Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 9 Giugno 2026

Breaking News

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 9 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


Seguici su WhatsApp

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “quali notti stiamo attraversando?”

“Quali sono le notti che stiamo attraversando? Cosa ci suggeriscono? Entrando in esse e guardando con umiltà e senza pregiudizi la realtà di ciò che siamo, cosa siamo chiamati a cambiare? Dove dobbiamo rinnovarci, in quale direzione vogliamo andare, quale società vogliamo costruire?”. Sono queste, per il Papa, le domande che dobbiamo porci, “pensando al nostro cammino personale, ma anche alle notti del nostro cammino ecclesiale e della Spagna, delle sue città, delle sue povertà antiche e nuove, della sua società e cultura”. “Non smettiamo di cercare, di interrogarci e di dialogare, con Dio e tra di noi, anche nel cuore della notte”, l’invito al termine dell’omelia a conclusione della Veglia nello stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona: “Camminiamo insieme nella fede che armonizza la diversità delle nostre idee e sensibilità, per cercare la verità che ci guida verso il bene comune, affinché questo Paese sia uno spazio accogliente per tutti, dove ciascuno sia rispettato nella sua dignità di persona e amato per quello che è. Apriamoci al dono dello Spirito, cercando il Signore come Nicodemo e accogliendo la luce del suo Vangelo, con la certezza che sperimenteremo in noi una vita nuova, una presenza che benedice, un amore gratuito che ci aiuterà a passare dalla notte alla luce. Perché Dio vuole che nulla vada perduto e già da ora desidera darci la vita eterna, per condurci alla felicità che non ha fine”.

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “non giudicare le notti della nostra vita, della Chiesa e della società”

“Non giudicare le notti; né le notti della nostra vita, né quelle della Chiesa, né quelle della società che ci circonda”. È l’invito del Papa, nell’omelia a conclusione della Veglia dei giovani, allo stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona.  “Lo spazio vuoto che la notte crea, anche quando si presenta sotto forma di sofferenza o insoddisfazione, di delusione o incredulità, può essere un’occasione per ricevere una nuova vita, per cambiare e rinnovarsi, per «rinascere dall’alto, come dice Gesù a Nicodemo”, ha assicurato Leone XIV: “Dio, infatti, non è venuto per giudicare il mondo con il suo peccato e la notte della sua infedeltà, ma ha mandato il suo Figlio per salvarlo, per dare al mondo la vita eterna”. Nella notte, “dobbiamo invece metterci in cammino come fa Nicodemo, continuare a interpellare il Signore, aprirci al vento dello Spirito per accogliere la notte non più come segno di un fallimento, ma come inizio di una nuova vita”, l’indicazione di rotta del Papa.

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “le notti ci tolgono le maschere che indossiamo di giorno”

“Siamo mendicanti d’amore, abbiamo fame e sete di verità, cerchiamo un significato pieno che ci sostenga, ci incoraggi e ci aiuti a comprendere il mistero della nostra vita”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia a conclusione della Veglia dei giovani, nello stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona. “Mentre avanziamo lentamente, a piccoli passi, siamo chiamati a dialogare con la penombra della nostra stessa condizione umana”, l’immagine sulla scorta della figura di Nicodemo: “ci manca la verità tutta intera, non conosciamo in profondità il mistero di noi stessi e il vero volto degli altri, non sempre riusciamo a comprendere la verità nascosta della realtà che ci circonda e degli avvenimenti che si presentano davanti ai nostri occhi. Cerchiamo una luce che illumini il cammino”. Ma Nicodemo ci parla anche del cammino della fede: “Non si tratta di un percorso parallelo a quello della nostra esistenza umana, ma questi due itinerari sono sempre intrecciati tra loro”, ha spiegato Leone XIV commentando il Vangelo. “Dio è sempre accanto al Padre e accanto a noi, eppure, a volte sperimentiamo la notte della fede, la fatica di credere, la stanchezza dello spirito, il senso di inadeguatezza di fronte alla chiamata del Vangelo, l’amarezza dei nostri fallimenti e la paura di non essere all’altezza”, ha osservato il Papa: “Nicodemo ci insegna che queste notti — che accompagnano la nostra vita, il cammino di fede e la storia in cui viviamo — sono un luogo di benedizione, uno spazio per rinascere, un grembo che genera sempre nuova vita. Queste notti ci spogliano e ci riportano all’essenziale; ci tolgono le maschere umane e religiose che indossiamo di giorno, per non essere riconosciuti o per dare un’immagine di noi diversa da ciò che siamo; ci lasciano a nudo, nelle nostre luci e nelle nostre ombre, riportandoci all’umiltà di saperci guardare nella verità, al di là della presunzione di pensare che il nostro cammino sia già compiuto e che avanziamo come se avessimo una luce chiara su tutto, su tutti e persino su Dio”.

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “clima avvelenato nei rapporti familiari”, no a abusi e femminicidi

“Tante notizie di cronaca nera, ancora oggi, riflettono un clima avvelenato nei rapporti familiari, caratterizzato da abusi e oppressioni, e in particolare dalla violenza contro le donne, che purtroppo spesso sfocia anche in femminicidi”. Lo ha detto il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia di preghiera allo stadio di Barcellona. “Siamo tutti chiamati ad affrontare questa drammatica realtà, sia personalmente che come società, perché spetta a noi affrontarla in tutte le sue dimensioni”, l’appello di Leone XIV: “Non possiamo attribuire a Dio ciò che è stato affidato alla nostra responsabilità; non possiamo immaginare che Dio dall’alto risponda automaticamente ai nostri bisogni o impedisca miracolosamente che il male accada; egli ci ha dotati di intelligenza e volontà, ci ha dato una coscienza, ci ha rivestiti di dignità e di libertà. Se esiste la violenza, se trionfa l’egoismo, se persino l’amore tra familiari si trasforma in odio, dobbiamo porci alcune domande su noi stessi, sulle dinamiche della nostra società, sulla cultura dell’individualismo, sulla tentazione della violenza, e non su Dio”. Poi l’invito a “imparare a considerare il perdono, potente rimedio contro il male che guarisce le nostre ferite interiori, come parte di un processo”, di un cammino in cui si procede a piccoli passi, perché “la riconciliazione con la storia è un processo graduale”.

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “salute mentale sempre più minacciata da pressioni e aspettative”

“La salute mentale è sempre più minacciata nel contesto di società che si considerano avanzate”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, rispondendo alla domanda di un giovane su quella “malattia silenziosa” che è la depressione, durante la veglia allo stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona. “È un segnale che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in una certa idea di crescita che sottopone le persone a pressioni, aspettative e tensioni che compromettono equilibri fondamentali”, ha spiegato Leone XIV, secondo il quale “è necessario un sistema sanitario che includa tra le sue priorità questo malessere invisibile e generalizzato, che colpisce anche i giovani”. “Ci sono momenti di oscurità e di sofferenza che la nostra società mette a tacere, perché proprio alcuni modelli culturali ci vogliono sempre vincitori e perfetti e, per questo, il limite, la fragilità e il dolore devono essere eliminati, confinati nel silenzio assordante della solitudine o addirittura della vergogna”, ha denunciato il Pontefice: “E, in questi momenti, possiamo pensare istintivamente che anche Dio ci abbia abbandonati. Ma la croce di Gesù ci dice che Dio non ci abbandona”. “Di fronte alle situazioni più difficili e dolorose, quando Dio sembra assente, dobbiamo affidargli ancora una volta i pesi che portiamo nel cuore”, la proposta del Papa: “non dobbiamo spiritualizzare il dolore, riconducendolo superficialmente alla volontà di Dio o a qualche suo misterioso progetto, perché questo rischia di minimizzare quella sofferenza, di metterla a tacere, di ferire le persone. Dio non vuole la sofferenza, la porta con noi e ci invita a confidare in Lui con perseveranza. Ricordiamo ciò che diceva Papa Francesco: con Dio, la vita rinasce sempre”.

Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “idolatria del profitto e culto dell’immagine sono anestetici”

“Nelle nostre società, l’idolatria del profitto e del rendimento, la frenesia di dover sempre produrre ed essere vincitori, così come il culto della propria immagine, non sono altro che anestetici per addormentare la nostra coscienza e adattarla a una certa idea di società”. A denunciarlo è stato il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia allo stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona. “Quando le persone imparano a fermarsi, a dare valore alle cose importanti, ad apprezzare il tempo in modo nuovo e a riflettere sulla propria vita lasciandosi illuminare dal Vangelo, sviluppano anche un pensiero critico nei confronti di un sistema sociale che non pone la persona al centro e provoca situazioni di ingiustizia e di povertà esistenziali a diversi livelli”, la tesi di Leone XIV, che sulla scorta di Agostino ha esortato i giovani a “coltivare la sana inquietudine”, che “fa paura, così come la scoperta dell’interiorità, della spiritualità e ancor più del Vangelo”. “Dobbiamo coltivare questa inquietudine e farle spazio”, l’invito: “cercare dentro di noi, cercando di non lasciarci sopraffare dai ritmi e dalle seduzioni esterne, coltivando momenti di silenzio, fermandoci magari qualche minuto al giorno per leggere il Vangelo e parlare con Dio, e cercando anche di percorrere questo cammino interiore insieme ad altri, lasciandoci accompagnare negli itinerari ecclesiali e confrontandoci con i sacerdoti, i religiosi, le persone che come noi hanno intrapreso questo cammino”.

Papa in Spagna: card. Omella, “torri umane ricordano le torri degli apostoli della Sagrada Familia”

“Migliaia e migliaia di persone avrebbero voluto essere qui oggi, ma poiché non è stato possibile per le limitazioni della capienza, la stanno seguendo dalle strade, dalle loro case attraverso la televisione”. E’ il saluto del card. Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona, al Papa, all’inizio della Veglia di preghiera allo stadio olimpico di Barcellona. “Prima di iniziare questa veglia, vorremmo mostrarle un Castell, uno dei simboli culturali unici e più caratteristici di questa bella e nobile terra di Catalogna”, ha detto il cardinale: “Sono torri umane di diversi piani di altezza, molto radicate nelle feste e nelle tradizioni dei nostri paesi e riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Sono una bella manifestazione di ciò che siamo capaci di fare noi esseri umani quando lavoriamo uniti per un obiettivo comune. Queste torri umane ricordano molto le torri degli apostoli che vediamo nella Sagrada Familia, e probabilmente servirono da ispirazione al venerabile architetto Antoni Gaudí”.

Papa in Spagna: arrivato allo stadio olimpico, benedice 30 ambulanze e viene accolto dai “castellers”

Dopo l’incontro privato con i membri dell’Ordine Agostiniano, il Papa è arrivato in auto allo Stadio Olimpico Lluís Companys per la Veglia di Preghiera. Prima del giro in papamobile tra i fedeli, ha benedetto circa 30 ambulanze. Allo stadio Leone XIV viene accolto con i “castellers”, le torri umane catalane,  e dalle parole di benvenuto del card. Juan José Omella Omella, arcivescovo metropolita di Barcellona. Al cuore della Veglia di preghiera il dialogo con i giovani, con il discorso del Papa e l’omelia dopo la lettura del Vangelo.

Rinnovamento nello Spirito: dall’11 al 14 giugno pellegrinaggio nazionale a Fatima. Contaldo, “cammino di fede e rinnovamento spirituale”

Sarà Fatima la meta del primo pellegrinaggio nazionale del 2026 promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo, in programma da giovedì 11 a domenica 14 giugno. L’iniziativa, organizzata dal Consorzio Itinera Italia, sarà guidata da don Patrizio Di Pinto, delegato del RnS per il Servizio nazionale della Liturgia, e vedrà la partecipazione del presidente nazionale Giuseppe Contaldo. Il programma prevede l’arrivo a Lisbona e il successivo trasferimento a Fatima, con momenti di preghiera, celebrazioni e visite ai principali luoghi legati alle apparizioni mariane del 1917. Tra gli appuntamenti in calendario la Via Crucis a Os Valinhos, la visita alla casa dei tre Pastorelli ad Aljustrel, la liturgia penitenziale, il Rosario con la tradizionale fiaccolata e la partecipazione alla Messa internazionale nel giorno anniversario delle apparizioni. Sono inoltre previste tappe a Nazaré, ai monasteri di Batalha e Alcobaça e, prima del rientro in Italia, a Santarém, dove sarà celebrata l’Eucaristia nella chiesa di San Estevão che custodisce il celebre miracolo eucaristico. m”Ci sono luoghi dove milioni di persone arrivano ogni anno portando nel cuore preghiere e intenzioni. Fatima è uno di questi”, afferma Contaldo. “Con questi stessi sentimenti di devozione ci mettiamo in cammino per vivere insieme un momento di riflessione personale e di rinnovamento spirituale”, aggiunge il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Siria: WeWorld, in risposta alle inondazioni a Deir-ez-Zor raggiunte 500.000 persone con interventi di prima emergenza

Una grave emergenza umanitaria è in corso nella Siria orientale, dove dal 26 maggio violente inondazioni lungo il fiume Eufrate hanno colpito comunità a nord di Raqqa e Deir-ez-Zor, mettendo in ginocchio interi villaggi e lasciando migliaia di famiglie senza casa, acqua e servizi essenziali.
“L’ondata di piena, causata da forti piogge stagionali e dal rilascio di acqua da dighe a monte in territorio turco, ha provocato – ricorda in una nota diffusa oggi da WeWorld – un rapido innalzamento del livello del fiume fino a quattro metri nel giro di pochi giorni, sommergendo infrastrutture e abitazioni. Anche i terreni agricoli sono stati devastati, compromettendo la principale fonte di sostentamento per molte comunità”.
Secondo le stime, sono circa 2.200 i nuclei familiari coinvolti, con 698 famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e trovare riparo in centri collettivi o presso parenti e comunità ospitanti.
La situazione dei servizi idrici è critica: 70 impianti di trattamento dell’acqua su 165 risultano fuori uso. La presenza prolungata di acque stagnanti e la compromissione dei sistemi igienico-sanitari aumentano il rischio di epidemie e altre emergenze sanitarie.
Le inondazioni stanno inoltre ostacolando il regolare svolgimento degli esami scolastici nazionali previsti per giugno, aggravando ulteriormente la situazione per studenti e famiglie.
WeWorld, che è presente in Siria dal 2011, ha subito attivato una risposta all’emergenza, grazie al supporto dell’Unione europea (Dg Echo) e a una presenza operativa consolidata nel Paese.
Gli interventi realizzati in questi giorni hanno raggiunto oltre 500.000 persone attraverso “protezione delle infrastrutture idriche, con la costruzione di barriere di sabbia attorno a impianti strategici, garantendo acqua a circa 400.000 persone; distribuzione di acqua potabile, con oltre 2.700 m³ di acqua forniti a circa 90.000 persone; fornitura di beni essenziali, con l’avvio della distribuzione di kit igienici e materiali per le famiglie più vulnerabili”.
Nonostante il livello dell’Eufrate si stia stabilizzando, l’emergenza è tutt’altro che conclusa. WeWorld continuerà a intervenire da un lato attraverso la distribuzione di kit igienici, l’assistenza economica alle famiglie sfollate e il supporto al sistema educativo; dall’altro con il ripristino dei sistemi idrici e di irrigazione, in collaborazione con le autorità locali, e sostegno diretto agli agricoltori per garantire la sicurezza alimentare delle comunità colpite.

Germania: delegazione della Conferenza episcopale tedesca in viaggio in Francia per comprendere approfondire la pastorale battesimale degli adulti

Una delegazione della Commissione Giovani e della Commissione Pastorale della Conferenza Episcopale Tedesca (Dbk) è partita ieri, 8 giugno 2026, per la Francia. Sono previsti una serie di incontri nell’Arcidiocesi di Parigi e nelle Diocesi di Créteil e Saint-Denis fino al 12 giugno 2026. L’obiettivo è approfondire gli sviluppi attuali del catecumenato per adulti e trarre spunto dalle esperienze pastorali della Chiesa in Francia. Il Vescovo Peter Kohlgraf di Magonza, Presidente della Commissione Pastorale, ha sottolineato all’inizio del viaggio: “Gli sviluppi del catecumenato per adulti in Francia sono significativi anche per la Chiesa in Germania. Vogliamo comprendere i percorsi che conducono le persone alla fede e come possiamo offrire loro un sostegno pastorale duraturo. Le conoscenze acquisite dovranno essere applicate alla pratica pastorale in Germania”. Il viaggio è stato motivato dal significativo aumento del numero di giovani adulti che chiedono il battesimo in Francia negli ultimi anni. Il viaggio prevede incontri con rappresentanti della Chiesa in Francia. Tra questi, colloqui con funzionari della Conferenza Episcopale Francese, tra cui il Vescovo Olivier Leborgne (Arras), l’Arcivescovo Olivier de Germay (Lione) e Catherine Lemoine, delegata nazionale per il catecumenato dei giovani e degli adulti. Il programma sarà arricchito da uno scambio di informazioni sulla preparazione al battesimo nelle diocesi e da approfondimenti accademici. Sono inoltre previsti incontri con neobattezzati e giovani adulti in preparazione al battesimo. La delegazione comprende, oltre al vescovo Kohlgraf, mons. Heinrich Timmerevers vescovo di Dresda-Meißen e presidente della Commissione per l’istruzione e le scuole, e tre esperti internazionali di pastorale e di giovani, Katharina Karl di Eichstätt, Jan Loffeld di Utrecht, e Bernd Hillebrand di Graz.

Consorzio Farsi Prossimo: Rocco Festa è il nuovo presidente. Prima volta di Caritas ambrosiana nel CdA

“Il Consorzio per noi è la condivisione di valori che fanno sintesi nel nostro nome: insieme possiamo essere una forza sociale in grado di cambiare i territori dove operiamo. Dove la vittoria di una cooperativa è la vittoria di tutti, e la difficoltà di una è una priorità per tutti”. Con queste parole Rocco Festa ha commentato la sua elezione a presidente del Consorzio Farsi Prossimo (Cfp), la rete di 12 cooperative sociali promossa da Caritas ambrosiana che dal 1998 opera nel welfare ambrosiano e lombardo. Festa, 54 anni, già vicepresidente della cooperativa Farsi Prossimo, succede a Giovanni Lucchini, alla guida del Consorzio dal 2021. La sua storia con il Cfp inizia come coordinatore della comunità psichiatrica La Locomotiva; dal 2008, rientrato a Milano dopo un’esperienza nel sociale a Roma, entra nella cooperativa Farsi Prossimo coordinando il centro di accoglienza Sammartini e assumendo nel tempo la responsabilità dell’area Minori e Famiglia residenziale e la direzione delle Aree operative. In occasione del rinnovo del Consiglio di amministrazione, per la prima volta è entrata nel Cda una rappresentante di Caritas ambrosiana: la direttrice Erica Tossani. “La presenza di Caritas ambrosiana nel Consiglio di amministrazione nasce dal desiderio di riaffermare il senso del nostro essere Sistema Caritas – ha dichiarato Tossani -: lievito e voce profetica nei territori ambrosiani, come espressione viva e plurale di una Chiesa che sceglie di abitare fino in fondo la storia”. A fine 2025 il Consorzio contava 1.133 soci, 2.221 lavoratori e oltre 300mila utenti raggiunti ogni anno, con un valore della produzione del sistema cooperativo prossimo a 91 milioni di euro.

