Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 16 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Card. Camillo Ruini: mons. Morandi (Reggio Emilia-Guastalla), “con lui la Chiesa italiana piange un pastore autentico, appassionato e intelligente”
“Con la morte del cardinale la Chiesa italiana piange un pastore autentico, appassionato e intelligente. Il Signore lo accolga nella sua misericordia infinita, colmandolo di tutte le benedizioni per il suo ricco e profondo ministero a servizio del popolo di Dio”. Con queste parole mons. Giacomo Morandi, arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla, si è unito al cordoglio per la scomparsa del card. Camillo Ruini, avvenuta oggi. “Nella sua lunga vita sacerdotale, in gran parte vissuta qui, nella sua diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il cardinale Ruini, con intelligenza e generosità, ha saputo testimoniare la sua fede nel Signore Risorto, consapevole che questa fede era un patrimonio da custodire e da trasmettere, sia nell’ambito privato, sia in quello pubblico”, scrive mons. Morandi. Il presule ricorda il legame profondo di Ruini con la diocesi emiliana, dove aveva insegnato, collaborato con il vescovo Gilberto Baroni e animato il centro pastorale Giovanni XXIII. “Don Camillo” – come era ricordato a Reggio Emilia – aveva ricoperto il ruolo di presidente della Cei “per quasi un ventennio”, con prolusioni alle assemblee dei vescovi “sempre ricche di stimoli e capaci di offrire una lettura dialogica e intelligente della storia”. La diocesi annuncerà quanto prima momenti di preghiera in suffragio del cardinale.
Card. Camillo Ruini: card. Zuppi (Cei), “ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo”
“Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza episcopale italiana”. Con queste parole il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, esprime il cordoglio dell’episcopato italiano per la morte del card. Camillo Ruini, avvenuta oggi. “Presidente della Cei e vicario del Papa per la diocesi di Roma, il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale – scrive il card. Zuppi -. Ha svolto il suo ministero con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia. L’annuncio cristiano, ha sempre sostenuto, deve incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura”. Il presidente della Cei sottolinea come Ruini abbia “aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo, custodendo il legame vivo con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale”. Il suo motto episcopale, “Veritas liberabit nos”, “resta una consegna per tutti: cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare”. Il card. Zuppi si stringe “con affetto ai familiari, alla diocesi di Roma e a quanti lo hanno conosciuto, stimato e seguito nel suo lungo ministero”.
Card. Camillo Ruini: si è spento a 95 anni. Per 17 anni vicario del Papa per Roma e presidente della Cei
Il card. Camillo Ruini è morto oggi a 95 anni. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, era stato ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954 e creato cardinale da Giovanni Paolo II nel concistoro del 28 giugno 1991. La Diocesi di Roma, per voce del card. Vicario Baldassare Reina e del Consiglio episcopale, lo ha affidato “alla misericordia del Signore”, riconoscendogli “una lunga e proficua vita cristiana e un servizio alla Chiesa” contrassegnato da “intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città”. Rettore del seminario di Reggio Emilia e docente di teologia dogmatica, nel 1983 Giovanni Paolo II lo aveva nominato vescovo ausiliare di Reggio Emilia; nel 1986 segretario generale della Cei; nel gennaio 1991 pro-vicario della Diocesi di Roma e nel marzo dello stesso anno presidente della Conferenza episcopale italiana, incarico che ha ricoperto per sedici anni, fino al 2007. Come vicario del Papa per la Diocesi di Roma è rimasto in carica fino al 2008, guidando la diocesi per diciassette anni. “Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese – si legge nel comunicato della Diocesi – ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere”, secondo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos.
Leone XIV: su ordinazioni dei lefebvriani, “se fanno quella scelta mi dispiace, ma noi dobbiamo andare avanti”
“Se fanno quella scelta mi dispiace, ma noi dobiamo andare avanti”. Uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo, per far ritorno in Vaticano, il Papa ha risposto così ad una domanda dei giornalisti sui Lefebvriani, che hanno annunciato ordinazioni episcopali per il 1° luglio, con il rischio di uno scisma. “Sto considerando di fare ancora un altro appello per dire di non fare questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa, ma è la loro scelta”, ha detto Leone XIV: “Bisogna renderci conto di ciò che significa, per loro. Per la Chiesa certamente la divisisone tra i cristiani è sempre un punto molto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondantali della Chiesa, cominciando da diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta mi dispiace, ma noi dobiamo andare avanti”.
Leone XIV: “grazie a Dio c’è il memorandum, mi auguro che finalmente la guerra sia finita”
“Chiedere pace sempre, chiedere negoziati”. Il Papa ha risposto così alle domande dei giornalisti sul conflitto in Medio Oriente, all’uscita da Villa Barberini a Castel Gandolfo per far rientro in Vaticano. “Grazie a Dio c’è almeno questo memorandum che sembra firmeranno ufficialmente venerdì, così hanno detto”, il riferimento alle ultime ore. “Ci saranno ancora diversi punti da stabilire, ma è sempre meglio farlo col dialogo e con le negoaiazioni, e non tornando alla guerra”. “Mi auguro che finalmente la guerra sia finita e che possiamo andare avanti per per il bene di tutti”, l’auspicio di Leone XIV: “Eliminare le armi nucleri, questo sì, cercare il bene di tutti i popoli e cercare come risolvere i problemi economici e sociali che si sono creati in questo tempo”.
Leone XIV: a Castel Gandolfo, “mandare via gli stranieri non mi sembra la risposta più cristiana”
“Semplicemente dire: ‘li mandiamo via, così ci laviamo le mani dal problema’, non mi sembra la risposta più cristiana”. Così il Papa, conversando con i giornalisti all’uscitga di Villa Barberini a Vastel Gandolfo per far rientro in Vaticano, ha risposto ad una domanda sulla proposta dell’espulsione degli stranieri in quanto tali. Trattare con rispetto le persone. “Quello che ho detto specialmente alle Canarie: il rispetto della persona”, ha affermato Leone XIV riferendosi al recente viaggio in Spagn: “Molte volte – ha aggiunto – noi non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone sono dovute uscire ddai lori paesi: tante ragioni, la violenza, la guerra, i conflitti. Prima di tutto il rispetto delle persone”.
Spiritualità: Padova, domani la performance “L’incontro della Provvidenza. Frate Antonio e il Poverello d’Assisi”
Continua a Padova la rassegna del Giugno Antoniano, dedicata a Sant’Antonio. Domani, mercoledì 17 giugno i chiostri della Basilica del Santo vedranno l’incontro tra Antonio e Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del Serafico Padre. Alle ore 20.45 debutterà “L’incontro della Provvidenza. Frate Antonio e il Poverello d’Assisi”, una visita animata con gli attori Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli di teatrOrtaet, che guideranno il pubblico in un viaggio nel tempo. La performance ripercorrerà i momenti chiave del legame tra i due Santi: dai primi contatti tramite i frati missionari in Marocco all’abbraccio fraterno durante il Capitolo delle Stuoie, fino all’incarico teologico affidato da Francesco ad Antonio, culminando nell’apparizione di Arles. L’evento è curato da teatrOrtaet Aps in collaborazione con la Veneranda Arca di Sant’Antonio. L’evento è a numero chiuso (massimo 50 persone) con prenotazione obbligatoria (t. 348 3615812 – prenotazioni@teatrortaet.it – www.teatrortaet.it). La visita verrà replicata mercoledì 24 giugno.
Inghilterra: verso il divieto di accesso ai social per gli under 16. Mons. Arndol al Sir, “sicurezza dei minori nel mondo digitale è prioritario”
“La sicurezza dei bambini e dei giovani nel mondo digitale è di primaria importanza. I giovani oggi affrontano molte pressioni, spesso aggravate da contenuti irrealistici e dannosi a cui hanno accesso online”. Interpellato dal sir, il vescovo John Arnold, responsabile per la Comunicazione della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles commenta così l’annuncio dato ieri dal primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, sulla svolta radicale che il suo governo vuole dare per la sicurezza online dei minori con l’intenzione di introdurre una legge che stabilisce il divieto assoluto di accesso ai social media per tutti i minori di 16 anni.
Il governo britannico si è allineato a una tendenza globale (l’Australia è stata pioniera con una misura identica) per contrastare anche il potere delle Big Tech. A questo proposito il vesvovo inglese ricorda quanto affermato da Papa Leone nell’enciclica Magnifica humanitas. Nell’era digitale, “un ordine sociale giusto nel tempo del digitale è quello che garantisce a tutti un accesso equo alle opportunità, protegge i più piccoli e i più fragili, contrasta l’odio e la disinformazione, sottopone a controllo pubblico l’uso dei dati e delle tecnologie, così che il criterio non sia il solo profitto ma la dignità di ogni persona e il bene dei popoli”.
“Quando si tratta di un uso responsabile e appropriato della tecnologia – rileva mons. Arnold – la protezione dei bambini e dei giovani è una responsabilità condivisa tra genitori, scuole, governo e società. Esorto tutti a collaborare per proteggere e porre la dignità della persona umana, in particolare dei bambini, dei giovani e dei vulnerabili, al centro degli sviluppi tecnologici e legislativi”.
Il governo britannico punta a far approvare la legge entro Natale, con l’obiettivo di rendere il blocco effettivo a partire dai primi mesi del 2027 (probabilmente in primavera). Le aziende tecnologiche avranno un periodo di tre mesi per adeguarsi volontariamente prima che scattino gli obblighi di legge e le sanzioni. Il divieto dovrebbe riguardare tutte le applicazioni il cui scopo principale è favorire l’interazione sociale e la pubblicazione di contenuti da parte degli utenti. Si parla di colossi come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook e X. Potrebbero subire forti restrizioni o limitazioni anche piattaforme di gaming o intrattenimento come Roblox, Discord e Twitch. L’applicazione pratica è la sfida più complessa. L’autorità britannica per le comunicazioni è stata incaricata di condurre uno studio d’urgenza per stabilire quali sistemi di verifica dell’età (age verification) siano realmente efficaci e a prova di aggiramento.
Diocesi: Ac Cerreto Sannita, da domani a domenica 21 giugno la Settimana di spiritualità “Nel cuore della notte”
Dal 17 al 21 giugno il Settore Adulti dell’Azione Cattolica della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti promuove la Settimana di spiritualità dal titolo “Nel cuore della notte”, un percorso di preghiera e riflessione pensato per accompagnare i partecipanti in un’esperienza di ascolto, silenzio e incontro con il Signore.
L’iniziativa si sviluppa in quattro appuntamenti che toccheranno diverse comunità parrocchiali del territorio, offrendo momenti di spiritualità e condivisione fraterna. Il tema della notte richiama quei momenti dell’esistenza in cui l’uomo si confronta con le proprie fragilità, le domande più profonde e la ricerca di senso, scoprendo proprio nell’oscurità la presenza discreta ma fedele di Dio.
Il programma prenderà il via domani, mercoledì 17 giugno, presso il santuario “Maria SS. della Strada” di San Lorenzo Maggiore con una lectio divina. La serata inizierà alle ore 20 con l’accoglienza, seguirà alle 20.15 la meditazione della Parola di Dio e si concluderà con la preghiera di Compieta alle 21.15.
Giovedì 18 giugno la comunità si ritroverà nella parrocchia “Santo Stefano” di Telese Terme per un momento di adorazione eucaristica. Dopo l’accoglienza delle ore 20, alle 20.15 avrà luogo l’esposizione del Santissimo Sacramento con un tempo di preghiera guidata e personale.
Venerdì 19 giugno, sempre presso la parrocchia “Santo Stefano” di Telese Terme, sarà celebrata una liturgia penitenziale, occasione preziosa per vivere il sacramento della Riconciliazione e sperimentare la misericordia di Dio. L’accoglienza è prevista alle 20, mentre la celebrazione inizierà alle 20.15.
La settimana si concluderà domenica 21 giugno nella parrocchia “San Lorenzo Martire” di San Lorenzo Maggiore con la celebrazione della santa messa. Dopo l’accoglienza alle ore 10.30, l’Eucaristia sarà celebrata alle ore 11.00 e sarà seguita da un momento conviviale con aperitivo.
L’Azione Cattolica invita tutti gli adulti e quanti desiderano vivere un’esperienza autentica di fede a partecipare a questo cammino spirituale. Un’occasione per fermarsi, ascoltare la voce del Signore e lasciarsi guidare dalla luce che, anche nel cuore della notte, continua a illuminare il cammino di ogni credente.
Legalità: San Marcellino (Ce), un bene confiscato alla camorra diventa un Centro di accoglienza per minori in affido
Un bene confiscato alla criminalità organizzata restituito al territorio e trasformato in uno spazio di accoglienza per minori in affido. Si terrà venerdì 19 giugno, alle ore 10, in via Magellano a San Marcellino in provincia di Caserta, l’inaugurazione del nuovo Centro di accoglienza per minori in affido, realizzato nell’immobile confiscato a Giovanni Garofalo.
L’intervento rappresenta un nuovo tassello nel percorso di recupero sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità, con un progetto destinato a coniugare legalità, inclusione e sostegno ai minori più fragili.
Il progetto di recupero e valorizzazione del bene confiscato è stato finanziato dalla Regione Campania con un importo di 150mila euro. I lavori di riqualificazione sono stati completati dal Comune di San Marcellino, mentre Agrorinasce ha curato l’iter pubblico per individuare il soggetto gestore della struttura, poi affidata alla cooperativa sociale Hermes.
La struttura, già operativa, è accreditata presso l’Ufficio di Piano e iscritta nell’elenco delle strutture riconosciute dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Napoli. Attualmente è impegnata nell’attuazione del progetto di start up “Comunità alloggio 4.0”, rivolto ai minori ospiti e finalizzato a costruire percorsi educativi e di accompagnamento all’autonomia attraverso attività di educazione digitale e formazione, utili ad accrescere il bagaglio di competenze digitali e aumentare le loro opportunità di integrazione sociale e lavorativa.
Antonietta Troncone, presidente di Agrorinasce, dice: “L’apertura del Centro riveste un forte valore simbolico, non solo perché un immobile sottratto alla criminalità organizzata viene restituito alla collettività con una finalità sociale, ma anche perché la sinergia tra l’Ente comunale e un’associazione del Terzo settore consente di rispondere concretamente al bisogno di destinare il bene a un luogo di accoglienza e tutela per minori in condizioni di fragilità”.
Per Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, “questo progetto interpreta pienamente la missione di Agrorinasce, impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei beni confiscati affinché vengano restituiti alla comunità civile attraverso funzioni socialmente utili e capaci di generare valore per il territorio. Allo stesso tempo assumere l’impegno di investire sul benessere e sul futuro delle nuove generazioni, accompagnando percorsi di tutela e crescita per minori in condizioni di vulnerabilità, costituisce inoltre un motivo di particolare soddisfazione: perché il riscatto di un territorio passa anche dalla capacità di offrire ai più giovani contesti sani, sicuri e ricchi di opportunità”.
Anacleto Colombiano, sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia di Caserta, evidenzia: “Da simbolo del potere criminale, l’immobile diventa oggi un presidio di inclusione, educazione e tutela, confermando come i beni confiscati possano generare opportunità e rafforzare il tessuto sociale del territorio”.
Diocesi: Aversa, un tavolo di confronto sulle dinamiche delle mobilità umane e le traiettorie dello sfruttamento nel convegno “Coltivare diritti in Terra di Lavoro”
Mettere al centro il legame profondo tra la mobilità delle persone in cerca di lavoro e le politiche di gestione del territorio, per superare la precarietà e costruire tutele giuridiche reali. È questo l’obiettivo del convegno “Coltivare diritti in Terra di Lavoro. Tavolo di confronto sulle dinamiche delle mobilità umane e le traiettorie dello sfruttamento”, che si terrà martedì 23 giugno, alle ore 18, ad Aversa presso l’auditorium “Maria Cristina di Savoia” della Fondazione Sagliano, in via Roma, 304.
L’evento è promosso dalla diocesi di Aversa attraverso la sinergia tra l’Ufficio Migrantes e l’Area Immigrazione della Caritas diocesana, e si inserisce nel più ampio cartellone di iniziative della Festa dei Popoli Aversa.
Il focus del confronto ruoterà attorno alla necessità di favorire un reale radicamento territoriale dei lavoratori, sia migranti sia autoctoni. Nei sistemi politici dell’accoglienza, infatti, l’integrazione stabile rappresenta l’unica base solida per costruire tutele legali. Senza questo radicamento, troppe persone continuano a fluttuare in una zona grigia, in bilico tra il dentro e il fuori del quadro normativo e sociale. L’analisi non si fermerà al solo settore agricolo, ma abbraccerà tutte le condizioni che spingono alla mobilità come via d’inserimento lavorativo, coinvolgendo i diversi comparti produttivi dal primario al terziario, dall’agricoltura fino al mondo della scuola.
