Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 26 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Leone XIV: “Gaza non riceve aiuti, la guerra si fa con l’IA senza pensare alle vite umane”
“Il popolo di Gaza non riceve ancora aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla. Rinnovo l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto”. Lo ha detto Papa Leone XIV oggi, prima di fare rientro in Vaticano da Castel Gandolfo, intervenendo a braccio sulle violenze subite dagli attivisti della Flotilla. Leone XIV ha quindi rinnovato l’appello contenuto nell’enciclica “Magnifica Humanitas” per disarmare l’intelligenza artificiale: “Abbiamo visto casi oggi per esempio in Libano e in altre parti del mondo dove la guerra oggi si fa con l’IA senza pensare alle vite umane che sono vittime di tutto questo. Rinnovo l’appello per la pace”.
Cultura: Milano, il Cinema Mexico ha celebrato l’eredità di Antonio Sancassani
Si è svolta lunedì 25 maggio al Cinema Mexico la serata, promossa dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con Progetto Lumière, dedicata ad Antonio Sancassani, storico gestore del cinema, scomparso nel gennaio 2025.
L’evento ha riunito istituzioni, professionisti del settore, amici e spettatori che negli anni hanno riconosciuto nel Cinema Mexico un luogo unico della cultura cinematografica italiana, costruito e difeso con passione da Sancassani.
Momento centrale della serata è stata la cerimonia di dedica ufficiale della sala ad Antonio Sancassani. All’interno del cinema è stata inaugurata una speciale poltrona commemorativa, realizzata con una finitura differente rispetto alle altre sedute, simbolo della presenza ancora viva del suo storico animatore all’interno della “sua” sala. All’esterno della struttura è stata inoltre scoperta una targa commemorativa in suo onore.
Tra gli ospiti istituzionali, Francesca Caruso, tramite un video messaggio inviato per l’occasione, ha voluto portare il saluto di Regione Lombardia, sottolineando il valore culturale del Cinema Mexico e il contributo determinante di Antonio Sancassani alla diffusione e alla promozione del cinema d’autore.
Nel corso della serata è stato inoltre presentato ufficialmente il “Premio Sancassani”, riconoscimento annuale che sarà assegnato nell’ambito della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia a personalità della filiera cinematografica distintesi nel sostegno al cinema italiano indipendente di qualità. La giuria del Premio sarà composta da Davide Milani, Domenico Dinoia e Giorgio Diritti.
A concludere la serata, la proiezione del film Volevo nascondermi introdotta dal regista Giorgio Diritti, primo destinatario del Premio Sancassani e da sempre legato da amicizia e stima ad Antonio Sancassani, e da Gian Luca Pisacane, giornalista e critico cinematografico della Rivista del Cinematografo.
L’iniziativa è stata anche l’occasione per condividere i progetti futuri del Cinema Mexico. La Fondazione Ente dello Spettacolo ha confermato il proprio impegno nella valorizzazione della storica sala milanese attraverso nuove attività culturali, nel segno della continuità con la visione che Antonio Sancassani ha incarnato per decenni.
La gestione ordinaria della sala sarà affidata a Progetto Lumière, guidato da Domenico Dinoia, con l’obiettivo di proseguire una programmazione attenta al cinema indipendente e di qualità.
La grande partecipazione alla serata ha confermato quanto il Cinema Mexico rappresenti ancora oggi non solo una sala cinematografica, ma un presidio culturale e umano capace di guardare al futuro senza dimenticare la propria storia.
Ebola in RD Congo: Ue e Unicef mobilitano oltre 100 tonnellate di aiuti di emergenza
L’Unione europea e l’Unicef stanno mobilitando oltre 100 tonnellate di aiuti essenziali per sostenere la risposta all’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove bambini, famiglie e operatori sanitari in prima linea stanno affrontando un’epidemia in rapida espansione nella provincia di Ituri. L’Unicef sta organizzando il trasporto aereo dall’aeroporto di Liegi, in Belgio, attraverso il ponte aereo umanitario dell’Unione europea per sostenere gli sforzi di risposta a favore di circa 100.000 persone. Gli aiuti, mobilitati dalle scorte dell’Unione europea conservate presso il centro globale di approvvigionamento e logistica dell’Unicef a Copenaghen, in Danimarca, includono medicinali essenziali, articoli per la prevenzione e il controllo delle infezioni, dispositivi di protezione individuale, aiuti per il trattamento del colera e della malaria, tende ad alte prestazioni e attrezzature correlate.
La mobilitazione avviene mentre l’Unicef intensifica la sua risposta per proteggere i bambini e le famiglie colpiti dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato Emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. “Questa epidemia sottolinea ancora una volta l’importanza della preparazione, della cooperazione internazionale e della risposta rapida”, ha affermato Hadja Lahbib, commissaria europea per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi. L’epidemia di Ebola è causata dal ceppo Bundibugyo, una forma meno comune del virus per la quale attualmente non esistono vaccini autorizzati né trattamenti specifici. L’epidemia si sta sviluppando in un contesto operativo difficile, caratterizzato da insicurezza, limitazioni di accesso e elevata mobilità della popolazione, il che aumenta l’urgenza di un sostegno rapido e coordinato. “In situazioni di emergenza come questa, è fondamentale che gli aiuti vengano distribuiti rapidamente da più punti per aiutare gli operatori in prima linea a proteggere le comunità e a contenere i focolai”, ha dichiarato Leila Pakkala, direttrice della Supply division dell’Unicef. Gli aiuti fanno parte di un più ampio sforzo dell’Unione europea e dell’Unicef volto a sostenere la risposta guidata dal governo e a rafforzare la preparazione a livello regionale. L’Unicef sta inoltre inviando squadre tecniche e aiuti per sostenere la prevenzione e il controllo delle infezioni, il coinvolgimento delle comunità e i servizi essenziali per i bambini e le famiglie.
Cei: eletti i presidenti delle dodici Commissioni episcopali e i membri del Consiglio per gli affari economici
L’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), riunita oggi in Vaticano per la 82ª sessione, ha eletto i presidenti delle dodici Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio e i membri del Consiglio per gli affari economici. Per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi: mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto. Per la liturgia: mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. Per il servizio della carità e la salute: mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico. Per il clero e la vita consacrata: mons. Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli. Per il laicato: mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. Per la famiglia, i giovani e la vita: mons. Bernardino Giordano, vescovo di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese: mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti. Per l’ecumenismo e il dialogo: mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli. Per l’educazione cattolica, la scuola e l’università: mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema. Per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace: mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso. Per la cultura e le comunicazioni sociali: mons. Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro. Per le migrazioni: mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. Eletti anche i quattro membri del Consiglio per gli affari economici: mons. Vincenzo Calvosa, vescovo di Vallo della Lucania; mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo-prelato di Loreto; mons. Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano; mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina.
Turchia: O’Flaherty (Consiglio d’Europa), democrazia in pericolo. Attacchi alle libertà e ai diritti fondamentali
A seguito della visita in Turchia nel dicembre 2025, oggi il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani, Michael O’Flaherty, ha pubblicato un memorandum su “La libertà di espressione, di riunione e di associazione pacifica e alcuni aspetti dell’amministrazione della giustizia in Turchia”, da cui emergono parecchie criticità. Nelle 14 pagine di testo il Commissario esprime preoccupazione in materia di libertà di espressione; il codice penale e le leggi antiterrorismo vengono usati in modo eccessivo per colpire il dissenso pacifico, la difesa dei diritti umani e il giornalismo. Al momento della visita si contavano almeno 29 giornalisti detenuti. Si registrano frequenti blocchi arbitrari di siti web, restrizioni sui social media e censure normative giustificate da motivi di “moralità” o “valori nazionali”. Rispetto alla libertà di riunione e associazione, le manifestazioni pacifiche subiscono divieti e un uso sproporzionato della forza da parte della polizia, come avvenuto durante le massicce proteste di marzo 2025. Le ong affrontano controlli amministrativi e minacce di chiusura. Quanto al sistema giudiziario, persistono le problematiche relative all’indipendenza della magistratura, alle garanzie di un equo processo, alle restrizioni a cui sono soggette gli ordini degli avvocati e all’esecuzione delle sentenze della Corte costituzionale. È necessario che la Turchia “senza ulteriori indugi” attui tutte le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, segnala ancora il Commissario, e che pure aderisca di nuovo alla Convenzione di Istanbul, per colmare il divario di protezione in materia di violenza contro le donne.