Chiese campane: la visita del Papa a Pompei, Napoli e Acerra, l’accoglienza dei migranti, legge regionale sul fine vita al centro dell’assemblea dei vescovi

La Conferenza episcopale campana (Cec) si è riunita in assemblea ordinaria a Castellammare di Stabia presso l’Istituto delle Suore Piccole Ancelle di Cristo Re, nei giorni 8 e 9 giugno.
I vescovi hanno accolto il positivo riscontro delle recenti visite pastorali di Papa Leone XIV a Pompei, a Napoli e ad Acerra, impegnandosi ad approfondire il Magistero e gli incoraggiamenti che il Papa ha indirizzato alle popolazioni della Campania.
I vescovi si sono inoltre dedicati alla riflessione sulla vita e il ministero dei sacerdoti verso i quali hanno confermato sentimenti di viva gratitudine e di paterna vicinanza. Nel dialogo è emersa la volontà di rafforzare percorsi di comunione e di sostegno reciproco, insieme agli itinerari di formazione regionale. Il prossimo incontro avrà luogo il 6 ottobre a Pompei.
I vescovi hanno anche effettuato alcuni adempimenti riguardanti le Commissioni pastorali regionali ed hanno eletto delegato della Commissione per il laicato mons. Francesco Marino, mentre la Commissione sport, turismo e tempo libero è stata abbinata alla Commissione della pastorale giovanile, affidata a mons. Carlo Villano. La Commissione pastorale per il servizio della carità, guidata da mons. Antonio De Luca, si occuperà anche della pastorale della salute. È stato infine nominato responsabile regionale del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica – Sovvenire – don Antonio Pisano della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno.
Una speciale attenzione è stata riservata alla necessità dell’accoglienza delle persone migranti. Al riguardo è stato rinnovato il sostegno alla sollecitudine pastorale espressa dall’arcidiocesi di Capua circa la proposta di realizzare a Castel Volturno un Centro permanete per il rimpatrio. Papa Leone ha scritto nella Magnifica Humanitas : “Un banco di prova decisivo per la giustizia sociale oggi è rappresentato dalla condizione dei migranti, dei rifugiati e di quanti sono costretti a spostarsi a causa della povertà, della violenza, dei cambiamenti climatici e dei disastri ambientali. Il modo in cui una società li tratta mostra se la sua idea di giustizia è guidata dalla paura o dalla fraternità” (n. 81).
I vescovi, infine, ribadendo il sostegno alla vita fin dal suo concepimento, hanno rinnovato anche viva preoccupazione in rapporto alla proposta di legge sul fine vita. Su queste ed altre urgenze, la Conferenza episcopale campana intende ulteriormente esprimersi prossimamente in sintonia con il Magistero di Papa Leone.

Formazione: Cec, domani a Mercogliano l’VIII convegno esorcisti campani

Mercoledì 10 giugno, presso il palazzo abbaziale di Loreto a Mercogliano, in provincia di Avellino, si terrà l’VIII convegno esorcisti campani, promosso nell’ambito del Settore liturgico della Conferenza episcopale campana (Cec) per la pastorale dell’esorcismo.
L’appuntamento, che avrà inizio alle ore 9, rappresenta una tappa significativa del cammino di formazione permanente rivolto agli esorcisti della Campania. Quest’anno il percorso celebra dieci anni di offerta formativa teologico-esperienziale, a servizio di una maggiore consapevolezza ecclesiale, pastorale e spirituale in un ambito delicato della vita della Chiesa.
Il convegno sarà introdotto dai saluti di mons. Antonio Di Donna, eescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana, e dall’intervento di dom Riccardo Luca Guariglia, abate ordinario di Montevergine e responsabile della formazione degli esorcisti campani.
Le relazioni affronteranno temi di particolare attualità e rilevanza pastorale. La prima relazione, affidata a Beatrice Ugolini, criminologa, dottore di ricerca in Teorie del diritto, docente del corso sul Ministero dell’esorcismo presso l’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e specialista del pensiero magico, avrà per tema: “Neo occultismo e intelligenza artificiale”.
La seconda relazione sarà tenuta da don Enrico Campisano, esorcista della diocesi di Pozzuoli, sul tema: “Il Rito dell’esorcismo: prassi esorcistica ed esperienza”.
I temi proposti intendono offrire un’occasione di aggiornamento e consolidamento sia in relazione alla questione, oggi ampiamente dibattuta, dell’intelligenza artificiale e delle sue possibili implicazioni culturali e spirituali, sia in ordine a una corretta applicazione dei principi teologici nella prassi esorcistica.
Il programma prevede momenti di confronto e dibattito dopo ciascuna relazione, favorendo così un approccio non solo teorico, ma anche pastorale ed esperienziale, capace di sostenere il ministero dei sacerdoti chiamati a questo particolare servizio ecclesiale.

Educazione: Fabriano, domani incontro con don Luigi Ciotti sulle sfide contemporanee

Domani, mercoledì 10 giugno alle 16, la Sala consiliare del Palazzo del Podestà a Fabriano ospiterà l’incontro pubblico “La comunità educante in azione: risposte condivise alle sfide educative contemporanee”. Un momento che vedrà la partecipazione straordinaria di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera. L’evento rappresenta non una semplice passerella, ma un momento di restituzione e rilancio del lavoro incessante costruito in questi mesi da istituzioni, scuole, associazioni, famiglie ed educatori, si legge su L’Azione, settimanale d’informazione della diocesi di Fabriano-Matelica. Un cammino che, partito dal Festival della comunità educante, si è consolidato attraverso tavoli di lavoro, la nascita del Tavolo permanente e la firma del Patto educativo territoriale di comunità. I frutti di questo impegno sono già tangibili: la riapertura e il rilancio dei Centri di aggregazione giovanile (Cag), l’impatto dell’educativa di strada, che ha permesso agli educatori di intercettare i giovani direttamente nei loro luoghi di ritrovo spontanei, rompendo i muri dell’isolamento e agganciando anche chi spesso resta fuori dai circuiti istituzionali, e un percorso di co-progettazione che ha visto le forze educative del territorio lavorare a progetti partecipati e condivisi coi ragazzi di attività culturali e ludiche. Lamberto Pellegrini, coordinatore dell’Ambito territoriale sociale 10, spiega a L’Azione il senso del percorso: “In questi mesi abbiamo dimostrato che quando istituzioni, Terzo settore, scuole e famiglie si alleano, l’impatto sul benessere dei ragazzi è dirompente. La sfida educativa oggi si vince solo così: uscendo dall’isolamento dei singoli interventi per costruire un sistema di protezione e crescita collettiva. La presenza di don Ciotti ci conferma che la strada della corresponsabilità è l’unica percorribile per non lasciare indietro nessuno”. Maurizio Serafini, assessore alla Comunità del Comune di Fabriano, dice al settimanale: “Dobbiamo ascoltare i nostri ragazzi, offrire stimoli e spazi di aggregazione e intercettare il disagio prima che diventi emergenza. Per questo stiamo investendo con forza sul rilancio dei Cag e su progetti innovativi di peer education in collaborazione con Farmacom, fondamentali per fare prevenzione e sensibilizzazione su temi complessi come i disturbi del comportamento alimentare. Con il progetto Epic vogliamo utilizzare le esperienze e le proposte culturali come importanti occasione di inclusione e socializzazione (anche nelle frazioni) e con il progetto Ins (inclusione sociale attraverso lo sport) vogliamo sostenere l’importante funzione sociale svolta dalle società sportive in in azione che stimoli a partecipare i ragazzi che non praticano sport. Nel contempo, vogliamo far crescere una cultura diffusa e consapevole della solidarietà, mettendo al centro la conoscenza e il valore dell’affido familiare. I giovani hanno bisogno di punti di riferimento solidi; noi abbiamo il dovere di essere una comunità che accoglie, ascolta e protegge”.

Mps: card. Lojudice (Siena), “rispettare storia plurisecolare, negli ultimi anni esempio di gestione virtuosa”

“Credo giusto sottolineare che in questo momento uno degli obiettivi principali sia quello di rispettare la storia plurisecolare della prima banca aperta al mondo e questo significa soprattutto la tutela dei posti di lavoro”. È quanto dichiara il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino in merito alle notizie che si susseguono sul futuro del Monte dei Paschi di Siena. “Il Monte dei Paschi di Siena – aggiunge il Cardinale – ha plasmato nei secoli l’identità della nostra comunità, ma non solo questo, negli ultimi anni è stato l’esempio di come si possa risanare una banca portando avanti un vero e proprio cambio di passo e di mentalità”.

Anziani: Auser e Istituto Besta, domani a Milano presentazione del progetto “Bright” per la salute del cervello

Auser Milano e Provincia Aps-Ets, Auser regionale Lombardia Aps-Ets e la Fondazione Irccs Istituto neurologico Carlo Besta presentano il progetto “Bright – Brain Health Initiative for Global and Healthy Aging Trajectories”, un’iniziativa di ricerca e divulgazione dedicata alla promozione della salute del cervello, alla conoscenza e identificazione dei fattori di rischio per la salute cerebrale e alla incentivazione di prassi per l’invecchiamento sano nella popolazione.
Il progetto, coordinato dal Brain Health Research Center dell’Istituto Besta diretto da Matilde Leonardi, con il patrocinio del Comune di Milano e della Rete Città sane Oms, unisce rigore scientifico e passione divulgativa. L’obiettivo del progetto “Bright” è rendere la scienza irresistibilmente accessibile, trasformare la prevenzione in uno stile di vita e offrire a tutti strumenti concreti per conoscere, e valorizzare, la propria salute cerebrale. “Bright” esplora i segreti del cervello, svela i fattori che lo mettono alla prova e rivela a tutti nuove possibilità per migliorare la propria salute cerebrale.
L’iniziativa coinvolgerà tutti gli 84 centri Auser di Milano e Provincia, attraverso attività informative, il corso “Le meraviglie del cervello!”, momenti di sensibilizzazione e la Brain Health Senior Challenge, una sfida positiva e un’esperienza dinamica e stimolante per gli oltre 25.000 soci di Auser Milano e provincia, dedicata alla prevenzione e al benessere cognitivo. Partecipare a “Bright” è quindi un invito a prendersi cura di sé, a coltivare il proprio cervello e la sua salute e a vivere ogni fase della vita con intensità, relazioni e consapevolezza.
Il progetto “Bright” rappresenta un passo significativo nella collaborazione tra il mondo scientifico e il Terzo settore, con l’obiettivo di rendere la salute del cervello un tema accessibile, concreto e centrale nelle politiche di welfare territoriale. Perchè non c’è welfare e non c’è salute se non c’è salute del cervello!
L’incontro pubblico di presentazione si terrà domani, mercoledì 10 giugno, dalle 9,30 alle 13, presso la Casa di Quartiere Cenisio – Auser Csrc Ercole Ratti Aps-Ets, in via Cenisio 4, a Milano.

Diocesi: Massa Carrara-Pontremoli, riapre dopo quasi sei anni l’Oratorio di Santa Margherita a Stadano

Era il 2020 quando la pandemia del Covid ebbe tra gli effetti più dirompenti la chiusura delle chiese al culto; in Lunigiana una di esse da allora non ha più riaperto i battenti, ricorda il Corriere Apuano, settimanale cattolico lunigianese di informazione (diocesi Massa Carrara-Pontremoli): si tratta dell’Oratorio di S. Margherita a Stadano Bonaparte, frazione del comune di Aulla, parrocchia di Albiano Magra. Al lockdown seguì un lungo periodo di limitazioni negli assembramenti di persone, anche negli edifici sacri.
In quel frangente, nel settembre 2020, ricorda il Corriere Apuano, la parrocchia vedeva avvicendarsi come parroci don Samuele Agnesini e don Fabio Arduino. Il prolungarsi della chiusura dell’Oratorio e la sua collocazione campestre hanno agevolato il degrado all’interno e tutte le complicanze tipiche di un edificio in stato di abbandono.
Alcuni mesi fa ha avuto inizio l’opera di recupero dello stabile e sabato 13 giugno, finalmente, l’Oratorio di Santa Margherita riaprirà i battenti: l’appuntamento è alle ore 11 con la messa solenne che sarà celebrata da mons. Marino Navalesi, vicario generale della diocesi Massa Carrara-Pontremoli. L’occasione è data dalla memoria liturgica di Sant’Antonio da Padova, che nell’Oratorio stesso è venerato grazie ad una grande statua che lo raffigura. L’Oratorio è facilmente raggiungibile attraversando il nuovo ponte sul fiume Magra che conduce a Stadano (su Google Maps: “Oratorio di Santa Margherita Vergine e Martire”); è anche censito sulla app DinDonDan, che consente di rimare sempre aggiornati sugli orari delle celebrazioni.
La comunità stadanese già pregusta la festa della santa patrona che avrà luogo lunedì 20 luglio con la messa che verrà celebrata alle ore 21.

Diocesi: Omi, ad Ariccia gli esercizi spirituali dei Cappellani Militari

“Servus Domino contradicere non debet (Aug., serm. 355,2)”: questo il tema che accompagnerà la settimana degli esercizi spirituali dei cappellani militari, provenienti da ogni parte d’Italia, in programma da oggi pomeriggio a venerdì 12 giugno, presso la Casa Divin Maestro di Ariccia, in provincia di Roma. Il percorso proposto prenderà avvio dall’esperienza di sant’Agostino, soffermandosi in particolare sul cammino che lo condusse al sacerdozio e poi all’episcopato. A guidare le meditazioni sarà l’agostiniano p. Giuseppe Pagano, Priore della comunità della Basilica di Santo Spirito a Firenze. L’Ordinario Militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, ha sottolineato il valore di questo appuntamento, definendolo “di fondamentale importanza per la vita di ogni presbitero”. “Sarà – ha aggiunto – un tempo prezioso di ascolto, di preghiera e di fraternità sacerdotale nel quale ciascuno sarà chiamato a rinnovare interiormente la grazia del ministero ricevuto e a ritrovare, nel silenzio e nell’ascolto, la forza per il quotidiano servizio verso le Forze Armate, popolo affidato alle nostre cure”. Gli esercizi spirituali rappresentano così un’occasione “privilegiata per custodire e ravvivare la dimensione più profonda del ministero dei cappellani militari: essere, in mezzo agli uomini e alle donne in uniforme, presenza di ascolto, di consolazione, di speranza, al servizio di Dio e della Chiesa”, spiega una nota dell’Ordinariato Militare per l’Italia.

Politica: Roma, domani la presentazione dell’Osservatorio Moneytor per monitorare i flussi di finanziamento ai partiti italiani

Chi supporta economicamente in Italia campagne elettorali di candidati e partiti? Da dove arrivano i milioni di euro che alimentano l’attività politica nel nostro Paese? Esiste una correlazione tra chi finanzia e chi orienta concretamente le scelte che coinvolgono la comunità? Dalle politiche fiscali a quelle ambientali, dalla sanità alle riforme istituzionali: nonostante il finanziamento alla politica sia uno dei temi più trascurati del dibattito pubblico italiano, conoscere esattamente l’origine dei finanziamenti a fondazioni e partiti politici significa comprendere chi ha realmente voce in tutte le decisioni di interesse collettivo.
Domani, mercoledì 10 giugno, a Roma, dalle 10.30 alle 13, presso l’Università Sapienza si svolgerà la presentazione pubblica di Moneytor: l’Osservatorio dedicato al monitoraggio del finanziamento alla politica italiana.
L’iniziativa è promossa dall’Università Sapienza di Roma e dall’Università di Torino, insieme a Transparency International Italia, The Good Lobby Italia e Raise the Wind. L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di monitorare i flussi di finanziamento ai partiti italiani, anche grazie alla piattaforma soldiepolitica.it promossa da Transparency International Italia.
Il primo evento aperto al pubblico segna l’inizio di un percorso condiviso tra Università, società civile e cittadinanza: attraverso dati, analisi comparative e testimonianze concrete.
Sulla piattaforma di monitoraggio soldiepolitica.it sono disponibili i dati aggiornati a dicembre 2024 sul finanziamento alla politica in Italia. In particolare, si tratta dei contributi ricevuti dai partiti e dai soggetti terzi collegati (associazioni, fondazioni e comitati). Questo aggiornamento è stato possibile grazie al progetto BridgeGap, finanziato dalla Commissione europea.
I flussi finanziari del biennio 2023-2024 evidenziano una forte connessione tra settore pubblico e privato, nonché l’urgenza di interventi normativi strutturali. Monitorare le fonti di finanziamento è fondamentale per individuare conflitti di interesse, influenze indebite e rischi di corruzione.
Nel 2023-2024 i partiti e soggetti terzi hanno raccolto circa 20 milioni di euro l’anno tramite donazioni private. Una contrazione drastica rispetto al picco registrato nel 2022, quando la raccolta aveva toccato quota 32,936 milioni di euro. Nel complesso del monitoraggio di Soldi e Politica, dal 2018 al 2024, l’ammontare dei contributi versati alla politica sfiora i 168,87 milioni di euro.
Ma da dove arrivano i soldi e come cambia il finanziamento? Nel biennio 2023-2024 l’analisi interna delle fonti di finanziamento rivela una profonda metamorfosi strutturale: dal 66,75% dei contributi totali provenienti dalle rimesse dei politici eletti (13,364 milioni di euro nel 2023) si passa al 50,17% del totale nel 2024 (appena 10,053 milioni di euro).

Divina Misericordia: a Vilnius il secondo giorno del congresso, testimonianze dall’Africa al Medioriente

Il secondo giorno del VI Congresso apostolico mondiale sulla Divina Misericordia, a Vilnius, è stato dedicato al tema “La Parola”, con relatori provenienti da tutto il mondo che hanno condiviso testimonianze di fede, conversione, evangelizzazione e speranza. Prima dell’inizio della sessione mattutina, Domenico Giani, ex comandante della Gendarmeria vaticana, ha sottolineato che la misericordia è un linguaggio universale che si proclama non solo attraverso le parole, ma attraverso atti concreti di servizio e compassione. Il primo relatore, Nicky Gumbel, pioniere del Corso Alpha, ha riflettuto sulla visione di Gesù per l’umanità attraverso il Vangelo di Matteo, affermando: “Credo che la più grande ingiustizia al mondo sarebbe quella di vivere un’intera vita senza aver mai sentito parlare di Gesù”. Il suo messaggio è stato un appello a una rinnovata evangelizzazione. Mons. Martin Igwe Uzoukwu, vescovo della Nigeria e coordinatore della Wacom per l’Africa e il Madagascar, ha condiviso la notevole crescita della devozione alla Divina Misericordia in tutto il continente africano. Roseline Chaanine, apostola libanese, ha invece descritto gli sforzi per tradurre e distribuire il Diario di santa Faustina in arabo e per istituire gruppi di preghiera in Libano e in Medio Oriente.

Festival Francescano: dal 24 al 27 settembre su “Sorella morte”. Oggi la presentazione

Da Giovanni Allevi al card. Matteo Maria Zuppi, da Michelangelo Pistoletto al Patriarca di Gerusalemme dei Latini card. Pierbattista Pizzaballa, dal vicario apostolico di Beirut dei Latini mons. César Essayan a Guidalberto Bormolini. E ancora: Vito Mancuso, Adrien Candiard, Javier Cercas, Stefano Nazzi, Matteo Lancini, Christian Greco. Sono solo alcuni dei grandi protagonisti del panorama culturale, scientifico e religioso italiano e internazionale che animeranno il programma 2026 del Festival Francescano, presentato oggi. La manifestazione culturale gratuita dedicata ai grandi temi del nostro tempo giunge quest’anno alla sua XVIII edizione e invita a Bologna dal 24 al 27 settembre per riflettere, attraverso il confronto tra voci del mondo cattolico e laico, su tema potente: “Sorella morte: il passaggio che riscrive la vita”. L’occasione è dettata dall’anniversario degli ottocento anni dalla morte di Francesco, colui che nel celebre Cantico ha chiamato la morte “sorella” non come mera accettazione della fine della vita terrena, bensì come occasione per sperimentare percorsi di trasformazione. Andando oltre i tentativi di rimozione della fine dell’esistenza umana o di spettacolarizzazione tipici della contemporaneità, il Movimento francescano dell’Emilia-Romagna, l’ente organizzatore del Festival, ha interpellato un comitato scientifico composto da esperti teologi, medici e filosofi per dare il giusto valore a questo momento della vita, capace di dare significato al tempo presente, spiegano i promotori. Per fr. Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano c’è “un vuoto culturale nel prepararsi al compimento della vita, un’assenza di linguaggio per parlare del limite e del compimento. Chiamare la morte ‘sorella’ significa riconoscere che essa non è l’opposto della vita, ma accoglienza della propria ‘finitudine’, presa di coscienza che la fragilità non è scarto, ma componente essenziale della vita. Il Festival Francescano non intende proporre risposte facili, ma spazio di sosta, di riflessione e di ascolto vicendevole. Porrà in dialogo medicina e spiritualità, cura e comunità, scienza e fede, dolore e speranza”.