I lavori si apriranno con i saluti di don Carmine Schiavone, direttore della Caritas diocesana di Aversa, seguiti dall’introduzione di don Giuseppe Esposito, direttore dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo della diocesi, che inquadrerà la discussione nella cornice dell’incontro e della fraternità tra i popoli.
Il tavolo tecnico vedrà un parterre di relatori di rilievo nazionale e locale. Tra gli interventi attesi spicca quello di Yvan Sagnet, Fondatore e presidente dell’Associazione NoCap, figura simbolo della lotta al caporalato in Italia. Accanto a lui, la voce del mondo produttivo virtuoso sarà rappresentata da Michele Montella, direttore commerciale di Montella Bio, a testimonianza di come l’imprenditoria possa coniugare sostenibilità e rispetto dei diritti.
Il quadro normativo e le risposte del Terzo Settore saranno sviscerati dall’avvocato Giovanfrancesco Esposito, in rappresentanza della Delegazione Caritas Campania, e da Roger Sylvestre Adjicoudé, responsabile dell’Area Immigrazione della Caritas diocesana di Aversa, che porterà l’esperienza quotidiana di accoglienza e orientamento legale vissuta sul campo.
Il dibattito, moderato da Ciro Pizzo, docente di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale presso l’Università degli studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, sarà infine concluso dalla riflessione di mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa.
Serbia: diocesi di Belgrado, Consiglio presbiterale. Presentata la “Magnifica humanitas”
Presso il convento francescano “Sant’Antonio di Padova” a Belgrado si è tenuta ieri una sessione del Consiglio presbiterale della diocesi con la partecipazione del cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo e metropolita di Belgrado. Il tema centrale era la prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas” presentata nell’intervento di don Andrej Djuricek, sacerdote locale. Il relatore ha sottolineato che questa enciclica “ha un triplice obiettivo: tutelare la dignità della persona, proteggere la comunione tra le persone e promuovere la giustizia sociale”. A suo avviso, nelle prime pagine si trova “una presentazione eccellente del Magistero sociale della Chiesa che affronta sfide concrete nella società alle quali cerca di rispondere in modo adeguato, attraverso la diaconia e il dialogo con la società”. Don Djuricek ha citato le parole della “Magnifica humanitas” secondo cui la realtà digitale fa parte del bene comune e non è positivo che sia nelle mani di alcune persone, ma deve essere al servizio di tutti”. “Il Papa – ha chiosato – considera l’intelligenza artificiale una simulazione perché non può essere identificata con la ragione umana in quanto priva di autocoscienza, libertà e consapevolezza morale”. Secondo il relatore “si tratta di un modo di elaborare i dati che mette a rischio il contatto con le persone reali”. Don Djuricek ha concluso indicando che “l’enciclica parla del fatto che l’intelligenza artificiale potrebbe mettere in discussione la verità, il lavoro, la libertà, la privacy”, ma afferma che “tutti siamo chiamati a contribuire alla costruzione della civiltà dell’amore”.
Moige: premio a Discovery Italia per “È nato l’amore”
Discovery Italia riceve il Premio Moige 2026 per il programma “È nato l’amore”, riconoscimento assegnato nell’ambito della XIX edizione di “Un anno di zapping e di streaming”, l’osservatorio del Movimento Italiano Genitori che ogni anno seleziona e valorizza i contenuti televisivi e digitali capaci di promuovere messaggi positivi, educativi e rispettosi della persona. Il programma è stato premiato per la sua capacità di raccontare con autenticità e sensibilità il percorso che porta alla nascita di una nuova famiglia, offrendo uno sguardo umano e profondo sulle emozioni, le speranze e le sfide che accompagnano l’arrivo di un figlio. Un racconto che mette al centro la vita, gli affetti e il valore delle relazioni, contribuendo a diffondere una cultura della responsabilità, della cura e dell’accoglienza.
Ambientato all’interno di una delle più importanti strutture sanitarie della Capitale specializzate nella maternità e nella nascita, il programma accompagna gli spettatori nelle corsie, nelle sale parto e nei reparti dedicati alle famiglie, raccontando il lavoro quotidiano di medici, ostetriche, infermieri e operatori sanitari impegnati in uno dei momenti più significativi della vita delle persone. Attraverso storie vere e testimonianze dirette, “È nato l’amore” restituisce il valore sociale della maternità e della genitorialità, offrendo una narrazione positiva e autentica della famiglia contemporanea. “Ricevere questo premio rappresenta per noi una grande emozione perché riconosce il valore di un racconto che mette al centro la vita e le persone”, ha dichiarato Donatella Possemato, protagonista del programma e Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Vita e la Natalità. “Ogni nascita è una storia unica che parla di speranza, coraggio e futuro. Attraverso questo programma abbiamo voluto mostrare la straordinaria umanità che accompagna l’arrivo di un bambino e il lavoro silenzioso di chi ogni giorno sostiene le famiglie. Raccontare la nascita di una famiglia significa raccontare il futuro del Paese”. Il riconoscimento conferma il valore di una produzione capace di coniugare qualità editoriale, servizio pubblico e attenzione ai temi della famiglia e della natalità, offrendo al pubblico un racconto lontano dagli stereotipi e vicino alla realtà quotidiana di migliaia di genitori. La premiazione si è svolta presso la Camera dei Deputati nell’ambito della XIX edizione di “Un anno di zapping e di streaming”, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della comunicazione, delle emittenti televisive e delle associazioni impegnate nella tutela dei minori e delle famiglie.
Minori: Firenze, il 20 giugno incontro di Fondazione Solidarietà Caritas su “Con gli occhi: storie di infanzia e adolescenza”
In occasione della presentazione del libro “Con gli occhi: storie di infanzia e adolescenza”, la Fondazione Solidarietà Caritas ETS promuove un incontro centrato sul tema dei servizi educativi dedicati ai minori in difficoltà, per un confronto su interventi e criticità. L’iniziativa è in programma sabato 20 giugno nel Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio Regionale della Toscana (via Cavour, 4 Firenze). L’incontro si aprirà con i saluti del presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi; dell’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli; del presidente della Fondazione Solidarietà Caritas ETS, Marco Seracini e del Sindaco del Comune di Firenze, Sara Funaro.
Il libro “Con gli occhi: storie di infanzia e adolescenza” sarà presentato dagli autori Francesco Vedele, responsabile Area Minori Fondazione Solidarietà Caritas ETS e Niccolò Dalla Brea, psicologo Area Minori, in dialogo con l’assessore al welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu e l’assessore al sociale del Comune di Scandicci, Yuna Kashi. Seguiranno gli interventi: di Giulia Cagnazzo e Silvia Corchia, psicologhe, socie della cooperativa Promopsi, spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze; di Lara Guasti, responsabile Servizio Sociale minori e famiglia, Società della Salute area Fiorentina Nord-Ovest e di Sara Carapelli, Incarico di Funzione, Minori con disabilità Società della Salute Firenze, Comune di Firenze.
Minori: Terreferme, la sfida dell’accoglienza in un libro corale
“Le famiglie affidatarie sono porti sicuri dove fermarsi, riposarsi, ricaricarsi e ripartire”. Liviana Marelli, referente nazionale e coordinatrice del Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienti), racconta la genesi del libro “Terreferme. Famiglie che accolgono. Approdi che curano”, presentato martedì 16 giugno a Roma nella sede dell’Unicef. Un racconto corale a cura di operatori e operatrici, famiglie e ragazzi e ragazze del progetto Terreferme di Unicef e Cnca. Con la prefazione di Matteo Garrone, il libro racconta l’incontro tra famiglie italiane e minori stranieri non accompagnati attraverso esperienze di affido e accoglienza. Il volume raccoglie testimonianze, riflessioni e buone pratiche che mostrano come la relazione educativa possa diventare uno spazio di crescita reciproca. Ne emerge un’immagine concreta dell’accoglienza: non solo risposta a un bisogno, ma percorso condiviso capace di generare legami, inclusione e nuove opportunità per chi cerca un futuro dopo un viaggio difficile. “Il libro che presentiamo racconta innanzitutto una storia collettiva, non è stato scritto da qualcuno, è stato scritto da molti. Racconta una storia di accoglienza, di sfide, ma soprattutto una storia di passione, una storia che soltanto insieme ha dato vita a straordinarie esperienze di accoglienza familiare”, continua Marelli. Per affrontare la sfida dell’accoglienza “non dobbiamo essere eroi, si tratta proprio di comprendere che è possibile ed è possibile insieme. Questo tema dell’esserci e dell’essere insieme l’elemento che caratterizza tutte le esperienze, compreso quello dell’affitto familiare, a favore di minori e di migranti soli”, conclude.
G7: riaffermato l’impegno per la cooperazione internazionale in materia di finanziamento dello sviluppo
“Noi, leader del G7, riaffermiamo il nostro impegno per la cooperazione internazionale in materia di finanziamento dello sviluppo e degli investimenti, quale motore di prosperità condivisa, e sottolineiamo la nostra volontà di fornire sostegno ai più vulnerabili”. Lo si legge in una lunga dichiarazione emessa oggi a Evian dai leader del G7, sottoscritta anche da Kenya e Corea del Sud. Da Evian è emersa anche una dichiarazione sul fronte Ebola.
“Riconosciamo che l’impatto dell’architettura internazionale per il finanziamento dello sviluppo ha beneficiato i più vulnerabili per decenni. Promuovere una crescita sostenibile, ridurre la povertà globale e rafforzare la resilienza globale agli shock esterni e naturali sono obiettivi comuni fondamentali”, affermano i sette “grandi”. “Insieme al capitale privato, alla finanza mista e a prestiti equi e trasparenti, l’assistenza ufficiale allo sviluppo a condizioni agevolate continua a svolgere un ruolo strategico nel sostenere i Paesi partner e nell’affrontare le sfide globali, in linea con i nostri interessi reciproci e i nostri obiettivi di sviluppo esistenti”. Tuttavia, “riconosciamo la necessità di aggiornare l’attuale sistema internazionale di sviluppo per garantire che soddisfi pienamente le esigenze delle generazioni future e le sfide attuali. Sebbene le politiche di sviluppo tradizionali abbiano conseguito risultati importanti, a volte hanno avuto un impatto limitato nel ridurre la dipendenza finanziaria dagli aiuti esterni, nel rafforzare l’autonomia nazionale e nel creare incentivi alla crescita. L’architettura dello sviluppo è inoltre diventata eccessivamente complessa, con conseguente utilizzo subottimale delle risorse. Eccessivi squilibri macroeconomici, crisi e conflitti, povertà persistente e vulnerabilità al debito aumentano il fabbisogno finanziario, colpendo in modo sproporzionato i più vulnerabili”.
“Continueremo a sostenere i Paesi partner, anche rafforzando la mobilitazione delle risorse interne e sviluppando le capacità di amministrazione fiscale”. “Intensificheremo – le promesse non mancano, ndr – gli sforzi per affrontare la crescente vulnerabilità del debito globale che minaccia la stabilità economica e limita lo spazio fiscale per interventi essenziali a servizio del pubblico”.
“Promuoveremo la resilienza e la diversificazione delle catene di approvvigionamento, nonché infrastrutture resilienti nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale, in linea con i Principi del G20 per gli investimenti in infrastrutture di qualità”. “La realizzazione di questo programma di trasformazione richiederà un impegno collettivo e costante all’interno e al di fuori del G7”.
Diocesi: Fermo, a Civitanova Marche successo dell’iniziativa “La Tenda del Buon Gioco” promossa da Caritas, Scout e parrocchia per combattere l’azzardo
Si è svolta anche a Civitanova Marche, lo scorso 31 maggio, l’iniziativa nazionale denominata “La Tenda del buon gioco”. A promuovere l’evento in diocesi sono state la parrocchia di San Gabriele, la Caritas ed il gruppo scout di Civitanova Marche. Nello spazio adiacente alla parrocchia e nel campetto del vicino parco pubblico è stato allestito un punto informativo e numerosi punti gioco, che hanno coinvolto i ragazzi e giovani del quartiere, alcuni passanti, alcuni volontari della Caritas e il gruppo scout di Civitanova 1. L’iniziativa – spiega una nota della diocesi – è collegata all’azione di sensibilizzazione e di animazione promossa da Caritas Italiana a livello nazionale, all’interno del progetto “Vince chi smette: consapevoli contro il gioco d’azzardo”. Un evento importante per riflettere sul tema del gioco d’azzardo e sulle dipendenze legate alle scommesse e giochi on line. Un problema che purtroppo coinvolge molte persone in tutta Italia e in aumento anche tra i giovani e giovanissimi. Attraverso i giochi e l’animazione si è sperimentata la bellezza delle relazioni e del gioco dal vivo, in presenza. Si è riflettuto sul fenomeno dell’azzardo, caratterizzato da gesti spesso sottovalutati. Dietro l’apparente normalità di gratta e vinci, scommesse online, slot machine e giochi digitali si nascondono infatti storie di dipendenza, solitudine, fragilità economica e sofferenza familiare. La Caritas diocesana e la rete delle Parrocchie rimangono a disposizione per assicurare supporto e sviluppare altre iniziative nel territorio.
Leone XIV: ai cattolici di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda per la Giornata della Vita, “prego per tutti i genitori che piangono la perdita di un figlio”
Papa Leone XIV prega affinché “tutti i genitori che piangono la perdita di un figlio, specialmente di un neonato, trovino conforto e pace nella consapevolezza dell’amore di Dio per loro e per il loro bambino”. “È altresì sua speranza che questi genitori trovino il sostegno di cui hanno bisogno nella comunità ecclesiale e soprattutto in una vita nutrita dalla preghiera e dai Sacramenti”. È quanto si legge in un messaggio che il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, ha inviato all’Arcivescovo John Sherrington per la Giornata per la Vita che le Conferenze episcopali di Inghilterra e Galles, Scozia e Irlanda celebreranno domenica 21 giugno. Il Papa – si legge nel messaggio reso noto oggi dalla conferenza episcopale inglese – apprezza il tema scelto per quest’anno, “incentrato sulla meraviglia della piena umanità del bambino nel grembo materno, nonché del vostro impegno a sostegno delle madri e dei padri che hanno subito la perdita di un figlio”. Come ha recentemente ricordato nell’Enciclica Magnifica humanitas, “fin dal momento del concepimento ogni essere umano è dotato di un’infinita dignità ‘semplicemente in virtù dell’esistenza, dell’essere stato voluto, creato e amato da Dio’ (n. 52). Questo amore divino riempie di significato la vita di ogni persona e, lungi dal concludersi con la morte, ci invita a una nuova pienezza nell’eternità”. La Giornata per la Vita è la giornata dell’anno liturgico dedicata alla sensibilizzazione sul significato e sul valore della vita umana in ogni fase e condizione. Il tema di quest’anno è “La meraviglia del bambino nel grembo materno”.
Diocesi: Padova, al via giovedì 18 giugno la rassegna “Le fughe e i riposi”
Nell’ambito del progetto annuale “Nel segno di massimo. Mi sta a cuore – Per Tiepolo e san Massimo”, partendo proprio dal titolo di una delle tre tele che Giambattista Tiepolo dipinse per la chiesa di san Massimo in Padova – Il riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto – il Museo diocesano propone ora una rassegna di incontri dal titolo “Le fughe e i riposi” che, attraverso i diversi linguaggi artistici e la visita a luoghi ai più sconosciuti, esplorerà i motivi per cui si fugge anche nel nostro tempo.
L’appuntamento di apertura de “Le fughe e i riposi”, in programma giovedì 18 giugno 2026 alle ore 18.00, in Collegio Sacro – Museo diocesano – Palazzo vescovile – porterà i partecipanti a scoprire giardini, chiostri e altri luoghi nascosti in città e nel territorio diocesano. Il prof. Andrea Tomezzoli, storico dell’arte e docente di Storia dell’arte moderna dell’Università di Padova, i cui studi accademici si concentrano sulla pittura e scultura veneta del Settecento, con un focus specialistico sull’opera di Giambattista Tiepolo, proporrà un incontro dal titolo “Giambattista Tiepolo e la fuga in Egitto: variazione sul tema”. Dopo la conferenza si vedrà il dipinto “Il riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto”, la prima tela che avvierà l’intervento di restauro del ciclo tiepolesco per la chiesa di san Massimo in Padova. Il prossimo appuntamento della rassegna “Le fughe e i riposi” è in programma martedì 30 giugno ore 21 con la visita guidata serale al Battistero della Cattedrale accompagnati dal tema “Dal paradiso terrestre al Paradiso celeste”, durante la quale interverranno anche alcuni musicisti.