Magnifica Humanitas: mons. Wilmer (pres. vescovi tedeschi), “enciclica di Papa Leone documento rivoluzionario per l’umanità”
La prima enciclica di Papa Leone XIV ha ricevuto ampio sostegno dalla Germania. “Magnifica humanitas” secondo il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Heiner Wilmer, è “un documento rivoluzionario per l’umanità”. Il vescovo di Hildesheim ha elogiato in particolare l’iniziativa dell’enciclica di creare un codice etico per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale basato sulla giustizia sociale. “Anche in Germania stiamo assistendo a come gli algoritmi premino la quantità più della qualità e della veridicità; a come la democrazia venga messa a dura prova in tempi di dibattito pubblico polarizzato”. Il cardinale Rainer Maria Woelki di Colonia si è concentrato sull’appello del Papa al perdono per la complicità della Chiesa nella schiavitù. Questo, ha affermato Woelki, è senza precedenti. “Egli unisce una sincera richiesta di perdono da parte della Chiesa per la sua storica complicità nella schiavitù a una condanna profetica del presente. E ha coniato un termine che potrebbe cambiare il dibattito etico del nostro tempo: ha chiesto il disarmo dell’intelligenza artificiale”. Secondo mons. Klaus Krämer, vescovo di Rottenburg-Stoccarda, Papa Leone sottolinea che “L’intelligenza artificiale non è semplicemente una questione tecnica. Tocca la dignità umana”. Pertanto, il suo utilizzo deve sempre essere valutato in base a “se serve all’umanità, ne rispetta la libertà e ne protegge l’inviolabile dignità”. Dal punto di vista dell’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Heße, l’enciclica del Papa invita la comunità globale a partecipare. “Non restate a guardare, ma coinvolgetevi. Contribuite. Aiutate a plasmare la realtà. E questo significa sporcarsi le mani”.
Europa: guerre ibride e cognitive, il 27 maggio a Roma il confronto sulle responsabilità dell’informazione
Si svolgerà mercoledì 27 maggio, alle ore 15 nella Sala Europa di Piazza Venezia a Roma, l’incontro promosso dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e da Osservatorio TuttiMedia dedicato al tema delle guerre ibride e cognitive e alle responsabilità dell’informazione nel contrasto alla disinformazione e alla manipolazione del consenso. L’appuntamento riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, autorità di regolazione, mondo accademico, editoria, piattaforme digitali ed esperti di cybersicurezza con l’obiettivo di individuare priorità e strumenti utili a garantire un ambiente informativo più sicuro e trasparente. I lavori saranno aperti dagli interventi di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Cristina Monti della Commissione europea e Maria Pia Rossignaud di Osservatorio TuttiMedia. Parteciperanno le vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna e gli eurodeputati Salvatore De Meo, Brando Benifei e Gaetano Pedullà. Interverranno inoltre Laura Aria (Agcom), Alberto Barachini (Sottosegretario all’Editoria), Carlo Bartoli (Ordine dei Giornalisti), Jasmin Battista (Commissione europea), Diego Ciulli (Google), Barbara Floridia (Commissione Vigilanza Rai), Antonio Marano (Crtv), Andrea Riffeser Monti (Fieg), Gina Nieri (Mfe), Sergio Piazzi (Pam), Giulio Centemero, Enrico Bellini, Carlo Chianura (Lumsa), Mihaela Gavrila, Christian Ruggiero e Giampiero Gramaglia (Sapienza), Rita Lofano (Agi), Andrea Malaguti (La Stampa), Roberto Napoletano (Il Messaggero), Roberto Natale (Rai), Giorgio Rutelli (Adnkronos), Franco Siddi (TuttiMedia) e Federica Urzo (Scuola di giornalismo Luiss). Le conclusioni saranno affidate a Derrick de Kerckhove di Media Duemila. Modererà Leonardo Panetta di Mediaset.
Sostenibilità: il 28 maggio a Roma la presentazione del XII Rapporto Eco Media
Si terrà il 28 maggio a Roma, dalle ore 9,30 alle ore 18 nella sede dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo (Sala Europa, Piazza Venezia 11), la presentazione del XII Rapporto Eco Media 2025, promosso da Pentapolis Institute ETS e da Eco in Città, con la collaborazione tecnica di Volocom. Il report offre un’analisi dei temi ambientali più trattati dalla stampa italiana nell’ultimo anno, con l’obiettivo di fotografare la narrazione dei media sui principali dossier legati alla sostenibilità e all’Agenda 2030. L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli Stati generali dell’informazione ambientale, durante i quali sarà anche assegnato il Premio giornalisti per la sostenibilità 2026, riconoscimento destinato ai professionisti che si sono distinti nella divulgazione dei temi ambientali. Nel corso della giornata, articolata in 5 tavoli di confronto dedicati a energia, mobilità, innovazione digitale, economia circolare e agroalimentare, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, economico e della società civile. L’appuntamento intende promuovere un confronto ampio e strutturato sul ruolo dell’informazione ambientale e sulla sua capacità di orientare consapevolezza e sensibilità pubblica. Il Rapporto Eco Media, avviato nel 2014, è strumento di analisi e indirizzo sul racconto della sostenibilità nei media mainstream, che contribuisce anche alla formazione dei giornalisti con il riconoscimento di crediti formativi. L’evento è realizzato con l’adesione del Presidente della Repubblica e con il patrocinio e la collaborazione di istituzioni, enti e organizzazioni del settore ambientale e della comunicazione.
Magnifica Humanitas: laicato cattolico tedesco loda l’enciclica. Stetter-Karp (ZdK): “Chiesa riconosce le sfide e si impegna in modo costruttivo”
Parole di enfasi e apprezzamento per la “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, giungono da molte voci del laicato cattolico tedesco. Irme Stetter-Karp, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), ha elogiato l’enciclica definendola “un segno potente per una Chiesa che riconosce le sfide del presente e si impegna in modo costruttivo”. Una delle sue affermazioni più forti, ha osservato, è: “Non possiamo considerare l’intelligenza artificiale moralmente neutrale”. Elmar Nass, esperto di etica sociale di Colonia, ha lodato l’enciclica, che vede come un “ritorno a una dottrina sociale sistematica”. Ha trovato sorprendente l’abbandono della teoria della guerra giusta, come ha scritto Nass in un articolo per domradio.de, portale cattolico di Colonia. Con questo, il Papa pone un contrappunto “alla logica del potere e della violenza praticata da Putin, Xi, Trump e altri governanti del nostro tempo”, ha affermato Nass. Come controproposta, il documento fa riferimento a principi centrali della dottrina sociale cattolica come il bene comune, la solidarietà e la sussidiarietà. Il progresso deve essere misurato dal benessere di tutti, specialmente dei più vulnerabili. Anche la Caritas tedesca interpreta la lettera enciclica innanzitutto come un messaggio di pace. “L’appello del Papa è inequivocabile: siamo chiamati a contrastare le dinamiche di sfruttamento, a dare voce ai poveri e ai vulnerabili e a prendere sul serio le loro prospettive”, ha spiegato la presidente della Caritas, Eva Welskop-Deffaa. “Si tratta di preservare una cultura e spazi di incontro umano”.
Diocesi: Avezzano, mons. Massaro ai sindaci della Marsica, “Camminare insieme per favorire il bene dei cittadini”
“In questo nuovo mandato, auspico di cuore che si possa proseguire nel solco di una proficua collaborazione tra la comunità civile e quella ecclesiale, nel pieno rispetto delle reciproche specificità. Soprattutto nei nostri piccoli paesi, è solo attraverso una sinergia autentica e un camminare insieme che possiamo favorire il benessere integrale dei cittadini”. Lo scrive il vescovo di Avezzano, mons. Giovanni Massaro, in un messaggio rivolto ai sindaci eletti e rieletti della Marsica. Dal luogo in cui si trova “per i lavori della 82ª Assemblea generale della Cei”, il presule richiama anche le parole di Papa Leone XIV, ricordando che “il servizio civile è un’alta missione poiché ‘il fine della società è il bene comune’”. Un pensiero viene rivolto inoltre “a tutti i candidati che si sono messi in gioco”, “ora inizia per tutti il tempo di lavorare uniti per il bene comune”, con l’obiettivo di “costruire comunità coese e solidali, capaci di ascoltare i bisogni di tutti e, in particolare, di volgere lo sguardo con premura verso i più poveri e i più fragili”.