Leone XIV in Francia: tappa a Metz sulle orme di Robert Schuman. Mons. Ballot (vescovo), “una preziosa testimonianza del fatto che l’odio non ha l’ultima parola”

“La regione della Mosella è una terra la cui storia è stata segnata da tanti conflitti e divisioni. Grazie a figure di riconciliazione come il Venerabile Robert Schuman, essa offre una preziosa testimonianza del fatto che l’odio non ha l’ultima parola, ma che, al contrario, i nemici di ieri possono diventare fratelli. Questo messaggio di pace riecheggia l’appello del Santo Padre per una ‘pace disarmata e disarmante’ nel cuore del nostro mondo diviso”. E’ quanto scrive mons. Philippe Ballot, arcivescovo di Metz, città dove lunedì 28 settembre – nel quadro della sua visita in Francia – Papa Leone XIV farà tappa. Metz e la regione della Mosella sono alle radici profonde dell’intuizione europea di Robert Schuman. L’area fu il suo “laboratorio di pace”: la sua condizione di terra di confine contesa tra Francia e Germania ispirò in Schuman la convinzione che solo superando i nazionalismi si potesse garantire la pace duratura. Nei pressi di Metz, nel comune di Scy-Chazelles, si trova la sua residenza (oggi trasformata in un museo e sito del patrimonio europeo). Fu qui che Schuman, osservando la complessa storia di convivenza della sua gente, concepì l’idea di un’Europa unita e integrata.
“Il Venerabile Robert Schuman fu un cristiano profondo, impegnato in politica nel nome della sua fede e interamente dedito agli altri”, scrive il vescovo. “Questa figura di riconciliazione può ancora ispirare nel cuore di tutti, specialmente dei giovani, il desiderio di vedere crescere la fraternità in Europa e oltre”. Il vescovo Ballot rivela infine che nei giorni scorsi, una delegazione vaticana ha effettuato delle visite preliminari. “Non appena i dettagli di questa visita papale saranno definiti, la diocesi comunicherà ulteriori informazioni sul programma ufficiale. Invito tutti i fedeli della diocesi a prepararsi nella preghiera a questo importante incontro con il successore di Pietro”.

Leone XIV in Francia: messaggio dell’arcivescovo Ulrich alla città, “abitanti di Parigi e dell’Île-de-France, siete tutti invitati a partecipare”

“Abitanti di Parigi e dell’Île-de-France, qualunque sia la vostra età, siete tutti calorosamente invitati a partecipare ai grandi eventi che stiamo organizzando”. Con un messaggio alla città, mons. Laurent Ulrich, arcivescovo di Parigi, si rivolge direttamente agli abitanti della città e della Regione nel giorno in cui la conferenza episcopale ha reso noto i grandi eventi e le tappe della visita che Papa Leone XIV farà in Francia dal 25 al 28 settembre. “Ora possiamo lasciare che la nostra gioia esploda, poiché possiamo confermare pubblicamente che Parigi accoglierà il Santo Padre il 25 e 26 settembre, durante il suo Viaggio Apostolico in Francia!”, scrive l’arcivescovo. E aggiunge: “Papa Leone ha scelto di venire qui tra le tappe del suo cammino ci onora e ci rende responsabili. Ora sta a noi lavorare con tutto il cuore per creare le condizioni per un vero incontro che vada oltre i nostri confini”. A Parigi, prosegue il vescovo, “capitale e città mondiale” il Papa incontrerà “una Chiesa di testimonianza, costantemente in dialogo con il mondo, una Chiesa che interviene, instancabilmente, nei dibattiti che attraversano la nostra società secolarizzata; una Chiesa che non rinuncia mai a prendersi cura dei più piccoli e fragili. A Parigi, Papa Leone XIV incontrerà una Chiesa capace di produrre un pensiero originale, portato in preghiera, su come essere sempre più risolutamente missionario nella sua azione, accogliente, credibile, attento e vicino a tutti”. Tutti gli eventi al momento messi in programma sono anche in fase di elaborazione: “questa è la ragione per cui al momento abbiamo poche informazioni da fornire, ma mi è sembrato, insieme ai miei fratelli vescovi, essenziale che si possa essere informati delle celebrazioni e dei momenti di incontro che potrete vivere con il Papa”. L’arcivescovo Ulrich invita tutti i parigini a “contribuire alla preparazione di questo viaggio, a seconda delle vostre disponibilità. Donando il vostro tempo, perché avremo bisogno di migliaia di volontari per garantire il buon svolgimento di questo soggiorno a Parigi del Papa. Anche attraverso il contributo finanziario, che renderà possibile creare le condizioni per accogliere il Santo Padre e tutti coloro che vorranno venire a incontrarlo qui a Parigi al meglio delle nostre possibilità. D’ora in poi, vi chiedo soprattutto di unirvi a questa preparazione nella preghiera: preghiera per il Santo Padre, ma so che questa intenzione non abbandona mai i vostri cuori; Preghiera anche per tutte le persone, e ce ne saranno molte, in molti luoghi del nostro paese, che parteciperanno all’organizzazione di questo viaggio. Infine, vi chiedo di pregare, sempre, per la nostra Chiesa in Francia: affinché rimanga unita dietro i Vescovi in piena comunione con il Successore di Pietro, conservando come unica bussola, in tutte le tempeste del nostro tempo, la sua gioiosa fedeltà al Vangelo del Signore”.

Ordine di Malta: dichiarazione congiunta con la Repubblica di Lettonia, “intensificare la cooperazione”

In occasione della visita ufficiale del Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, fra’ John Dunlap, al Presidente della Repubblica di Lettonia, Edgars Rinkēvičs, e nel 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche (1995), le parti hanno riaffermato “l’eccellente stato dei rapporti bilaterali e la volontà di rafforzarli ulteriormente nel prossimo futuro”. Lo riferisce un comunicato dell’Ordine. Nella dichiarazione congiunta, il Sovrano Ordine di Malta e la Repubblica di Lettonia ribadiscono l’impegno a “intensificare la cooperazione nei settori umanitario, sociale ed educativo, con particolare attenzione al sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione.” In Lettonia, l’Ordine è attivamente impegnato in programmi di assistenza sociale, medica e psicologica rivolti ad anziani, senza dimora e persone con disabilità, oltre che in iniziative di accoglienza e supporto ai rifugiati provenienti dall’Ucraina. Un ruolo centrale è svolto dai volontari, oggi in gran parte cittadini ucraini che in passato hanno beneficiato dell’aiuto dell’Ordine e che ora contribuiscono direttamente alle attività umanitarie sul territorio. Le due parti hanno inoltre espresso “profonda preoccupazione per le gravi crisi umanitarie in diverse aree del mondo e per l’impatto dei conflitti sulle popolazioni civili, rinnovando l’impegno a fornire assistenza alle persone in difficoltà e a promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario, con l’obiettivo di garantire la protezione dei civili e degli operatori impegnati nelle emergenze”. Nel quadro della collaborazione bilaterale, è stata confermata la volontà di proseguire e rafforzare la cooperazione sulla base del Memorandum d’intesa del 2008, esplorando nuove modalità operative “in linea con i principi condivisi di solidarietà, dignità umana e giustizia sociale”. Rilevante il contributo del Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta in Lettonia, riorganizzato nel 2021, che opera nelle città di Riga e Saldus con un team composto da 7 dipendenti e 53 volontari. Tra le principali attività figurano mense per i poveri, distribuzione di alimenti e beni di prima necessità, assistenza psicologica alle persone più fragili, corsi di lingua e progetti di integrazione sociale. Negli ultimi anni, grazie anche alla collaborazione con l’Ambasciata e operatori locali, sono state garantite forniture costanti di generi alimentari, pari a circa 40-50 quintali ogni tre mesi, destinate alle persone più bisognose.

Legalità: Rispolit (Libera), “la corruzione in Italia non è affatto un’anomalia, bensì un sistema che si manifesta in mille forme diverse”

“Un’azione collettiva per ribadire che la corruzione in Italia non è affatto un’anomalia, bensì un sistema che si manifesta in mille forme diverse, adattandosi ai contesti, riflettendo l’impiego di tecniche sempre più sofisticate”. Così Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera, commenta la settimana di mobilitazione di Libera per accendere riflettori su una corruzione sempre più dilagante e rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità. “Non basta invocare pene più severe, o attendere l’ennesima inchiesta giudiziaria, spesso destinata ad arenarsi in un nulla di fatto: occorre rinnovare un patto forte e lungimirante tra istituzioni responsabili e cittadinanza attiva – spiega Rispoli -. Da un lato, le istituzioni pubbliche consolidino i presidi di prevenzione e si dotino di strumenti efficaci di contrasto della corruzione, anziché delegittimarli e indebolirli come si è fatto negli ultimi anni. Dall’altro, la cittadinanza deve potenziare la capacità di far sentire la propria voce, investendo in una crescita della cultura della segnalazione, del monitoraggio civico, dell’impegno condiviso nel difendere i beni comuni e l’interesse pubblico”. Inoltre, aggiunge, “è necessario approvare un quadro normativo organico e stringente che garantisca trasparenza e integrità nei rapporti tra interessi pubblici e privati: dalla gestione dei conflitti di interesse alla regolazione delle lobby, fino al controllo dei finanziamenti e alla tracciabilità della proprietà delle imprese”. Rispoli conclude: “Un sistema integrato di regole chiare, strumenti efficaci di monitoraggio e sanzioni adeguate è indispensabile per prevenire corruzione, riciclaggio ed evasione fiscale, contrastare l’influenza indebita dei poteri economici e tutelare l’interesse collettivo”.

Legalità: Libera, nei primi 6 mesi del 2026 38 inchieste su corruzione e concussione con il coinvolgimento di 23 procure in 10 regioni e 386 persone indagate

Una corruzione sempre più dilagante, silenziosa e invisibile con enormi costi sociali, politici, economici e ambientali che ricadono sui cittadini e le cittadine. Per accendere i riflettori sulla corruzione Libera organizza, in diverse piazze fino al 13 giugno, una settimana di mobilitazione “Occhi aperti sulla corruzione” con flash mob, sit in, incontri con cittadinanza giugno per chiedere, da Nord a Sud, di rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità. “Occhi aperti sulla corruzione” rientra nelle azioni della campagna nazionale di Libera “Fame di verità e giustizia” che ha l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti. Presidi di Libera organizzeranno flash mob simulando in piazza una visita oculistica per leggere con lenti diverse i diversi fenomeni corruttivi. Nel momento in cui in un contesto sempre più fragile sul fronte della legalità, assistiamo all’indebolimento degli strumenti di contrasto alla corruzione e alla conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, sta anche a noi cambiare le lenti di lettura della corruzione. In decine di piazze di Italia saranno organizzate iniziative sui fenomeni corruttivi con focus sul settore della sanità a Palermo, Messina e in Calabria a Vibo Valentia, sul caro estinto a Bologna, sulla corruzione negli appalti tecnologici a Roma, sulla corruzione politica e ambientale a Pisa, su un presunto intreccio tra ‘ndrangheta, appalti pubblici e politica a Torino, a Napoli e Benevento sulla corruzione intorno alle gare pubbliche per l’erogazione di servizi dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali.
Libera ha scattato una fotografia sulle principali inchieste sulla corruzione nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2026. Dal 1° gennaio al 1° giugno 2026, Libera ha censito da notizie di stampa 38 inchieste su corruzione e concussione. Ad indagare su questo fronte sempre caldo si sono attivate 23 procure in 10 regioni italiane. Complessivamente 386 sono state le persone indagate per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. La regione con maggior numero di indagati è la Sicilia con 107 persone indagati con 9 inchieste e 3 procure attivate, seguita dal Lazio con 85 persone indagate con 9 inchieste e 3 procure coinvolte e chiude il podio la Campania con 6 inchieste, 65 persone indagate e 2 procure. Segue la Puglia con 48 persone indagate e il record di politici coinvolti ben 7.
Dall’analisi delle inchieste, ancora in corso e dunque senza un accertamento definitivo di responsabilità individuali, emerge un sistema corruttivo dove a seconda dei contesti il ruolo di garante del rispetto delle “regole del gioco” è ricoperto da attori diversi: l’alto dirigente oppure il faccendiere ben introdotto, il “facilitatore”, il “boss dell’ente pubblico” o l’imprenditore dai contatti trasversali, il boss mafioso o il “politico d’affari”.

Diocesi: Salerno, stasera l’incontro conclusivo del percorso di formazione missionaria

Oggi, martedì 9 giugno, alle ore 20, presso la parrocchia dei SS. Martino e Quirico a Lancusi-Bolano, si terrà l’incontro conclusivo del percorso di formazione missionaria per l’anno pastorale 2025-2026, promosso dal Centro missionario diocesano di Salerno-Campagna-Acerno. L’appuntamento, inteso come momento di sintesi e di condivisione delle esperienze vissute dalle diverse comunità, prevede un incontro-testimonianza con suor Regina Thuruthiyil, delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori di Siano.

Sant’Antonio da Padova: stasera per la Tredicina la “Notte di Miracoli”. Domani celebrazioni con mons. Moraglia e il card. Tolentino de Mendonça

Decimo giorno per la Tredicina di sant’Antonio da Padova. Oggi il santuario accoglie il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Riccardo Battocchio, che celebrerà la Liturgia accompagnato dai pellegrini della sua diocesi. Anche stamani – si legge in un comunicato – in basilica si respirava una atmosfera di calma e di attesa della solennità del santo di sabato 13 giugno. Alle 12 erano stati registrati 715 passaggi al corridoio delle reliquie; in questi giorni moltissimi gruppi di pellegrini polacchi, e ieri sono arrivati nel santuario numerosi gruppi dalla Francia. Con i dati di ieri, lunedì 8 giugno sono stati registrati 24.131 passaggi, in linea con i dati dello scorso anno. Tutto pronto, poi, per la “Notte di Miracoli”, serata di preghiera ed evangelizzazione dedicata ai giovani che si svolgerà questa sera dalle 21: il santuario sarà aperto sino al termine dell’evento intorno alle 23.45 circa. Iniziativa nata nel 2015, da allora questa serata organizzata dalla Pastorale giovanile dei Frati della Basilica è divenuta un appuntamento atteso e partecipato della Tredicina. È un momento dedicato ai giovani, una proposta di preghiera, adorazione eucaristica, evangelizzazione, ma anche una semplice occasione di dialogo e di avvicinamento al Santo e ai suoi insegnamenti. “Sant’Antonio, ancora oggi ha sempre molto da dire ai giovani – anticipa padre Alessandro Perissinotto della Pastorale Giovanile della Basilica –, sia a quanti stanno compiendo il loro cammino vocazionale, sia a tutti i giovani in senso più ampio in ogni percorso della vita: Lui esorta ad avere coraggio di intraprendere le proprie scelte e a seguire i propri sogni”.
Domani, mercoledì 10 giugno, è atteso in Basilica il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia che presiederà la liturgia delle 18, accompagnato dai fedeli della diocesi di Venezia. Sempre domani, alle 18 arriverà anche il card. José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’educazione, che celebrerà una liturgia nell’oratorio di San Giorgio, gioiello trecentesco affacciato sul sagrato della Basilica, accompagnato da un gruppo di pellegrini giunti dal Portogallo, la terra di sant’Antonio.
Giovedì 11 giugno, invece, la celebrazione delle 18 sarà presieduta da mons. Giuliano Brugnotto, vescovo di Vicenza, alla presenza dei fedeli della diocesi.

Diocesi: Carbonia, 10 giugno consegna dei documenti sulla vita di don Vito Sguotti raccolti da mons. Zuncheddu

Centinaia di documenti riguardanti la vita e l’opera di don Vito Sguotti, primo parroco di Carbonia, saranno consegnati mercoledì 10 giugno alla parrocchia di San Ponziano, durante la celebrazione liturgica in programma alle 19, presieduta dal vescovo di Iglesias mons. Mario Farci. “Questi documenti sono il frutto di una ricerca fatta in Veneto, soprattutto nella diocesi di Padova, dove don Vito ha esercitato il ministero per 15 anni prima di trasferirsi a Roma e poi in Sardegna, cappellano-curato delle centinaia di operai dal 1936 al 1938 impegnati nella costruzione della città di Carbonia”, dice mons. Gianfranco Zuncheddu, avvocato rotale, postulatore delle cause dei santi. “Ho scoperto la figura di don Sguotti attraverso i racconti di don Nazareno Mocellin, parroco di Cortoghiana e suo collaboratore, e di una signora che ricoverata all’ospedale oncologico si affidava nella preghiera a don Sguotti. Incaricato dalla Polizia di Stato, di cui sono stato cappellano per una decina d’anni, di mettere a punto la documentazione per la causa di beatificazione del questore Giovanni Palatucci – aggiunge monsignor Zuncheddu – ho approfittato dei miei soggiorni nel Veneto per acquisire nella diocesi di Padova documenti e testimonianze anche su don Sguotti”.

Braccianti bruciati vivi: Als Mcl, presentazione giovedì 11 giugno a Roma del progetto “Recruiting Day – Matching Lavoro Straniero”

Giovedì 11 giugno, alle ore 11, presso la sede del Movimento Cristiano Lavoratori a Roma si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto “Recruiting Day – Matching Lavoro Straniero”, promosso dall’Associazione Lavoratori Stranieri di Mcl. Si tratta di un progetto di matching lavorativo su tutto il territorio italiano, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra cittadini stranieri in cerca di occupazione e imprese con specifiche esigenze occupazionali, attraverso colloqui strutturati, attività di orientamento e percorsi di accompagnamento al lavoro, favorendo in questo modo l’occupazione regolare e tutelata i percorsi di integrazione socio-lavorativa. Interverranno Paolo Ragusa, presidente Als Mcl; Alfonso Luzzi, presidente generale Mcl; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale Fondazione Migrantes; mons. Marco Malizia, consigliere ecclesiastico Ministero degli Esteri; Alessandro Battilocchio, responsabile di Forza Italia per l’immigrazione; Giuseppe Castiglione, componente XIII commissione (agricoltura) della Camera dei Deputati; Paola Cosentino, responsabile dell’Osservatorio Aal Mcl sullo sfruttamento lavorativo, il caporalato e l’intermediazione illecita e Yvan Sagnet, presidente associazione “Nocap” moderati dalla giornalista di “Vita”, Chiara Ludovisi

Migranti: da inizio anno sbarcate 12.249 persone sulle nostre coste. Oltre 600 a giugno

Sono finora 12.249 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 25.508 mentre nel 2024 furono 22.944. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 619. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 12.200 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.776 sono di nazionalità bangladese (30,8%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.412, 11,5%), Pakistan (1.134, 9,3%), Sudan (1.045, 8,5%), Algeria (830, 6,8%), Egitto (816, 6,7%), Tunisia (486, 4%), Eritrea (345, 2,8%), Mali (292, 2,4%), Nigeria (228, 1,9%), Costa d’Avorio (214, 1,7%), Iran (183, 1,5%), Guinea (173, 1,4%), Marocco (145, 1,2%), Camerun (111, 0,9%) a cui si aggiungono 1.059 persone (8,6%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Francia: Card. Pizzaballa insignito della Legione d’Onore dal presidente Macron

In visita in Francia fino al 14 giugno, il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, è stato ricevuto questa mattina, alle 10, al Palais de l’Élysée e decorato con la Legione d’Onore (Légion d’honneur) dal Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron. Il riconoscimento per salutare il suo impegno al servizio delle popolazioni di Terra Santa e al dialogo tra i popoli. Lo si apprende dal sito dell’Eliseo. La Legione d’Onore è la più alta onorificenza civile e militare francese, istituita da Napoleone Bonaparte.

