ha consentito alla Regione Calabria (ultima in Italia) di completare l’iter di recepimento della legge 328 del 2000 dopo 19 anni. Un iter, quello che ha portato alla 503, molto travagliato e osteggiato da molti, partito nel 2015 e che si era concluso con l’approvazione della DGR 449/16 con un regolamento costruito in oltre un anno di fitti incontri alla Cittadella. Incontri che hanno visto coinvolte le diverse rappresentanze del terzo settore, dei diversi servizi, dei comuni, dei sindacati. Almeno di coloro che hanno inteso partecipare ai lavori.

Quella DGR e quel regolamento, certamente migliore dell’attuale, sono entrati in vigore solo per pochi mesi. Una sentenza del TAR, su ricorso di alcune cooperative e di un paio di comuni, ne ha annullato gli effetti (per un vizio di forma) costringendo gli enti che nel frattempo si erano adeguati a licenziare il personale assunto. Da quel momento il dipartimento regionale ha agito in autonomia apportando modifiche agli allegati e arrivando a quello oggi in vigore che, per come previsto dalla 328/00 è stato inviato per parere non vincolante alla Consulta del Terzo Settore e alla Conferenza delle Autonomie Locali (istituite presso la Regione Calabria). Il Regolamento, nelle norme transitorie, prevede per i soggetti interessati 36 mesi di tempo per adeguarsi ai nuovi criteri. Tempo che scade il 31/12/2022 e vincolava la possibilità di presentare nuova istanza di autorizzazione e accreditamento per l’erogazione dei servizi all’approvazione del Piano di Zona.

Cosa che per il Comune di Reggio Calabria è stato possibile dal febbraio 2022. Il Forum ha organizzato appositamente una riunione per illustrare agli enti i passaggi che si sarebbero dovuti fare per avviare il percorso di adeguamento. Qualcuno che ieri protestava a quell’incontro era assente. Ricordiamo, solo per onore di cronaca, che circa un anno e mezzo addietro come Forum proprio sui centri in oggetto abbiamo chiesto al Comune di ritirare un bando di gara relativo a questo servizio. Il bando restringeva il campo dei possibili partecipanti ai soli soggetti autorizzati o accreditati. Essendo ancora in regime transitorio e non potendo gli enti gestori (gli stessi di oggi) presentare domanda di autorizzazione (in quanto non ancora approvato il piano di zona) il Forum ha chiesto e ottenuto dal Comune il ritiro del bando e la proroga del servizio alle cooperative fino ad approvazione del Piano. Ciò per evitare il rischio lasciare decine di adolescenti improvvisamente senza attività che erano diventate un punto di riferimento, di disperdere un patrimonio di competenze ed esperienza e di lasciare alle cooperative il tempo per adeguarsi ai nuovi requisiti. Per completezza di ragionamento, il regolamento interviene su una situazione regionale che era una vera e propria giungla di servizi, rette ad strutturam, criteri variabili ecc.

Tutto ciò non solo è finito per tutti ma dal 1 gennaio 2023 i fondi regionali e nazionali per le politiche sociali saranno ripartiti non più sulla base dei servizi esistenti ma sul criterio della popolazione residente (una vera e propria rivoluzione). La situazione precedente aveva creato una situazione per la quale l’area metropolitana di Reggio Calabria è tutt’oggi fra le più scoperte in termini di servizi esistenti ed ha un trasferimento di risorse di circa la metà rispetto alle province di Cosenza e Catanzaro. Rispetto alla situazione dei centri, unica nel panorama regionale, come Forum avevamo già dal 2016 portato a conoscenza dell’amministrazione comunale il rischio che si poteva correre, invitando gli ultimi tre assessori al Welfare del Comune a porre la questione ad un tavolo regionale. Quei servizi, infatti, non risultavano censiti e finanziati per il tramite della regione ma erano gestiti dal comune in autonomia sulla base una forzatura normativa (in assenza di una norma regionale). Tale situazione era ed è chiara a tutti i protagonisti di questa vicenda.

Chiudiamo sulla richiesta dell’assessore Delfino di un tavolo regionale. Chiariamo, e l’assessore lo sa, come lo sanno tutti i rappresentanti delle cooperative coinvolte, che il tavolo esiste già da circa un anno, istituito dall’allora Assessore Gallo anche su pressioni del Forum Regionale. Ne fanno parte i rappresentanti della Consulta Regionale del Terzo Settore (che non è il Forum), i rappresentanti della Conferenza delle Autonomie Locali e quelli del Dipartimento Regionale al Welfare. Il Comune di Reggio Calabria agli incontri realizzati fino ad ora (con all’ordine del giorno le modifiche del regolamento), ha il compito di coordinare gli otto ambiti socio assistenziali dell’area Metropolitana. Un appunto per evitare di incorrere in ulteriori problemi nel prossimo futuro. Un conto è il tavolo con la regione (al quale potrebbe essere utile chiamare anche l’ente maggiormente rappresentativo degli enti di terzo settore, quindi il Forum) per trovare la soluzione normativa che consenta agli enti di continuare a gestire i centri e adeguarsi al regolamento vigente.

Altro è apportare modifiche al regolamento. Oltre al fatto che un tavolo regionale, come dicevamo, esiste già ed è definito l’iter amministrativo per le eventuali (in qualche caso auspicabili modifiche) ricordiamo che il regolamento e gli allegati hanno valenza regionale, non territoriale e che alcuni passaggi (la Consulta del Terzo Settore e la Conferenza delle Autonomie Locali sono soggetti che inevitabilmente bisogna coinvolgere nel percorso di modifica) oltre ad essere doverosi sono urgenti. Il mancato coinvolgimento di questi soggetti ha portato alla bocciatura del TAR della DGR 449/16. Aspettiamo, quindi una convocazione nei prossimi giorni. Come si vede, la situazione dei Centri non è esattamente quella che è stata raccontata in queste settimane. Ci sono state, forse, leggerezze, sottovalutazioni del problema, speranza tutta calabrese e reggina in particolare che tutto si risolvesse in qualche modo.

Centri diurni a Reggio Calabria, l'impegno comune: prima di tutto serve un salto culturale

Così non poteva essere e non è stato. La conclusione di questo ragionamento ci porta a dire che sia la pubblica amministrazione che gli enti di terzo settore devono impegnarsi a fare un salto culturale prima di tutto. Il contesto, non solo normativo, è profondamente mutato e non si può continuare a pensare che le politiche e i servizi sociali possano essere programmate e gestite come si faceva 20 anni fa. Come Forum continuiamo ad essere impegnati ai diversi livelli perché anche in Calabria e nella nostra città prevalgano gli interessi generali a cominciare da quelli dei destinatari dei servizi per i quali le attività sono strumenti per il riconoscimento di diritti. Il regolamento, anche se migliorabile in molti aspetti, è la base perché diritti e qualità del servizio siano garantiti indipendentemente dal luogo di residenza o dal soggetto erogatore. Cosa che fino a ieri non era usuale che avvenisse.


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Chiudiamo con la richiesta all’assessore Delfino di adottare la stessa determinazione per la questione pagamenti, perché, particolare che in questi giorni è passato in secondo piano, i servizi, oltre che tenerli aperti, occorre anche pagarli, possibilmente prima dei comunicati e delle proteste di piazza. Il comune ha ritardi di 10-12 mesi. Anche su questo sarebbe opportuno avviare, come chiesto da anni dal Forum, un confronto con la disponibilità da parte di tutti a ricercare possibili soluzioni alternative al semplice “non si può fare”.

Pasquale Neri - Portavoce Forum del Terzo Settore Città Metropolitana di Reggio Calabria

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