Sanità: Campus Bio-medico, nell’ultimo anno oltre 1 milione di prestazioni ambulatoriali erogate e circa 29mila ricoveri
Oltre un milione di prestazioni ambulatoriali erogate e circa 29mila ricoveri complessivi solo nell’ultimo anno. Il 100% dell’energia elettrica acquistata proveniente da fonti rinnovabili e una riduzione dei consumi che supera i 10 Terajoule, pari al fabbisogno medio annuo di circa 200 famiglie. Un risultato, quest’ultimo, reso possibile in particolare dal revamping del sistema di trigenerazione. E ancora, 1.840 dipendenti (età media di 41 anni), di cui oltre il 60% donne, che costituiscono anche il 50% dei dirigenti totali. Sono questi alcuni dei dati principali che raccontano il Bilancio di sostenibilità del 2025 della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-medico, presentato oggi presso il MAXXI di Roma.
“Questo bilancio restituisce il senso di un percorso condiviso e di un impegno concreto verso la comunità, fatto di scelte responsabili e misurabili”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-medico, Carlo Tosti. “I dati – ha aggiunto – raccontano una struttura che mira ogni giorno a crescere e a rafforzarsi, senza perdere di vista l’aspetto umano della cura. La nostra missione è di continuare a innovare restando fedeli a un modello di assistenza che mette sempre al centro la persona, secondo la visione ispirata da don Álvaro del Portillo e san Josemaría Escrivá che ha portato alla nascita della nostra istituzione ormai più di trent’anni fa”.
“Il sistema sanitario è chiamato oggi a rispondere a bisogni di salute sempre più complessi e in continua evoluzione, con la necessità di garantire al tempo stesso qualità e accessibilità delle cure, prossimità e sostenibilità”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale del Campus Bio-medico, Paolo Sormani. “Nel 2025 – ha continuato Sormani – abbiamo deciso di focalizzarci sui progetti di Digital e Green Hospital, puntando a potenziare l’offerta di servizi, a utilizzare le risorse in modo responsabile e a integrare gli strumenti digitali nei processi clinici e nei percorsi assistenziali. Scelte che mirano a rafforzare la capacità del Policlinico di offrire sul territorio cure efficaci, sicure e accessibili a un numero sempre maggiore di cittadini, nel solco di quella umanizzazione delle cure che caratterizza da sempre la nostra attività”.
Sotto il profilo sanitario, nel corso del 2025 il Policlinico Campus Bio-medico ha visto un incremento del 3% rispetto al 2024 delle prestazioni ambulatoriali e del 4% rispetto dei ricoveri (acuti e in day hospital). L’anno scorso, inoltre, gli accessi al Pronto soccorso hanno raggiunto quasi quota 35mila (+4% rispetto al 2024), mentre sono più stati più di 6.800 i pazienti seguiti in radioterapia.
Sul fronte sociale, il Bilancio di sostenibilità 2025 mette in evidenza l’impegno del Policlinico nel promuovere una sanità attenta alle esigenze della comunità e al rapporto con il territorio. In questo quadro si inserisce il potenziamento di Tariffa Amica, l’iniziativa di privato sociale con cui nel 2025 sono state erogate più di 170mila prestazioni sanitarie a tariffe agevolate, in crescita di circa il 20% su base annua.
Diocesi: Campobasso, giovedì la conclusione del ciclo di conferenze promosso dalla Scuola di Cultura e Formazione Socio-Politica “G. Toniolo”
Si avvia alla conclusione il ciclo di conferenze promosso dalla Scuola di Cultura e Formazione Socio-Politica “G. Toniolo” della diocesi di Campobasso-Bojano. L’ultimo appuntamento in programma si terrà giovedì 28 maggio 2026, alle ore 18, presso l’Auditorium Celestino V di Campobasso. Il tema al centro del dibattito “La beatitudine della povertà di spirito antidoto a tutte le povertà”. La prima beatitudine evangelica, “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” è la massima espressione della libertà interiore per accogliere Dio e per diventare capaci di vera prossimità e di autentica giustizia sociale”, spiega la diocesi. I lavori saranno moderati da Giuseppe Cacchione. La relazione principale sarà curata da don Gianpaolo Boffelli, che approfondirà il valore spirituale e antropologico del tema. Le conclusioni saranno invece affidate al mons. Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Bojano, che offrirà una sintesi dell’intero percorso della Scuola. Al termine della manifestazione, quale momento solenne a coronamento dell’anno formativo, si terrà la consegna ufficiale degli attestati di partecipazione ai corsisti della Scuola “G. Toniolo”.
Magnifica Humanitas: mons. Morerod (vescovi svizzeri), “l’intelligenza umana rende capaci di amare, non si può dire altrettanto dell’IA”
“Il 15 maggio, in occasione del 135° anniversario dell’enciclica Rerum Novarum, Papa Leone XIV ha firmato la sua prima enciclica intitolata Magnifica Humanitas, sulla salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale, che è stata pubblicata questo lunedì di Pentecoste, 25 maggio 2026. Colpisce innanzitutto la scelta di questa data: l’anniversario della grande enciclica di Papa Leone XIII, da cui l’attuale Papa ha preso il nome. L’enciclica Rerum Novarum parlava di giustizia sociale e Magnifica Humanitas colloca l’intelligenza artificiale in una prospettiva sociale. La tecnologia non deve quindi essere valutata solo in base alla sua efficienza, ma anche in base alla qualità umana, sociale e spirituale delle relazioni che promuove o compromette”. Lo sottolinea mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friborgo e presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri, commentando i contenuti dell’enciclica Magnifica Humanitas il cui testo è stato diffuso e presentato ieri.
Convinto che il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2024, intitolato “Intelligenza artificiale e pace”, “funge da precedente e ispirazione a questa prima enciclica di Papa Leone XIV”, il vescovo evidenzia che “una differenza è abbastanza chiara: l’intelligenza umana rende capaci di amare, implicando la libertà. Non si può dire altrettanto dell’IA”. “Decisioni importanti nella vita delle persone (ad esempio in materia di assunzioni, detenzioni o assistenza sociale) rischiano di essere prese senza alcuna considerazione umana”, prosegue mons. Morerod: “Anche il peso crescente di queste tecnologie nella trasmissione delle informazioni comporta un rischio considerevole di disinformazione. Allo stesso tempo, le armi diventano sempre più autonome e, per definizione, possono uccidere”. Il vescovo conclude la riflessione condividendo “un’esperienza personale. Alla domanda ‘Cosa diresti a una persona che soffre?’, l’IA risponde con un dettagliato trattato teorico. Un essere umano che si trova di fronte a un altro essere umano, dispone di un’empatia, che a volte può portarlo a non dire nulla, piuttosto che snocciolare una teoria, ma semplicemente a essere presente”.
Diocesi: mons. Crociata (Latina) ai nuovi ministri istituiti, “svolgere questo servizio con umiltà e discrezione”
Una ventina tra uomini e donne, di varia età provenienti da diverse parrocchie, professioni e condizioni di vita, spesso con un’esperienza di vita in aggregazioni ecclesiali di vario genere: si tratta dei ministri istituiti in servizio nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno come lettori, accoliti e catechisti, come disciplinato dalle normative canoniche e dalla Nota ad experimentum della Cei, benedetti nei giorni scorsi dal vescovo Mariano Crociata.
Il presule ha ricordato ai neo ministri l’importanza di “svolgere questo servizio con umiltà e discrezione, come si conviene a tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa, compresi noi ministri ordinati”, rammentando poi di “tener sempre presente che terminato il servizio è terminato il nostro impegno, perché noi siamo solo uno strumento, una sorta di canale attraverso cui scorre la grazia di Dio, lasciamo spazio così allo Spirito Santo perché solo lui sa come dovrà muoversi o cosa operare per la salvezza di tutti”.