Leone XIV in Francia: card. Aveline anticipa il programma del viaggio dal 25 al 28 settembre. Visita anche alla sede dell’Unesco

In un comunicato diffuso oggi, il card. Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, anticipa le tappe del viaggio che dal 25 al 28 settembre il Santo Padre farà in Francia e alla sede dell’Unesco. “Oggi – scrive Aveline -, in accordo con il Nunzio Apostolico e in attesa della pubblicazione da parte della Santa Sede del programma completo per questi giorni, è necessario annunciare ufficialmente gli eventi principali di questo cammino apostolico affinché tutti possano organizzarsi”. Il primo appuntamento è venerdì 25 settembre ai vespri solenni che saranno celebrati nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Sono invitati sacerdoti, diaconi e le loro mogli, persone consacrate, suore e fratelli religiosi, nonché seminaristi provenienti da tutta la Francia. La sera di venerdì 25 settembre si terrà invece una grande veglia di preghiera con i giovani di tutta la Francia mentre sabato 26 settembre, nel primo pomeriggio il Papa celebrerà una Messa solenne all’aperto a Parigi e domenica 27 settembre, nel primo pomeriggio il Papa sarà a Lourdes dove celebrerà anche qui una Messa, nel prato antistante la Grotta. Lunedì 28 settembre, nel pomeriggio, il Papa andrà a Metz per la Messa nella Cattedrale di Saint-Étienne. “Fin dall’inizio del suo pontificato – ricorda l’arcivescovo francese -, ho invitato Leone XIV a farci visita. Non è stato difficile convincerlo, tanta è la sua stima per il nostro Paese, per il suo ruolo nel mondo, per la sua ricca storia spirituale e per il suo zelo missionario. Già ad aprile ho iniziato a collaborare con lui alla stesura del programma per questo viaggio apostolico in Francia e per la sua visita alla sede dell’Unesco. La Conferenza Episcopale Francese (Cef) lo ha annunciato con un comunicato stampa il 6 maggio. Da oltre un mese è attivo un comitato direttivo che coordina, sotto gli auspici della Cef e con il supporto delle diverse diocesi che il Papa visiterà, la preparazione di ogni tappa del viaggio”. Il cardinale annuncia che saranno pubblicate presto sul sito web anche le informazioni pratiche dalle disposizioni nazionali sui trasporti, agli orari precisi, alle procedure di accesso e alla registrazione per i vari eventi pubblici, nonché all’accredito stampa. A partire da oggi e per le prossime settimane, il sito web www.pape-france.fr sarà l’unico punto di accesso ufficiale per informazioni sull’evento, per unirsi alle migliaia di volontari attesi per garantirne il buon andamento o per fare una donazione a sostegno dell’organizzazione. “Ma la cosa più importante – tiene a precisare Aveline – è quella spirituale: prima di tutto, dobbiamo prepararci a ricevere la grazia che Dio vuole elargire alla Francia e alla nostra Chiesa. Con la nostra apertura interiore e la nostra audacia missionaria, prepariamoci a cooperare all’opera che lo Spirito Santo compirà nei cuori attraverso la visita del successore di Pietro. Affido dunque alle vostre preghiere la preparazione a questo grande evento”. Aveline fa anche sapere di essere partito oggi per Barcellona con alcuni vescovi del Consiglio permanente per unirsi al Santo Padre e al popolo spagnolo che sta vivendo “questa visita con una gioia immensa e un fervore profondo”. Il comunicato è corredato da un video di mons. Benoît Bertrand, vescovo di Pontoise e presidente del comitato organizzatore del viaggio apostolico, nel quale presenta gli eventi principali del viaggio.

 
 
 

Libano: Unifil, evacuati da Rmeish civili bisognosi di cure urgenti, scortate in sicurezza le ambulanze verso Tiro

I peacekeeper della missione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale hanno facilitato l’evacuazione in sicurezza di alcuni civili che necessitavano di cure mediche urgenti e che erano rimasti bloccati per giorni nella località di Rmeish a causa dell’intensificarsi dei combattimenti lungo le principali vie di accesso. La missione riferisce che le ambulanze della Croce rossa libanese e della Protezione civile libanese hanno potuto lasciare il villaggio grazie al coordinamento attivato da Unifil con le Idf-Israel Defense Forces. L’operazione è stata avviata dopo che la situazione dei pazienti è stata segnalata al comandante del Settore Ovest di Unifil, il generale Andrea Fraticelli, presente nell’area per la consegna di medicinali, pacchi alimentari, prodotti per l’igiene personale e un veicolo destinato alla comunità locale. In serata le ambulanze hanno raggiunto senza incidenti la città di Tiro, consentendo ai pazienti, tra cui donne, bambini e anziani, di proseguire verso Beirut per ricevere assistenza sanitaria. L’iniziativa rientra nelle attività quotidiane che, secondo la missione Onu, vengono svolte a sostegno delle popolazioni colpite dalle ostilità nel sud del Paese e degli sfollati, grazie anche al costante meccanismo di collegamento e coordinamento con le parti coinvolte nel conflitto.
(Foto Unifil)

European Union: report on Europe’s drug situation in 2026 out now / 1

Europe is involved in a “growing complexity of the drug phenomenon”, with high availability of illegal drugs, multiple high-potency or high-purity substances, new substances which are still very little known, the use of mixtures of drugs and tablets, situations of polysubstance use. This is told by the European Drug Report 2026, which has been published today by EUDA, the European Union Drugs Agency. The scenario that unfolds in those 17 pages shows worrying numbers: it has been estimated that in 2024 at least 7,600 people died from overdose in the EU. In 2025, 24.9 million people aged 15 to 64 used cannabis (almost 90 million Europeans used it in their lifetime). 4.3 million people used cocaine in 2025 (but consumers are 18 million), 3.1 million used MDMA / Ecstasy, and 2 million used amphetamines. The picture is complicated by the market for illegal drugs overlapping with the market for new psychoactive substances, including diverted and fake drugs, or simply synthetic cannabinoids in e-liquids for vaping. In order to try out strategies to fight the phenomenon, changes in drug markets and consumer modes need to be quickly identified, with data taken from the web or wastewater analysis, hospital emergencies, syringe residue analysis, drug-checking services, and drug consumption rooms. A positive factor is the intensification of drug-fighting measures and customs operations in the main European ports and the creation of the European Ports Alliance: while this has allowed huge amounts to be seized, it has led the criminal networks to diversify their routes, methods and concealment techniques: the use of semisubmersibles but above all the use of drones makes such fight more challenging and costly

Diocesi: Napoli, mercoledì il card. Battaglia a un momento di riflessione e approfondimento dedicato a don Lorenzo Milani

A cento anni dalla nascita di don Lorenzo Milani, una delle figure più significative della Chiesa italiana del Novecento, Napoli ospita un momento di riflessione e approfondimento dedicato alla sua eredità spirituale, educativa e civile.
L’appuntamento è per mercoledì 10 giugno, alle ore 18, nella chiesa di Donnaregina Nuova a Napoli, dove sarà presentata l’opera editoriale in due volumi realizzata in occasione del centenario della nascita del priore di Barbiana. L’iniziativa si inserisce nel percorso nazionale di valorizzazione del pensiero e dell’opera di don Milani, animato dal Comitato per il centenario presieduto da Rosy Bindi.
All’incontro prenderà parte anche il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, insieme a personalità del mondo accademico, culturale ed ecclesiale: l’attore Flavio Insinna, il rettore dell’Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari, gli studiosi Federico Ruozzi e Agostino Burberi e la presidente del Comitato del centenario Rosy Bindi.
“Don Lorenzo Milani – sottolinea il card. Battaglia – continua a ricordarci che non esiste fede autentica che non sappia farsi prossimità, ascolto e riscatto per chi resta ai margini. Il suo ‘I care’ non è soltanto uno slogan, ma una scelta di vita che interpella ancora oggi la Chiesa, la scuola e l’intera società. Ritrovarci a Napoli per riflettere sulla sua eredità significa rinnovare il nostro impegno a stare accanto ai giovani, agli esclusi e a quanti cercano nella cultura e nell’educazione una strada di libertà”.
L’iniziativa nasce anche dal desiderio di far conoscere alle nuove generazioni una figura che ha saputo unire Vangelo, educazione e impegno sociale, lasciando un patrimonio di pensiero ancora straordinariamente attuale sui temi della scuola, della pace, della partecipazione democratica e della lotta alle disuguaglianze.

Cultura: la mostra “Al di là del mare”, i fumetti di Pat Carra e Safaa Odah tra Italia e Palestina

Prenderà il via l’11 giugno a Lecce la mostra “Al di là del mare”, che raccoglie le opere delle fumettiste Pat Carra e Safaa Odah, artiste unite da un progetto nato tra Italia e Palestina nel segno dell’arte, dell’amicizia e della testimonianza. L’esposizione, sostenuta da Erbacce, Fandango, Chandra Candiani e Un Ponte Per, sarà ospitata dal 12 giugno al 10 settembre nella Biblioteca Bernardini del Convitto Palmieri di Lecce, per poi trasferirsi a Roma, dal 30 giugno al 10 settembre presso Barbagianni nell’ambito di Bande de Femmes, e a Modena dal 4 settembre al 4 ottobre alla Casa delle Donne contro la violenza, all’interno del Festival Scomode. La mostra nasce dall’incontro, avvenuto sui social nel 2024, tra la fumettista italiana Pat Carra e la palestinese Safaa Odah, che da Gaza continua a raccontare attraverso il disegno la vita sotto la guerra. Da quel dialogo è nato un percorso condiviso che ha portato prima alla rubrica “Una tenda in Palestina” sulla rivista Erbacce e poi al volume “Safaa e la tenda. Diario di una fumettista da Gaza”, pubblicato da Fandango Libri nel 2026. Accanto alle tavole individuali delle due artiste, l’esposizione presenta anche fumetti realizzati a quattro mani, simbolo di un legame capace di superare distanze, confini e conflitti. Ad accompagnare il percorso espositivo anche il contributo poetico di Chandra Candiani. “Al di là del mare” si propone come un atto di fiducia nell’arte, nell’umorismo e nella possibilità di costruire relazioni anche nei contesti più difficili.

Unione europea: pubblicato il rapporto sulla situazione delle droghe in Europa nel 2026 / 3

Presentando oggi a Bruxelles il Rapporto europeo sulle droghe 2026, il commissario per gli affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, ha sottolineato “il costo umano del consumo di stupefacenti” e la lotta contro il tempo “per impedire che nuovi prodotti pericolosi invadano il mercato, usando tutta la forza della legge per smantellare il modello di business dei trafficanti illegali”. Il Sistema di allerta precoce dell’UE, il nostro Piano d’azione contro il traffico di droga, sempre Brunner, forniscono alle autorità europee “un chiaro manuale operativo”. Intensificare la cooperazione internazionale, aiuta a costruire “un fronte globale per contrastare questo traffico criminale”. Il rapporto, basato su dati provenienti da 29 Paesi (i 27 dell’Ue più Norvegia e Turchia), mostra che le droghe hanno un impatto sempre più negativo sulla salute e sulla sicurezza europea; più facilmente reperibili, diversificate e potenti, in mano alla criminalità organizzata che ricorre sempre più frequentemente alla violenza, alle intimidazioni allo sfruttamento e reclutamento di giovani vulnerabili da parte di gruppi criminali. Per Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la sicurezza ha sottolineato “le minacce che la droga rappresenta per la salute e la sicurezza dell’Ue”. studiare il fenomeno come fa il rapporto attraverso i dati che fornisce è necessario “per concentrare i nostri sforzi dove sono più importanti”.

Unione europea: pubblicato il rapporto sulla situazione delle droghe in Europa nel 2026 / 2

Il fentanil, un oppioide sintetico altamente potente, resta ancora limitata a un numero ristretto di Paesi. Tra il 2024 e il 2025, il fentanil è stato coinvolto in oltre 100 decessi per overdose in Bulgaria, mentre sono stati sequestrati diversi chilogrammi di materiale contenente fentanil. È il rapporto europeo sulle droghe 2026 pubblicato oggi dall’Euda, l’agenzia dell’Ue per le droghe, che fotografa la situazione delle diverse droghe illegali in Ue. Rispetto al devastante fentanil, i ripetuti sequestri di ingenti quantità, la diffusione geografica e le fonti di produzione e traffico non identificate aumentano il rischio di ulteriori problemi legati a questa sostanza. Nel 2024, Spagna e Paesi Bassi hanno segnalato quattro sequestri del precursore del fentanil, N-boc-4-piperidone, per un totale di 30 chilogrammi. Non è ancora chiaro se le spedizioni fossero destinate a impianti di produzione nell’UE o in transito verso paesi extra-UE. Migliorare l’accesso al trattamento con agonisti degli oppioidi, ai programmi di distribuzione di aghi e siringhe e alla fornitura di naloxone da portare a casa rimane fondamentale per affrontare gli attuali problemi legati agli oppioidi e per garantire la preparazione e la resilienza di fronte ai cambiamenti del mercato degli oppioidi. Resta comunque altamente disponibile in Europa anche l’eroina, per l’esistenza di grandi scorte in Afghanistan (si stimano circa 12 000 tonnellate di oppio nel 2025), e una intensa produzione in Pakistan e in Myanmar, mentre si è affinata la commercializzazione e l’adulterazione delle dosi. Non si prevede una carenza di eroina in Europa nel breve e medio termine, dice il rapporto.

Unione europea: pubblicato il rapporto sulla situazione delle droghe in Europa nel 2026 / 1

L’Europa è coinvolta in una “crescente complessità del fenomeno della droga”, con una disponibilità di droghe illecite elevata, molteplici sostanze ad alta potenza o purezza, nuove sostanze di cui si conosce ancora poco, l’uso di miscele di droghe e compresse, situazioni di poliabuso di sostanze. Questo racconta il rapporto europeo sulle droghe 2026 pubblicato oggi dall’Euda, l’agenzia dell’Ue per le droghe. Lo scenario che si apre in quelle 17 pagine ha numeri preoccupanti: si stima che nel 2024 si siano verificati almeno 7.600 decessi per overdose nell’Ue. Nel 2025, 24,9 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni hanno fatto uso di cannabis (sono quasi 90 milioni gli europei che ne hanno fatto uso nella vita). A usare la cocaina nel 2025 sono stati 4,3 milioni di persone (consumatori sono però 18 milioni), 3,1 milioni hanno usato il Madma / Ecstasy e 2 milioni le anfetamine. A complicare il quadro sono la sovrapposizione tra il mercato delle droghe illecite e quello delle nuove sostanze psicoattive, compresi farmaci contraffatti e deviati, o banalmente i cannabinoidi sintetici nei liquidi per sigarette elettroniche. Per tentare strategie di contrasto, serve identificare rapidamente i cambiamenti nei mercati delle droghe e nelle modalità di consumo, con dati che derivano dal web o le analisi delle acque reflue, le emergenze ospedaliere, l’analisi dei residui di siringhe, i servizi di analisi delle droghe e le sale per il consumo di droghe. Un elemento positivo è legato all’intensificazione delle operazioni di contrasto e doganali nei principali porti europei e alla creazione dell’Alleanza dei porti europei: se questo ha permesso il sequestro di ingenti quantità, ha però indotto le reti criminali a diversificare le rotte, i metodi e le tecniche di occultamento: l’uso di semisommergibili ma soprattutto di droni rende più complesso e oneroso il contrasto.

Cei: card. Zuppi sul risiko bancario, “una logica speculativa e meramente finanziaria è pericolosa”

“Le banche fanno il loro mestiere: che ci siano degli istituti che si uniscono, che crescono, fa parte del gioco. A noi rimane sempre da dire che una logica speculativa e meramente finanziaria è pericolosa, non soltanto perché spesso le persone diventano un accidente o un problema, ma perché è pericoloso per l’economia stessa”. Lo ha affermato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), a margine dell’incontro di presentazione delle “Linee guida della Conferenza episcopale italiana in materia di investimenti etici e sostenibili”, svoltosi presso la sede della Borsa Italiana a Milano. L’occasione era la presentazione del documento con cui la Cei fissa i criteri per orientare gli investimenti della Chiesa verso standard etici e sostenibili: “Gli investimenti devono corrispondere a una visione etica. Queste Linee guida sono anche un impegno che prendiamo di fronte alla Chiesa e alla società civile. Se chiediamo qualcosa, come Chiesa, e poi facciamo il contrario non siamo né efficaci né credibili, mentre dobbiamo essere un esempio”, ha sottolineato il porporato. Netto anche il giudizio sul riarmo, definito “sempre eticamente inaccettabile”: “Le banche investono in armamenti? In una logica finanziaria lo capisco, in una logica etica no, è inaccettabile. Bisogna continuare a far sì che il limite e il controllo si estendano e che non vengano rimossi. La Chiesa per forza è contro il riarmo”. Sul sostegno alla Chiesa cattolica attraverso l’8×1000, il cardinale ha concluso: “Permette alla Chiesa di essere vicina a tanta gente, con attività in Italia e non solo. La Chiesa non vive per se stessa, ma per gli altri”.

Comunicazione: mons. Viganò, “la qualità della democrazia si misura anche dalla qualità delle infrastrutture comunicative”

“La crisi della comunicazione contemporanea non consiste nel fatto che parliamo troppo poco, bensì nel fatto che gli ambienti dentro cui parliamo sono progettati sempre più per estrarre comportamento, orientare attenzione e massimizzare engagement, piuttosto che per generare comprensione, esposizione reciproca e mondo comune”. Lo ha affermato mons. Dario Edoardo Viganò, vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, nel corso del suo intervento all’evento “Comunicazione: la via maestra per dialogo e cultura”, ospitato oggi alla Camera dei deputati, in occasione dei 30 anni dalla fondazione di Headline Giornalisti.
“La qualità di una democrazia ormai – ha aggiunto – si misura anche dalla qualità delle infrastrutture comunicative che essa accetta di abitare. Se tali infrastrutture premiano soltanto reazione, profilazione e consenso immediato, la cultura si restringe. Se invece riaprono spazio all’argomentazione, all’ascolto e alla confutazione, la comunicazione torna a essere ciò che promette il titolo di questo intervento: non un semplice apparato di circolazione, ma la via maestra attraverso cui una società decide che cosa può ancora diventare”.

Mercato del lavoro: Calderone (min. Lavoro), “centralità della persona, parità di genere, intelligenza artificiale e dialogo sociale le priorità dell’Italia perché sia equo e inclusivo”

“L’Italia supporta attivamente i lavori per l’adozione di una Convenzione internazionale sul lavoro nell’economia delle piattaforme digitali, con l’obiettivo di bilanciare innovazione e diritti. Il recente recepimento del Protocollo del 2014 alla Convenzione sul lavoro forzato rafforza il contrasto a ogni forma di sfruttamento e al lavoro minorile”. Lo ha sottolineato Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo oggi a Ginevra alla sessione plenaria della 114ª Conferenza internazionale del lavoro. Nel suo discorso, il ministro – si legge in una nota – ha riaffermato il ruolo centrale dell’Organizzazione internazionale del lavoro di fronte alle attuali tensioni geopolitiche e alle profonde trasformazioni del mercato, confermando il ruolo storico dell’Italia come Stato membro fondatore e settimo contribuente al bilancio dell’organizzazione.
Nel corso del suo intervento, Calderone ha toccato i temi strategici al centro dell’agenda internazionale e dell’azione del Governo. In particolare, la ministra ha assicurato che “il Governo italiano esprime il pieno sostegno a un’Agenda trasformativa per la parità di genere. La rimozione delle disuguaglianze, la parità retributiva e la condivisione dei carichi di cura non sono solo obiettivi di giustizia sociale, ma pilastri fondamentali per la crescita economica sostenibile”. “Di fronte alle sfide della transizione digitale, l’Italia si pone all’avanguardia con l’istituzione, presso il ministero del Lavoro, dell’Osservatorio nazionale sull’adozione dei sistemi di Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro”, ha proseguito Calderone, rilevando che “l’organismo punta a garantire un approccio all’IA che sia sicuro, affidabile e ‘umano-centrico’, in perfetta continuità con il Piano d’Azione G7 di Cagliari del 2024”. Per la ministra, inoltre, “il rafforzamento della contrattazione collettiva e della libertà di associazione rimangono prioritari. Il principio del ‘salario giusto’ introdotto in Italia, valorizzando il modello tripartito come lo spazio d’elezione per governare i cambiamenti demografici e tecnologici, va in tale direzione”.