Parlamento Ue: misure a favore degli agricoltori. Imart: “Posizione più forte sui mercati, maggiori tutele”
(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato oggi in via definitiva nuove misure volte a rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori e a contribuire alla stabilizzazione dei loro redditi. Con 560 voti favorevoli, 75 contrari e 25 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato un regolamento che modifica le norme sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Il testo introduce nuove disposizioni mirate a “garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano meglio i costi effettivi di produzione e abbiano un impatto diretto sui redditi degli agricoltori”. Gli Stati membri saranno tenuti a stabilire e pubblicare online parametri di riferimento da utilizzare negli accordi contrattuali. Il testo introduce inoltre una definizione di carne quale “parte commestibile di animali” e stabilisce un elenco di denominazioni riservate esclusivamente ai prodotti contenenti carne, che non potranno quindi essere utilizzate per prodotti privi di carne, come quelli coltivati in laboratorio o ottenuti da colture cellulari.
Infine, la legislazione introduce nuove misure “per sostenere il reddito dei produttori lattiero-caseari, alla luce delle difficoltà che il settore sta attraversando”.
La relatrice Céline Imart (Francia) ha dichiarato: “L’accordo approvato oggi rappresenta una grande vittoria per i nostri agricoltori, rafforzandone la posizione sul mercato, la tutela giuridica e il patrimonio culturale. I contratti garantiranno loro un posto equo nella filiera alimentare, mentre un meccanismo obbligatorio di mediazione proteggerà il loro reddito in caso di controversie con gli acquirenti. Inoltre, una nuova esenzione dalle norme sulla concorrenza consentirà alle organizzazioni di produttori non riconosciute di organizzarsi liberamente e acquisire un significativo potere di mercato”.
Il regolamento dovrà ora essere approvato dal Consiglio prima che le nuove norme possano entrare in vigore.
Persone con disabilità: Uildm e Parent Project, entra nel vivo il progetto “Dis is me”
L’impegno di Uildm e Parent Project aps per l’indipendenza delle persone con disabilità continua. Avviato il 1° maggio, il progetto “Dis is me. Ogni persona, tutte le possibilità”, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per le disabilità, lavora su quattro filoni principali, come spiega una nota diffusa oggi dall’Uildm: i percorsi di vita indipendente, l’inclusione scolastica, l’empowerment territoriale e il cambiamento culturale, con una attenzione particolare per le zone del Centro e del Sud Italia.
“Non deve più esistere un’Italia delle persone con disabilità, separata dal resto – commenta Stefania Pedroni, presidente nazionale di Uildm – né, tantomeno, un Centro Sud abbandonato e assente. Essere cittadini significa partecipare alla vita di comunità in modo pieno, con diritti da godere ma anche da difendere. Il progetto ‘Dis is me’ lavora in modo trasversale su più figure perché l’indipendenza non è un percorso da fare da soli, ma un processo collettivo, che riguarda le persone con disabilità in primis, ma alla pari anche le famiglie, il sistema scolastico, e tutti gli enti che rendono vivo un certo territorio. Crediamo davvero che ogni persona abbia il diritto di esplorare tutte le possibilità a disposizione, e anche di costruirne di nuove, insieme agli altri”.
“Non solo i bisogni, ma anche i desideri e i progetti delle persone giovani e adulte con una disabilità viaggiano ad una velocità spesso superiore rispetto a quella con la quale evolve la società circostante – aggiunge Daniela Argilli, presidente di Parent Project aps -. Le barriere da abbattere spesso non sono solo architettoniche, ma anche culturali. Con questo progetto, insieme a Uildm, vogliamo contribuire a costruire un cambiamento dal basso che abbracci, attraverso azioni concrete, diverse dimensioni, collaborando con un ampio ventaglio di attori. Con l’obiettivo di rendere il diritto alla partecipazione sociale e all’autorealizzazione qualcosa di tridimensionale e reale, e non più solo dei principi sulla carta, per sempre più persone”.
Le azioni previste si svilupperanno in 17 territori (16 Regioni e la Provincia di Bolzano). I destinatari non sono solo le persone con disabilità ma anche le loro famiglie, i docenti e il personale scolastico, gli enti e le amministrazioni dei territori, gli studenti delle scuole. Il progetto “Dis is me” è caratterizzato dall’importanza data alla formazione, su tutte le aree di intervento: autonomia personale; educazione inclusiva; assistenza integrata sul territorio; cambiamento culturale.
Tra giugno e luglio, il progetto entra subito nel vivo con due laboratori pratici sulla vita indipendente dal titolo “La vita che scelgo”:
A Villabassa (Bz) nel pomeriggio di venerdì 26 laboratorio sulla vita indipendente per persone con disabilità e caregiver; sabato 27 giugno, al mattino viaggio in treno da Villabassa a Lienz (Austria) per sperimentare concretamente, nel pomeriggio confronto peer to peer tra i partecipanti.
Sabato 11 luglio, a Camigliatello Silano (Cs) al mattino visita guidata ai Giganti della Sila, nel pomeriggio sono previsti due momenti: il primo sarà un dialogo con i clinici per parlare di empowerment, il secondo sarà concentrato sul progetto di vita a partire dai propri desideri.
Minori migranti soli: Cnca e Unicef, presentato oggi a Roma “Terreferme”, un libro per raccontare l’esperienza di affido familiare
Quando una relazione può cambiare un destino? Quando una casa diventa un approdo? Quando accogliere significa creare possibilità? Da queste domande è partito “Il fattore umano”, l’incontro promosso oggi a Roma dall’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale e dal Cnca-Coordinamento nazionale comunità accoglienti per presentare “Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano”, il libro – realizzato dal Cnca, con la prefazione del registra Matteo Garrone – che raccoglie esperienze, storie e pratiche nate nei percorsi di accoglienza familiare e comunitaria di minorenni migranti soli attivati dal progetto “Terreferme”.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Unicef e Cnca come esperienza di affido familiare per ragazzi e ragazze migranti soli e ha sperimentato forme di accoglienza fondate sulla relazione e sulla costruzione di legami. In otto anni, l’iniziativa ha reso possibili 160 affidi. Il volume restituisce uno sguardo concreto su cosa significa costruire relazioni di cura, appartenenza e futuro. Un racconto corale in cui prendono la parola famiglie affidatarie, ragazzi e ragazze in affido, operatori e operatrici e comunità: persone che hanno scelto di condividere un tratto di strada e che, attraverso l’incontro, hanno costruito nuove possibilità. Gli operatori e le operatrici che hanno ideato il libro hanno scelto consapevolmente di non produrre un manuale o un prontuario tecnico per “addetti ai lavori”, ma di raccogliere – attraverso le narrazioni – gli sguardi, le parole e le esperienze dei protagonisti del progetto.
“Otto anni fa immaginare l’affido per i minorenni migranti soli era un sogno, così rivoluzionario da sembrare un miraggio – dichiara Liviana Marelli, coordinatrice dell’Area Nuove generazioni e famiglie del Cnca -. Come la Terraferma dopo tanto mare. Costruire un modello di affido che facesse incontrare ragazzi e ragazze accolti nelle comunità in Sicilia con famiglie disponibili in Lombardia e in Veneto sembrava, allora, ancora più difficile. Oggi abbiamo la gioia, la gratitudine e anche la commozione di raccontare alcune di queste storie: incontri che hanno dato vita a legami profondi e nutrienti. Ci abbiamo creduto, ostinatamente e insieme: ragazzi e ragazze, famiglie e operatori”.
“Terreferme” è oggi un’esperienza che unisce dieci regioni, operatori del Cnca di tanti territori, famiglie e ragazzi e ragazze che, sognando la terraferma, hanno trovato “Terreferme”. Grazie a questo progetto il Cnca ha elaborato una metodologia di lavoro consolidata ed efficace per l’affido delle persone minorenni migranti sole, che si basa su alcuni punti chiave: un rapporto stretto con gli enti locali; équipe multidisciplinari – con competenze di intervento sociale, psicologiche, educativo-pedagogiche – che sono in grado di sostenere al meglio ragazzi/e e famiglie affidatarie; un’educatrice o un educatore reperibile H24 a cui le famiglie affidatarie possono rivolgersi in caso di necessità; l’attivazione di reti di famiglie locali a cui partecipano non solo le famiglie affidatarie, ma anche singoli o famiglie interessati all’affido, aggregazioni che offrono confronto, supporto, convivialità.
Migranti: Anci, si consolida la rete Sai. In Italia attivi 867 progetti, quasi la metà da oltre 10 anni
In Italia sono 867 i progetti attivi della rete del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), il 44,3% da più di dieci anni. I posti finanziati salgono a 44.209 (+8,3% sul 2024), quelli attivi a fine 2025 a 41.289 (+6,7%): 33.885 per l’accoglienza ordinaria, 6.646 per minori non accompagnati, 758 per beneficiari con bisogni sanitari specifici. La rete coinvolge 1.991 Comuni, oltre 1.100 piccoli centri e il 93% dei grandi Comuni sopra i 100mila abitanti. Accolte 55.779 persone, quasi il 90% under 41, 14.829 minori complessivamente. Le donne sono il 26,2% del totale. Dei 19.307 beneficiari usciti dal sistema, il 61,6% ha completato con successo il percorso di inserimento. Tra i beneficiari, il 3,8% presenta disagio mentale, il 3,5% è vittima di tortura o violenza, il 3,2% di tratta; tra le donne le percentuali salgono al 5,9% e al 7,9%, mentre il 9,5% dei minori non accompagnati arriva in condizioni di fragilità. Sono i dati più significativi della XXIV edizione del Rapporto sul Sistema di accoglienza e integrazione, presentati oggi nella sede di Anci nazionale a Roma.
Per Camilla Orlandi, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Anci, il Sai è “un patrimonio infrastrutturale, professionale e sociale” in crescita su tutti i fronti, e resta l’unica misura stabile per i minori non accompagnati. “In una fase delicata e cruciale con l’avvio dell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, è fondamentale investire sull’unico sistema di accoglienza diffusa che dimostra di funzionare in Europa”, ha sottolineato Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e delegato Anci all’Immigrazione, secondo cui “questo rapporto non ci fornisce solo la fotografia statica della realtà, ma anche la direzione verso cui muoversi nell’immediato futuro: alcune considerazioni emerse dovranno essere ribadite durante il dibattito parlamentare per l’attuazione del Patto”. “Il ministero dell’Interno – ha proseguito – ha annunciato l’intenzione di ampliare il Sai; per Anci la sfida sarà garantire sostenibilità alla rete già attiva, rafforzando le alleanze istituzionali su lavoro, casa, sanità e documentazione amministrativa”. Ma accanto a questo l’Associazione ribadisce la “necessità di alleanze istituzionali solide in ambiti chiave come inserimento lavorativo, accesso alla casa, assistenza sanitaria e documentazione amministrativa”.
Per il prefetto Rosanna Rabuano, capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, “l’esperienza del Sai dimostra il valore della collaborazione tra ministero dell’Interno, Comuni e Terzo settore”, un sistema che accompagna un numero crescente di persone verso autonomia e inclusione. Nel suo intervento, Nicola Pasini, segretario generale della Fondazione Ismu Ets, ha ricordato come “l’immigrazione non è solo una questione emergenziale, ma una sfida che coinvolge Comuni, scuole, lavoro e servizi territoriali. Il Sai è uno strumento chiave di coesione sociale e sviluppo territoriale: investire nell’integrazione significa investire nella qualità del welfare locale e nella capacità dei territori di affrontare le trasformazioni demografiche ed economiche future”.
Santa Sede: Commissione tutela minori e Ending Clergy Abuse a Roma, verso norma universale contro gli abusi del clero
La Pontificia Commissione per la tutela dei minori e l’organizzazione internazionale Ending Clergy Abuse (Eca) hanno tenuto oggi e ieri a Roma il loro primo incontro in presenza, lanciando un dialogo strutturato su salvaguardia, coinvolgimento delle vittime e rafforzamento delle misure di protezione nella Chiesa cattolica. I “Rome Safeguarding Dialogues”, svoltisi a Palazzo Maffei con un approccio attento al trauma, erano stati proposti da Leone XIV dopo il suo incontro con il Consiglio dell’Eca nell’ottobre 2025. Mons. Thibault Verny, presidente della Commissione, ha aperto i lavori riaffermando il dovere della Chiesa di ascoltare le vittime, sottolineando che tale ascolto “deve essere un esercizio attivo con risultati concreti per essere credibile”. Gemma Hickey, presidente del Consiglio dell’Eca, ha sottolineato la responsabilità condivisa di proteggere bambini e persone vulnerabili. I lavori hanno affrontato i diritti delle vittime, la responsabilità istituzionale e i principi obbligatori di salvaguardia. L’Eca ha chiesto l’adozione di una norma universale di tolleranza zero nel diritto canonico sugli abusi del clero, modellata sulle norme già approvate dal Vaticano per gli Stati Uniti, con rimozione permanente dal ministero del personale ecclesiastico nei casi di abuso accertato. I partecipanti hanno anche affrontato la necessità di estendere la tutela oltre i minori alle persone in situazione di vulnerabilità, incluse le religiose, i sacerdoti, i seminaristi e i membri dei movimenti laicali.
Commissione Ue: l’85% delle acque di balneazione europee soddisfano i requisiti di qualità
(Strasburgo) “Dall’Atlantico al Mediterraneo”, secondo l’ultima Relazione annuale sulle acque di balneazione pubblicata oggi, “nel 2025 la stragrande maggioranza delle acque di balneazione in Europa ha soddisfatto i più rigorosi standard di qualità ‘eccellente’ dell’Unione europea”. Ciò rappresenta l’85% dei siti di balneazione europei. Questi dati mostrano che la qualità complessiva delle acque di balneazione in tutta Europa è rimasta stabile rispetto all’anno precedente”. La quota più elevata di acque di balneazione di qualità eccellente si riscontra in Austria, Bulgaria, Cipro e Grecia”. Jessika Roswall, commissaria per l’ambiente e la resilienza idrica, commenta: “I risultati delle acque di balneazione europee dimostrano ancora una volta il valore della legislazione ambientale dell’Ue e decenni di investimenti nel trattamento e nella gestione delle acque reflue. Grazie a questi sforzi, gli europei possono godere di alcuni dei più elevati standard mondiali in materia di acque di balneazione. Allo stesso tempo, proteggere le nostre acque richiede un’azione continua su sfide più ampie come l’inquinamento, la perdita di biodiversità e gli impatti dei cambiamenti climatici, che sono al centro del nostro lavoro per rafforzare la resilienza idrica dell’Europa”.
Parlamento Ue: Metsola, sostegno ad allargamento ai Balcani. Milatovic (Pres. Montenegro): “Opportunità storica”
(Strasburgo) “L’adesione del Montenegro come ventottesimo Stato membro entro il 2028 segnerà l’avvio del compimento di una promessa, ripristinerà la fiducia nella politica di allargamento, contribuirà alla stabilità dei Balcani occidentali e rafforzerà il ruolo globale dell’Europa”. Lo ha affermato oggi Jakov Milatović, intervenendo nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo. L’Eurocamera affronta in questi giorni le situazioni negoziali di 7 Paesi balcanici. “C’è una opportunità storica: per il Montenegro è la possibilità di portare a compimento un’impresa generazionale. Per l’Ue, è la possibilità di confermare la determinazione della sua politica di allargamento. Per i Balcani occidentali, è la possibilità di constatare che il percorso europeo porta a risultati concreti”.
Dal canto suo la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha affermato: “L’allargamento non è più una promessa per il domani, ma una priorità dell’oggi e le cose finalmente – e sottolineo finalmente – si stanno muovendo. Il Montenegro è in prima linea, con la metà dei capitoli negoziali già chiusi, altri due ieri, per un totale di 16. Il lavoro sul trattato di adesione è ora iniziato e questo dimostra che il duro lavoro delle riforme sta dando risultati e che l’allargamento è davvero un processo basato sul merito. Ma dimostra anche che l’allargamento non è carità: è una scelta strategica e un beneficio reciproco”.
Per Metsola, l’Europarlamento è un sostenitore “molto, molto entusiasta” dell’adesione del Montenegro all’Unione europea. Ha quindi osservato: “Ora che ci apprestiamo al nostro primo allargamento in oltre un decennio non dobbiamo sottrarci nell’affrontare i timori e le preoccupazioni di tutte le parti coinvolte. La soluzione non è ignorare i timori, ma affrontarli con onestà e dimostrare i benefici tangibili che l’allargamento comporta”.
Povertà: Pagniello (Caritas italiana), “serve una misura universale e politiche più giuste e lungimiranti”
“Lo chiediamo da anni: in Italia serve una misura universale di contrasto alla povertà. Quello che c’è non è sufficiente”: lo ha ribadito oggi a Roma don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, concludendo l’incontro di presentazione del Report statistico nazionale sulla povertà in Italia 2026. “I dati – ha ricordato- offrono un importante contributo per definire la povertà, ma è importante che aiutino soprattutto ad orientare le nostro scelte”. Per Caritas Italiana il Report statistico è infatti “uno strumento per animare le comunità, aiutare i territori a leggere ciò che cambia e sollecitare politiche più giuste e lungimiranti. Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise, al di là delle ideologie e delle appartenenze”. A questo proposito don Pagniello ha invitato a convocare una sorta di “Stati generali del sociale in Italia”.