Nel concreto, come spiegato dall’Ufficio liturgico diocesano, diretto da don Giovanni Castagnoli, il lettore ha il compito di proclamare la Parola di Dio nelle assemblee liturgiche, specie la messa, accompagnare i fedeli all’incontro con la Parola (come la lectio divina) e nella preghiera della Liturgia delle Ore, come più in generale compiti di annuncio verso i lontani. L’accolito ha il compito di servire all’altare e all’occorrenza anche quello di ministro straordinario dell’Eucarestia. Il catechista, la novità, ha il compito di formare alla vita cristiana, attingendo alla Sacra Scrittura e alla Tradizione della Chiesa. In primo luogo, questo compito si esplica nella cura della catechesi per l’iniziazione cristiana, sia dei bambini sia degli adulti.
Perdono e rapporti internazionali: mons. Paul Richard Gallagher parlerà alla Pontificia Università della Santa Croce
Venerdì 29 maggio alle 17, nell’aula Benedetto XVI della Pontificia Università della Santa Croce, si terrà l’incontro dal titolo “Perdono e rapporti internazionali”, promosso dal Centro cristianesimo e società della facoltà di teologia. A intervenire sarà mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato della Città del Vaticano, il quale parlerà del ruolo del perdono nell’attuale contesto storico e geopolitico e della sua rilevanza nell’ambito delle relazioni internazionali. L’appuntamento inaugura un ciclo di seminari dedicato al tema “perdono e società”, volto ad approfondire il significato sociale, culturale e politico di concetti fondamentali per la convivenza umana e la comunità internazionale. L’incontro di venerdì intende offrire un’occasione di approfondimento e confronto sul perdono come principio capace di illuminare la pratica delle relazioni internazionali e favorire una sua concreta applicazione nei diversi ambiti della vita diplomatica, civile ed ecclesiale. L’evento è rivolto in particolare al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ma è aperto anche a studiosi, professionisti e a tutti gli interessati.
Diocesi: a Cassino i ragazzi del liceo presentano i risultati del “progetto Montecassino”
Si intitola “Montecassino: un viaggio tra storia, arte e spiritualità benedettina” il progetto portato avanti dagli studenti del liceo classico e artistico di Cassino, presentato il 25 maggio nella sala degli abati della Curia di Cassino. I ragazzi, attraverso tre laboratori, hanno cercato di capire le motivazioni di una scelta, quella di farsi monaco, che continua, pur dopo tanti secoli, ad attirare. I risultati delle loro considerazioni sono confluiti in opere, scritte o artistiche, presentate dagli stessi studenti. Fondamentali sono state le visite al monastero, l’osservazione e l’incontro con l’abate Dom Luca Fallica, grazie al quale i ragazzi hanno capito che il monastero non è solo un luogo di preghiera e di silenzio, ma soprattutto un luogo in cui si impara a vivere insieme in modo autentico. Un altro gruppo ha approfondito la vita e le attività dello scriptorium monastico, dove i monaci amanuensi copiavano i testi antichi. I ragazzi del laboratorio del progetto “Montecassino: patrimonio artistico e culla del pensiero occidentale”, si sono chiesti se le regole della vita monastica hanno ancora qualcosa da dire ai giovani di oggi. Le riflessioni che ne sono derivati sono state tradotte in una installazione artistica che racchiude i quattro “pilastri” della Regola benedettina.
Assemblea Cei: mons. Gianmarco Busca eletto vicepresidente per l’Area Nord
L’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana ha eletto, nel pomeriggio di oggi, il vicepresidente per l’Area Nord. Si tratta di mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova.
Nato a Edolo (Brescia) il 30 novembre 1965, dopo la maturità – viene ricordato in un comunicato della Cei – entra nel Seminario diocesano Maria Immacolata. Ordinato sacerdote l’8 giugno 1991 e successivamente vicario parrocchiale nella comunità di Borno in Valcamonica, dal 1994 al 1999 è a Roma per perfezionare gli studi. Nel 2000 consegue il dottorato in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana e, rientrato in diocesi, dal 1999 al 2004 è incaricato della formazione nel biennio teologico del Seminario. Docente presso lo Studio teologico “Paolo VI” del Seminario di Brescia e all’Issr dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia), collabora con diversi centri di formazione. È autore di diverse pubblicazioni di teologia e spiritualità.
Il 3 giugno 2016 Papa Francesco lo ha nominato vescovo di Mantova. Delegato per l’ambito pastorale della liturgia e per la Federazione italiana esercizi spirituali presso la Conferenza episcopale lombarda, dal 2021 al maggio 2026 è presidente della Commissione episcopale per la Liturgia.
Politica internazionale: Giovani Acli, un Manifesto per “disarmare le parole”
“Le parole cambiano il mondo prima che lo facciano le armi. Anticipano e accompagnano l’uso delle armi, giustificano o nascondono le sue conseguenze. Non è un modo di dire. È la lezione più antica della storia, quella che ogni generazione dimentica e ogni guerra riconferma. Prima che qualcuno spari, qualcuno ha parlato. Prima che qualcuno venga espulso, qualcuno lo ha chiamato ‘invasore’. Prima che qualcuno venga odiato, qualcuno lo ha reso nemico con una parola”. Così inizia il redatto dai Giovani delle Acli e inviato a tutti i 720 membri del Parlamento europeo, con la richiesta di sottoscriverlo e rispettarlo.
“Vi chiediamo di ricordare, ogni volta che parlate in pubblico, che le vostre parole non sono parole qualunque – si legge nel testo inviato agli europarlamentari -. Sono parole che arrivano a milioni di persone, che formano opinioni, costruiscono immaginari, legittimano comportamenti. Il linguaggio istituzionale viene copiato, amplificato, radicalizzato. Chi occupa una carica pubblica è responsabile anche di questo effetto, che lo voglia o no”.
Il Manifesto prende forza anche da un paragrafo contenuto nell’enciclica di Leone XIV, “Magnifica Humanitas” dove si parla di “disarmare il discorso” e “le parole”.
“Siamo grati a Papa Leone, perché dall’inizio del suo pontificato, in continuità con il suo predecessore, ha sempre messo l’accento sull’importanza della pace, non pace come assenza di conflitto, ma pace come scelta attiva e concreta – ha dichiarato Simone Romagnoli, coordinatore nazionale dei Giovani delle Acli -. L’idea nasce da lontano e in particolare è iniziata con il progetto , un’indagine su come i giovani europei percepiscano il linguaggio pubblico in questo tempo di guerre e crisi globali. I dati sono abbastanza chiari: quasi il 60% degli under 35 giudica il linguaggio politico-mediatico piuttosto aggressivo e di parte o esplicitamente ostile. Questo significa che la mia generazione considera il linguaggio ostile come parte del linguaggio pubblico, quando dovrebbe essere esattamente il contrario perché non parliamo solo di numeri ma dell’essenza stessa della democrazia”.
Di qui l’appello: “Vi chiediamo di sottoscrivere un impegno concreto e verificabile: usare verbi che costruiscono — proporre, riformare, trasformare, negoziare — invece di verbi che annientano; rinunciare all’iperbole permanente, perché non tutto è storico, finale, irreversibile, e chi lo dice ogni giorno perde la fiducia di chi ascolta; separare sempre la critica delle idee dalla squalifica morale di chi le sostiene; evitare di ridurre gruppi di persone a etichette — nessuno è un invasore, un peso, un parassita, un nemico del popolo; sostituire il linguaggio dell’emergenza con quello della complessità, perché l’emergenza sospende il pensiero e la politica dovrebbe riattivarlo. E infine, vi chiediamo di rendere pubblico questo impegno, e di costruire e presidiare spazi di dialogo e di parola ‘ben tenuti’”.