Vescovo ucciso in Mozambico: padre Bender (Centro sociale S.Andrea), “la sua dedizione seme di speranza”

Da anni il Centro sociale S.Andrea di Serravalle nella Repubblica di San Marino è legato al Mozambico attraverso l’opera svolta dal frate francescano argentino padre Giorgio Bender, in particolare il Progetto Farna São Francisco (Progetto di autosostegno agricolo e zootecnico “San Francesco”). “Per questo ci sentiamo molto vicini al popolo e alla Chiesa di quella nazione che piange per la morte di Mons. Osório Citora Afonso, ucciso in circostanze ancora da appurare”, si legge in una nota. Mons. Osório Afonso, 54 anni, missionario della Consolata, vescovo della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira in Mozambico, è stato ucciso nella residenza episcopale il 6 giugno 2026. Padre Giorgio Bender ricorda che monsignor Afonso “ha offerto la sua vita al servizio del Vangelo, e il suo sangue si unisce al sacrificio di Gesù. Così come il pane consacrato diventa cibo di comunione, la sua dedizione diventa seme di speranza per la Chiesa del Mozambico”.

Papa in Spagna: fuori programma, saluta la folla all’esterno della cattedrale con un “arrivederci” in catalano

Al termine della preghiera dell’Ora Media, il Papa è uscito dalla cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia di Barcellona e, fuori programma, ha salutato la folla di fedeli riuniti all’esterno, pronunciando anche qualche parola in catalano. ”Buongiorno Barcellona, con grande gioia saluto tutti voi”, ha detto in spagnolo: “Grazie per essere qui, per la pazienza, per la gioia perché celebriamo tutto insieme la fede in Cristo che ci ha chiamati a vivere uniti come un solo popolo. Un saluto a tutti voi”. Quindi, in catalano ha dato ”l’arrivederci” a stasera, per la Veglia di preghiera allo stadio. Il Santo Padre aveva usato il catalano anche nella parte finale del discorso da lui tenuto in spagnolo al termine della preghiera dell’Ora Media in cattedrale: “Questo ci insegna il Crocifisso, a questo ci invitano l’Apostolo Paolo e gli esempi dei Santi, questo vogliamo fare insieme, secondo la preghiera di Gesù al Padre, durante l’ultima Cena: ‘Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Ci aiuti Maria, Madre della Chiesa e Madre dell’unità ad essere fedeli a questo impegno e a questa missione: Santa Maria de la Mercè, pregueu per nosaltres”.

Migranti: PROTECT+, presentato oggi il progetto di Unicef e ministero dell’Interno per la protezione delle persone vulnerabili

Rafforzare in modo strutturale la capacità del sistema di accoglienza e protezione di identificare precocemente le vulnerabilità, garantire percorsi di presa in carico efficaci e promuovere l’inclusione di persone minorenni straniere non accompagnati. È questo lo scopo del programma dell’Unicef e del ministero dell’Interno intitolato PROTECT+, finanziato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami) 2021-2027. Nel corso della sua implementazione, PROTECT+ punta a raggiungere oltre 45.000 persone vulnerabili e rafforzerà le competenze di oltre 3.000 professionisti e professioniste del sistema di protezione e accoglienza in Italia. Il progetto prevede l’attivazione di una rete di Case Manager che opereranno nelle principali aree di sbarco e di destinazione del Paese, contribuendo alla identificazione precoce delle vulnerabilità, all’orientamento verso i servizi competenti e al monitoraggio continuativo dei percorsi di presa in carico. Le attività saranno realizzate in stretta collaborazione con le Prefetture di Agrigento, Trapani, Ragusa, Catania, Siracusa, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Torino, Bologna e Milano, territori che rappresentano snodi strategici sia per gli arrivi sia per l’accoglienza. Il progetto offrirà inoltre supporto ai Tavoli territoriali per le vulnerabilità, promuovendo procedure condivise, strumenti comuni di monitoraggio e una maggiore integrazione tra i diversi soggetti coinvolti nella protezione delle persone più vulnerabili.

Diocesi: Lucca, domenica 14 giugno l’ordinazione presbiterale di Emanuele Martinelli e Samuele Ghiselli

Domenica 14 giugno, alle ore 18, la Cattedrale di San Martino a Lucca ospiterà la solenne messa di ordinazione presbiterale di Emanuele Martinelli e Samuele Ghiselli, entrambi ordinati diaconi lo scorso novembre. Ad annunciarlo è l’arcidiocesi. La liturgia, che rappresenta un traguardo ma anche un punto di partenza per i due candidati, sarà presieduta dall’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti. Entrambi hanno iniziato il loro percorso formativo ufficiale nel settembre del 2020 con l’ingresso nel Seminario interdiocesano “Santa Caterina” di Pisa. Emanuele Martinelli, 35 anni, ha alle spalle una laurea in fisica e sta attualmente conseguendo la laurea in Teologia. Samuele Ghiselli, 26 anni, dopo il diploma al Liceo Scientifico, si è laureato in Teologia e frequenta ora il primo anno di psicologia presso l’Istituto Universitario Salesiano di Torino (Iusto). Negli anni di seminario entrambi hanno svolto intense attività pastorali nelle realtà ecclesiali locali e, per prepararsi all’ordinazione del 14 giugno, hanno vissuto in questi giorni un ritiro spirituale al santuario francescano della Verna, immersi nel silenzio e nella preghiera.
Il giorno dell’ordinazione i due giovani saranno accompagnati dal clero di Lucca, dalla comunità del Seminario interdiocesano di Pisa e da tantissimi fedeli. “Ci saranno i miei familiari – racconta Samuele – a cui va la mia riconoscenza. Poi ogni comunità in cui come seminarista ho prestato servizio mi ha assicurato una presenza e la preghiera”. Gli fa eco Emanuele: “Saranno presenti la mia famiglia, i sacerdoti e le comunità che mi hanno accolto in questi anni. I religiosi e le religiose di clausura ci custodiranno nella preghiera”. Pur avendo percorsi ed età diverse, i due candidati sono accumunati dalla crescita all’interno della parrocchia di Santa Rita a Viareggio.
Per entrambi la vitalità di quella comunità è stata fondamentale per accrescere la propria fede e maturare il desiderio di intraprendere il cammino verso il presbiterato. Per Emanuele, infatti, “vivere nel profondo una parrocchia viva, insieme all’Eucarestia e alla confessione, è stato determinante”. Poi c’è stato il Seminario, anni in cui non è comunque mancato l’impegno in altre parrocchie della Diocesi come anche la partecipazione a percorsi e iniziative, in particolare con la Pastorale giovanile. “Sono stati anni bellissimi – dice Samuele a proposito del Seminario – dove maturare la vocazione assieme a tanti fratelli che negli anni sono diventati anche carissimi amici. Per me il seminario è stato ed è tuttora un luogo che sento casa e l’esperienza che ho vissuto lì dentro sarà motivo di ringraziamento al Signore per tutta la vita”. Questa messa di ordinazione arriva esattamente un anno dopo, era il 15 giugno 2025, quella in cui furono ordinati don Angelo Ferrera e don Antony Shehan. Dal 2020, i candidati al presbiterato della Diocesi di Lucca si formano nel Seminario interdiocesano di Pisa (che unisce i seminaristi di Pisa, Lucca, Livorno, Massa Carrara-Pontremoli, Pescia e Volterra).

Diocesi: Conferenza episcopale laziale, vescovi riuniti ieri a Villa Campitelli di Frascati

Nella mattinata di ieri, lunedì 8 giugno, presso Villa Campitelli di Frascati (Roma) si è riunita la Conferenza Episcopale Laziale. I Presuli – informa una nota – hanno discusso in clima di viva cordialità i temi indicati dal Documento Cei “Radicati e costruiti in Cristo”, che la Commissione Regionale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi riassumerà in un documento di riflessione ad uso delle singole diocesi. Dopo la pausa è intervenuto mons. Luigi Testore, presidente dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero insieme al Direttore Generale Claudio Malizia, per una riflessione sui primi 40 anni di vita dell’ICSC e per delineare le sfide che attendono gli istituti diocesani nei prossimi anni. Successivamente Paola Pellicanò ha illustrato ai Vescovi un corso di formazione umana per il sacerdozio e la vita consacrata promossa dalla Commissione Regionale per il Clero e la Vita Consacrata. Infine è stato stabilito il calendario degli incontri della Conferenza Episcopale Laziale per l’anno 2027. La prossima riunione è fissata per mercoledì 16 e giovedì 17 settembre e si terrà al Santuario Regionale di Santa Maria in Canneto (Frosinone) nella diocesi di Sora.

Finanza etica: Caselli (Bocconi), “un singolo euro ha una potenza straordinaria”

“Se pensiamo che la ricchezza ha un valore di 8 volte rispetto al Pil dell’intero pianeta, comprendiamo subito che la quantità di attività finanziarie può cambiare il mondo. Un singolo euro o dollaro ha una potenza straordinaria, perché si può decidere dove allocarlo”. Lo ha detto Stefano Caselli, dean della Sda dell’Università Bocconi, intervenendo in dialogo con il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, alla presentazione delle “Linee guida della Conferenza episcopale italiana in materia di investimenti etici e sostenibili”, al Palazzo della Borsa italiana a Milano. “Come Italia – ha aggiunto il docente – abbiamo una straordinaria quantità di ricchezza attraverso il risparmio, tra le più cospicue nel mondo, ma occorrono ragionamenti di carattere educativo: dobbiamo spiegare, partendo dai più giovani, che investire il proprio denaro è un modo per costruire la libertà e contribuire al bene comune”. “Il rischio che corriamo, come italiani ed europei, è che questa risorsa naturale venga utilizzata per altri”, ha concluso.

Diocesi: Lamezia Terme. Vescovi della Calabria e lo sfoglio” del Codex Purpureus di Rossano, “segno di comunione, fraternità e condivisione”

Il ruolo del Codex Purpureus Rossanensis nella critica testuale del nuovo testamento. Questo il filo conduttore della riflessione biblica che il vescovo, mons. Serafino Paris, ha fatto ieri in occasione dello “sfoglio” del Codex Purpureus di Rossano insieme ad una spiegazione iconografica, liturgica e teologica delle due scene della comunione degli apostoli. All’incontro – informa la diocesi di Lamezia Terme -, che si è svolto nella suggestiva cornice del centro storico di Rossano erano presenti, tra gli altri, i vescovi calabresi ed autorità civili e militari. L’evento “sfogliando il Codex”, infatti, si è inserito all’interno della sessione estiva della Conferenza episcopale calabra (Cec) ospitata quest’anno dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Dell’antico evangelario greco miniato del VI secolo, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, opera d’arte sospesa nel tempo, si è potuto ammirare la miniatura della “Comunione degli apostoli” quale segno di Comunione, fraternità e condivisione, sentimenti che animano gli stessi lavori della Cec con il richiamo evocativo dei 12 apostoli come sono i 12 vescovi calabresi che, accompagnati dall’arcivescovo di Rossano, mons. Maurizio Aloise, sono stati accolti nel chiostro dal direttore del museo e vicario generale, don Pino Straface, e dal sindaco di Corigliano, Rossano Flavio Stasi, che ha portato ai vescovi il saluto della città, felice di poterli ospitare.
La miniatura scelta è stata illustrata nella sala del Codex dalla vice direttrice del museo, Cecilia Perri, che ha anche spiegato la genesi del Codex, la sua storia e il percorso seguito per diventare patrimonio Unesco. All’illustrazione storico artistica è seguita la riflessione biblica di mons. Parisi ed a sfogliare materialmente le pagine color porpora del Codex sono stati i tre vescovi metropolitani, monsignor Fortunato Morrone (Reggio Calabria-Bova), monsignor Giovanni (Cosenza-Bisignano) e monsignor Claudio Maniago (Catanzaro – Squillace). “Un momento di profonda comunione e bellezza, capace di unire la memoria storica alla programmazione pastorale delle nostre diocesi”, si legge nella nota.

Finanza etica: card. Zuppi, “non è una questione personale, chiede di concorrere al bene comune”

“La finanza quando diventa un assoluto è fortemente pericolosa per la finanza stessa, perdendo di vista il suo obiettivo. Ci sono state diverse occasioni in cui il ‘conducente della macchina’ è andato a sbattere, quindi avere qualcuno accanto a chi guida fa bene anche a lui”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovi di Bologna e presidente della Cei, intervenendo alla presentazione del volume “Linee guida della Conferenza episcopale italiana in materia di investimenti etici e sostenibili”, al Palazzo della Borsa italiana a Milano. “Offriamo, come Cei, queste Linee guida basate sulla Dottrina sociale della Chiesa che mette al centro la persona”, ha proseguito Zuppi. “Cantare la bellezza dell’umanità e difenderla, come fa il Papa con la sua enciclica, è importante. Bisogna orientare la responsabilità e la consapevolezza che la finanza non è una questione personale, come spiega la Dsc, che chiede di concorrere allo sviluppo materiale e spirituale della comunità”. “I valori non sono un freno a mano, ma un acceleratore”, ha concluso il cardinale.

Magnifica Humanitas: don Pizzichini (Alfonsiana), “la domanda seria è cosa ci rende davvero umani”

“Se un giorno l’intelligenza artificiale ci dicesse che Dio non esiste, noi che faremmo?”. Per don Andrea Pizzichini, docente all’Accademia alfonsiana, “questo è un esempio di cattivo uso dell’intelligenza artificiale: la domanda seria, invece, è cosa ci rende davvero umani”. Intervenendo al convegno promosso dalla diocesi di Roma alla Pontificia università lateranense, il relatore ha commentato la Magnifica Humanitas, esortando ad andare “oltre il mito” riguardo all’intelligenza artificiale, che “non è un pensiero, non è un intelletto, ma è un prodotto dell’intelligenza umana al comando del quale non c’è un sistema di regole, ma un addestramento basato su una grande quantità di dati”. La potenza dell’Ia, in altre parole, “non sta in un sistema rigido, ma nella flessibilità e nell’adattabilità: più parliamo con gli algoritmi, più li addestriamo”. Di fronte a “macchine statistiche, come gli algoritmi, che fanno solo una cosa: identificare schemi, cioè relazioni tra i dati”, e per scongiurare il rischio che l’uomo diventi “un ingranaggio subordinato all’efficienza” – ha affermato l’esperto – “abbiamo la responsabilità di mantenere un controllo umano effettivo e tracciabile sulle decisioni”, come esorta a fare Papa Leone: “L’intelligenza artificiale non deve creare nuovi monopoli di potere, ma garantire un accesso universale e giusto alle nuove tecnologie, orientato al bene comune”.

Diocesi: Foggia- Bovino. “Un aiuto per Gaza”, torna il mercatino di beneficenza “riusi-AMO”

Dopo il successo della prima edizione, torna dall’11 al 13 giugno 2026 il mercatino di beneficenza “Riusi-AMO – Un aiuto per Gaza”, iniziativa che unisce solidarietà, sostenibilità e partecipazione collettiva. L’evento si svolgerà presso il Centro Diocesano Oratori dell’Arcidiocesi di Foggia (Via Oberdan) e offrirà la possibilità di acquistare capi di abbigliamento e accessori per donna, uomo e teenager. L’inaugurazione ufficiale si terrà giovedì 11 giugno 2026 alle ore 18, alla presenza di Mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino.
Promossa dal Club per l’Unesco di Foggia, in collaborazione con l’Ufficio Missionario dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, con il supporto del Coordinamento Capitanata per la Pace e con il sostegno logistico di Lucia La Torre, direttrice Prenatal di Foggia, l’iniziativa – informa la diocesi – mira a raccogliere fondi da destinare alla Parrocchia Latina “Sacra Famiglia” di Gaza, impegnata quotidianamente nel sostegno alla popolazione civile duramente provata da anni di conflitto e da condizioni di vita sempre più drammatiche. L’edizione dello scorso febbraio ha consentito di raccogliere una discreta somma, interamente devoluta alla comunità assistita dalla parrocchia di Gaza. Anche quest’anno il ricavato sarà destinato a sostenere le attività di aiuto e assistenza promosse dalla “Sacra Famiglia”. In un recente collegamento video, il parroco padre Gabriel Romanelli ha ribadito l’importanza di questi contributi, sottolineando come rappresentino una risorsa fondamentale per la sopravvivenza di molte famiglie. “Ognuno deve fare la propria parte – sottolineano gli organizzatori – partendo da un gesto semplice: acquistare un capo di abbigliamento in buono stato e di qualità, riutilizzarlo con consapevolezza e, allo stesso tempo, contribuire concretamente a salvare vite umane”.
Il progetto richiama inoltre l’attenzione sul tema della sostenibilità ambientale. Lo slogan “Riusi-AMO” evidenzia infatti il valore del riuso e dell’economia circolare, promuovendo una cultura del consumo responsabile e contrastando gli effetti ambientali prodotti dall’eccessiva produzione di beni, in particolare nel settore tessile.

Sud Sudan: Save the Children, “nello Stato di Jonglei i bambini sopravvivono mangiando foglie e ninfee”

Le famiglie, le bambine e i bambini dello Stato di Jonglei, nella parte orientale del Sud Sudan, sopravvivono nutrendosi di foglie e ninfee mentre in alcune zone del Paese la fame sta raggiungendo condizioni di carestia dopo tre mesi di violenze. E’ l’allarme lanciato oggi da Save the Children. Molte famiglie, a Jonglei, sono rimaste senza servizi essenziali e salvavita da quando l’escalation di violenza registrata a marzo ha provocato la sospensione degli aiuti in alcune aree del Paese e in seguito all’ordine impartito dal governo alle agenzie umanitarie di evacuare, provocando sfollamenti di massa. Save the children ha sospeso le sue operazioni umanitarie ad Akobo East – un rifugio per le persone in fuga dalla violenza in tutto lo Stato di Jonglei – e ha trasferito il personale a causa dell’aumento della violenza. Questa situazione è conseguente a una sospensione simile avvenuta a febbraio a Walgak, nello Jonglei, dopo che bande armate hanno saccheggiato e vandalizzato un ufficio di Save the children, distrutto un centro sanitario e sottratto tre veicoli dell’organizzazione. L’organizzazione ha riferito che migliaia di bambini non frequentano più la scuola, mentre altri sono esposti al lavoro minorile o al matrimonio precoce mentre le famiglie lottano per sopravvivere. Nelle zone in cui le scuole rimangono accessibili, alcuni bambini hanno smesso di frequentarle perché troppo deboli a causa della fame. Quattro contee, tra cui Nyirol e Akobo nello stato di Jonglei, sono a rischio di carestia. Oltre 7,8 milioni di persone – ovvero sei su dieci in Sud Sudan – stanno affrontando una grave insicurezza alimentare. Circa 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni necessitano di cure per la malnutrizione acuta – un aumento di circa 90 mila casi rispetto all’analisi precedente. Quasi 700 mila bambini soffrono di malnutrizione acuta grave – la forma più letale che richiede cure mediche urgenti e trattamenti specializzati. Gli operatori sanitari hanno segnalato l’arrivo nei centri nutrizionali di bambini gravemente malnutriti dopo essere sopravvissuti per settimane a base di porridge annacquato o di una miscela di sale e farina. Save the children invita tutte le parti in conflitto a “dare priorità alla protezione dei civili, a rispettare il diritto internazionale umanitario e a garantire un accesso umanitario sicuro, sostenuto e senza ostacoli alle comunità già colpite”.