Infanzia e adolescenza: Unicef e Associazione Cinema Mediterraneo, accordo per promuovere i diritti e supportare i progetti a favore dei minori più vulnerabili
Unicef Italia e Associazione Cinema Mediterraneo hanno firmato un accordo di collaborazione per promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e supportare i progetti realizzati a favore dei bambini più vulnerabili, in particolare durante il “Marateale – Premio internazionale”, manifestazione culturale e cinematografica organizzata dall’Associazione, che si terrà dal 20 al 25 luglio prossimi a Maratea (Pz). L’intesa è stata sottoscritta da Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia, e Antonella Caramia, rappresentante legale dell’Associazione Cinema Mediterraneo.
“Siamo felici di aver firmato questo Accordo di Collaborazione. L’Unicef è da sempre attento al cinema e alle arti audiovisive perché rappresentano un veicolo importante per comunicare con e per i bambini e i ragazzi, attraverso la creatività, l’arte e trasmettere messaggi sui loro diritti”, ha dichiarato Graziano, sottolineando che “grazie a questa collaborazione potremo diffondere messaggi sull’importanza della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, strumento fondamentale che orienta le nostre scelte e il lavoro”. Per i vertici del Premio internazionale, “con la firma del protocollo con l’Unicef rafforziamo l’impegno sociale del Marateale. Vogliamo che il cinema non sia solo spettacolo, ma anche uno strumento per dare voce ai diritti dei bambini e sensibilizzare il pubblico su temi urgenti”.
L’accordo prevede la promozione dei progetti e delle attività dell’Unicef durante le prossime edizioni del Marateale (2026, 2027 e 2028), la possibilità di promuovere attività di raccolta fondi a favore dei programmi dell’Organizzazione, la realizzazione di attività laboratoriali che coinvolgano i giovani durante il Festival e il coinvolgimento in vari momenti del Festival dei volontari Unicef.
Israele: il Presidente del Somaliland in visita nel Paese. Aperta ambasciata a Gerusalemme
“Un momento storico” che segna l’apertura di “un nuovo capitolo”. Con queste parole Abdirahman Mohamed Abdullahi, presidente del Somaliland, ha definito la sua visita in Israele, il primo Stato a riconoscere ufficialmente il Somaliland il 26 dicembre 2025. Abdullahi, riferisce Fides, è giunto in Israele il 14 giugno, dove ha incontrato il presidente israeliano Isaac Herzog, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e altri esponenti del governo. La visita ha avuto come momento centrale l’apertura dell’ambasciata del Somaliland a Gerusalemme. In tale occasione è stata inoltre firmata una dichiarazione congiunta per il rafforzamento della cooperazione tra i due Stati nei settori della sicurezza e della difesa; dell’agricoltura, della gestione delle risorse idriche e delle infrastrutture; della tecnologia, della sanità e dello sviluppo economico; nonché del commercio e degli investimenti produttivi e infrastrutturali. La partnership avviata da Israele con il Somaliland, regione che si è separata dal resto della Somalia nel 1991, si fonda su precedenti legami informali ed è, riferisce Fides, coerente con gli interessi strategici dello Stato ebraico nel Corno d’Africa e nel Mar Rosso. Tra gli obiettivi principali figura il contrasto agli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran. Secondo alcune fonti, Israele disporrebbe già di una base militare nel territorio del Somaliland, forse condivisa con gli Emirati Arabi Uniti, altro importante sostenitore della regione secessionista. La collaborazione tra Israele e il Somaliland ha suscitato una forte opposizione da parte della Somalia, che continua a rivendicare il Somaliland come parte integrante del proprio territorio, nonché da parte di diversi Paesi arabi, islamici e africani, che la considerano una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale somala. In particolare, Turchia ed Egitto hanno rafforzato la cooperazione militare con Mogadiscio.
Tv2000: in estate ciclo di film dedicati ai grandi personaggi della Bibbia e della tradizione cristiana
Tv2000, dal 29 giugno alle 21.10, dedica la prima serata del lunedì ad alcune delle figure più significative della Bibbia e della storia del cristianesimo. Un ciclo di film ispirato a personaggi e vicende che hanno segnato la tradizione religiosa, culturale e spirituale dell’Occidente cristiano e cattolico. Si inizia, il 29 giugno, con L’Apostolo Pietro e l’Ultima Cena, diretto da Gabriel Sabloff, produzione incentrata sugli ultimi giorni dell’apostolo Pietro e sulla nascita della prima comunità cristiana. A seguire il 6 luglio in onda Maria Goretti di Giulio Base, dedicato alla giovane santa italiana proclamata nel 1950 da Papa Pio XII. E Il 13 luglio Giuseppe venduto dai fratelli, diretto da Luciano Ricci e tratto dalla vicenda biblica di Giuseppe, figlio di Giacobbe.
La programmazione prosegue il 20 luglio con I Gladiatori di Delmer Daves, ambientato nell’epoca delle persecuzioni dei cristiani nell’antica Roma, e il 27 luglio con David e Golia, diretto da Ferdinando Baldi e Richard Pottier, dedicato alla celebre sfida tra il giovane futuro re d’Israele e il gigante filisteo. Ad agosto il ciclo continua con Il Libro di Daniele (3 agosto), diretto da Anna Zielinski e Il Libro di Esther (10 agosto) di David A.R. White, ispirato alla figura biblica della giovane regina ebrea che salvò il proprio popolo dalla persecuzione. Il 17 agosto in onda Sulle orme di Madre Teresa, diretto da Kamal Musale e dedicato alla vita e all’opera della religiosa e missionaria proclamata santa nel 2016. Il 24 agosto Sansone, diretto da Nicolas Roeg, trasposizione cinematografica dedicata alla figura dell’eroe biblico noto per la sua forza straordinaria e per la tormentata relazione con Dalila.
Ultimo appuntamento il 31 agosto con il film Vita di Gesù del regista Philip Saville.
Azione Cattolica: Gorizia, presentati i campi scuola diocesani 2026
Sono stati presentati lunedì sera, al Ricreatorio Coassini di Gradisca, i campi scuola estivi dell’Azione Cattolica diocesana, rivolti ai ragazzi dell’ACR e ai giovanissimi provenienti dalle diverse parrocchie del territorio. Ad aprire l’incontro è stato il presidente diocesano Paolo Cappelli, che nel suo saluto ha richiamato il valore educativo dei campi scuola, definiti come “occasioni di crescita, amicizia e fede vissuta insieme”. Cappelli ha sottolineato in particolare la dimensione diocesana dell’esperienza, evidenziando come i campi permettano ai ragazzi di incontrarsi al di là delle singole parrocchie e di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale locale. Nel corso della serata sono state illustrate le due proposte che caratterizzeranno l’estate 2026. Dall’8 al 13 agosto si svolgerà il Campo Giovanissimi, riservato ai ragazzi dai 15 ai 18 anni, presso la Casa vacanze alpina “Cinque Cime Giovanni Paolo II” di Cave del Predil. Dal 23 al 30 agosto sarà invece la volta del Campo ACR, che riunirà a Cimolais, nella Casa Alpina “Mons. Luigi Paulini”, ragazzi provenienti da tutta la diocesi. Per il campo ACR il percorso educativo prenderà spunto dalla figura di San Pier Giorgio Frassati, giovane testimone cristiano che ha saputo coniugare fede, servizio e passione per la montagna.
Educatori e responsabili associativi hanno quindi illustrato il programma delle settimane, gli aspetti organizzativi e le finalità formative delle due esperienze, evidenziando come i campi scuola rappresentino da anni uno dei momenti più significativi del percorso proposto dall’Azione Cattolica. L’incontro si è concluso con un momento di confronto con le famiglie e con la presentazione delle modalità di iscrizione. L’obiettivo, è stato ribadito, è offrire ai ragazzi un’esperienza capace di coniugare amicizia, crescita umana e spirituale, all’interno di una proposta che coinvolge l’intera diocesi.
Padre Pio: Pietrelcina, oggi una celebrazione nell’anniversario della canonizzazione
Nel ventiquattresimo anniversario della canonizzazione di Padre Pio la comunità parrocchiale di Pietrelcina, guidata da fra Daniele Moffa, si prepara a vivere un momento di preghiera e di gratitudine. Il santo cappuccino fu proclamato tale da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, in una Piazza San Pietro gremita di oltre 300mila fedeli. Per celebrare l’anniversario, oggi alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli – Santuario Padre Pio da Pietrelcina – sarà celebrata la Santa Messa, seguita dal Rosario meditato con gli scritti di Padre Pio, un modo per lasciarsi guidare dalla parola del frate pietrelcinese.
Palestina: Baskin (Ico), “senza elezioni del Parlamento non si rinnova l’Olp”. Nodo Plc‑Pnc al centro del processo
Il rilancio della rappresentanza politica palestinese passa attraverso un nodo istituzionale decisivo: il rapporto tra Parlamento (Palestinian Legislative Council, Plc, Anp) e Consiglio nazionale (Palestinian National Council, Pnc, Olp). È quanto evidenzia l’israeliano Gershon Baskin, direttore per il Medio Oriente dell’International Communities Organization (Ico) e negoziatore nel rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, commentando i decreti emanati dal presidente Mahmoud Abbas in vista delle elezioni del Consiglio nazionale palestinese (Pnc), previste per il 1° novembre 2026. Baskin ricorda che il nuovo sistema elettorale stabilisce un Consiglio di 350 membri, di cui “200 dai Territori palestinesi e 150 dai palestinesi all’estero e nella diaspora”. Una novità centrale è che “i membri eletti del Plc serviranno come membri del Pnc durante il loro mandato”. Da qui deriva una conseguenza politica rilevante: “se i 200 seggi ‘nazionali’ del Pnc devono essere occupati dai membri eletti del Plc, allora vere elezioni del Pnc nei Territori richiedono anche elezioni del Plc”. In altre parole, non è possibile rinnovare davvero l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) senza passare da elezioni parlamentari. Per questo, sottolinea l’analista, Abbas “non può chiedere il rinnovamento democratico dell’Olp attraverso elezioni del Pnc evitando il test democratico centrale all’interno della Palestina: le elezioni del Consiglio legislativo palestinese”. Il percorso di riforma, infatti, “deve passare attraverso elezioni a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est”.
Il Plc è il Parlamento dell’Autorità Palestinese, mentre il Pnc è l’organo dell’Olp che rappresenta l’intero popolo palestinese, inclusa la diaspora: due livelli distinti ma oggi strettamente collegati dal nuovo sistema. Tra le condizioni indicate da Baskin, la prima è che “le elezioni devono includere Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est”, perché “senza tutte e tre, mancherà la legittimità nazionale”. Sul nodo Hamas, aggiunge: “Hamas non può essere autorizzata a partecipare come milizia armata”, ma dovrebbe accettare il principio di “una sola autorità, una sola arma”. Altro punto critico è Gerusalemme Est, dove “Israele cercherà di bloccare il voto”: una questione che “deve essere affrontata a livello internazionale fin da ora”. Infine, la partecipazione della diaspora è definita “rivoluzionaria ma difficile”, perché può ampliare la rappresentanza ma anche creare nuove criticità. Per Baskin, le elezioni Plc‑Pnc rappresentano “la prima vera occasione, dopo due decenni, di restituire legittimità alla politica palestinese”, aprendo la strada a una possibile ricostruzione della leadership e, in prospettiva, a un nuovo scenario negoziale.
Droga: Fict, al via la campagna nazionale “Noi insieme – Il filo rosso della vita” per mettere al centro il valore delle relazioni e della cura
In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga del 26 giugno, la Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict Ets) lancia la campagna nazionale “Noi insieme – Il filo rosso della vita”, un’iniziativa che mette al centro il valore delle relazioni, della cura e della comunità come strumenti fondamentali per intercettare il disagio, contrastare l’isolamento e accompagnare le persone in percorsi di crescita, recupero e inclusione.
C’è un filo rosso che tiene unite le persone, le storie e le possibilità. È il filo delle relazioni autentiche, quelle che aiutano a non sentirsi soli, a rialzarsi dopo una caduta, a ritrovare fiducia e a ricominciare. È da questo sguardo sulla persona e sulla forza dei legami che prende forma “Noi insieme – Il filo rosso della vita”.
In un tempo segnato dalla solitudine, dalla frammentazione dei rapporti e da nuove forme di disagio che attraversano la società, la Fict sceglie di riportare al centro ciò che rende possibile ogni percorso di cambiamento: la relazione.
“Relazioni, cura, comunità e futuro sono le parole che accompagnano la campagna e raccontano il lavoro quotidiano delle comunità terapeutiche. Luoghi in cui le persone possono ritrovare ascolto, fiducia e nuove opportunità grazie alla forza di legami capaci di generare speranza e cambiamento. Con i giovani. Con le famiglie. Con chi vive una fragilità. Con chi cerca una nuova possibilità”, spiega in una nota la Fict, per la quale “nessuno è irrecuperabile. Ogni ragazza, ogni ragazzo, ogni persona può ritrovare il proprio futuro quando incontra ascolto, cura e comunità. Perché ogni percorso di rinascita comincia sempre da una relazione autentica”.
Il filo rosso scelto come simbolo della campagna rappresenta proprio questo: “Il legame che unisce le persone accompagna i percorsi di recupero e costruisce comunità capaci di non lasciare indietro nessuno”.
“Abbiamo scelto ‘Noi insieme’ perché la dipendenza divide, mentre le relazioni uniscono. Nella nostra esperienza nessuno è irrecuperabile: quando una persona incontra ascolto, cura e comunità può ritrovare il proprio futuro. Questo è il filo rosso della vita che ogni giorno lega le nostre comunità e le persone che accompagnano”, dichiara Luciano Squillaci, presidente della Fict.
La campagna accompagnerà le iniziative promosse dalla rete Fict in tutta Italia in occasione del 26 giugno, attraverso eventi, incontri, testimonianze e momenti di sensibilizzazione rivolti ai cittadini, alle istituzioni, alle scuole e alle comunità locali.
Un messaggio semplice e profondo attraversa tutte le attività della Federazione: “La dipendenza divide. Le relazioni uniscono. Noi insieme. Il filo rosso della vita. Relazioni. Cura. Comunità. Futuro. Perché il filo rosso della vita è non lasciare indietro nessuno”.
Usa: torna a celebrare a Lockport il Santo Salvatore, ultima chiesa della diocesi di Houma-Thibodaux dopo l’uragano Ida
La chiesa del Santo Salvatore a Lockport, in Louisiana, ha riacceso le sue luci sabato 13 giugno, quasi cinque anni dopo i danni causati dall’uragano Ida nell’agosto 2021. È l’ultima della diocesi di Houma-Thibodaux a tornare all’uso liturgico dopo la tempesta. Il vescovo Simon Peter Engurait ha presieduto la messa di benedizione dell’altare e riconsacrazione dell’edificio, processando con dieci sacerdoti davanti a una chiesa gremita. “Entrando in processione ho visto alcune lacrime – lacrime di gioia, gratitudine e meraviglia per la bellezza di questa chiesa”, ha detto il presule, che nell’omelia ha incoraggiato i fedeli a non perdere di vista lo scopo della Chiesa: “la salvezza”. La chiesa restaurata è dotata di nuovi banchi, confessionale, altare, ambone e battistero; l’interno è stato ridipinto in tonalità di rosa e verde per valorizzare gli elementi in marmo originali. Durante la dedicazione dell’altare sono state collocate reliquie di san Pietro, santa Lucia e san Gabriele dell’Addolorata. Il legno dei banchi danneggiati è stato recuperato e trasformato in oltre 370 croci. Per quasi cinque anni i parrocchiani avevano trovato casa nella “piccola chiesa”, ricavata dalla ex mensa scolastica. La parrocchia del Santo Salvatore, fondata nel 1850, è una delle più antiche della diocesi.