Elezioni comunali: mons. Morrone (Reggio Calabria), disponibilità a proseguire “il cammino di dialogo avviato in questi anni con gli amministratori locali”
“L’azione amministrativa sappia puntare sulle poche cose realmente praticabili, lavorando per una città attenta ai bisogni dei giovani, alla custodia della bellezza del territorio e alla valorizzazione del patrimonio umano e associativo di cui Reggio è ricca”. Lo scrive oggi l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, mons. Fortunato Morrone, al nuovo sindaco della Città dello Stretto, Francesco Cannizzaro formulando i “più sentiti auguri” di buon lavoro. L’arcivescovo reggino esprime “apprezzamento per la partecipazione al voto dei cittadini reggini” e rivolge un pensiero di “gratitudine” a tutti i candidati che si sono messi a disposizione della comunità in questa tornata elettorale, offrendo “il proprio impegno al servizio della cosa pubblica”. Il presule conferma la disponibilità della Chiesa reggina a proseguire “il cammino di dialogo avviato in questi anni con gli amministratori locali, nella distinzione dei ruoli e nella comune ricerca del bene della comunità”.
Diocesi: San Marco A.-Scalea, un convegno su “Maria, Regina della Pace” al santuario del Pettoruto
“Maria, Regina della Pace”: questo il tema di un convegno che si svolgerà venerdì 29 maggio, alle ore 18, presso Santuario Regionale – Basilica Minore Santa Maria del Pettoruto di San Sosti (Cs), nella diocesi di San Marco Argentano-Scalea. Un appuntamento pensato per i fedeli, per gli operatori pastorali e per chiunque voglia approfondire il tema della pace attraverso la figura della Vergine Maria, spiega la diocesi. A guidare l’incontro sarà sr. Daniela Del Gaudio, religiosa francescana immacolatina, docente mariologa. Direttrice dell’Osservatorio Internazionale sulle Apparizioni della Pontificia Accademia Mariana Internazionale e consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede, la studiosa porterà ai presenti una riflessione sul significato della devozione mariana nel contesto storico e sociale contemporaneo, alla luce del Magistero. Il Santuario del Pettoruto, incastonato tra i monti del Pollino, è da secoli luogo di pellegrinaggio e preghiera per fedeli provenienti da tutta la Calabria e dalle regioni limitrofe. La sua storia di fede e accoglienza “lo rende sede ideale per un convegno che vuole interrogarsi sul ruolo di Maria come mediatrice di pace in un mondo segnato da conflitti e divisioni”, sottolinea la nota diocesana sopiegandi che l’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale e religiosa promosso dal Santuario regionale.
Diocesi: Benevento, giovedì la presentazione del volume “Manfredi Carlo d’Angiò il dono delle Sante Spine”
Sovrani, imperatori, re, Papi, dinastie, le immancabili battaglie e le Sante Spine della corona di Cristo. Un intreccio di vicende storiche tragiche e devastanti ma connotate anche da profonda devozione popolare che si snodano tra Ariano Irpino e Benevento nella seconda metà del secolo XIII. Carlo D’Angiò infatti donò alla Chiesa di Ariano due sante Spine della corona di Cristo nel 1269, che sono contenute in un reliquiario, assemblato tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, magistralmente descritto dallo storico dell’arte, dott. Giuseppe Muollo.
A questi eventi venne dedicata una giornata di studi nell’agosto del 2024 ad Ariano Irpino, i cui atti, raccolti in un volume “Manfredi Carlo d’Angiò il dono delle Sante Spine. Atti della giornata di studi (Ariano Irpino, 10 agosto 2024)”, saranno presentati giovedì 28 maggio, alle ore 18, presso la Biblioteca arcivescovile “F. Pacca” di Benevento (piazza Orsini, civico 27).
L’incontro si aprirà con i saluti dei mons. Franco Iampietro e Abramo Martignetti; a seguire gli interventi di Giuseppe Perta, Giuseppe Muollo ed Errico Cuozzo che svilupperanno le tematiche raccolte nel volume.
I lavori saranno coordinati da mons. Mario Iadanza, autore di un corposo saggio sull’arrivo delle reliquie in Occidente dalla Terra Santa nei secoli IV-VIIICuozzo e Muollo hanno curato la pubblicazione degli atti.
Nella serata verrà anche illustrato il progetto di restauro di un altro reliquiario della Santa Spina, proveniente dal Tesoro della Metropolitana di Benevento, dono di Benedetto XIII Orsini (anno 1727), gravemente danneggiato durante gli eventi bellici del 1943.
Una manifestazione promossa dalla Fondazione Benedetto Bonazzi, dall’Ufficio diocesano per la cultura e i beni culturali dell’arcidiocesi di Benevento e dal Centro europeo di studi normanni con sede in Ariano Irpino, ente organizzatore della giornata di studi del 10 agosto 2024.
Diocesi: a Firenze arriva la mostra “Icone mariane su casse per munizioni”
Dai depositi delle munizioni a opere d’arte sacra. Nella parrocchia ucraina di San Michele Arcangelo a Firenze arriva la mostra “Icone mariane su casse per munizioni”, di Sofia Atlantova, Oleksandr Klymenko e Herman Klymenko. L’esposizione, con le rappresentazioni della Madonna con il Bambino, è dedicata in particolare ai bambini ucraini deportati in Russia durante il conflitto, con la preghiera rivolta alla Madre di Dio e la speranza che possano tornare alle loro famiglie. L’arte trasforma un simbolo di guerra e di morte, nel trionfo della fede e della vita. Le icone dipinte sulle casse che contenevano le munizioni destinate a uccidere e ferire, diventano segni di fede e bellezza che raccontano la forza della speranza e il desiderio di pace. La mostra “Icone mariane su casse per munizioni” è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 22.
Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, venerdì l’evento “Quando il mare canta” per raccogliere fondi a favore del Centro per minori “Don Enrico Smaldone” di Angri
“Quando il mare canta” è il titolo dell’evento solidale organizzato a Nocera Inferiore per il Maggio della cultura. L’appuntamento è per venerdì 29 maggio, alle 21, nel cortile della Curia vescovile nocerina. Il ricavato della serata – i biglietti sono in vendita su Etes.it e nei punti Futuransa al costo di 20,00 euro più prevendita – sarà devoluto al Centro per minori “Don Enrico Smaldone” di Angri. L’ensemble Domenico Di Marzo & friends porterà in scena il meglio della canzone classica napoletana. Una serata tra musica e parole, accompagnata da uno splendido aperitivo, da trascorrere al chiaro di luna nello scenario del cortile della Curia di Nocera Inferiore. L’iniziativa filantropica serve a sostenere il Centro per minori “Don Enrico Smaldone” di Angri, che offre supporto educativo, sostegno emotivo e aiuto scolastico a bambini e ragazzi residenti in tutto il comprensorio. L’obiettivo è quello di essere una casa dove crescere e sperimentare il valore della comunità. Un risultato che è possibile raggiungere grazie alla sinergia tra famiglie, Chiesa e società civile. Le giornate al Centro sono strutturate intorno a tre pilastri fondamentali: gioco; spiritualità e formazione; compiti e laboratori. Giovani, insegnanti, psicologi e professionisti, anche in pensione, mettono a disposizione volontariamente il proprio tempo per arricchire le attività svolte presso la Cittadella della Carità “Don Enrico Smaldone” in via Adriana ad Angri. “Venerdì 29 maggio alle 21 appuntamento con Domenico Di Marzo & friends per una serata nel segno della solidarietà a favore dei bambini del nostro territorio”, evidenzia, in una nota, la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.
San Francesco d’Assisi: Siena, venerdì evento dedicato alla cura “L’umanità nella medicina” con Lojudice, Bindi e Rondoni
In occasione dell’VIII centenario della morte di san Francesco di Assisi e nell’anno speciale voluto dal Papa, Siena celebra il Poverello ricordando il suo legame con la città dove si recò a curarsi e dove dettò il suo “Piccolo Testamento”. Venerdì 29 maggio, dalle 17.30 il Palazzo arcivescovile ospiterà l’incontro su “San Francesco e la cura. L’umanità nella medicina” promosso da Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco di Assisi, arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, diocesi di Montepulciano Chiusi-Pienza, Azienda ospedaliero-universitaria Senese e Opera della Metropolitana di Siena. Coordinati da Maria Adele De Francisci, caporedattore della Tgr Rai Toscana, interverranno il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, Rosy Bindi, già ministro della Sanità, Antonio Barretta, direttore generale dell’Aou Senese e professore ordinario di Economia aziendale all’Università degli studi di Siena, e Isabella Gagliardi, ordinaria di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso il Dipartimento Sagas dell’Università di Firenze.