Salute: Bambino Gesù, “con la fine della scuola cresce il rischio di disagio emotivo”

Con la fine della scuola, per molti adolescenti cambia la quotidianità: meno routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online, meno contatti sociali diretti e maggiore esposizione ai contenuti social legati all’immagine corporea. Un insieme di fattori che, secondo gli specialisti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, può favorire l’emergere o l’aggravarsi di fragilità psicologiche, soprattutto nei ragazzi più vulnerabili. Durante i mesi estivi, infatti, possono comparire o diventare più evidenti comportamenti associati al disagio emotivo come l’isolamento sociale, ma anche diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso e all’aspetto fisico, anche in vista della cosiddetta “prova costume”. Per aiutare genitori e caregiver gli esperti del Bambino Gesù ricordano alcune regole utili per il periodo estivo, come mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze; limitare l’uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali; evitare dispositivi digitali durante i pasti;  favorire attività sportive e tempo all’aperto; prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell’alimentazione; non banalizzare o sottovalutare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo; osservare eventuali segnali di isolamento sociale; incentivare relazioni e attività condivise offline; parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi; chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio.

Papa in Spagna: cattedrale di Barcellona, “testimoni di unità, concordia e pace in un mondo dilaniato da guerre e divisioni”

“In un mondo dilaniato da guerre e divisioni, in una società sempre più frammentata e individualistica, vogliamo essere martiri, cioè testimoni e profeti, di unità, di accoglienza, di concordia e di pace, anche a costo di sacrifici e rinunce”. Lo ha detto il Papa, durante la preghiera dell’ora media nella cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia, al termine della quale ha venerato le spoglie della santa, compatrona della cattedrale, della diocesi e della città di Barcellona. “Farvi, con l’aiuto di Dio, costruttori di unità”, il compito affidato da Leone XIV a barcellonesi e catalani.

Papa in Spagna: cattedrale di Barcellona, “siamo forti perché uniti”

“Siamo forti perché uniti, e siamo uniti perché animati dallo stesso Spirito, lo Spirito di Cristo, che è Spirito di comunione per la salvezza di tutti”. Lo ha detto il Papa, durante la preghiera dell’ora media nella cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia. “È importante, per ciascuno di noi, non permettere che nulla distrugga l’unità in cui Dio ci ha costituito e verso la cui pienezza ci conduce giorno per giorno”, l’appello di Leone XIV, secondo il quale “lavorare insieme non è una scelta di stile, ma una necessità fisiologica, fondata sulla grazia concessa a ciascuno secondo la misura del dono di Cristo, e a cui corrispondiamo impegnando i carismi ricevuti nel rispetto dei ministeri affidati”. “È lo Spirito che, come parti di un’unica compagine viva, ci spinge non solo a donarci senza riserve, là dove la Provvidenza ci chiama, ma a farlo secondo i disegni di Dio, nell’obbedienza e nella fiducia”, ha osservato il Papa: “Come in un corpo, anche tra noi ci sono membra più forti e altre più deboli, alcune visibili, che svolgono funzioni evidenti all’esterno, altre nascoste, che agiscono dal di dentro, in alcuni casi non fermandosi mai e assolvendo funzioni vitali, senza che nessuno nemmeno se ne accorga. Il messaggio è sempre lo stesso: nella ricchezza dei doni ricevuti, siamo forti perché uniti”.

Papa in Spagna: cattedrale di Barcellona, “diffondere un clima di famiglia nei nostri ambienti”

“Un clima di famiglia, in cui si vive insieme, memori della comune figliolanza e della comune chiamata, solidali, aperti, capaci di misericordia, di sacrificio, di attenzione reciproca, di perdono”. È questo, per il Papa, il “clima che siamo chiamati a diffondere nei nostri ambienti, nelle famiglie, nelle parrocchie, nei luoghi di lavoro e di formazione, negli ambienti di Curia e in ogni altro ambito di vita”. “Barcellona, in questo, ha una grande tradizione di Chiesa”, l’omaggio di Leone XIV nel suo primo discorso nella capitale catalana, durante la preghiera dell’ora media nella cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia, in cui ha rilanciato le parole di Giovanni Paolo II sull’“animo accogliente” degli spagnoli, che “lungo la storia ha portato voi barcellonesi e catalani a condividere la cittadinanza umana e cristiana con innumerevoli genti”, esortando a “proclamare davanti alla Chiesa che questa città e questa regione sono un focolare grande ed aperto alla fraternità cristiana”. “Nelle sue parole trovano posto i volti di tanti fratelli e sorelle che tra voi si sono spesi e si spendono per costruire armonia e comunione, al di là di ogni polarizzazione”, ha commentato il Pontefice: “E ancora oggi esse hanno conferma nella vitalità delle numerose opere di annuncio, di formazione e di carità di cui tutti siete animatori e protagonisti”.

Magnifica humanitas: don Pizzichini (Alfonsiana), “la domanda seria è cosa ci rende davvero umani”

“Se un giorno l’intelligenza artificiale ci dicesse che Dio non esiste, noi che faremmo?”. Per don Andrea Pizzichini, docente all’Accademia alfonsiana, “questo è un esempio di cattivo uso dell’intelligenza artificiale: la domanda seria, invece, è cosa ci rende davvero umani”. Intervenendo al convegno promosso dalla diocesi di Roma alla Pontificia università lateranense, il relatore ha commentato la Magnifica humanitas, esortando ad andare “oltre il mito” riguardo all’intelligenza artificiale, che “non è un pensiero, non è un intelletto, ma è un prodotto dell’intelligenza umana al comando del quale non c’è un sistema di regole, ma un addestramento basato su una grande quantità di dati”. La potenza dell’Ia, in altre parole, “non sta in un sistema rigido, ma nella flessibilità e nell’adattabilità: più parliamo con gli algoritmi, più li addestriamo”. Di fronte a “macchine statistiche, come gli algoritmi, che fanno solo una cosa: identificare schemi, cioè relazioni tra i dati”, e per scongiurare il rischio che l’uomo diventi “un ingranaggio subordinato all’efficienza” – ha affermato l’esperto – “abbiamo la responsabilità di mantenere un controllo umano effettivo e tracciabile sulle decisioni”, come esorta a fare Papa Leone: “L’intelligenza artificiale non deve creare nuovi monopoli di potere, ma garantire un accesso universale e giusto alle nuove tecnologie, orientato al bene comune”.

Salesiani per il sociale: Assemblea nazionale a Napoli dal 5 al 7 giugno, “Chi ama educa”

Si è conclusa a Napoli, presso l’Istituto Salesiano Don Bosco, l’Assemblea nazionale 2026 di Salesiani per il sociale, dedicata al tema “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Dal 5 al 7 giugno con centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, l’appuntamento si è confermato un importante momento di confronto, discernimento e corresponsabilità per il futuro della missione salesiana nel sociale. Nel corso dei lavori – informa una nota – è stato approvato con una larghissima maggioranza il Documento programmatico 2026-2029, insieme al Bilancio sociale 2025 e al Bilancio di esercizio 2025. “L’Assemblea nazionale si conclude con un risultato che va oltre il dato delle votazioni. La quasi unanime approvazione dei documenti esprime una visione condivisa e una forte assunzione di responsabilità”, afferma il presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite. “Da Napoli ripartiamo più uniti, consapevoli che educare alla giustizia sociale significa costruire insieme opportunità, diritti e futuro per i giovani più fragili. Una Rete che sceglie di camminare insieme è una Rete capace di generare cambiamento”.
L’Assemblea si è aperta con la testimonianza di Alice del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, che ha raccontato il proprio percorso di crescita nato dall’esperienza del Servizio Civile. La presenza dei ragazzi e delle ragazze del Forum Giovani, provenienti da diverse regioni italiane, ha rappresentato un segno concreto di partecipazione, cittadinanza attiva e corresponsabilità. Dopo il Servizio Civile, molti di loro hanno scelto di continuare il proprio impegno nella rete come volontari, restando protagonisti accanto ai minori e ai coetanei più vulnerabili.
A seguire i saluti istituzionali e la relazione del presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite.  Educare oggi – ha detto – significa stare dalla parte dei giovani più fragili, leggere le cause delle disuguaglianze e contribuire a trasformarle. Accanto ai momenti assembleari, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i partecipanti attraverso gruppi di lavoro, dialoghi e interventi che hanno permesso di condividere esperienze, buone pratiche e prospettive per il futuro. Particolarmente significativa è stata anche la visita guidata all’Opera Don Bosco di Napoli, occasione per conoscere da vicino una realtà che continua a essere presidio educativo e sociale per il territorio.
I partecipanti all’Assemblea hanno visitato anche le Catacombe di San Gaudioso e il Rione Sanità che ha offerto una testimonianza concreta di come sia possibile trasformare fragilità, marginalità e degrado in opportunità di sviluppo, cultura, lavoro e protagonismo giovanile. La Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta da don Silvio Zanchetta, Consigliere Ispettore delegato CISI, ha affidato il cammino della rete alla luce del Vangelo e al carisma educativo di Don Bosco.

Magnifica Humanitas: don Cosentino (Pul), “il mondo può essere una Babele o una Gerusalemme”

“Nell’epoca della post-verità, il rischio è di scegliere di non scegliere”. A lanciare la provocazione è stato don Francesco Cosentino, docente alla Pontificia università lateranense, intervenendo al convegno sulla Magnifica humanitas promosso dalla diocesi di Roma presso la sede dell’ateneo. Il relatore ha definito quello attuale “un tempo solo apparentemente più libero, dove convivono più visioni della vita ma tutte sganciate da una verità di fondo”. In questa “società dell’incertezza”, avviene “una ridefinizione quasi quotidiana della propria vita, con una pressione a ricercare continuamente il senso della realtà, e tutto ciò provoca un forte smarrimento”. Il rischio, quindi, è quello di “scegliere di non scegliere, perché si viaggia su molteplici visioni della vita”. Il Papa, invece, con la sua prima enciclica, secondo don Cosentino, “ci dice, fin dall’esordio del documento, che c’è bisogno di un’opzione fondamentale, di una scelta decisiva: in ogni epoca siamo noi che dobbiamo dare forma al nostro tempo, e il mondo può essere una nuova Babele o diventare una Gerusalemme”. In concreto, nell’epoca della rivoluzione digitale, “la scelta decisiva è tra le promesse illusorie e ambigue della tecnica e la custodia dell’umano”, partendo dalla consapevolezza che “la tecnologia non è neutra, ha un impatto antropologico: non dipende solo da come la usiamo, ma cambia il nostro modo di vivere la vita sul piano antropologico, sociale, politico, economico e anche spirituale”.

Adozione internazionale e affido: Aibi, sabato l’Open Day dell’accoglienza a Mezzano di San Giuliano Milanese

Mancano pochi giorni all’Open Day dell’accoglienza organizzato da Aibi-Amici dei Bambini Ets, in programma sabato 13 giugno, dalle ore 9.30 alle 18, presso la sede dell’organizzazione in via Marignano 18 a Mezzano di San Giuliano Milanese.
Un’intera giornata dedicata ai temi dell’adozione internazionale e dell’affido, pensata per coppie e single interessati a conoscere da vicino i percorsi dell’accoglienza familiare.
L’iniziativa, dal titolo “La bellezza del farsi famiglia”, nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di informazione, ascolto e approfondimento su una scelta che coinvolge non solo la dimensione organizzativa e legale, ma anche quella affettiva, psicologica e valoriale.
Un invito ad aprirsi a un’esperienza di responsabilità e dono, attraverso testimonianze, incontri e momenti di confronto.
La giornata si aprirà alle ore 9.30 con l’accoglienza dei partecipanti e un caffè di benvenuto, seguito dai primi incontri informativi dedicati all’adozione internazionale e ai percorsi dell’affido. Fin dalle prime ore sarà possibile avvicinarsi ai temi fondamentali dell’accoglienza, comprendendo i passaggi principali e le diverse opportunità offerte dai percorsi proposti.
A partire dalle 11.30 prenderanno il via i sei corner tematici di approfondimento, che accompagneranno i partecipanti in un viaggio attraverso esperienze e contesti differenti: dall’adozione in Africa ai percorsi in Centro e Sud America, fino all’Est Europa. Altri spazi saranno dedicati alla dimensione psicologica dei legami familiari, con particolare attenzione a resilienza e cura dell’affettività, all’esperienza dell’affido come accoglienza temporanea e alla dimensione spirituale del “farsi famiglia”, intesa come significato profondo del dono e della relazione.
Alle 12.30 è previsto un pranzo di condivisione, pensato come momento comunitario e informale: ciascun partecipante porterà qualcosa da condividere, favorendo lo scambio tra famiglie, operatori e persone interessate ai percorsi adottivi.
Nel pomeriggio, alle ore 15, è previsto un momento di dialogo con le istituzioni, con Assunta Morresi (vice capo Gabinetto del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità) che illustrerà “Il ruolo dei Centri per la famiglia”.
Inoltre è stato invitato Vincenzo Starita (vice presidente della Commissione adozioni internazionali), con un intervento su “La nuova cultura della accoglienza adottiva”.
Dalle ore 16, i partecipanti potranno tornare ai corner tematici per approfondimenti personalizzati, mentre in parallelo si svolgeranno laboratori esperienziali dedicati ad adulti e bambini. Per gli adulti è previsto il laboratorio “Narrare l’attesa”, un percorso di riflessione sul cammino verso l’adozione, mentre per i più piccoli sarà attivo “Il mio giardino dei sogni”, spazio creativo e ludico dedicato all’espressione emotiva. L’evento si concluderà con ulteriori momenti di confronto e restituzione, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti strumenti concreti, consapevolezza e nuove prospettive sui percorsi dell’accoglienza.

Magnifica humanitas: mons. Amarante (rettore Pul), “la cultura della potenza deve essere contratata dalla civiltà dell’amore”

“La cultura della potenza deve essere contrastata dalla civiltà dell’amore, altrimenti l’uomo viene messo da parte, perché solo chi è più forte può governarla”. È uno dei temi portanti della prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas, messi in evidenza da mons. Alfonso Vincenzo Amarante, rettore della Pontificia università lateranense, durante il convegno promosso dalla diocesi di Roma nella sede dell’“ateneo del Papa”. “In un mondo in rapida fase di transizione, in un cambiamento d’epoca, vogliamo fare nostre le domande del Santo Padre sulla necessità di avere un discernimento condiviso sulle trasformazioni in atto”, ha detto il card. Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, introducendo i lavori e citando in particolare il numero 6 dell’enciclica, dove “il Papa pone la domanda decisiva: dove stiamo andando? Verso quale meta? Quale direzione vogliamo scegliere? Vogliamo fermarci e avere gli strumenti essenziali per un discernimento personale e comunitario”. “La Magnifica humanitas è rivolta a tutti gli uomini di buona volontà”, ha fatto notare il rettore della Pul, citando i temi principali del primo documento magisteriale di Leone – “la fraternità universale, la dignità inviolabile della persona, la cura della casa comune, la giustizia sociale” – e soffermandosi sull’“architettura” del documento, il cui fondamento si riscontra nel paragrafo 12 della Gaudium et spes – “l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio” – e sulla “dignità ontologica dell’essere umano, che ha quattro caratteristiche: è infinita, immeritata, incalcolabile e inviolabile”. A fare da stella polare, i principi della dottrina sociale della Chiesa, passati in rassegna nel secondo e terzo capitolo, che sottolineano “la grandezza della persona di fronte al dominio della tecnica e a quella ‘terra promessa’ che è l’intelligenza artificiale, qualcosa di totalmente nuovo alla quale dovremo comprendere come approcciarci”.

Cure palliative: Gemelli, domani un incontro per parlare dell’hospice perinatale

“Una rete per la vita: l’hospice perinatale della Fondazione Policlinico Gemelli” è il titolo dell’evento che si terrà domani alle 10 nella hall del Policlinico. L’incontro fa parte del giro d’Italia delle cure palliative pediatriche, l’iniziativa nazionale che promuove la cultura della cura, dell’accompagnamento e della presa in carico globale dei bambini con patologie inguaribili e delle loro famiglie. Al centro dell’incontro, moderato dal giornalista e scrittore Dario Cirrincione, la presentazione dell’hospice perinatale del Gemelli, nato nel 2016 ed esempio di cure palliative perinatali integrate, che ha portato anche all’elaborazione di un Percorso Clinico Assistenziale dedicato. Dopo i saluti istituzionali, Michele Salata responsabile della UOC Centro di cure palliative pediatriche terapia del dolore dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; interverranno Marco De Santis, direttore della UOSD hospice perinatale; Patrizia Papacci, UOC Neonatologia. La manifestazione prevede inoltre la testimonianza delle associazioni Il Cuore in una Goccia, Le Coccole di Chiara e Genitin, impegnate a sostegno delle famiglie e della vita nascente e sarà accompagnata da momenti musicali a cura del Duo Cameristico “HYGGE”. L’iniziativa intende richiamare l’attenzione sul valore delle cure palliative pediatriche e perinatali come risposta assistenziale integrata, capace di garantire qualità della vita, presa in carico multidisciplinare e vicinanza alle famiglie nei momenti di maggiore complessità.

Maturità: diocesi Massa Carrara-Pontremoli, in serata incontro e benedizione degli studenti che sosterranno l’esame

Studenti e studentesse del territorio della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli che nelle prossime settimane sosterranno l’esame di maturità 2026 si ritroveranno questa sera per un momento di preghiera e una benedizione. L’incontro, organizzato dall’equipe di Pastorale giovanile e vocazionale in collaborazione con l’Ufficio Scuola diocesano, sarà ospitato dalle 19.30 presso i locali della chiesa parrocchiale di san Pio X a Massa. Previsto in conclusione anche un momento conviviale.

Maturità: card. Lojudice (Siena), “ai ragazzi dobbiamo essere in grado di offrire un futuro diverso”

“Tanti studenti si preparano ad affrontare gli esami di terza media e di maturità. Un momento importante nella loro vita che desideriamo accompagnare con il nostro sostegno e il nostro affetto condividendo con loro quella sana ansia preesame che abbiamo vissuto tutti nelle nostre vite”. Così il card. Augusto Paolo Lojudice agli studenti in occasione della fine dell’anno scolastico e degli esami di terza media e della maturità. “La vita ci pone davanti nuove sfide ogni giorno chiedendo a ognuno di noi di essere pronti a dare il meglio. Ma per un cristiano questo impegno ha una valenza ancora più grande perché a esaminarlo è qualcuno di veramente importante: Gesù. Ma abbiamo una certezza: il suo guardare a noi è sempre benevolo, attento e amorevole; e questo deve eliminare di colpo paure, incertezze e ansie”. Uno sguardo particolare lo dedica ai ragazzi che dovranno affrontare l’esame di maturità: “dobbiamo essere in grado di offrire un futuro diverso. Oggi quello che vedono è solo guerra, tensioni sociali e un relativismo che non può non preoccupare. Diciamolo chiaramente noi adulti dovremmo essere “rimandati a settembre” per questo”. Il card. Lojudice conclude con un messaggio di speranza: “in voi ragazzi vogliamo vedere un futuro diverso e se non si potrà essere come San Francesco cerchiamo almeno di essere i suoi “social media manager” facendo conoscere la forza infinita del donarsi gratuitamente. Questo è l’esame a cui deve sottoporsi tutta l’umanità e non c’è appello”.

Diocesi: Caritas Bolzano-Bressanone, un incontro sul futuro delle parrocchie e il valore del volontariato

Sabato 6 giugno si è svolto a Bressanone il convegno “Far nascere qualcosa di nuovo – passaggi nel volontariato” promosso da Caritas, diocesi di Bolzano-Bressanone e Accademia Cusano. Al centro dell’incontro il futuro delle parrocchie, le imminenti elezioni dei consigli pastorali parrocchiali e nuove prospettive per l’impegno volontario. Numerosi volontari e volontarie si sono confrontati insieme ai responsabili della Chiesa e della Caritas su temi legati al cambiamento, alla responsabilità e alla comunità. Lo psicosociologo e formatore Ennio Ripamonti ha sottolineato l’importanza del volontariato per la coesione sociale e il benessere delle comunità: “Il volontariato è un moltiplicatore di benessere. Laddove le persone condividono le loro esperienze e raccontano le loro storie, nascono fiducia, senso di appartenenza e futuro”. Anche Reinhard Demetz, direttore dell’Ufficio pastorale della diocesi di Bolzano-Bressanone, ha evidenziato le opportunità legate al cambiamento e alla responsabilità condivisa nelle parrocchie. Successivamente, in un ‘mercatino dell’incontro’ i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino esperienze e sviluppi di diversi gruppi pastorali.
Un aspetto chiave messo in luce dal convegno riguardo al futuro, evidenzia come questo trovi spazi di crescita soprattutto là dove le persone sono disposte ad assumersi responsabilità, a trasmettere le proprie esperienze e a intraprendere insieme nuovi percorsi. Gli organizzatori – il servizio Caritas parrocchiali e volontariato, insieme alla Diocesi di Bolzano-Bressanone e all’Accademia Cusano – si sono detti soddisfatti per la buona partecipazione e per i numerosi stimoli emersi in vista del futuro del volontariato nelle parrocchie.