Migranti: da inizio anno sbarcate 12.753 persone sulle nostre coste. Oltre 1.100 a giugno
Sono finora 12.753 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 27.858 mentre nel 2024 furono 23.552. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 1.123. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 12.700 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.928 sono di nazionalità bangladese (30,8%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.438, 11,3%), Pakistan (1.156, 9,1%), Sudan (1.145, 9%), Algeria (872, 6,8%), Egitto (870, 6,8%), Tunisia (532, 4,2%), Eritrea (369, 2,9%), Mali (297, 2,3%), Nigeria (266, 2,1%), Costa d’Avorio (214, 1,7%), Iran (183, 1,4%), Guinea (174, 1,4%), Marocco (147, 1,1%), Sud Sudan (141, 1,1%) a cui si aggiungono 1.021 persone (8%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Arte Sacra: un opera ispirata a Gioacchino da Fiore benedetta dal Papa e donata alla Chiesa degli Artisti di Roma
Foto Parola di Vita
Nei giorni scorsi Papa Leone XIV ha benedetto l’opera “Ancora Trinitaria”, ispirata al pensiero di Gioacchino da Fiore e realizzata dal Liceo artistico di San Giovanni in Fiore sotto la guida del maestro orafo Michele Affidato. La benedizione è giunta al termine di un percorso artistico e formativo che ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto. L’opera – che sarà custodita nella Chiesa degli Artisti a Roma – rappresenta una “profonda sintesi simbolica tra l’Ancora, emblema universale della speranza, e la Croce, segno della fede cristiana”, si legge in una nota. Un linguaggio artistico contemporaneo che “trae forza dalle radici spirituali e culturali della Calabria, terra che ha dato i natali al celebre Abate florense, la cui eredità continua ancora oggi a essere fonte di riflessione e ispirazione”. Gli studenti hanno partecipato a tutte le fasi della realizzazione, confrontandosi con tecniche artigianali, processi creativi e valori culturali che costituiscono il cuore della tradizione artistica italiana. Un’esperienza che “ha permesso ai ragazzi di vivere concretamente il dialogo tra studio, manualità e ricerca artistica, avvicinandosi a un patrimonio di conoscenze che unisce tradizione e innovazione”. La benedizione del Papa – sottolineano i promotori – conferisce all’opera un significato “ancora più profondo, trasformandola in una testimonianza concreta di come l’arte possa diventare strumento di crescita umana, espressione di identità e messaggio di speranza”. Alla cerimonia erano presenti una rappresentanza degli studenti coinvolti, la dirigente scolastica Angela Audia, i docenti che hanno seguito il progetto Giovanni Porcelli e Giovanni Congi, e il maestro Michele Affidato. Dopo la benedizione, il gruppo si è recato nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti, dove sono stati accolti dal rettore mons. Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, e dalla responsabile della comunicazione, Catia Acquesta, coordinatrice dell’incontro. L’Ancora Trinitaria è stata quindi donata alla Chiesa degli Artisti e continuerà così a “testimoniare il messaggio di speranza ispirato a Gioacchino da Fiore e il valore di un percorso capace di coinvolgere le nuove generazioni attraverso l’arte”. Una seconda versione dell’opera resterà custodita presso il Liceo artistico di San Giovanni in Fiore, come testimonianza permanente di un’esperienza che ha saputo “unire scuola, territorio, spiritualità e tradizione”. L’Ancora Trinitaria benedetta da Papa Leone XIV si aggiunge alla lunga serie di opere realizzate da Affidato per il mondo ecclesiale.
Povertà: lo scrittore Affinati, “creare legami sociali e di fiducia a scuola per organizzare la speranza”
“La povertà non è una sola, non è soltanto economica”. Lo ha sottolineato lo scrittore Eraldo Affinati intervenendo a Roma alla presentazione del Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana. “Pensiamo per esempio alla povertà educativa che ho conosciuto in tanti anni di insegnamento nelle periferie romane – ha raccontato -. La povertà educativa dei ragazzi che magari non avevano letto, venivano da famiglie degradate, non avevano gli strumenti linguistici è il retroterra di tutte le altre povertà che verranno dopo. Se cresci in un ambiente in cui non hai gli strumenti linguistici per elaborare i traumi che hai vissuto, ogni tua emozione rischierà di essere una sorta di grumo emotivo inespresso”. Per questo ribadisce Affinati “il tema della scuola è decisivo. Non è soltanto un luogo culturale in senso stretto. E’ il luogo dove i bisogni che abbiamo visto oggi potrebbero trovare una rispondenza. E’ a scuola che crei i legami sociali e la fiducia, è lì che organizzi la speranza”. Ricorda Affinati ,”l’abbandono scolastico è già l’anticamera di tutto quello che può succedere dopo, delle forme della povertà:, il vedovo, l’anziano, il tossicodipendente, l’immigrato”. Entrando nel merito del Report, ha detto, “credo possa aiutarci a individuare una sorgente segreta di umanità, che è quella dei volontari, ma è anche quella dei beneficiari. Quest’anno alla scuola Penny Wirton (una scuola di insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati guidata da Affinati e dalla moglie Anna Luce Lenzi, ndr) abbiamo avuto anche degli analfabeti italiani, analfabeti di ritorno. Guardando questo uomo di 50 anni insieme agli immigrati che invece stavano imparando l’italiano come seconda lingua, ho visto nei suoi occhi una sorta di felicità nel ricevere gratuitamente da parte dei nostri volontari questo aiuto. Lì mi sono reso conto, come tante volte mi è successo, del compenso più bello che c’è nel mondo Caritas”.
Parlamento Ue: via libera alle regole sui dazi con gli Usa. Lange: “Accordo più robusto e democratico”
(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i due regolamenti attuativi sugli accordi tariffari tra Unione europea e Stati Uniti siglati nell’agosto 2025. Il primo pacchetto, passato con 440 voti favorevoli, elimina i dazi su tutte le merci industriali statunitensi e introduce un accesso preferenziale per numerosi prodotti ittici e agricoli d’oltreoceano. Il secondo, approvato con 444 voti, proroga invece l’esenzione dai dazi per le importazioni di astice, estendendola anche al prodotto trasformato. I testi, già concordati con il Consiglio, rafforzano la proposta iniziale della Commissione introducendo una “clausola di temporaneità”: le misure scadranno il 31 dicembre 2029, con una valutazione d’impatto prevista entro giugno dello stesso anno. Rafforzati anche gli strumenti di tutela a disposizione dell’Ue, con la Commissione che potrà sospendere le concessioni se Washington manterrà dazi superiori al 15% su derivati di acciaio e alluminio o non risponderà alle preoccupazioni europee sul trattamento tariffario. Previsto inoltre un meccanismo di salvaguardia in caso di aumento delle importazioni tale da danneggiare l’industria europea, con monitoraggio trimestrale dei flussi commerciali. “Accordo più solido e con garanzie più robuste”, ha commentato il presidente della commissione Commercio internazionale, Bernd Lange, sottolineando la volontà del Parlamento di vigilare sull’attuazione. “Il testo finale contiene ora una rete di sicurezza molto più solida e un controllo democratico più forte”, ha aggiunto l’eurodeputato tedesco, rimarcando che “un partenariato transatlantico stabile e prospero può avere successo solo se entrambe le parti restano impegnate a sostenerlo”. Dopo il via libera dell’Aula, i regolamenti attendono l’approvazione formale del Consiglio prima dell’entrata in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Parlamento Ue: vietate le app di nudificazione. McNamara: “Una vittoria per la dignità delle persone”
(Strasburgo) Via libera definitivo del Parlamento europeo alle modifiche alla legge sull’intelligenza artificiale: con il voto svolto in aula, gli eurodeputati hanno adottato oggi, con 423 voti a favore, 57 contrari e 174 astenuti, una serie di misure che prevedono il rinvio e la riduzione degli obblighi per i sistemi che utilizzano l’Ia. Tra le principali novità, il divieto delle applicazioni di “nudificazione” in grado di generare immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone coinvolte. Un intervento che segna un passo significativo sul piano etico e della tutela della dignità, in un contesto in cui – sottolineano i relatori del provvedimento – l’uso distorto dell’Ia colpisce soprattutto donne e minori. Le nuove norme vietano esplicitamente i sistemi in grado di produrre contenuti intimi falsificati, imponendo obblighi sia agli utilizzatori sia ai fornitori di servizi, che avranno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adeguarsi. Durante il dibattito in plenaria, il correlatore Michael McNamara ha definito “fondamentale” il divieto delle app di nudificazione, sottolineando come queste tecnologie vengano utilizzate per “umiliare, degradare e oggettificare” persone reali. Una posizione condivisa da ampie parti dell’Aula, che hanno evidenziato la necessità di coniugare innovazione e responsabilità.
Haiti: oggi il segretario generale dell’Onu Guterres in visita a Port-au-Prince. Obiettivo, ripristinare sicurezza e stabilità istituzionale nel Paese
Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, è atteso oggi a Port-au-Prince, capitale di Haiti, per una visita in cui esprimerà solidarietà alla popolazione e avrà una seria di incontri istituzionali, in vista del ripristino di una piena istituzionalità nel Paese. Il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, ha informato che il leader dell’Onu vuole testimoniare personalmente le sfide umanitarie e di sicurezza dell0isola caraibica.
Dujarric ha raccontato che un altro obiettivo della visita sarà comprendere meglio gli sforzi delle autorità nazionali e della comunità internazionale per ripristinare la stabilità e sostenere il popolo haitiano. Le attenzioni saranno rivolte al supporto logistico e operativo alla Forza di combattimento contro le gang, allestita in conformità con la risoluzione 2793 del Consiglio di Sicurezza. Durante la visita, il capo delle Nazioni Unite dovrebbe riunirsi con il primo ministro del Haiti, Alix Didier Fils-Aimé. Da gennaio, la violenza delle gang nella nazione caraibica ha provocato almeno 2.300 morti, 1.100 feriti e 99 sequestri.
Povertà: De Lauso (Caritas italiana), “per 10 milioni di italiani risparmi inferiori a 2 mila euro”
“Il tempo che stiamo vivendo è stato definito di ‘permacrisi’, un susseguirsi accelerato di tante situazioni di criticità, tante emergenze, tensioni geopolitiche e guerre (Medio Oriente, Russia-Ucraina) che inevitabilmente impattano su diversi aspetti sociali ed economici e tensioni commerciali, come la famosa guerra dei dazi”. Lo ha sottolineato Federica De Lauso (Servizio studi Caritas italiana) presentando oggi a Roma i dati del Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia. Tutto questo, precisa De Lauso, “si riscontra nella quotidianità di ognuno”. Oggi in Italia si contano 5,7 milioni di poveri in termini assoluti. Parliamo di “una conclamata difficoltà di coloro che non riescono ad accedere a quelli che rappresentano i beni essenziali per una vita dignitosa. Una persona su dieci”, ribadisce De Lauso: “Siamo passati da un fenomeno marginale ad una strutturale normalità che si va a consolidare e che non fa neanche più tanta notizia. Un occupato su cinque oggi è a rischio a basso reddito da lavoro, le famiglie fanno fatica a risparmiare: 10 milioni di italiani hanno risparmi che risultano inferiori ai 2 mila euro”. I dati raccolti, spiega De Lauso, “provengono da 206 diocesi diffuse su tutto il territorio nazionale, la quasi totalità delle Caritas in Italia, da tutte le regioni e, nello specifico da 3.520 strutture, quindi centri di ascolto e servizi che sono in rete con la raccolta dati”.
Brasile: al via la Settimana nazionale del Migrante, promossa dalla Chiesa, su emergenza casa
La Chiesa brasiliana ha dato inizio, domenica scorsa, alla Settimana nazionale del Migrante 2026, con una celebrazione eucaristica tenutasi domenica 14 giugno nella cattedrale di Brasilia. L’iniziativa convoca durante tutta la settimana diocesi, parrocchie, pastorali e organizzazioni sociali per riflettere sulle sfide che affrontano le persone migranti e rafforzare l’impegno cristiano con l’accoglienza, la protezione e la difesa dei loro diritti. Quest’anno, la campagna propone di riflettere sul tema “Migrazione e casa”, accompagnata dal motto “Non ho dove vivere!”, ponendo al centro la necessità di garantire l’accesso a una casa dignitosa come un diritto umano fondamentale. La Rete Clamor Brasile si è unita alla mobilitazione nazionale manifestando il suo servizio alla promozione, protezione, integrazione e partecipazione di migranti, rifugiati e persone sfollate. Alla vigilia dell’apertura della Settimana, il presidente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, il cardinale Jaime Spengler, ha invitato le comunità a unirsi in preghiera e solidarietà con le persone che si vedono obbligate a lasciare le loro case in cerca di migliori condizioni di vita.
In un messaggio diffuso in occasione dell’inizio della settimana, il porporato ha ricordato che la storia del Brasile, specialmente quella dello stato del Rio Grande do Sul, dove vive (è arcivescovo di Porto Alegre) è segnata da diversi processi migratori. “Tutti noi siamo migranti”, ha affermato il cardinale, segnalando che numerosi popoli si vedono obbligati a cercare migliori opportunità di vita, mentre in diverse parti del mondo persistono atteggiamenti di rifiuto verso coloro che arrivano in cerca di accoglienza e nuove possibilità per le loro famiglie.
Argentina: il cordoglio dei vescovi per la morte di Taty Almeida, leader e socia fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo, “mai più terrorismo di Stato”
In un comunicato, la Conferenza episcopale argentina ha espresso il suo cordoglio per la morte di Lidia Stella Mercedes Miy Uranga, meglio conosciuta come Taty Almeida e alle Madri di Plaza de Mayo, di cui Taty Almeida è stata leader e fondatrice. Il testo risalta il coraggio e la responsabilità di Taty e la sua testimonianza per le nuove generazioni. In particolare, nel messaggio, firmato dal presidente della Cea, mons. Marcelo Colombo e dagli altri membri della Presidenza, si legge: “Sottolineiamo l’impegno storico di Taty a favore dei diritti umani nel nostro paese e ringraziamo Dio per aver sostenuto il suo coraggio in tempi difficili. La sua responsabilità nella ricerca della verità e della giustizia sono una testimonianza per molte generazioni. Con umiltà vogliamo avvicinarci a coloro che oggi piangono la sua partenza con la speranza che sgorga dalla fede in Gesù e condividiamo con coloro che onorano la sua memoria il desiderio che mai più il terrorismo di Stato si impossessi delle nostre istituzioni, e sempre più possiamo costruire una patria fraterna per tutti”.
Parlamento Ue: sovranità tecnologica. Virkkunen: “Tecnologia e geopolitica intrecciate. Chi guida l’innovazione plasmerà il futuro”
(Strasburgo) Il nuovo pacchetto sulla sovranità tecnologica sbarca al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo per essere discusso dagli eurodeputati insieme alla Commissione. “La tecnologia e la geopolitica sono ormai intrecciate: chi guida l’innovazione plasmerà il futuro”, ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen, sottolineando che l’Europa deve essere in grado di “fare le proprie scelte” senza dipendere da attori dominanti. Il pacchetto presentato ufficialmente lo scorso 3 giugno punta su tre obiettivi principali: diffusione delle nuove tecnologie, rafforzamento delle catene di approvvigionamento e promozione di un modello europeo aperto ma sicuro. Al centro del dibattito che si è svolto in emiciclo, la necessità di ridurre le dipendenze strategiche da fornitori esterni e di consolidare la capacità europea nei settori chiave, dall’intelligenza artificiale ai semiconduttori. “La sovranità tecnologica non è protezionismo ma la capacità di essere più forti, resilienti e meno esposti a dipendenze critiche”, ha ribadito Virkkunen, mantenendo al contempo cooperazione con partner affidabili. Tra le misure, il Chips Act 2.0 per sostenere produzione e domanda interna di semiconduttori, e il Cloud and AI Development Act, che mira a triplicare la capacità dei data center europei in modo sostenibile e a sviluppare servizi di IA “sovrani”. Centrale anche il tema degli investimenti: l’Ue stima fino a 450 miliardi di euro in dieci anni e punta a mobilitare capitali privati anche attraverso una futura capacità di investimento in tecnologie avanzate a livello comunitario. I deputati, pur accogliendo positivamente l’iniziativa, chiedono garanzie su sicurezza dei dati, maggiore uso di soluzioni europee nelle amministrazioni pubbliche e misure più incisive sul lato della domanda.
Maturità: Ascoli Piceno, la pastorale giovanile invita oggi i maturandi ad un incontro speciale di preghiera e condivisione
La Pastorale giovanile della diocesi di Ascoli Piceno invita tutti i maturandi a vivere un momento speciale di preghiera, condivisione e festa in vista degli esami di maturità. L’appuntamento è per oggi, martedì 16 giugno, alle ore 18.30, presso la chiesa di Sant’Agostino, ad Ascoli Centro, per l’iniziativa “Benedetti Esami”, con la preghiera insieme ai maturandi e la tradizionale benedizione delle “cocce”.
“Sarà un tempo semplice e familiare per ringraziare del cammino vissuto tra i banchi di scuola, affidare al Signore gli esami che si avvicinano e guardare con speranza agli anni che verranno”, scrive la diocesi. Dopo il momento di preghiera, chi desidera potrà fermarsi per condividere qualcosa da mangiare e da bere, rimanendo insieme in un clima di amicizia e festa. Per chi vorrà, sarà possibile proseguire la serata partecipando alla sagra della parrocchia. L’invito è aperto a tutti i maturandi, agli amici e a chi desidera accompagnarli con la propria presenza.