Diocesi: mons. Biagio Colaianni presiederà le celebrazioni del Corpus Domini il prossimo 4 giugno
Giovedì 4 giugno alle 18 mons. Biagio Colaianni presiederà la Santa Messa, nella Cattedrale della SS. Trinità a Campobasso. Al termine seguirà la tradizionale processione del Corpus Domini lungo le vie cittadine durante il quale i fedeli accompagneranno simbolicamente il Signore nelle strade della città, invocando benedizione per le famiglie, i luoghi di lavoro e l’intera collettività. “La festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – si legge nella dota della Diocesi – richiama il valore centrale dell’Eucaristia nella vita della Chiesa: memoriale vivo della presenza di Gesù e segno di comunione tra Dio e il suo popolo. La celebrazione rappresenta un’occasione di preghiera e riflessione, attraverso cui i fedeli rinnovano la propria adesione al Mistero eucaristico e testimoniano pubblicamente la fede cristiana nella vita quotidiana”. Le iniziative proseguiranno domenica 7 giugno con la Santa Messa delle 8.00 al museo dei misteri, in occasione della tradizionale manifestazione cittadina dei misteri. Alle 12.30 l’arcivescovo rivolgerà il proprio saluto alla cittadinanza e impartirà la benedizione dalla loggia del Palazzo Comunale.
Diocesi: Roma, nasce il progetto “Oltre la soglia” per valorizzare le chiese del Centro
Si propone di unire arte, fede, spiritualità e tecnologia il progetto “Oltre la soglia”, promosso dalla diocesi di Roma con la collaborazione di Orpheo, multinazionale che progetta e realizza soluzioni innovative per la visita di musei e luoghi culturali. L’inaugurazione ufficiale, con la presentazione del progetto (aperta solo alla stampa) ci sarà giovedì 28 maggio, dalle ore 19, nella basilica di Santa Pudenziana, alla quale interverranno il vicegerente della diocesi e vescovo del settore Centro, mons. Renato Tarantelli Baccari; Alessandro Tortorella, prefetto del Fondo Edifici di culto del Ministero dell’Interno; mons. Gianfranco Basti, rettore di Santa Pudenziana; Antonio Ciliberti, ceo di Orpheo.
Sarà proprio Orpheo a mettere a disposizione di visitatori e pellegrini una serie di sussidi pastorali e servizi che consentano di conoscere e apprezzare meglio il luogo di culto; il contributo che fedeli e turisti riconosceranno servirà poi per il sostegno della chiesa stessa. In concreto, verranno proposti ai visitatori alcuni percorsi che, ad esempio, uniscano chiese e monumenti – come la basilica di San Pietro, la basilica di Santo Spirito in Sassia, Ponte Elio e Castel Sant’Angelo –, o ancora visite particolari all’interno di alcune chiese, con l’apertura di ambienti normalmente chiusi o la possibilità di assistere a concerti.
“L’obiettivo è trasformare una semplice visita turistica in un’esperienza turistico-religiosa, capace di consentire al visitatore di sapere veder oltre», si legge nel protocollo di intesa firmato dal cardinale vicario Baldo Reina e da Ciliberti. Da qui il nome scelto per il progetto: “Oltre la soglia”. “Non si tratta soltanto di raccontare monumenti e opere d’arte – si legge ancora –, ma di restituire a questi luoghi la loro profondità spirituale, permettendo al visitatore di cogliere il senso di continuità tra passato e presente, tra preghiera e storia. () La visita diviene il tramite attraverso cui si cerca di organizzare l’esperienza del bello e del vero umano come veicoli di Dio”.
Al momento, i percorsi di visita previsti sono dieci, suddivisi tra le varie zone centrali e meno centrali della città, ma saranno aumentati nel corso del tempo. Attualmente, le chiese coinvolte sono sedici, tra cui anche Santa Maria ad Martyres, il Pantheon. Inoltre, ci saranno degli eventi culturali, come ad esempio concerti di musica sacra. Grazie ad audio o videoguide, totem, multimediali, piattaforme web e app – strumenti forniti da Orpheo – sarà possibile “dare nuova luce a un patrimonio di tesori artistici e archeologici, facilitandone l’accesso e la fruizione consapevole”.
Il progetto è nato dal basso, dalla volontà di tanti sacerdoti a cui sono affidate le chiese del centro storico, come racconta il coordinatore Andrea Cristallo: “Siamo partiti da quello che era un vecchio progetto di valorizzazione, coinvolgendo anche delle rettorie che si trovano un po’ fuori dai classici giri turistici, come all’Aventino o all’Esquilino cercando di dare una nuova lettura dal punto di vista artistico ma anche religioso”.
Info: www.oltrelasoglia.eu.
Elezioni comunali: mons. Mansi (Andria), “auguro ai sindaci un buon cammino auspicando che si lascino illuminare anche dal Vangelo”
“La Chiesa di Andria fa gli auguri di buon lavoro ai sindaci di Andria e Minervino Murge, Giovanna Bruno e Massimiliano Bevilacqua, che hanno vinto la tornata elettorale che ha portato al rinnovo dei consigli comunali”. A scriverlo, in una nota, mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, che sottolinea: “A loro e alle comunità che guideranno l’augurio di un lavoro che sia sempre orientato al rispetto della dignità della persona. Faccio mie le parole di Papa Leone XIV proferite nel discorso in occasione del giubileo dei governanti dello scorso giugno. Allora il Pontefice ha ricordato che “la politica è una missione” che “può offrire un efficace servizio all’armonia e alla pace sia a livello sociale, sia in ambito internazionale”. E conclude: “Auguro dunque un buon cammino ai sindaci auspicando che si lascino illuminare anche dal Vangelo”.
Diocesi: Bolzano-Bressanone, esperienze, progetti e collette al centro dell’incontro odierno a Stella di Renon con i missionari
Una settantina di partecipanti – tra religiosi e laici, rappresentanti dei gruppi parrocchiali e volontari – ha risposto all’invito dell’Ufficio missionario diocesano di Bolzano-Bressanone e si è ritrovata alla Haus der Familie a Stella di Renon al tradizionale incontro annuale dedicato allo scambio di esperienze con chi vive o ha vissuto a lungo in terra di missione e a rafforzare la promozione di progetti di sviluppo nel mondo. Alla giornata, con il vescovo Muser impegnato a Roma nell’assemblea generale della Cei, ha partecipato il vicario generale Eugen Runggaldier, che ha ricordato l’importanza fondamentale della missione della Chiesa: non riguarda solo i singoli missionari in altre parti del mondo, ma tutti i cristiani: “Proprio oggi è importante come Chiesa riscoprire cosa significhi essere missionari, avere cioè la capacità di incontrare le persone in modo aperto, con stima e sincero interesse”.
In collegamento video missionarie e missionari altoatesini in diverse parti del mondo hanno raccontato le loro esperienze e le sfide che hanno affrontato.
L’attività dell’Ufficio missionario diocesano è stata sintetizzata dalla direttrice Irene Obexer, che ha fornito i dati delle collette diocesane del 2025 a sostegno di progetti nelle missioni: grazie alla raccolta fondi degli Sternsinger, i Cantori della stella, è stato possibile finanziare oltre 100 progetti per un totale di oltre un milione e mezzo di euro. Con la Quaresima di fraternità sono stati inoltre donati in Alto Adige circa 237mila euro, destinati a progetti sociali e di formazione, di cui il 60% in Africa. Infine nella Domenica di San Cristoforo sono state raccolte offerte per 325mila euro a favore della mobilità dei missionari e hanno permesso di acquistare 14 auto, 3 moto, 4 scuolabus e di promuovere una campagna per la sicurezza sulle strade in Uganda.
Oltre alle tre grandi collette è proseguita la collaborazione con le donne cattoliche nel progetto “Una matita per la formazione” che ha consentito a 26 ragazze ugandesi lo studio per diventare infermiere o ostetriche. La direttrice Obexer ha ringraziato le tantissime persone che a vario titolo si impegnano in queste iniziative e ha ricordato che ora Missio avvia, assieme alle suore del Pime in Bangladesh, un progetto di formazione professionale rivolto a giovani donne del popolo Garo. Tra le scadenze future di Missio, sono stati annunciati il viaggio in Perù con il vescovo e in Etiopia con la Caritas diocesana.