Libano: Unifil, intensificato il sostegno umanitario alle comunità colpite dalle ostilità

Prosegue l’impegno dei caschi blu di Unifil a favore delle popolazioni colpite dall’escalation delle ostilità nel sud del Libano. Secondo quanto riferito da Unifil, dall’inizio di marzo, la missione delle Nazioni Unite ha realizzato centinaia di interventi di assistenza, distribuendo beni essenziali come alimenti, medicinali, indumenti e kit per l’igiene a migliaia di famiglie, attraverso il coinvolgimento di municipalità, istituzioni pubbliche e organizzazioni caritative. Parallelamente, i peacekeeper hanno garantito la scorta di convogli umanitari diretti nelle aree interessate dal conflitto e facilitato numerose missioni di soccorso grazie al coordinamento con le parti coinvolte. Nei giorni scorsi il comandante della missione e della forza, il generale Diodato Abagnara, ha partecipato a Beirut alla consegna di un’ambulanza dotata di attrezzature mediche avanzate all’ospedale militare dell’Esercito libanese, sottolineando come tali iniziative contribuiscano a rafforzare la resilienza delle istituzioni statali e la sicurezza della popolazione. In un altro evento a Sidone sono stati consegnati centinaia di kit alimentari destinati alle famiglie sfollate. Anche il responsabile delle operazioni di pace dell’Onu, Jean-Pierre Lacroix, ha espresso apprezzamento per l’azione dei militari di Unifil, impegnati a sostenere le comunità locali nonostante un contesto definito “molto difficile, impegnativo e pericoloso”.

Diocesi: Udine. Domani in cattedrale, messa per i 25 anni dalla canonizzazione di San Luigi Scrosoppi, ultimo santo friulano

Mercoledì 10 giugno alle 19 la Cattedrale di Udine ospiterà la Solenne S. Messa presieduta dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba nel 25° anniversario della canonizzazione di San Luigi Scrosoppi, il sacerdote udinese vissuto nell’Ottocento e fondatore di numerose opere di carità attive ancora oggi. “Invito a rendere partecipi di questo significativo appuntamento diocesano tutti i fedeli delle vostre comunità”, ha esortato mons. Lamba in una missiva rivolta a presbiteri e diaconi. Sarà una Chiesa che si stringerà attorno a uno dei suoi figli più illustri, reso tale proprio da ciò che Giovanni Paolo II ricordò: la carità. Alla celebrazione in Cattedrale sarà presente l’urna con i resti del santo friulano, solitamente conservata nella chiesa di San Gaetano da Thiene in via Scrosoppi a Udine e, dallo scorso 7 giugno, traslata temporaneamente a Orzano (Remanzacco) per le celebrazioni in corso in questi giorni nel borgo che lo stesso Scrosoppi scelse per avviare la sua opera di carità. La celebrazione del 10 giugno sarà trasmessa in diretta su Radio Spazio.

Argentina: Caritas ringrazia cittadini e volontari dopo la colletta nazionale del 6 e 7 giugno. Mons. Carrara, “espressione di una Chiesa che si fa coinvolgere e accompagna”

“Vogliamo esprimere il nostro profondo ringraziamento a tutta la società, ai donatori privati, alle istituzioni, alle organizzazioni e alle imprese che hanno risposto generosamente con il loro contributo economico all’appello della nostra colletta annuale”. Lo scrive, in un comunicato, Caritas Argentina, in seguito alla colletta nazionale di sabato e domenica scorsi, intitolata “Caritas Argentina, 70 anni alimentando la speranza”. Giornate che, hanno mostrato “ancora una volta, l’impegno solidale degli argentini di fronte ai bisogni urgenti dei settori più vulnerabili”. Caritas Argentina, inoltre, “ringrazia gli oltre 50.000 volontari che, da tutti gli angoli del Paese, hanno reso possibile lo sviluppo operativo della campagna. Il loro lavoro disinteressato e permanente nelle parrocchie, nelle cappelle e nei centri comunitari costituisce il cuore che dà vita alla nostra azione pastorale e sociale”.
Mons. Gustavo Carrara, arcivescovo di La Plata e presidente di Caritas Argentina, ha aggiunto: “Ogni Colletta è l’espressione concreta di una Chiesa che si fa coinvolgere, che accompagna e che sceglie di guardare negli occhi coloro che ne hanno più bisogno”. In un messaggio rivolto a coloro che con il loro contributo sostengono i programmi che vengono portati avanti nei quartieri più svantaggiati, Mons. Carrara ha, poi, affermato: “La speranza si alimenta realmente quando scommettiamo sul lavoro, perché la persona che lavora può realmente progredire. Per fare questo è necessario formarsi, è necessario accedere all’istruzione e questo è ciò che cerchiamo di rafforzare in Caritas, anche attraverso le vostre donazioni. Che la persona raggiunga il suo sviluppo umano integrale, attraverso l’istruzione e il lavoro”.

Vescovo ucciso in Mozambico: il cordoglio dei vescovi del Brasile, “pastore dedito al servizio del Vangelo”

La Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile (Cnbb), attraverso la sua presidenza, ha pubblicato ieri un messaggio di condoglianze e solidarietà all’episcopato del Mozambico e alla diocesi di Quelimane”, per l’assassinio del segretario generale della Conferenza episcopale del Mozambico, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira, mons. Osório Citora Afonso, avvenuto sabato 6 giugno.
Nel messaggio, la Cnbb afferma di aver ricevuto con “grande dolore la notizia di questo atto di violenza che ha stroncato la vita di un pastore dedito al servizio del Vangelo, della Chiesa e del popolo mozambicano. In questo momento di dolore, eleviamo le nostre preghiere al Signore della vita, affinché accolga mons. Osório nella sua pace eterna e conceda conforto, speranza e fortezza alla Diocesi di Quelimane, all’arcidiocesi di Beira, all’episcopato del Mozambico, ai familiari e a tutti i fedeli che piangono la sua scomparsa”. La nota della Cnbb sottolinea il contributo di mons. Osório Citora Afonso nell’annuncio del Vangelo e nel servizio alla Chiesa, avendo esercitato importanti missioni pastorali nel suo Paese e presso il Dicastero per l’Evangelizzazione della Santa Sede. “La sua testimonianza di fede, dedizione e impegno ecclesiale rimarrà viva nella memoria del popolo di Dio”, si legge nel testo. Come è noto, Brasile e Mozambico sono accomunati dal fatto di essere stati entrambi colonie del Portogallo.

Messico: Coppa del mondo Fifa. Appello di Amnesty international, “proteggere e ascoltare le ‘donne cercatrici’ dei loro cari desaparecidos”

“Bisogna proteggere e ascoltare i collettivi di donne cercatrici che pianificano una protesta pacifica per coincidere con la partita inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026 nello stadio di Città del Messico”. Lo ha dichiarato Amnesty International in occasione dell’atto inaugurale del torneo l’11 giugno. Si prevede la partecipazione di migliaia di persone alla marcia nella capitale del Paese, organizzata da donne come omaggio ai propri cari scomparsi, molti dei quali reclutati con la forza dai cartelli della droga o uccisi per essersi opposti. Amnesty International agirà come entità osservatrice durante la protesta. Al 25 maggio 2026, il Registro nazionale delle persone scomparse aveva contabilizzato 134.460 persone di cui non si conosce la sorte, in tutto il Messico. Fa notare Amnesty International: “Con poco supporto da parte delle autorità, le donne che cercano verità, giustizia e riparazione si sono viste obbligate a cercare i propri cari da sole, colmando i vuoti che rimangono quando coloro che sono al potere guardano dall’altra parte. Ora le donne, il cui motto è ‘Che non si giochi con il nostro dolore’, reclamano giustizia per i loro cari, più sicurezza e che le autorità accettino l’aiuto di altri paesi per collaborare alla loro ricerca”.
“Quando decine di milioni di persone in tutto il mondo si preparano a sintonizzarsi su quella che la Fifa qualifica come la ‘più grande cerimonia inaugurale del pianeta’, in Messico, migliaia di donne coraggiose coglieranno l’opportunità per scendere in strada e ricordare al mondo che i loro cari rimangono in un luogo sconosciuto e che la loro ricerca continua”, ha affermato Edith Olivares Ferreto, direttrice esecutiva di Amnesty International Messico. Sebbene le autorità abbiano dato il via libera alla marcia, le cercatrici vengono attaccate, insultate, screditate e persino criminalizzate ogni giorno per aver difeso i diritti umani in Messico, la denuncia dell’ong.

Giornata mondiale rifugiato: Caritas di Roma, quattro appuntamenti nel mese di giugno

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, che si celebra il prossimo 20 giugno, la Caritas diocesana di Roma promuove un calendario di iniziative dedicate all’accoglienza, all’inclusione e alla tutela delle persone costrette a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Quattro appuntamenti nel mese di giugno offriranno occasioni di incontro, formazione e condivisione, coinvolgendo operatori, volontari, rifugiati, studenti e cittadini.  Da giugno è attivo il progetto Reach – Refugee adults & children, realizzato presso il Centro di ascolto per migranti e rifugiati di via delle Zoccolette 19. Il progetto, finanziato attraverso i fondi dell’8×1000 Irpef dello Stato italiano destinati all’assistenza dei rifugiati, accompagnerà 70 rifugiati e richiedenti asilo particolarmente vulnerabili in percorsi di inclusione sociale e autonomia abitativa. Il programma proseguirà mercoledì 16 giugno alle ore 14.30 presso la Cittadella della Carità, nell’Aula di Formazione Ngo Dinh Le Quyen, con un incontro rivolto a operatori e volontari sul tema “Il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo”.  Sabato 20 giugno alle ore 18 il Centro di accoglienza Sai Ferrhotel di via del Mandrione 291 ospiterà l’evento conclusivo del progetto “Giardino condiviso. La cura dello spazio comune per relazioni generative”, realizzato insieme agli studenti dell’Università Lumsa. L’iniziativa valorizzerà il lavoro svolto dagli ospiti della struttura e dagli universitari nella riqualificazione degli spazi comuni, mettendo al centro il tema della partecipazione e della costruzione di relazioni significative. Le celebrazioni si concluderanno venerdì 26 giugno alle ore 11 presso il Centro Sai Santa Bakhita di Acilia, in via Case Basse 48-52, con l’inaugurazione degli spazi rinnovati dedicati all’accoglienza di donne rifugiate con bambini. Un intervento che consentirà di migliorare la qualità dell’ospitalità e dei percorsi di accompagnamento offerti alle famiglie più fragili.

Terra Santa: Ielpo (Custode), “Essere italiani a Gerusalemme ci aiuta a ricordare i valori alla base della convivenza civile”

“Essere italiani a Gerusalemme, in questo tempo così complesso per la Terra Santa, ci aiuta a ricordare alcuni valori che stanno alla base della convivenza civile: il rispetto della dignità di ogni persona, la solidarietà, la partecipazione al bene comune, la ricerca della pace e della giustizia”. Lo ha affermato il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, celebrando, il 7 giugno a Gerusalemme, la messa per la Festa della Repubblica Italiana, appuntamento che si inserisce in una tradizione più ampia della Custodia di Terra Santa, che ogni anno prega in modo particolare per le quattro nazioni cattoliche – Italia, Francia, Spagna e Belgio – che nel corso della storia hanno sostenuto e protetto le comunità cristiane della regione. Richiamando il significato della ricorrenza, il Custode ha sottolineato che “la Repubblica è nata dalle macerie di una guerra devastante. I nostri padri e le nostre madri hanno saputo ricostruire il Paese non partendo dalla vendetta o dall’esclusione, ma dalla convinzione che fosse possibile edificare insieme una società più giusta, più libera e più umana. Qui a Gerusalemme, città amata da Dio e ferita dalle divisioni degli uomini, questa parola evangelica assume un significato ancora più forte. La pace – ha affermato padre Ielpo – non nascerà dall’esclusione reciproca, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona, una storia, una possibilità. La pace nasce quando qualcuno trova il coraggio di fare il primo passo, come Gesù che si avvicina a Matteo”. Alla celebrazione hanno preso parte il Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Domenico Bellato, insieme ad alcuni membri dello staff del Consolato italiano, numerosi connazionali residenti e lavoratori a Gerusalemme e diversi religiosi italiani presenti in Terra Santa.

Spese militari nucleari: nuovi dati Ican e Sipri, nel 2025 +19% con record a 118,8 miliardi di dollari. Anche gli arsenali che crescono

Spese militari nucleari: nuovi dati Ican e Sipri, nel 2025 +19% con record a 118,8 miliardi di dollari. Anche gli arsenali che crescono
Il mondo ha speso 118,8 miliardi di dollari in armi nucleari nel 2025, raggiungendo il livello più alto mai registrato e con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente (pari a 16,8 miliardi di dollari in più). Il rapporto “Premeditated: Nuclear Weapons Spending in 2025” diffuso oggi dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican – Premio Nobel per la Pace 2017) ricostruisce come le nove potenze nucleari (Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord) hanno deciso di investire nelle armi più distruttive della storia ben 3.768 dollari al secondo (cioè 226.069 dollari al minuto) senza interruzioni per tutti i 365 giorni dell’anno scorso. A rilanciare “con profonda preoccupazione” il Rapporto in Italia è la Rete italiano Pace e Disarmo, chiedendo in un comunicato al nostro Paese e alla comunità internazionale di “invertire urgentemente una rotta che potrebbe portare l’Umanità verso un disastro esistenziale”.
Gli Stati Uniti da soli spendono più di tutti gli altri otto paesi messi insieme: con 69,2 miliardi di dollari e un aumento annuo di 12,4 miliardi (+22%), Washington copre il 58% della spesa nucleare mondiale facendo anche registrare il maggiore aumento annuale (+ 12,4 miliardi). La cifra stanziata dagli Usa per il nucleare militare nel 2025 sarebbe bastata a coprire 19 volte l’intero bilancio annuale delle Nazioni Unite. La Cina è il secondo Stato per spesa con 13,5 miliardi di dollari, mentre il Regno Unito ha superato la Russia diventando il terzo maggiore spenditore con 12,6 miliardi di dollari, contro i 9,5 miliardi stanziati da Mosca. “In un’epoca in cui il costo della vita sale vertiginosamente e cibo e carburante sono inaccessibili per milioni di persone, è impensabile che questi nove Stati spendano miliardi per una falsa promessa di sicurezza”, evidenzia Susi Snyder, Direttrice dei Programmi di Ican.
Questa spesa – rilevano le fonti – sta inoltre alimentando il pericoloso panorama geopolitico odierno: l’espansione e la modernizzazione degli arsenali nucleari intensificano tensioni in un momento in cui il rischio che le armi nucleari vengano utilizzate in un conflitto è già ampiamente riconosciuto come il più alto dalla Guerra Fredda. Anche l’Italia è direttamente coinvolta in questo scenario. Le basi di Aviano (Pordenone) e Ghedi (Brescia) ospitano bombe nucleari statunitensi B61-12 nell’ambito del programma di “nuclear sharing” della Nato. Secondo le stime Sipri, tra 100 e 120 bombe B61-12 sono attualmente dislocate in sei o sette basi aeree di sei Paesi europei dell’Alleanza Atlantica tra cui l’Italia.
Rete Italiana Pace e Disarmo ritiene che i” dati pubblicati oggi da Ican e Sipri non lascino spazio a equivoci: il mondo sta percorrendo la strada sbagliata. La corsa agli armamenti nucleari non rende nessuno più sicuro ma al contrario aumenta il rischio di una catastrofe nucleare per errore di calcolo, per incidente tecnico o per escalation di conflitti convenzionali”. Per questo chiede con urgenza, tra le altre cose, che l’Italia ratifichi il Trattato Onu sulla Proibizione delle Armi Nucleari (Tpnw); che il governo italiano avvii una discussione parlamentare trasparente e pubblica sulla presenza di armi nucleari sul territorio nazionale e sui costi (economici, politici e di sicurezza) della partecipazione italiana al “nuclear sharing” della Nato e che il nostro Paese sostenga in tutte le sedi internazionali (Onu, Nato, G7, Unione Europea) una politica attiva di de-escalation nucleare, rifiutando la logica del potenziamento degli arsenali come strumento di falsa sicurezza.

Oratori estivi: ad Acireale il “mandato” ieri agli animatori. Il vescovo Raspanti, “l’Oratorio è una scuola di vita e di relazioni vere”

Si è svolto ieri, lunedì 8 giugno, nella Parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Acireale, il Mandato agli Animatori degli Oratori Estivi della Diocesi di Acireale. Un momento di preghiera, riflessione e condivisione – informa la diocesi – che ha riunito giovani animatori, educatori e responsabili parrocchiali chiamati a vivere nelle prossime settimane il servizio estivo a favore dei bambini e dei ragazzi delle comunità. A presiedere l’incontro è stato il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, che ha voluto rinnovare la propria vicinanza alle parrocchie e a quanti si dedicano con generosità alla missione educativa degli oratori. Il presule ha ribadito l’attenzione che la Diocesi continua a riservare alle nuove generazioni, sottolineando come l’impegno educativo rappresenti una delle priorità pastorali del territorio.
Nel suo intervento, mons. Raspanti ha richiamato le sfide del tempo presente, segnato dalla transizione digitale e dall’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di formare giovani capaci di vivere con consapevolezza le nuove tecnologie. “Abbiamo in diocesi una grande responsabilità educativa e questo mi riempie di speranza”, ha affermato il vescovo. Il vescovo ha invitato gli animatori a non subire passivamente il mondo digitale, ma a governarlo con responsabilità e discernimento, indicando l’Oratorio Estivo come un luogo privilegiato per costruire relazioni vere e significative. “L’Oratorio Estivo offre una straordinaria opportunità: quella di vivere relazioni autentiche, allargare gli orizzonti e imparare, giorno dopo giorno, la scienza della vita. Non dobbiamo diventare schiavi di strumenti che dovrebbero essere al nostro servizio”, ha sottolineato.
Mons. Raspanti ha inoltre espresso gratitudine verso tutti gli animatori e i volontari che dedicano tempo ed energie ai ragazzi, riconoscendo nel loro servizio un’alternativa concreta alla solitudine e all’isolamento che spesso caratterizzano il mondo giovanile.

Braccianti morti ad Amendolara: Episcopo (Mlac Trani), “non possiamo limitarci al dolore, queste vittime chiedono verità e giustizia”

“Di fronte alla morte atroce di quattro braccianti ad Amendolara, in provincia di Cosenza, avvenuta lunedì 1° giugno, non possiamo limitarci al dolore. Queste vite spezzate chiedono verità, giustizia e responsabilità”. Lo afferma Nicolò Episcopo, segretario diocesano del Mlac (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica) in un comunicato rilanciato oggi dalla diocesi di Trani. “Non si tratta di un fatto isolato – scrive Episcopo – ma del segno di un sistema che troppo spesso tollera sfruttamento, lavoro senza diritti e condizioni disumane, soprattutto per i migranti e le fasce più deboli della nostra società. Purtroppo, episodi riconducibili al caporalato, al lavoro irregolare e a forme di sfruttamento lavorativo non sono estranei neppure al nostro territorio. Pur con caratteristiche diverse, anche nelle nostre comunità emergono situazioni che richiedono attenzione, vigilanza e un impegno condiviso per affermare la legalità e la dignità del lavoro. Come richiamato con forza da mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente Cei, è tempo di dire con chiarezza: basta. Denunciamo il caporalato, le condizioni indegne nei campi, le zone grigie di silenzio e complicità. Non è accettabile che il lavoro diventi ricatto e che alcune vite siano considerate sacrificabili. La nostra posizione è chiara il lavoro deve essere sempre dignitoso e tutelato; i più fragili vanno difesi, non sfruttati; il cambiamento è una responsabilità di tutti: istituzioni, imprese, comunità e cittadini”. Episcopo conclude la nota assicurando l’impegno del Mlac a “promuovere una cultura del lavoro giusto, a sostenere chi è vittima di sfruttamento e a costruire reti di legalità e solidarietà. Questa tragedia deve diventare uno spartiacque. Non possiamo più tacere, non possiamo più voltare lo sguardo”.