Povertà: Di Criscio (studente), “nostro compito non è salvare il mondo ma nostro dovere è non essere indifferenti”
Il primo impatto coi numeri gli ha suscitato una reazione di smarrimento. Poi ha capito che associandoli ad alcuni volti a lui conosciuti, ecco che tutto ha acquisito un valore di umanità. Andrea Di Criscio, 20 anni, è originario di San Salvo (Chieti) ed è studente in Scienze politiche e Relazioni internazionali all’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Stamattina Caritas italiana ha affidato a lui un commento al Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia presentato a Roma in una sede della Conferenza episcopale italiana. Uno sguardo su un tema così delicato visto da una prospettiva nuova, quale è quella dei giovani di oggi. Andrea Di Criscio è cresciuto in una famiglia da sempre impegnata al servizio degli emarginati (la mamma è una volontaria che la sera, insieme ad altre donne lavoratrici va a sistemare e pulire il centro di ascolto del paese). “Io sono sempre cresciuto con una voce che mi sussurra in continuazione: impegnandoti puoi sempre riuscire nel futuro. Ma oggi mi chiedo: basta solamente impegnarci? Lavorare ci assicura un futuro dignitoso? Avere una casa basta?”, si chiede Andrea Di Criscio. Interrogativi che il giovane si pone in una società dove la povertà cresce sempre di più a diverse latitudini. “I freddi numeri del report danno una sensazione di smarrimento – dice Andrea Di Criscio – ma quando questi li associ a dei volti che magari conosci, tutto inizia ad assumere i contorni di un’umanità solidale”. Ed ecco che la solitudine, ad esempio, diventa il volto di Pietro, “un uomo del mio paese che ha sempre vissuto coi genitori che oggi non ci sono più e oggi trova sostegno nei vicini di casa – racconta Andrea Di Criscio – oppure due ex tossici che io conosco che soffrono l’isolamento e vivono ai margini di una società che ha difficoltà ad accoglierli”. Storie che si intrecciano con i numeri illustrati oggi e che accendono un focus su tre ambiti: casa, solitudine e salute. “Mi chiedo: “come sia possibile che in un mondo social possiamo rimanere soli?”, s’interroga Andrea Di Criscio. E aggiunge: “noi giovani dobbiamo essere costruttori di relazioni, di ponti. Non dobbiamo abituarci a questi dati, sarebbe riduttivo. Il nostro compito non è salvare il mondo ma il nostro dovere è quello di non essere indifferenti. Anche noi giovani dobbiamo accorgersi di chi rimane indietro e impegnarsi a creare opportunità per gli altri”, conclude il 20enne.
Corea del Sud: Presidente Lee Jae Myung a Fides, “Gmg di Seul 2027 diventi un’espressione duratura di amicizia, incontro e pace”
Il tema scelto per la Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027, “Coraggio! Io ho vinto il mondo” (Gv 16,33), porta con sé un messaggio di speranza per un mondo segnato da tensioni e incertezze. E’ quanto sottolinea il Presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, in una dichiarazione esclusiva rilasciata all’Agenzia Fides in merito all’incontro internazionale che il prossimo anno porterà giovani da tutto il mondo nella capitale coreana. “Il tema scelto per la Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027 parla con forza al nostro tempo. In un momento in cui conflitti e divisioni continuano a mettere alla prova le fondamenta della pace e della convivenza, ci ricorda che la speranza è più forte della paura, il dialogo è più efficace dello scontro e la solidarietà rimane la via più sicura per superare l’incertezza. I giovani di oggi si trovano ad affrontare sfide straordinarie, ma anche straordinarie opportunità. La loro generazione contribuirà a plasmare il modo in cui l’umanità risponderà alla divisione, alla disuguaglianza, alla trasformazione tecnologica e all’urgente compito di costruire un futuro più pacifico”, afferma il Presidente.
Lee inoltre sottolinea l’importanza della Giornata Mondiale della Gioventù come opportunità di incontro tra popoli e culture e ribadisce l’impegno del suo Paese ad accogliere pellegrini da ogni continente: “La Repubblica di Corea è onorata di ospitare la Giornata Mondiale della Gioventù a Seul nel 2027. La nostra aspirazione è che Seul diventi un luogo in cui i giovani approfondiscano la propria fede, costruiscano amicizie durature e riscoprano il valore della solidarietà al di là dei confini e delle culture. Nei prossimi mesi, ci prepareremo ad accogliere i giovani pellegrini di tutto il mondo con apertura e ospitalità, nella speranza che la Gmg di Seul 2027 diventi un’espressione duratura di amicizia, incontro e pace”.
“Attendiamo con grande entusiasmo – ha continuato, subito dopo l’incontro con Papa Leone in Vaticano – di accogliere il Santo Padre, Papa Leone XIV. La sua presenza a Seul ci ricorderà che la leadership morale, la compassione e il dialogo rimangono indispensabili in un mondo frammentato. Spero che il suo incontro con i giovani incoraggi una nuova generazione ad affrontare il futuro con coraggio, generosità e un rinnovato impegno al servizio degli altri e del bene comune”.
Nella parte conclusiva del suo messaggio, il Presidente sudcoreano collega il significato dell’evento alla realtà specifica della penisola coreana, ancora segnata dalla divisione, presentando il dialogo e l’incontro come vie essenziali verso la pace: “Per il popolo coreano, queste aspirazioni hanno una risonanza particolare. La nostra rimane una penisola segnata dalla divisione e comprendiamo profondamente il desiderio di riconciliazione e di una pace duratura. Sebbene la Giornata Mondiale della Gioventù non sia un evento politico, la sua testimonianza di incontro e dialogo parla di una verità universale: la pace inizia quando le persone si incontrano, si ascoltano e riconoscono la loro comune umanità. La pace nella penisola coreana e la pace nel mondo sono profondamente connesse. Ogni sforzo per promuovere la comprensione, la fiducia e il rispetto reciproco contribuisce alla causa della pace che tutta l’umanità ricerca”. “La storia moderna della Corea – conclude il presidente Lee nella dichiarazione rilasciata a Fides – ci ha insegnato che anche nei momenti difficili la speranza può vincere la paura e la solidarietà può vincere la divisione. Abbiamo visto come il dialogo possa aprire strade che un tempo sembravano chiuse e come le persone che lavorano insieme possano superare sfide che un tempo apparivano insormontabili. La mia speranza è che i giovani che si riuniranno a Seul nel 2027 portino questo spirito nelle loro comunità e nei loro Paesi. Se lo faranno, la Giornata Mondiale della Gioventù lascerà un’eredità che andrà ben oltre la Corea: un’eredità di coraggio, amicizia e pace per le generazioni a venire”.
Povertà: Ambarus (presidente Caritas italiana), “superare la logica dei bonus e rafforzare la giustizia sociale. Salario minimo è questione di dignità”.
“La logica dei bonus per contrastare la povertà non basta. Bisogna rafforzare la giustizia sociale e la redistribuzione delle ricchezze”. Lo ha affermato monsignor Benoni Ambarus, presidente di Caritas italiana e arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, aprendo oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione del Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana. La deriva dei bonus, ha precisato monsignor Ambarus ai giornalisti, “aveva una sua ragion d’essere durante il Covid. Oggi, però, tornare alla normalità significherebbe adottare un approccio strutturale per rafforzare e consolidare le persone, invece di continuare a intervenire con piccoli correttivi”. A questo proposito affrontare la questione del salario minimo, come emerso durante l’incontro, “non riguarda la politica, ma la dignità delle persone”, ha precisato: “Stiamo affermando un principio ovvio, più che assumere una posizione politica”. Il presidente di Caritas italiana invita a chiedersi: “Esiste una compassione personale e collettiva capace di riconoscere davvero il problema? Solo partendo da questa inquietudine autentica possiamo trovare soluzioni efficaci. Senza questa consapevolezza, qualsiasi tavolo di confronto rischia di essere sterile”.
Riguardo alla annosa richiesta, da parte della Caritas, di una misura universale contro la povertà monsignor Ambarus è chiaro: “Se troviamo le condizioni per rilanciare e addirittura rafforzare il tema del riarmo, allora non può mancare lo spazio per affrontare il tema della dignità delle persone. Non possiamo definirci una società autenticamente civile se troviamo risorse per le armi e non per l’umanità. È una questione di civiltà”. Precisa però che “il sostegno economico e l’accompagnamento delle persone devono procedere insieme. Non possono essere separati. Aumentare il reddito senza affiancare le persone in un percorso di crescita e inclusione non basta a risolvere il problema della povertà”. A proposito dell’aumento degli anziani che si rivolgono alla Caritas e della solitudine il presidente di Caritas italiana invita ad “imparare a prenderci cura delle persone sole. In una società sempre più segnata dalla diffidenza, bisognerebbe aiutare due persone sole che abitano nello stesso condominio ad incontrarsi, magari davanti a un tè o a un caffè. Da relazioni semplici come queste possono nascere percorsi di sostegno reciproco e miglioramenti concreti nella vita delle persone. Ciascuno di noi può fare qualcosa, anche nel proprio piccolo”.
(foto: Caiffa/SIR)
Inghilterra: mons. Sherrington su reintroduzione del disegno di legge sui malati terminali (fine vita), “chiedo ai parlamentari di respingerlo”
L’arcivescovo John Sherrington, vescovo responsabile per le questioni relative alla vita presso la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha espresso la sua “profonda” delusione per il ritorno in Parlamento, in autunno, del disegno di legge sui malati terminali (fine vita). “Sono profondamente deluso dal fatto che il disegno di legge sui malati terminali (fine vita), già respinto in passato, venga reintrodotto alla Camera dei Comuni. Probabilmente verrà discusso a settembre. La Chiesa cattolica si oppone a questo disegno di legge in linea di principio e si unisce a molte altre persone di fede e non credenti nel sostenere che non dovremmo oltrepassare questo limite”. Il vescovo ricorda che il recente dibattito su questo disegno di legge aveva dimostrato quanto il testo fosse “imperfetto e pieno di questioni irrisolte”. Anche la Camera dei Lord ha individuato numerose carenze e problematiche legislative mentre molti ordini professionali si sono opposti a questo disegno di legge, tra cui il Royal College of Psychiatrists e il Royal College of Physician.
Secondo i vescovi cattolici inglesi, molte delle preoccupazioni sollevate rimangono tuttora “irrisolte”. Il disegno di legge mina, per esempio, la libertà di coscienza dei medici e degli operatori sanitari. Richiede inoltre alle case di cura e agli hospice di partecipare al suicidio assistito. “Reintrodurre questa legislazione, ancora una volta, mette a rischio le persone più vulnerabili”, sottolinea mons. Sherrington. “Chiedo ai parlamentari di respingere questo disegno di legge. I recenti dibattiti hanno messo in luce la disomogeneità nell’erogazione delle cure palliative in tutto il Paese. Certamente, ciò che ora serve per aiutare i malati terminali è un miglioramento delle cure palliative, che siano compassionevoli e di alta qualità, e un adeguato finanziamento degli hospice. Sollecito un dibattito sulle priorità nel finanziamento dell’assistenza sanitaria, soprattutto per coloro che convivono con una malattia terminale. Infine, invito tutte le persone di buona volontà a unirsi a me nel lavoro e nella preghiera per impedire che questo disegno di legge imperfetto venga approvato”.
Clima: Unicef, quasi la metà dei bambini del mondo è esposta ad almeno tre pericoli climatici concomitanti
Quasi la metà dei bambini del mondo – 1,1 miliardi – è esposta ad almeno tre pericoli climatici sovrapposti, che minacciano la loro salute, istruzione e sopravvivenza. Lo sottolinea un nuovo rapporto Unicef pubblicato oggi secondo il quale oltre 4 milioni di bambini potrebbero trovarsi ad affrontare fino a sei pericoli sovrapposti. Il Rapporto utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti, tra cui inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. Per la prima volta – fa sapere l’Unicef – il rapporto rivela esattamente dove – e con quale intensità – le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono intraprendere azioni concrete per rispondere. La siccità, il caldo estremo e le ondate di calore sono la combinazione più diffusa di pericoli climatici, con oltre 296 milioni di bambini che vivono in aree esposte a tutte e tre le condizioni, secondo i risultati. La seconda combinazione più comune – siccità, caldo estremo e tempeste tropicali – espone oltre 115 milioni di bambini in tutto il mondo a queste minacce sovrapposte. I paesi ad alto reddito “non sono immuni da shock climatici concomitanti”. In Italia, ad esempio, i dati mostrano che oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità.
“La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni”, ha detto Catherine Russell, Direttrice generale dell’Unicef: “la metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana”. L’invito dell’Unicef è ai governi, alle imprese e agli attori coinvolti a “ridurre le emissioni e intraprendere azioni ambiziose per adempiere agli impegni internazionali esistenti, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, compresa l’eliminazione graduale e urgente dei combustibili fossili e una transizione equa verso le energie rinnovabili”; “proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici, di riduzione del rischio di catastrofi e di risposta a perdite e danni che diano priorità alla resilienza dei servizi sociali, garantendo che i bambini e i servizi essenziali per loro siano inclusi nei piani nazionali di adattamento e nelle strategie settoriali, nella governance del rischio di catastrofi, nonché nei piani di preparazione e risposta”; “consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo all’azione per il clima investendo nell’istruzione, nelle conoscenze e nelle competenze in materia di clima e rafforzando la capacità dei decisori e degli esperti di rispettare i diritti dei bambini di essere ascoltati, la libertà di espressione e la partecipazione alle decisioni che incidono sulle loro vite”.
G7: colloquio Meloni-Carney, “comune impegno su pace giusta e duratura in Ucraina, stabilità in Medio Oriente e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”
A margine dei lavori del G7 di Evian, il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney. Ne dà notizia Palazzo Chigi spiegando che “l’incontro ha permesso di passare in rassegna lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, concordando sull’opportunità di consolidarla ulteriormente. In tale quadro, i due leader hanno convenuto di continuare a lavorare per l’adozione di un accordo quadro tra Roma e Ottawa su temi strategici quali la difesa, le infrastrutture, l’energia, i minerali critici, lo spazio”. “Sul tema dei minerali critici – prosegue la nota –, il presidente Meloni ha in particolare ringraziato il primo ministro Carney per la decisione del Canada di riservare all’Italia un accesso prioritario alle sue scorte, garantendo la sicurezza delle catene di approvvigionamento”. Nel corso del colloquio i due leader hanno anche “approfondito i principali dossier dell’agenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta e duratura in Ucraina e il comune sostegno per la stabilità in Medio Oriente e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, in linea con il diritto internazionale”.
Leone XIV: lunedì 22 giugno visita alla sede romana del Programma alimentare mondiale
Papa Leone XIV si recherà lunedì 22 giugno nella sede romana del Programma alimentare mondiale per incontrare i partecipanti alla Sessione annuale del Consiglio di amministrazione e i dipendenti con i familiari. Lo rende noto oggi la Prefettura della Casa Pontificia: il Papa ha accolto l’invito del direttore esecutivo dell’Organismo.
Maturità: Avellino, ieri sera il vescovo Aiello ha incontrato gli studenti
Ieri sera la diocesi di Avellino, attraverso la Pastorale Giovanile, ha vissuto un momento di preghiera e vicinanza con gli studenti che si preparano ad affrontare l’esame di maturità. Al Polo Giovani l’incontro tra i ragazzi e il vescovo di Avellino, mons. Arturo Aiello, che ha condiviso con loro parole di incoraggiamento, ascolto e fiducia.
“Domani si passa il confine ma ricordiamo che non siamo così soli. Le vigilie servono a preparare la valigia del cuore. La scuola aiuta a coltivare i sogni”, ha ricordato il vescovo Aiello. La “Notte prima degli esami” è diventata così un’occasione per affidare al Signore ansie, attese, talenti e paure, ricordando a ogni giovane che il futuro non va temuto, ma abitato con speranza. La preghiera dello studente invita proprio a consegnare a Gesù i propri talenti, le proprie fragilità e il desiderio di non smettere di sognare.
Diocesi: Sessa Aurunca, oggi a Mondragone i funerali di don Emilio Fusco, sempre vicino a sofferenti e persone con disabilità
Oggi pomeriggio, martedì 16 giugno 2026, alle orw 17.00 nella basilica minore della Madonna Incaldana in Mondragone (Ce) il vescovo di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, Giacomo Cirulli, presiederà il rito funebre del sacerdote diocesano di Sessa Aurunca, don Emilio Fusco, 77 anni, noto per il suo impegno vicino ai sofferenti, ai diversamente abili di tutto il territorio dell’ alto casertano . Così lo ricorda padre Antonio Rungi, superiore dei passionisti di Itri e per circa 30 anni nella comunità di Mondragone, che per lunghi anni ha collaborato con il sacerdote nella diocesi di Sessa Aurunca e poi al santuario della Civita per organizzare eventi riguardanti l’assistenza ai malati e diversamente abili.