L’evento a Stella di Renon si conclude nel pomeriggio con la celebrazione in memoria dei missionari defunti degli ultimi 12 mesi: suor Maria Adelinde Plieger di Laion (30 anni di missione in Perù), p. Albino Grunser di Bressanone (57 anni in Perù), p. Alois Deflorian di Vizze (60 anni in Perù), don Pierluigi Sartorel di Bolzano (50 anni in Brasile).
Per don Gigi Sartorel, scomparso la scorsa settimana a Fortaleza, dove ora riposa, il vescovo Muser celebra una santa messa lunedì 1° giugno alle 18 nella chiesa di San Pio X a Bolzano.
Dottrina sociale: il 29 maggio in Vaticano la conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice
Si terrà venerdì 29 maggio dalle ore 9 nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano la conferenza internazionale “Un mondo frammentato alla ricerca della spiritualità: libertà e pluralismo nella Dottrina sociale della Chiesa”, promossa dalla Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice. “Le crisi contemporanee non sono soltanto economiche, politiche o geopolitiche, ma affondano le loro radici in un progressivo indebolimento delle fondamenta etiche e spirituali della società”, spiega Paolo Garonna, presidente della Fondazione. I lavori si apriranno con la relazione di suor Alessandra Smerilli, segretaria del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, sull’attualità dell’enciclica “Centesimus Annus”, e proseguiranno con due sessioni plenarie e gruppi di lavoro ispirati al metodo sinodale. Tra i temi delle sessioni parallele: intelligenza artificiale e spiritualità, costruzione della pace in Europa, dialogo interreligioso nel Mediterraneo, sviluppo in Africa e America Latina, multilateralismo e diritto internazionale. Alla seconda sessione plenaria interverranno il card. Silvano Tomasi e mons. Ettore Ballestrero, rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Onu a Ginevra. Il discorso di chiusura è affidato a mons. Joseph-Marie Ndi-Okalla, vescovo di Mbalmayo (Camerun). Sabato 30 maggio è prevista la messa all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro e l’udienza privata con Papa Leone XIV.
Diocesi: Bolzano-Bressanone, Caritas amplia il Servizio di consulenza per uomini in Val Venosta
A fronte di una richiesta di servizi di consulenza specificamente rivolti agli uomini in sensibile aumento in Alto Adige, la Caritas di Bolzano-Bressanone amplia il proprio Servizio aggiungendo nel prossimo futuro alle sedi già esistenti a Bolzano, Merano e Bressanone anche quella di Silandro. “In Val Venosta riceviamo ormai da tempo richieste di consulenza, in particolare dai Servizi sociali e da altri partner della rete”, spiega Guido Osthoff, responsabile del Servizio Caritas di consulenza per uomini. “Al giorno d’oggi – aggiunge – molti uomini sentono la pressione di dover soddisfare diversi ruoli, sia come partner e padri, sia sul lavoro. Spesso fanno fatica a parlare di emozioni o problemi: il Servizio di consulenza si inserisce proprio qui, offrendo supporto soprattutto per problemi relazionali, nelle separazioni e nelle crisi individuali”. “Sempre più uomini – conclude Osthoff – cercano attivamente aiuto”, con l’obiettivo di affrontare pesi emotivi e trovare nuovi modi per gestirli.
Il nuovo Servizio Caritas sarà attivo presso gli spazi della Consulenza psicosociale di Silandro. Gli appuntamenti verranno fissati tramite la segreteria di Bolzano e si svolgeranno di norma il mercoledì pomeriggio. Dall’inizio dell’anno oltre 350 uomini si sono già rivolti al Servizio di consulenza della Caritas. L’offerta si rivolge a uomini di tutte le età ed è accessibile a livello provinciale.
Magnifica humanitas: Sandoval (centro studi Celam), “lancia sfide a educazione, lavoro e politica”
“Un regalo prezioso di Leone XIV”. Così l’enciclica Magnifica humanitas viene definita da Guillermo Sandoval, direttore del Centro di Gestione della conoscenza del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (Celam), in pratica il centro studi dell’organismo, che proprio la scorsa settimana aveva dedicato un ampio documento all’Intelligenza artificiale. Magnifica humanitas, secondo Sandoval, lancia sfide “molto rilevanti alla Chiesa e al mondo in tre ambiti: educazione, lavoro e politica. In questo senso, l’educazione deve aprire alla capacità di discernimento. Il lavoro deve riconoscere la dignità della persona umana e la politica, organizzare il bene comune al di sopra dell’economia e delle scienze”.
Il direttore del centro studi ha, così, ricordato che l’Ia, così come può essere usata per promuovere la dignità umana può anche essere usata per l’aggressione alla libertà, perché nella “era digitale la libertà non è solo una questione interiore, ma anche un affare della sfera pubblica”, come ha evidenziato il Papa. E ha aggiunto che esistono due ingredienti per umanizzare le tecnologie: solidarietà e sussidiarietà, che “ci permettono di condividere i beni che Dio ha consegnato per l’uso di tutti e tutte”. Dal Celam interviene anche il direttore del centro per la comunicazione del Celam, Oscar Elizalde, che mette in evidenza il carattere profetico dell’enciclica, come fu, 135 anni fa, per la Rerum Novarum di Leone XIII. A aggiunge: “Magnifica humanitas non offre uno sguardo fatalista né una prospettiva tecnofoba di fronte agli sviluppi dell’Ia. Si fonda, piuttosto, sulla speranza che ‘l’Ia possa essere un terreno di costruzione della storia a partire da un orizzonte di comunione, dove il progresso tecnico impara a servire la vita umana’”.
Somalia: Caritas, un progetto per “Sostenere le madri, nutrire i bambini” nel distretto di Kismayo
La Caritas Somalia, diretta da Sara Ben Rached, promuove il progetto “Sostenere le madri, nutrire i bambini”. L’iniziativa combatte la malnutrizione infantile supportando le madri con aiuti alimentari, formazione sull’educazione nutrizionale e la creazione di orti comunitari per l’autosostentamento.
Nel distretto di Kismayo (sud del Paese) la popolazione già povera è colpita da cambiamenti climatici sempre più gravi con siccità prolungate e inondazioni improvvise che compromettono l’agricoltura. Le madri hanno risorse limitate, ma con un buon accompagnamento e sostegno (assicurato da diversi anni da Caritas Somalia in collaborazione con organizzazioni locali) possono garantire un’alimentazione adeguata ai figli spesso malnutriti. Milioni di persone affrontano la fame, ma la terra, molto fertile, può essere coltivata con alimenti locali ad alto valore nutrizionale con orti comunitari in una dimensione di condivisione che, se sostenuta, può diventare spazio di corresponsabilità e resilienza.
“Sostenere le madri, nutrire i bambini” è promosso dalla Caritas Somalia, con la collaborazione di Caritas Italiana, Caritas Ambrosiana e Caritas Trivento.
Il progetto, che viene spiegato da Sara Ben Rached in un video rilanciato da Caritas Trivento sia sul proprio sia sulla propria , prevede la distribuzione di 100 kit (fagioli locali/niebe, arachidi, zucchero, olio vegetale) con formazione per preparare pasti adatti per i bambini malnutriti; la fornitura alle comunità di semi di gombo/okra, fagioli/niebe, arachidi, moringa, pomodori; l’avvio e accompagnamento di due orti comunitari condivisi; la formazione nutrizionale con incontri pratici per operatori locali e madri sull’alimentazione infantile, l’igiene e l’uso consapevole di alimenti locali; la sensibilizzazione comunitaria con momenti di informazione e confronto su tutela dell’infanzia, salute familiare e ruolo delle donne.
“Nella regione di Kismayo – ricorda la direttrice di Caritas Somalia – la vita quotidiana è una lotta continua per accedere all’acqua, al cibo e alle risorse essenziali. L’obiettivo del progetto è semplice: aiutare le mamme a nutrire i loro figli valorizzando le risorse della loro terra; attraverso corsi pratici, laboratori e dimostrazioni, le mamme impareranno a trasformare prodotti locali altamente nutritivi in pasti sani per tutta la famiglia. Insieme le comunità creeranno orti comunitari, che non solo produrranno cibo, ma creeranno spazi di condivisione, solidarietà e soprattutto resilienza”.