Papa in Spagna: ai volontari, “la gratuità fa crescere la qualità di una società”

“Voi meritate un grazie tutto speciale, perché avete donato la vostra presenza e il vostro servizio e l’avete fatto per amore del Signore, della Chiesa e del Papa”. È il ringraziamento del Papa ai volontari che hanno prestato il loro servizio a Madrid, nei primi tre giorni del viaggio apostolico in Spagna. “Ho saputo che fin dall’inizio la vostra risposta all’appello è stata entusiasta”, ha detto Leone XIV nell’ultimo incontro pubblico della tappa madrilena, prima di partire alla volta di Barcellona: “in pochi giorni avete superato i numeri richiesti e così le esigenze sono state abbondantemente soddisfatte. Avete preso giorni di ferie dal lavoro, alcuni di voi si sono dedicati per mesi a tempo pieno, ma ciascuno ha dato ciò che ha potuto, soprattutto ha dato sé stesso: cuore, mani, idee, competenze, sorrisi”. “I cristiani sono chiamati a portare nel mondo il lievito della gratuità”, ha spiegato il Pontefice: “La vostra esperienza di questi giorni, come quella di tanti fratelli e sorelle volontari in circostanze simili – penso al Giubileo dell’anno scorso –, è un segno del Regno che viene, e lo è per un aspetto essenziale: la gratuità. La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società, perché, potremmo dire, è un tratto tipico della città di Dio. Tanto più in un mondo continuamente influenzato dalla logica dell’interesse, del profitto, dove il termine crescita è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c’è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale”. “Forse le statistiche non lo registreranno, ma noi sappiamo che in questi giorni, anche grazie a voi, questa città è cresciuta”, l’omaggio del Papa.

Beni culturali: Roma, l’11 giugno al Senato conferenza su “La basilica di San Michele Maggiore di Pavia”

“La basilica di San Michele Maggiore di Pavia: ricerca, restauro, innovazione per un patrimonio europeo” è il tema della conferenza stampa che si terrà giovedì 11 giugno, alle ore 11, nella Sala Caduti di Nassirya a Piazza Madama, a Roma, convocata su iniziativa di Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato della Repubblica, con la collaborazione dell’Associazione Il Bel San Michele, la parrocchia di San Michele Maggiore di Pavia, A7design Studio associato, l’Università di Pavia Dipartimento Ingegneria civile Architettura, il Politecnico di Milano Dipartimento Abc, l’Università degli studi dell’Insubria Dipartimento Scienze umane e dell’innovazione per il territorio.
La basilica di San Michele Maggiore, la più prestigiosa tra le diverse chiese dedicate in città all’Arcangelo caro alla spiritualità longobarda, ne fu per molto tempo il centro simbolico, politico, religioso. Fondata forse nel V secolo e frequentata dalla monarchia longobarda, la basilica dall’età carolingia divenne sede delle incoronazioni dei re d’Italia.
Agli inizi del secolo XII si ricostruì in pietra l’antica basilica. Si tratta dell’edificio oggi esistente, perla dell’architettura romanica europea, visitata da oltre centomila turisti e pellegrini ogni anno. Nell’attuale basilica fu celebrata il 17 aprile 1155 l’incoronazione di Federico Barbarossa a Re d’Italia. Sottolinea Saverio Lomartire dell’Università dell’Insubria: “La dignità di basilica regia è resa manifesta innanzitutto dall’adozione della pietra quale materiale costruttivo caratterizzante le intere compagini esterne e buona parte di quelle interne”. Questa stessa pietra è oggi il principale fattore di vulnerabilità del monumento. “La facciata principale, in particolare, rappresenta un unicum nel panorama italiano ed europeo, per l’intreccio dei valori cristiani con la vita dei popoli, che la rendono straordinario veicolo di comunicazione culturale”. spiega il presidente dell’Associazione Il Bel San Michele Vittorio Vaccari.
Ciò che viene presentato in conferenza stampa è la costruzione del “Sistema San Michele”: un modello integrato di ricerca, innovazione e recupero, nel quale la basilica non è soltanto l’oggetto dell’intervento, ma il laboratorio attivo di una sperimentazione multidisciplinare a tutto campo per restituire un monumento alla comunità a cui appartiene che lo riconosce come parte costitutiva della propria identità tramandandone il significato nel tempo. Un sistema virtuoso, capace di ripartire dalle radici per generare il futuro della comunità, come il suggerisce il nome del progetto che sarà presentato, il “Progetto Ascanio”.
Marco Morandotti dell’Università di Pavia ricorda che il “Progetto Ascanio” chiarisce che “il patrimonio è un carico da trasmettere, non un archivio da custodire”.
Conclude Vittorio Vaccari: “In sintesi, la proposta è che la Basilica di San Michele in Pavia si possa configurare come laboratorio di confronto culturale, di ricerca e di sperimentazione, capace di contribuire, a livello nazionale e oltre, ad evitare la perdita, per le generazioni future, della bellezza e delle espressioni artistiche, da noi ricevute come eredità”.

Serra International Italia: Filly Franchino eletta presidente per il biennio 2027-2029

Filly Franchino, attuale vicepresidente ai programmi e già governatrice del Distretto Puglia-Basilicata, è stata eletta presidente di Serra International Italia per il biennio 2027-2029. La nomina è avvenuta nei giorni scorsi a Milano, durante i lavori del Consiglio nazionale italiano Serra (Cnis), presieduto da Maria Lo Presti, ed è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea dei delegati. Franchino è socia del Serra Club della diocesi di Lucera-Troia, club che ha già guidato come presidente. Laureata in Giurisprudenza, ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense, il Master in Governance e management nella pubblica amministrazione, il Diploma in consulenza familiare e il Diploma di alta formazione in animazione della comunicazione e della cultura, rilasciato dalla Conferenza episcopale italiana presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Coniugata e madre di due figlie, si legge in una nota del Serra, “ha testimoniato nel suo percorso umano, professionale e associativo i valori del servizio, della formazione e dell’impegno ecclesiale”.

Iraq: Famiglia reale Hashemita scrive al card. Sako, “guida segnata da dialogo e responsabilità”

Il principe Hassan bin Talal, membro della famiglia reale hashemita di Giordania, ha espresso apprezzamento per il servizio svolto dal patriarca caldeo Louis Raphael Sako, quando era alla guida della Chiesa caldea, sottolineandone “il coraggio spirituale, l’integrità e il senso di responsabilità”. In una lettera inviata al porporato dopo la presentazione delle dimissioni, il principe ha evidenziato come il suo ministero abbia rappresentato “un modello di leadership religiosa fondato su saggezza, dialogo e apertura”, capace di rafforzare l’unità della Chiesa e la presenza cristiana in Medio Oriente, nonostante le difficoltà della regione.
Nel testo, Hassan bin Talal richiama anche l’importanza del ruolo dei cristiani orientali nel tessuto culturale e spirituale dell’area e ribadisce la necessità di promuovere una cultura di dialogo, convivenza e rispetto reciproco. Il sovrano ricorda inoltre l’impegno del Regno hashemita per la tutela dei luoghi santi islamici e cristiani a Gerusalemme e per il sostegno del popolo palestinese nei suoi diritti. La lettera si chiude con gli auguri al patriarca di una nuova fase segnata da salute e serenità, “affinché la sua esperienza continui a essere punto di riferimento per il servizio dell’uomo e della sua dignità”. Il card. Louis Raphaël Sako ha presentato le dimissioni il 9 marzo 2026 a papa Leone XIV, accettate ufficialmente e rese pubbliche il 10 marzo 2026, data che segna la fine del suo mandato come Patriarca di Baghdad dei Caldei dopo 13 anni di guida.

Scuola: Fism Campania, Giungano ritorna capitale dei bambini e della salute

Ancora una volta Giungano, nel Cilento, si accinge a diventare per un giorno “Capitale della vita sana” con l’iniziativa “Il Villaggio dei Bambini e della Salute”. Domenica 14 giugno, infatti, dalle 10 alle 19, nel centro storico del paese sono attese migliaia di persone per la seconda edizione dell’iniziativa organizzata dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) Campania insieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri e all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. L’evento quest’anno è intitolato “Ri-generazione”: momento clou di un percorso educativo che ha coinvolto, nei mesi precedenti, scuole, famiglie e ricercatori, i cui risultati verranno divulgati in un incontro aperto alla stampa e al pubblico con la partecipazione di autorità locali, tra cui il sindaco di Giungano Giuseppe Orlotti e il sindaco di Castel San Lorenzo Giuseppe Scorza. Al confronto prenderanno parte anche esperti e, in video collegamento, il fondatore e presidente dell’Istituto Negri, Silvio Garattini. “Il nostro intento resta quello di promuovere una cultura della salute a 360 gradi a partire dalla prima infanzia, integrando dimensione pedagogica, prevenzione sanitaria, ricerca scientifica e partecipazione della comunità educante” dice Rosaria De Filitto, presidente Fism Campania e consigliere Fism. Sottolineando pure l’importanza di un’occasione in cui manifestare “la volontà di promuovere un rinnovamento profondo dei processi educativi, valorizzando insieme alle competenze scientifiche più qualificate l’apporto offerto dalle relazioni anche intergenerazionali come risorsa pedagogica e sociale”. Tiene conto di questi approcci la ricca proposta di attività e laboratori guidati da educatori, professionisti sanitari e operatori culturali, rivolti a bambini, famiglie e comunità. Attività alla scoperta di erbe officinali e proprietà di infusi e tisane; workshop nel segno del riciclo di materiali come carta e cartone; minicorsi di cucina e apicoltura; confronti diretti fra mini-chef e lo chef Marco Rispo. Tra le novità dell’edizione 2026 anche un grande “Orto di Pace”, realizzato come un labirinto esperienziale pensato per accompagnare i più piccoli alla scoperta del ciclo della natura, dal seme alla pianta, promuovendo al contempo collaborazione, rispetto dell’ambiente e dialogo tra generazioni. Un insieme di attività culturali e ludiche gratuite, ispirate ai principi dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, ma pure coerenti – spiega una nota – con le indicazioni soprattutto del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che hanno rinnovato il patrocinio alla kermesse, insieme al Comune di Giungano. Una manifestazione nata per “sostenere programmi volti al benessere psicofisico dei bambini, senza dimenticare gli anziani; che ha alzato i riflettori sui progressi delle conoscenze scientifiche a livello internazionale, ma senza trascurare tradizioni antiche legate al territorio”Campania.

Terremoto a Mindanao: vescovi filippini, salito a 39 il bilancio delle vittime, con oltre 400 feriti e 4 dispersi. Domenica 14 giugno, preghiere e colletta straordinaria per le famiglie colpite dal sisma

Oggi, la Conferenza episcopale delle Filippine ha esortato le diocesi a organizzare preghiere speciali e raccolte fondi per le comunità devastate dal potente terremoto che ha colpito il sud del Paese. Secondo quanto riporta la Conferenza episcopale in un comunicato diffuso oggi, i funzionari governativi preposti alla gestione delle emergenze, hanno affermato che il bilancio delle vittime è salito a 39, con oltre 400 feriti e quattro dispersi, mentre le operazioni di ricerca e soccorso continuano. Secondo il consiglio governativo per la gestione del rischio di disastri, nella regione di Soccsksargen si sono registrati 33 morti e 456 feriti, mentre nella regione di Davao si contano quattro morti e 23 feriti. 
L’arcivescovo Gilbert Garcera, presidente della Conferenza episcopale, ha invitato le diocesi e le comunità religiose a includere intenzioni speciali durante le Messe di domenica per le vittime del terremoto e per i soccorritori. Ha inoltre incoraggiato i vescovi ad autorizzare una seconda colletta durante le Messe del 14 giugno per sostenere gli sforzi di soccorso e ricostruzione nelle zone colpite. “Il ricavato di questa colletta potrà essere devoluto tramite i centri di azione sociale diocesani e Caritas Filippine per sostenere gli sforzi di soccorso e ricostruzione a favore dei nostri fratelli e sorelle colpiti”, ha dichiarato nel comunicato.
Il capo dei vescovi cattolici filippini ha espresso “profondo dolore e solidarietà” alle famiglie colpite dal terremoto nella provincia di Sarangani e altre zone di Mindanao l’8 giugno. “Ci uniamo al dolore delle famiglie che hanno perso i propri cari, preghiamo per la pronta guarigione dei feriti e siamo in comunione spirituale con tutti coloro che sono stati sfollati dalle loro case e dai loro mezzi di sussistenza”, ha affermato Garcera. Ha aggiunto che la Chiesa è chiamata ad essere “segno di speranza e testimonianza di carità”, esortando i cattolici a rispondere generosamente mentre proseguono gli sforzi di ricostruzione nelle comunità devastate. “Come un’unica famiglia in Cristo, non possiamo rimanere indifferenti alla sofferenza dei nostri fratelli e sorelle. Il loro dolore è il nostro dolore; la loro perdita è la nostra perdita”, ha affermato.

Maturità: Missionarie della Divina Rivelazione, il 12 giugno a Roma una veglia di preghiera per studenti e maturandi

Una serata di preghiera dedicata agli studenti e ai maturandi per affidare ansie, speranze e attese a Maria. Si svolgerà venerdì 12 giugno, nella festa del Sacro Cuore di Gesù, al Santuario della Vergine della Rivelazione Madre della Chiesa, alle Tre Fontane di Roma, l’iniziativa “Alla scuola di Maria”, promossa dalle Missionarie della Divina Rivelazione. L’appuntamento inizierà alle 19.30; alle 20 è prevista la recita del Rosario, seguita dalla consegna delle intenzioni di preghiera nella Grotta. Saranno inoltre disponibili sacerdoti per le confessioni. “Abbiamo voluto intitolare ‘Alla scuola di Maria’ questa serata alla Grotta delle Tre Fontane proprio pensando alla Beata Vergine che appare con il libro in mano e abbiamo scelto di celebrarla nella festa del Sacro Cuore di Gesù”, spiega madre Rebecca Nazzaro, superiora delle Missionarie della Divina Rivelazione. “Possa essere l’inizio di una tradizione per tutti gli studenti, e più in generale per quanti devono affrontare una prova nella vita, affinché possano accendere una candela alla nostra mamma celeste nella festa del suo Divin Figlio”. “Pensando a Maria, sede della sapienza, che conduce a Gesù, vera Sapienza e Figlio di Dio, abbiamo voluto proporre questa iniziativa rivolta a tutti coloro che sono impegnati nella formazione”, aggiunge suor Maria Agnese Scavetta. “La veglia è pensata non solo per i ragazzi che si preparano alla maturità, ma per tutti coloro che studiano e si impegnano a diventare uomini e donne responsabili, imparando l’arte del vivere e a custodire la vita e il progetto di Dio su ciascuno”.

Gioco d’azzardo: Roma, domani il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero)” promosso dal Forum famiglie

Mercoledì 10 giugno, alle ore 10.30, a Roma, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa estera in Italia, si terrà il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, una riflessione ampia e articolata, promossa dal Forum famiglie, sulle conseguenze sociali del gioco d’azzardo e sulle possibili nuove strategie di regolamentazione. Al centro dell’evento, il dialogo fra esperti, rappresentanti del mondo associativo, studiosi, giornalisti e parlamentari, chiamati a confrontarsi su proposte e strumenti per affrontare una delle principali emergenze sociali del nostro tempo.
All’incontro prenderanno parte: card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana; Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari; Maurizio Fiasco, presidente di Alea; Andrea Bosi, vice presidente di Avviso Pubblico; Toni Mira, giornalista; Teresa Mazzone, presidente della Società italiana di pediatria del Lazio; don Armando Zappolini, portavoce della campagna “Mettiamoci in gioco”; Luca Cereda, giornalista. Modera l’incontro il giornalista Paolo Holneider.
A seguire si terrà una tavola rotonda con parlamentari di diverse forze politiche, a cura di Carlo Cefaloni, giornalista e scrittore di Città Nuova, che si confronteranno su proposte e prospettive di intervento. Parteciperanno al dibattito: Paola Boscaini (Forza Italia); Laura Cavandoli (Lega Salvini Premier); Ylenja Lucaselli (Fratelli d’Italia); Stefano Vaccari (Partito Democratico); Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle).
Nel corso dell’incontro sarà presentato un documento del Terzo Settore con proposte concrete per la regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia. Saranno inoltre presentate esperienze di amministratori locali e di persone che hanno vissuto direttamente le conseguenze del gioco d’azzardo.

Papa in Spagna: il programma di oggi, 9 giugno

Dopo i tre giorni a Madrid, da cui si congeda questa mattina incontrando i volontari, il Papa oggi si trasferirà a Barcellona, seconda tappa del suo viaggio apostolico in Spagna, dove atterrerà alle 12.30. Alle 13, in cattedrale, la preghiera dell’ora media, con l’omelia del Santo Padre. Nel pomeriggio Leone XIV incontra il presidente della Generalità della Catalogna; alle 17 l’incontro con i religiosi agostiniani. Alle 20 la veglia allo Stadio olimpico Lluís Companys, con il dialogo con i giovani e l’omelia, prima del rientro alla casa arcivescovile, alle 21.30.

Kenya: Cei, Mani Tese e Cresud concludono il progetto Maziwa per i piccoli produttori di latte. Nasce Maisha Bora

Si è concluso il progetto Maziwa – “A Sustainable Milk Value Chain for Environmental Protection and Economic Empowerment” – finanziato dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) e promosso da Mani Tese con il contributo di Cresud e di partner locali e internazionali a sostegno dei piccoli produttori di latte nel bacino del fiume Molo, in Kenya. L’iniziativa ha incentivato l’adozione di pratiche agro-ecologiche e l’accesso a strumenti di finanza etica, con l’obiettivo di rafforzare le competenze imprenditoriali dei produttori locali. Nell’ambito del progetto, Cresud ha collaborato con Caritas Microfinance Bank – la banca di Caritas Nairobi – nella componente dedicata all’inclusione finanziaria: percorsi formativi su pianificazione finanziaria, accesso al credito, marketing e cultura del risparmio, e l’assegnazione di micro-grants a venti agricoltori con progetti a carattere innovativo. Cresud, realtà unica in Italia nel settore della finanza etica internazionale, ha chiuso il 2025 con un portafoglio attivo di circa 9,5 milioni di euro, 14 istituzioni di microfinanza finanziate e oltre 480mila beneficiari raggiunti attraverso i partner locali. L’esperienza non si esaurisce con la conclusione di Maziwa: il progetto ha posto le basi per una nuova iniziativa, Maisha Bora – “Impresa, ambiente e nutrizione per uno sviluppo sostenibile” – che ne rappresenta la naturale prosecuzione. Finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), è in partenza quest’anno e consoliderà i risultati raggiunti ampliando le opportunità per le comunità coinvolte.

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
disturbi alimentari

La percezione del corpo negli adolescenti: il peso dei modelli estetici e il ruolo della scuola

letture estive

Letteratura e preghiera: libri consigliati per i mesi estivi

centenario libreria vaticana

Il futuro editoriale tra libro e intelligenza artificiale nelle riflessioni dei pontefici

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email