“Don Emilio – scrive padre Antonio Rungi – è stato un sacerdote molto vicino a noi passionisti e al carisma di San Paolo della Croce. Impegnato soprattutto vicino ai sofferenti e in particolare a persone con disabilità, negli anni 80 ha costruito una casa di accoglienza, la Piccola Lourdes, nella zona di Sant’Angelo in Mondragone dove ha ospitato varie persone con problemi di salute di vario genere. Parroco per lunghi anni di Falciano del Massico, successivamente lo è stato di san Giustino martire nella zona di Levagnole di Mondragone nella nuova chiesa realizzata in questa zona della periferia nord della città e affidata ai Passionisti nel suo cammino iniziale. Noto per i suoi numerosi viaggi della speranza e della sofferenza a Lourdes per molti anni ha partecipato alla giornata annuale dell’ammalato che i passionisti in servizio al santuario della Madonna della Civita dal 1985 al 2024, organizzavano nella prima domenica di settembre. Sempre presente con il gruppo dei suoi parenti ed amici ammalati dava una testimonianza di grande attenzione verso la sofferenza dei fratelli e delle sorelle più fragili della società”. Formato alla spiritualità dei passionisti “aveva anche una zia suora passionista, missionaria in Africa, deceduta da alcuni anni, che ha segnato la sua formazione sacerdotale e missionaria. Grande lavoratore anche in attività materiali non si stancava mai nel fare il bene a chiunque, senza escludere nessuno dalla sua attività apostolica”. Ora “il Signore lo ha chiamato a se nella gioia dei suoi ministri fedeli e coraggiosi. L’ultima volta che ci siamo visti – ricorda oadre Rungi – è stata in occasione della celebrazione nella chiesa di San Giuseppe Artigiano in Mondragone, l’8 marzo 2026, per il saluto ai Passionisti che lasciavano definitivamente il convento e la parrocchia della città. Il dolore per questa decisione si leggeva negli occhi e nelle poche parole che riuscì a dire. Ora don Emilio prega per tutti noi dal cielo vicino ai suoi cari e ai nostri sacerdoti passionisti di Mondragone che ha frequentato e ha apprezzato da vero e zelante ministro della parola, dell’eucaristia e della carità concreta ed operosa”.
Povertà: Caritas, in 10 anni raddoppiati i lavoratori poveri assistiti
Avere un lavoro non basta più ad evitare la povertà. Secondo il Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato oggi a Roma, il fenomeno dei “working poor” è raddoppiato nell’ultimo decennio tra le persone che si rivolgono alla rete Caritas, diffusa su tutto il territorio italiano. Gli occupati rappresentavano il 13,3% degli assistiti nel 2015; oggi sono il 24%. La vulnerabilità colpisce soprattutto le fasce centrali dell’età lavorativa: i lavoratori poveri raggiungono il 31,7% tra i 35 e i 44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anni. A pesare, secondo il rapporto, è soprattutto la perdita di potere d’acquisto dei salari. Tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni reali in Italia sono diminuite dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei. Restano inoltre particolarmente esposte le famiglie con figli: il 52% delle persone assistite convive con minori, pari a circa 147 mila nuclei familiari sostenuti dalla rete Caritas.
Povertà: Caritas, nel 2025 erogate 4,8 milioni di prestazioni. Boom bisogni sanitari (+69,4% in 10 anni) e disagio abitativo
Nel 2025 la rete Caritas ha erogato oltre 4,8 milioni di prestazioni, con una media di 17 interventi per persona, concentrati soprattutto su beni materiali, alloggio e ascolto. Sanità e casa si confermano tra le principali emergenze sociali in Italia. È quanto emerge dal Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia presentato oggi da Caritas italiana, che registra negli ultimi dieci anni un aumento del 69,4% dei bisogni sanitari tra le persone accompagnate dalla rete. Secondo il rapporto, il 16,1% degli assistiti presenta fragilità croniche o disabilità, mentre quasi il 10% della popolazione italiana ha rinunciato a cure specialistiche per ragioni economiche o a causa delle liste d’attesa. Particolarmente critica la situazione della salute mentale: il 78,7% delle persone con disturbi psichici cumula tre o più ambiti di bisogno. Sul fronte abitativo, la vulnerabilità riguarda il 34,9% degli utenti seguiti dalla Caritas. Oltre 24 mila persone sono state incontrate in condizioni di totale mancanza di dimora, mentre cresce il numero di quanti, pur disponendo di una casa, non riescono a sostenere affitti e utenze: l’11,8% degli assistiti.
Povertà: Caritas, record persone assistite (+48% in 10 anni). Anziani +191%, aumenta la solitudine
Sempre più anziani scivolano nella povertà e nella solitudine. È uno dei dati più allarmanti che emerge dal Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia presentato oggi da Caritas italiana. Negli ultimi dieci anni il numero degli over 65 accompagnati dalla rete dei centri di ascolto è aumentato del 191%, passando dal 7,7% al 15,4% dell’utenza complessiva. Il fenomeno si accompagna a una crescente condizione di isolamento sociale. Le persone che vivono sole sono salite dal 23,8% al 32,9% del totale degli assistiti e quasi un utente su tre è rappresentato da un nucleo composto da una sola persona. Secondo il rapporto, la solitudine agisce come un moltiplicatore delle fragilità: il 59,9% delle persone sole sperimenta infatti forme di povertà multipla, con difficoltà economiche, sanitarie e abitative concomitanti. Nel complesso, nel 2025 le Caritas italiane hanno assistito 282.539 persone, il dato più alto mai registrato, in un contesto che l’organizzazione definisce di “povertà strutturale”. In dieci anni il numero delle persone accompagnate è aumentato del 48%.
Tv2000: ‘Scintille’ la docuserie vince il Premio Moige 2026. Premiazione ieri a Roma
“Scintille”, la docuserie di Tv2000 prodotta da Morgana Studio che esplora il dialogo tra antichi ordini religiosi e giovani contemporanei, vince il Premio Moige 2026. Il riconoscimento è stato consegnato dal Movimento Italiano Genitori ieri nel corso della cerimonia della XIX edizione di Un anno di Zapping e di Streaming 2025–2026, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma, sede che da anni ospita uno degli appuntamenti di riferimento per la televisione e il digitale di qualità. Tra i presenti alla premiazione: la responsabile del palinsesto di Tv2000, Anna De Simone, l’autrice Eleonora Faccio e il regista Filippo Genovese. Il premio, che ogni anno individua i contenuti audiovisivi capaci di veicolare valori positivi per le famiglie e i giovani, nella motivazione sottolinea che la docu-serie, diretta da Filippo Genovese, Michele Imperio ed Eleonora Faccio, “rappresenta una sfida ambita e, forse, anche in qualche modo ‘necessaria’, raccontando una realtà ‘altra’ rispetto a ciò che oggi, troppo spesso, ci viene raccontato dei giovani”.
“Abbiamo sostenuto Scintille fin dalle prime fasi del suo sviluppo – spiega il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – perché rappresenta pienamente il modo in cui Tv2000 interpreta il proprio ruolo editoriale: raccontare la realtà con profondità, andando oltre le letture superficiali e i ritmi del racconto mediatico più immediato. Ricevere il Premio Moige ha per noi un significato particolare, perché arriva da un’organizzazione impegnata quotidianamente nella tutela delle famiglie e delle nuove generazioni. Sapere che questa docuserie è riuscita a raggiungere quel pubblico con autenticità e credibilità è la conferma più importante del valore del percorso intrapreso”.
“Scintille nasce dal dialogo tra Tv2000 e Morgana Studio, – aggiunge la responsabile del palinsesto di Tv2000, Anna De Simone – un dialogo la cui efficacia è stata sperimentata già su altri progetti. Ma soprattutto, dal nostro punto di vista, nasce dalla volontà della rete di parlare ai giovani dell’inestimabile patrimonio di sapienza che secoli di Cristianesimo hanno elaborato attraverso gli ordini religiosi. Grazie a Morgana Studio che ha offerto a questa intenzione la sua creatività e la sua esperienza produttiva, grazie al pubblico di Tv2000 che ha mostrato di seguire questo appuntamento con attenzione e fedeltà ogni sabato pomeriggio e grazie al Moige che ha riconosciuto e premiato il nostro impegno”.
A firmare la docuserie come autrice è Eleonora Faccio, che durante la premiazione ha ritirato il riconoscimento: “Scintille è il racconto di un mondo che è già realtà. Religiosi appartenenti a ordini antichi che hanno secoli di storia alle loro spalle e giovani di oggi che sono in cerca del proprio futuro si incontrano nel presente e questo incontro modifica la realtà di tutti noi. L’energia che da questo incontro scaturisce è inesauribile e, come un’onda che si propaga, è incontenibile”.
La docuserie nasce dalla convinzione che le storie più significative vivono spesso ai margini del racconto dominante. Filippo Genovese, che ha curato la fotografia oltra alla regia, spiega la filosofia che ha guidato il progetto: “Vivere e lavorare a Roma mi ha dato modo di capire che le voci lontane dal clamore sono quella periferia di eventi e di emozioni dove, come ci insegna la storia e in particolar modo la storia dell’arte, si formano le rivoluzioni. È da lì, da lontano, che arrivano quelle correnti di novità che cambiano il mondo. È un privilegio poter essere testimoni e raccontare queste storie”.
Scintille, che può essere rivista on demand su Play2000, racconta cosa accade quando antichi Ordini religiosi — Scalabriniani, Agostiniani, Benedettini, Salesiani, Gesuiti, Comboniani — con un vocabolario sedimentato in secoli di storia, incontrano i giovani della Generazione Z, portatori di nuove parole e nuovi sentimenti. Da questo incontro nascono scintille: piccole ma intense storie che la serie documenta episodio per episodio, cercando l’unicità di ogni storia senza forzarla dentro griglie predefinite. Il claim che orienta la serie è tutto in una domanda: quando gli antichi Ordini incontrano i nuovi giovani cosa succede? Per rispondere a questa domanda, il giovane sacerdote Gianluca Chemini in ogni puntata porta lo spettatore lì, nei luoghi illuminati da queste scintille.
Ucraina: raid russo su monastero di Kyiv. Telefonata tra presidente Zelensky e il Patriarca Bartolomeo
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha avuto ieri una conversazione telefonica con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo mentre si trovava all’aeroporto di Chisinau durante un viaggio al vertice del Gruppo dei Sette. Lo ha annunciato Zelensky stesso su Telegram e anche il Patriarcato ecumenico ha dato notizia della telefonata a seguito dell’attacco russo sulla Lavra di Kyiv. Zelensky ha ringraziato il Patriarca per il suo sostegno e la sua “posizione morale assolutamente chiara” riguardo agli attacchi russi.
Il Patriarca Bartolomeo contattato telefonicamente nel pomeriggio di lunedì 15 giugno – informa il Patriarca ecumenico – ha parlato di “un atto di barbarie e mancanza di rispetto” ed ha chiesto al Presidente Zelensky di “portare il suo sostegno al popolo ucraino che soffre per la guerra”. Nella telefonata, il presidente Zelensky ha invitato il Patriarca in Ucraina.
Era il 2019 quando nel corso di una solenne cerimonia al Fanar e in presenza dell’allora presidente ucraino Poroshenko, il Patriarca Bartolomeo consegnò il “Tomos di autocefalia” al metropolita Epifanios, proclamandolo Metropolita di Kiev e dell’Ucraina. La consegna decretò il distacco definitivo della Chiesa ortodossa ucraina dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca, guidato dal Patriarca Kirill.
Leone XIV: all’Austrian World Summit di Vienna, “la pace è minacciata dal saccheggio delle risorse naturali e dai cambiamenti climatici”
“La crisi ambientale non è una questione isolata, ma piuttosto l’aspetto ecologico dell’attuale crisi socio-economica”. Lo afferma Papa Leone XIV nel videomessaggio – in lingua inglese – inviato ai partecipanti al decimo Austrian World Summit, che si tiene oggi a Vienna, nel Palazzo Hofburg. Citando la propria enciclica , il Pontefice propone tre temi – fede, speranza, amore – come guida per il lavoro del Summit. Sul primo: “chi crede che il mondo sia stato creato da Dio e sia intrinsecamente buono è spinto ad assumere una responsabilità ancora maggiore nella cura del creato”. La speranza, afferma Leone XIV, può essere “una potente forza motrice” per superare le paure che frenano la cooperazione internazionale, come “la paura di cambiare rotta, la paura di perdere potere e la paura di esiti incerti”. Il Papa auspica che i progressi della COP30 siano seguiti da “una giusta transizione verso società in cui il bene comune prevalga sul profitto e i modelli economici siano radicati nella solidarietà e nella dignità umana”. Quanto all’amore, il Pontefice – citando la di Francesco – sottolinea che “l’amore sociale ci spinge a elaborare strategie più ampie per arginare il degrado ambientale e incoraggiare una cultura della cura che permei tutta la società”. Leone XIV invita a tenere “in primo piano” i più poveri e i più vulnerabili al degrado ambientale.
Parlamento Ue: in plenaria “sovranità digitale”, dazi Ue, rimpatri dei migranti in Paesi terzi, allargamento
(Strasburgo) La discussione sulla nuova “strategia per la sovranità tecnologica” proposta dalla Commissione europea ha parto i lavori della seduta odierna dell’Europarlamento a Strasburgo. Essa “mira a sviluppare le tecnologie, le infrastrutture, i servizi e i dati critici che sono alla base dell’economia, della sicurezza e della società dell’Ue”. In mattinata gli eurodeputati e l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, discuteranno del ruolo dell’Unione negli sforzi per la pace e la stabilità in Medio Oriente, a seguito dell’accordo annunciato tra Stati Uniti e Iran. A metà giornata, durante la sessione di voto, l’Emiciclo si esprimerà su due atti legislativi che attuano gli impegni tariffari dell’Ue previsti dalla dichiarazione congiunta Ue-Usa dell’agosto 2025. Le proposte eliminano la maggior parte dei dazi sui prodotti industriali e agricoli provenienti dagli Stati Uniti e includono meccanismi di salvaguardia per i prodotti europei.
Nel pomeriggio i deputati discuteranno l’esito dei negoziati con il Consiglio sulla politica di rimpatrio dell’Ue con Magnus Brunner, commissario per gli Affari interni e la migrazione. La riforma concordata introduce nuovi obblighi per i cittadini di Paesi terzi senza diritto di soggiorno nell’Ue, che devono cooperare con le autorità di rimpatrio, consente la detenzione fino a 24 mesi – e potenzialmente più a lungo in determinate condizioni – e permette l’utilizzo di “centri di rimpatrio” in paesi extra-Ue. Assieme alla commissaria per l’allargamento Marta Kos, gli eurodeputati valuteranno poi i progressi verso l’adesione all’Ue di Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia. Il Parlamento voterà le singole relazioni domani.
Ucraina: raid russo su monastero di Kyiv. Vescovi inglesi, “prendere di mira un sito Patrimonio dell’Umanità Unesco è un affronto alla civiltà umana”
“Il devastante attacco notturno alla Lavra di Pechersk di Kiev, che ha incendiato la storica Cattedrale della Dormizione dell’XI secolo, rappresenta un assalto diretto all’anima spirituale e al patrimonio culturale del popolo ucraino, non solo per il mondo ortodosso, ma per tutti gli ucraini del mondo. Per quasi un millennio, questo sacro santuario è stato un faro di fede cristiana, pace e resilienza”. Lo afferma il vescovo Kenneth Nowakowski, vescovo dell’Eparchia ucraina della Sacra Famiglia di Londra, in una dichiarazione diffusa ieri dalla Conferenza episcopale inglese. “Prendere di mira un sito Patrimonio dell’Umanità Unesco di tale universale importanza spirituale – aggiunge il vescovo ucraino – è un affronto non solo alle persone di fede, ma alla civiltà umana stessa. Piangiamo la perdita di vite innocenti in quest’ultima ondata di violenza e ci uniamo in profonda e sentita solidarietà a coloro che a Kiev continuano a subire questo terrore”.