Magnifica Humanitas: mons. Satriano (Bari-Bitonto), “il vero prodigio non è l’intelligenza artificiale, ma l’essere umano”
“Accolgo con gratitudine Magnifica Humanitas, la nuova enciclica di Papa Leone XIV, perché arriva dentro un tempo attraversato da paure, solitudini e trasformazioni profonde legate anche all’intelligenza artificiale”. Lo sottolinea mons. Giuseppe Satriano, srcivescovo di Bari-Bitonto.
“Il Papa non offre slogan né soluzioni semplici. Non demonizza la tecnologia, né la idealizza come via di soluzione a ogni problema e risposta a ogni quesito. Ci chiede invece una cosa più difficile e più urgente: tornare a credere nella dignità della persona e nella forza delle comunità. In un mondo in cui rischiamo di ridurre tutto a connessioni veloci e rapporti fragili, il vero prodigio non è la tecnologia, ma l’essere umano”, osserva il presule.
“La tecnica può aiutarci, ma non può sostituire ciò che ci rende umani: la capacità di prenderci cura gli uni degli altri, di costruire legami, di non lasciare indietro i più fragili. Per essere ‘magnifica’, e cioè davvero ‘grande’, l’umanità ha bisogno di tutti, nessuno escluso. Un’umanità che crede di progredire scartando gli ultimi è destinata a rimpicciolirsi e a scomparire. La solidarietà non è un sentimento accessorio: è ciò che impedisce a una società di disgregarsi e che la rende pienamente umana”, chiarisce l’arcivescovo.
“Per questo – afferma – sento che questa enciclica parla con forza anche al nostro Paese. Non basta denunciare il buio sociale o culturale che vediamo crescere, né è sufficiente un aggiornamento tecnologico o infrastrutturale che disimpegni dal riedificare l’essere umano. Siamo chiamati a riaccendere fiducia, amicizia sociale, responsabilità condivisa, capacità di uno sguardo carico di meraviglia”.
Mons. Satriano conclude: “Il messaggio di Papa Leone XIV è chiaro: nell’epoca dell’algoritmo, la sfida decisiva non è diventare più tecnologici, ma più umani”.
Magnifica Humanitas: vescovi australiani, “mettere le persone al primo posto deve essere la nostra risposta all’IA”
“Mettere le persone al primo posto deve essere la nostra risposta allo sviluppo dell’intelligenza artificiale”. Lo ha affermato mons. Peter Comensoli, arcivescovo di Melbourne e presidente della Commissione episcopale per la vita, la famiglia e l’impegno pubblico, commentando la pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV. Per mons. Comensoli, l’intelligenza artificiale sta guidando una nuova rivoluzione industriale ed è importante affrontare le sfide che essa pone alla dignità umana, al lavoro, alla famiglia e all’ambiente. “Il messaggio del Papa sarà importante per aiutare tutti a confrontarsi con questa realtà complessa e destinata a incidere profondamente sulla vita”, ha sottolineato il presule, invitando a leggere “Magnifica Humanitas” e a considerarne l’applicazione pratica “nelle parrocchie, nelle scuole, negli ospedali, nei servizi di assistenza, nei luoghi di lavoro e nella comunità”. L’enciclica – firmata da Leone XIV il 15 maggio, nel 135° anniversario della “Rerum novarum” di Leone XIII – pone la dignità della persona umana al centro come criterio per orientare il progresso tecnico e propone una “spiritualità per il nostro tempo”, fondata sull’affermazione che “il Verbo si è fatto carne”: “La pienezza della condizione umana non nasce dalla potenza tecnica, ma da una relazione che implica libertà, amore, responsabilità e grazia”. Il documento si articola in cinque capitoli, dall’approccio dinamico fedele al Vangelo fino alla cultura della potenza e alla civiltà dell’amore.
Carceri: Bambinisenzasbarre Ets, l’edizione 2026 della “Partita con mamma e papà” s’inserisce nel progetto europeo “Game with Mum and Dad”
La casa circondariale di Brindisi ospita domani, mercoledì 27 maggio alle 15, la seconda “Partita con mamma e papà”, il progetto ideato e promosso da Bambinisenzasbarre Ets nell’ambito della campagna europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine ma una mia condanna”. La prima si è tenuta nella casa circondariale di Caltagirone il 19 maggio.
La “Partita con mamma e papà”, realizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, trasforma per un giorno gli istituti penitenziari in luoghi di incontro, gioco e relazione tra genitori detenuti e figli.
Attraverso il progetto la “Partita con mamma e papà” che include incontri sportivi, laboratori creativi e momenti di condivisione, bambini e genitori possono vivere un tempo autentico di vicinanza affettiva, fondamentale per mantenere e rafforzare il legame familiare nonostante la detenzione. La “Partita con mamma e papà”, nata nel 2015, è diventata negli anni uno degli strumenti più significativi sviluppati da Bambinisenzasbarre per promuovere il diritto dei bambini alla continuità della relazione con i propri genitori, sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e richiamato dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.
L’edizione 2026 si inserisce inoltre nel più ampio progetto europeo “Game with Mum and Dad”, promosso dalla rete europea Cope – Children of Prisoners Europe e realizzato sul modello sviluppato in Italia da Bambinisenzasbarre. Dopo il successo delle precedenti edizioni europee, che hanno coinvolto numerosi Paesi e istituti penitenziari europei, anche quest’anno il progetto intende promuovere una cultura penitenziaria più attenta ai diritti dei bambini con genitori detenuti.
Sono oltre 2,4 milioni i bambini che vivono questa esperienza in Europa, circa 100mila in Italia. Attraverso la “Partita con mamma e papà” e “Game with Mum and Dad”, il gioco diventa uno strumento concreto di relazione, ascolto e inclusione, capace di contrastare stigma e isolamento sociale.
Come ogni anno la Partita coinvolgerà numerosi istituti penitenziari italiani, grazie alla collaborazione delle direzioni carcerarie, del personale educativo, della Polizia penitenziaria, dei partner della rete di Bambinisenzasbarre e delle associazioni che operano quotidianamente sul territorio, che insieme contribuiscono a rendere possibile un’esperienza di incontro, ascolto e vicinanza per centinaia di famiglie.
Paesi Bassi: “Vieni e vedi”, nelle diocesi format di percorsi di verifica vocazionale
“Vieni e vedi” è il titolo di cammini di incontro, formazione, scambio e preghiera incentrati sul tema della vocazione promossi sia dalla diocesi di Haarlem-Amsterdam sia dalla diocesi di Rotterdam. Il format è il medesimo: si tratta di un “anno di discernimento”, rivolto a uomini dai 16 ai 45 anni “che sono alla ricerca della propria vocazione, mantenendo aperta la possibilità del sacerdozio o del diaconato”. È un anno che “non predetermina nulla, ma mira ad aiutare a scoprire come Dio chiama le persone concrete, come lo fa ora e come si può rispondere a questa chiamata”. Il programma prevede un incontro mensile, “per pregare, mangiare, ascoltare e condividere”, un’ora settimanale di preghiera “basata su testi e domande che aiutano a (imparare a) essere aperti alla voce di Dio” e un accompagnamento personale da parte di un sacerdote o diacono. L’iniziativa è guidata dai rettori dei seminari diocesani, accompagnati da alcuni sacerdoti e diaconi diocesani. Il calendario e i temi degli incontri che cominceranno a settembre e si concluderanno a maggio 2027 sono già definiti: si comincia con “Come ci chiama Cristo?”, poi si indaga il tema della risposta. Quindi “Ogni vocazione richiede amore al servizio”. A gennaio “Cosa significa essere sacerdote o diacono nel mondo di oggi?”, poi arriva il tema “Vita matrimoniale, vita non matrimoniale, celibato” e ancora “Formazione personale e formazione nella fede”. Un incontro è dedicato a un dialogo con il vescovo diocesano, uno a fare il bilancio del percorso e a guardare al futuro.