Il vescovo Nicholas Hudson, vescovo di Plymouth e presidente del Dipartimento per gli Affari Internazionali della Conferenza Episcopale, ha offerto la sua solidarietà e la sua preghiera alla comunità cattolica ucraina in Gran Bretagna e agli ucraini che soffrono nella loro patria. “Condurre attacchi contro città densamente popolate come Kiev è un atto cinico che mette a rischio la vita e il benessere di innumerevoli civili. Piangiamo le vittime di questi ultimi attacchi e riconosciamo che il bombardamento del Monastero delle Grotte di Kiev è profondamente doloroso dal punto di vista spirituale. Questa chiesa iconica non è solo un edificio, ma un luogo che custodisce la memoria, l’identità e l’anima del popolo ucraino, unendo generazioni attraverso la fede e una storia condivisa”. Da qui una severa condanna agli attacchi e l’invito a “tutti i cattolici e le persone di buona volontà in Inghilterra e Galles a pregare per l’Ucraina e il suo popolo. Dobbiamo mantenere viva la speranza e raddoppiare i nostri sforzi per promuovere la fine di questa guerra. Siamo al fianco di tutti coloro che anelano a una pace giusta”.
Striscia di Gaza: Romanelli (parroco), “Accordo Usa‑Iran è una speranza, ma qui la vita resta una croce quotidiana”
Una possibile svolta sul piano internazionale, ma una quotidianità che continua a “pesare come una croce”. È il quadro tracciato da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza, che in un messaggio diffuso via social commenta le notizie dell’accordo tra Stati Uniti e Iran e riflette sulla vita della popolazione nella Striscia. “Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero arrivati a un accordo per porre fine alla guerra”, afferma il sacerdote. I dettagli restano “contraddittori”, ma “il fatto che si fermi il conflitto è già un bene”. Da qui l’auspicio che “cessino tutti i fronti di guerra” e che anche a Gaza “si possa tornare a respirare un po’, affinché la gente possa ricominciare a vivere e a sperimentare che esiste una speranza, che esiste un futuro”. Accanto a questa cauta apertura, padre Romanelli descrive con realismo la condizione quotidiana, definita “dura, monotona, segnata da sofferenza diffusa. Lo vediamo nei bambini, nei giovani, negli adulti e negli anziani: persone che hanno perso qualcuno, persone malate, persone che sono o si sentono abbandonate”. È proprio in questa dimensione quotidiana che il parroco colloca il senso più profondo dell’esperienza umana e cristiana. “La quotidianità è una croce – spiega – per il semplice scorrere del tempo. Come esistono stagioni diverse nell’anno, così ci sono stagioni diverse nell’animo delle persone, emotive e spirituali. Ed è proprio nella vita quotidiana che ci si gioca la santità”. Una croce che, tuttavia, non è priva di significato. “La croce e la benedizione sono una realtà unica: se è una croce, può diventare anche una benedizione”, sottolinea. Ma questo richiede una scelta: “Si può portare male la propria croce. Per questo bisogna cercare di portarla bene, soprattutto in momenti come questo”. Da qui l’invito rivolto a tutti: “Dobbiamo cercare di fare in modo che la croce della vita quotidiana diventi una benedizione, che ogni giorno sia un gradino per salire la scala verso il cielo”. Un messaggio che unisce realismo e speranza, mentre a Gaza, conclude il parroco, tra “caldo intenso e attività quotidiane portate avanti grazie a Dio, la popolazione attende segnali concreti di pace”.
Israele: Standing Together, un nuovo progetto politico per “portare i nostri valori alla Knesset”. In corsa alle prossime elezioni
Non basta più la mobilitazione dal basso: serve una presenza diretta nelle istituzioni. Con questa convinzione i leader del movimento israeliano per i diritti umani Standing Together, Rula Daood e Alon‑Lee Green, hanno annunciato l’avvio di un percorso per la creazione di un nuovo partito politico in vista delle prossime elezioni della Knesset (da tenersi entro il 27 ottobre prossimo, ndr.). La decisione, spiegano in una lettera rivolta ai sostenitori, arriva dopo “un lungo periodo di riflessione, discussione e verifica”, maturato alla luce della “profonda crisi politica e sociale” che attraversa Israele dopo il 7 ottobre e la guerra a Gaza. Secondo i promotori, l’azione civica e le mobilitazioni che il movimento porta avanti da anni restano fondamentali, ma non più sufficienti. “Per produrre un vero cambiamento – scrivono – è necessario che i nostri valori siano presenti non solo nelle proteste e nell’organizzazione dal basso, ma anche in Parlamento”. Daood e Green indicano con chiarezza i contenuti della proposta: una forza politica impegnata nella “partnership tra ebrei e arabi”, nella “pace israelo‑palestinese”, nella “piena uguaglianza” e nella “giustizia sociale ed ambientale”. Valori che, a loro giudizio, oggi non trovano un’adeguata rappresentanza nel sistema politico israeliano, incapace di offrire un progetto alternativo capace di costruire una maggioranza nel Paese. Il nuovo partito, ancora in fase di costituzione, punta a colmare questo vuoto, proponendosi come soggetto “diverso”, con una campagna elettorale “ispirata, basata sui principi e carica di speranza”, capace di parlare sia in ebraico sia in arabo dei temi cruciali per il futuro della società. I due leader sottolineano un punto: Standing Together non diventerà un partito. Il movimento resterà “indipendente e non partitico”, con una netta separazione – organizzativa, legale, finanziaria e politica – rispetto alla nuova formazione. Proprio per garantire questa distinzione, Daood e Green hanno annunciato di sospendere i loro ruoli di leadership all’interno del movimento, prendendo un congedo non retribuito. La strategia delineata è quella di una doppia azione: da un lato il lavoro sul territorio, con la costruzione di comunità e mobilitazione civica; dall’altro l’ingresso nell’arena istituzionale. Due livelli che, sottolineano, “non si sostituiscono ma si completano”. Alla base resta una visione precisa: “In questa terra vivono milioni di ebrei e milioni di palestinesi, e nessuno se ne andrà”. Da qui la convinzione che non vi sia spazio “né per la separazione né per la supremazia”, e che economia e società debbano essere orientate al bene della maggioranza e non di una ristretta élite. Un progetto che si inserisce in un contesto politico sempre più frammentato e che potrebbe contribuire a ridefinire, almeno in parte, gli equilibri del campo progressista e arabo‑ebraico in Israele.
Portugal: Bishops on Extraordinary Plenary Meeting in Fatima. Abuse prevention on the agenda
The Portuguese Episcopal Conference will be meeting in Fatima on Wednesday, June 17th, for an Extraordinary Plenary Meeting. As stated by CEP, the Portuguese Episcopal Conference, in a release, the items on the agenda will include a reflection on the “New Guidelines of the Church in Portugal as part of protection of minors and vulnerable adults and approval of the Episcopal Commissions for the three years 2026-2029 after the election of their Presidents at last April’s Plenary Assembly”. The release also states that no press conference is expected to take place at the end of the Assembly, but a few days later the Portuguese Episcopal Conference will issue a release with the Assembly’s conclusions and resolutions.
Spain: Pontifical University of Salamanca ranking as one of Spain’s best universities for the third year on end
For the third year on end, the Pontifical University of Salamanca has been rated as one of the 20 best universities in Spain in Forbes top list. For this year’s list – the webpage of the Pontifical University of Salamanca (UPSA) states – the magazine surveyed a total number of 92 institutes of the Spanish university system registered with the Integrated System of University Education, which reports to the Ministry of Education. Twelve private universities and eight public universities have been included in the top list: as to UPSA, Forbes emphasises “the importance of its on-the-job education, its healthcare facilities, and an employability level of 81.2% with a bachelor’s degree and 92.8% with a master’s degree within three years of graduating”. Confirming the Pontifical University of Salamanca in this ranking “raises awareness of an educational model imbued with academic excellence, tailored care, and a close relationship between university education and the real professional world”, the webpage of the university points out.
Portogallo: Fatima, vescovi in assemblea plenaria straordinaria. In agenda prevenzione degli abusi
La Conferenza episcopale portoghese si riunirà mercoledì 17 giugno a Fatima per un’assemblea plenaria straordinaria. Secondo un comunicato diffuso dalla Cep, tra i temi all’ordine del giorno ci sarà la riflessione sulle “Nuove linee guida della Chiesa in Portogallo nell’ambito della protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, e l’approvazione delle commissioni episcopali per il triennio 2026-2029 dopo l’elezione dei loro presidenti nell’assemblea plenaria dello scorso mese di aprile”. Lo stesso comunicato informa che non è prevista la tenuta di una conferenza stampa al termine dei lavori, ma che, nei giorni successivi all’assemblea, la Conferenza episcopale portoghese diffonderà un comunicato con le conclusioni e le deliberazioni della riunione.
Spagna: Pontificia Università di Salamanca, per il terzo anno consecutivo riconosciuta tra i migliori atenei iberici
La Pontificia Università di Salamanca è stata riconosciuta, per il terzo anno consecutivo, come una delle 20 migliori università della Spagna nella classifica stilata dalla rivista Forbes. In questa edizione – si legge sulla pagina web dell’Upsa – la rivista ha analizzato un totale di 92 istituti del sistema universitario spagnolo iscritti al Sistema integrato di formazione universitaria, che fa capo al ministero dell’Istruzione. Nella classifica risultano selezionate dodici università private e otto università pubbliche: nel caso dell’Upsa, Forbes sottolinea in particolare “l’importanza della formazione pratica, le sue strutture nel campo delle scienze della salute e un tasso di occupabilità dell’81,2% a livello di laurea triennale e del 92,8% a livello di laurea magistrale, a tre anni dal conseguimento del titolo”. La conferma della Pontificia Università di Salamanca in questa classifica “consolida il riconoscimento di un modello educativo impegnato nell’eccellenza accademica, nell’attenzione personalizzata e nello stretto legame tra formazione universitaria e realtà professionale”, evidenzia la pagina web dell’ateneo.
Maturità: mons. Parisi (Lamezia), lo studio è “una palestra di umanità”
“Augurarvi quella consapevolezza la cui resa letteraria viene attribuita a Socrate: ‘So di non sapere’. In questa massima di uno dei pensatori che è fra gli iniziatori della filosofia occidentale si trova un condensato di saggezza: in primo luogo suggerisce che vi sia ancora, dopo un tratto di itinerario già percorso, tanto cammino da compiere; poi lascia intendere che non si possa essere mai sazi di conoscere e di sapere; e, infine, insegna che la contezza del limite è lo sprone a non smettere mai di cercare”. Lo scrive il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi in un messaggio ai giovani che si apprestano all’esame di Maturità. Per il vescovo tutto il percorso compiuto fino ad oggi è da considerare come “propedeutico alle novità, ai cambiamenti e alle scoperte che vi attendono, insomma a tutto ciò che si aggiungerà alla montagna – speriamo inesausta – del vostro sapere (e anche, ma secondariamente, delle vostre competenze). Si lavora, si studia, si ricerca non per colmare un vuoto, ma per dilatare gli spazi, inseguire l’orizzonte, rincorrere la meta appassionatamente”.
L’esame di maturità – scrive il vescovo lametino – è “certamente una prova scolastica, ma è soprattutto un ‘simbolo polisemico’: tra i vari significati distinti e correlati circoscrive un cammino compiuto, ma contemporaneamente mostra un portone che si spalanca, come un sipario che si apre, per un ulteriore atto della vostra vita, sul ‘mistero’ del vostro avvenire”. Entrando nel merito dell’esame mons. Parisi sottolinea che “un voto in meno dispiace, ma non definisce né stabilisce il vostro valore; anche un voto in più, ingiustamente assegnato, dovrebbe dare da pensare perché provoca un meccanismo di micro-ingiustizie che genera dinamiche di sperequazione. Anche quest’ultima falla non è irrimediabile: i donanti e i riceventi si potranno riscattare impegnandosi, nello scorrere del tempo, a ristabilire la giustizia e l’equità. Queste due polarità dicono che la vostra storia, quella passata e soprattutto quella ventura, non può essere imprigionata in una pur espressiva valutazione legata a contingenze e a variabili che, in quanto tali, possono sempre mutare”. La scuola “non serve soltanto ad accumulare conoscenze da esibire sul palcoscenico della performatività; il suo compito è più profondo e ‘fondativo’ perché persegue l’obiettivo di aiutare ciascuno a diventare persona libera, capace di pensare, di scegliere e di assumersi le proprie responsabilità. Lo studio, per questo motivo – scrive il vescovo – è molto più di una preparazione qualificante: è una palestra di umanità”. “La vera maturità – conclude – consiste nel non sentirsi arrivati, ma nel continuare a crescere imparando a mettere i propri doni al servizio del bene comune con professionalità, competenza e coerenza. Ogni disciplina, con metodi e modi diversi, continuerà ad insegnarvi a osservare il mondo, a porvi interrogativi, a comprendere meglio voi stessi e gli altri e, in definitiva, a cercare la verità”. Qualunque sia il risultato ricordate che il futuro” non dipende da un singolo esame, ma dalla passione, dalla perseveranza, dalla cura della vostra interiorità, dal prendervi cura degli altri per costruire un mondo più umano e dalla capacità di continuare ad imparare lungo tutto il corso della vostra vita”.
Ucraina: raid russo su monastero di Kyiv. Consiglio pan-ucraino delle Chiese, “crimine contro l’umanità, contro il cristianesimo, contro il patrimonio spirituale”
“L’attacco russo della Lavra è l’ennesimo crimine contro l’umanità, contro il cristianesimo, contro il patrimonio spirituale, storico e culturale dell’Ucraina. Ricordiamo che, in tutto, dall’inizio della guerra su vasta scala, circa 800 edifici religiosi di cristiani, musulmani ed ebrei in Ucraina hanno subìto distruzioni e danni, totali o parziali, a causa degli attacchi russi”. E’ quanto afferma il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose in una Dichiarazione diffusa ieri in lingua italiana dal segretariato della chiesa greco-cattolica ucraina, in merito all’attacco della Federazione Russa contro la Kyiv-Pechersk Lavra e altri obiettivi civili e culturali a Kyiv. Nella Dichiarazione, il Consiglio fa il punto anche dei danni subiti nel complesso del monastero dove durante il bombardamento massiccio di Kyiv sono stati danneggiati anche lo Studio Cinematografico Nazionale Oleksandr Dovzhenko e il Complesso Nazionale Culturale, Artistico e Museale “Mystetskyi Arsenal”; è stato distrutto un grande terminal postale; vi sono stati impatti su palazzi ed edifici privati; sono state colpite i sistemi di fornitura di energia elettrica e acqua a Kyiv.
“Piangiamo i morti e preghiamo per la più rapida guarigione dei feriti a seguito dell’attacco terroristico russo”, si legge nella Dichiarazione. “Tutti questi crimini sono perpetrati dalla Federazione Russa, che ha obblighi di un membro delle Nazioni Unite, che è membro dell’Unesco e che, approfittando della mancanza di volontà politica nelle istituzioni internazionali e dell’insufficiente determinazione dei paesi democratici, continua cinicamente a sferrare attacchi terroristici contro le città ucraine, compiendo sistematicamente nuovi atti di genocidio del popolo ucraino”. Il Consiglio lancia un appello “ai governi dei Paesi democratici affinché intensifichino la pressione sanzionatoria sulla Federazione Russa, sui politici, gli uomini d’affari, i giornalisti e i leader religiosi russi, che sono complici dei crimini contro l’umanità in corso in Ucraina”. “Preghiamo per le persone vittime di terrore russo”, conclude la nota. “Che Dio le rafforzi e le consoli! Esortiamo le chiese, le comunità religiose e tutte le persone di buona volontà a unirsi nella preghiera e a continuare a pregare per la fine dell’aggressione russa e per l’istituzione di una pace giusta per l’Ucraina! Ringraziamo ogni persona solidale dei vari Paesi, che non si è stancata di stare, insieme agli ucraini, dalla parte del bene e che continua a manifestare solidarietà con il popolo ucraino”.
Diocesi: Siracusa, domani la presentazione degli studi e dei restauri della Cattedrale
Domani, mercoledì 17 giugno, alle 19, nella Cattedrale di Siracusa, sarà presentato il volume: “Cattedrale di Siracusa – Studi ricerche e restauri”. Il libro contiene i restauri degli ultimi dieci anni tra interventi di consolidamento e di conservazione dei manufatti. “I diversi studi ci consegnano la memoria storica, liturgica, devozionale e culturale delle parti architettoniche, degli spazi, delle sculture, delle pitture e degli arredi sacri”, ha scritto l’arcivescovo Francesco Lomanto nella sua prefazione. Il volume contiene tra gli altri il recente intervento al prospetto della Cattedrale e sulla Sacrestia Torres, ma anche sui monumenti funebri, sulla cappella del SS. Sacramento, sul simulacro di Santa Lucia. Alla presentazione interverranno: mons. Sebastiano Amenta, vicario generale dell’arcidiocesi di Siracusa; Luciano Magnano, progettista e direttore dei lavori Pnrr; Pietro Glorioso, progettista e direttore dei lavori Pnrr; Paolo Giansiracusa, direttore “Quaderni del Mediterraneo”; l’arcivescovo, mons. Francesco Lomanto. Modera l’incontro don Gianluca Belfiore.













