Commissione Ue: Von der Leyen, fondi per industria bellica e riarmo. “La libertà non è un processo, è una lotta costante”

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Non c’è scelta per l’Europa in un tempo di cambiamento dell’ordine internazionale e “agire ora è un obbligo” per arrivare, entro il 2030 ad essere pronti, con una forte difesa europea. Così la presidente Ursula von der Leyen si è espressa parlando di sicurezza europea alla Royal Danish Military Academy a Copenaghen e illustrando l’obiettivo “Readiness 2030” che prevede il riarmo e lo sviluppo delle capacità militare per avere una deterrenza credibile e una base industriale di difesa che sia un vantaggio strategico. Per arrivare all’obiettivo, “dobbiamo muoverci ora”, secondo una tabella di marcia europea. Il piano sarà illustrato domani, ma Von der Leyen ne ha anticipato oggi le quattro priorità: l’aumento della spesa per la difesa, oggi molto inferiore a quella di Stati Uniti, Russia e Cina, con un piano che libererà 800 miliardi di euro di investimenti e avrà un nuovo strumento finanziario, il Safe, e l’attivazione di una clausola di salvaguardia nazionale per dare maggiore flessibilità agli Stati in ambito di spese per la difesa. La seconda priorità è “una cooperazione paneuropea su larga scala per colmare le lacune nelle aree prioritarie”, a partire da infrastrutture e mobilità militare (corridoi terrestri, aeroporti e porti marittimi), investimenti nella difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, munizioni e missili, sistemi senza pilota, l’uso dell’intelligenza artificiale, tutti percorsi dai costi proibitivi per i singoli Stati. La terza priorità è, secondo Von der Leyen, “aumentare il sostegno all’Ucraina”, mentre la quarta è rafforzare la base industriale della difesa europea, che oggi ha debolezze strutturali, perché frammentata e con investimenti che vanno fuori dall’Europa. Von der Leyen ha quindi sottolineato quanto oggi “l’Europa sia più unita che mai, più determinata che mai e con partner, amici e alleati con cui può lavorare e su cui può contare”. Nell’elenco di amici e alleati la Nato e gli Usa, il Regno Unito e altri partner nel vicinato o all’interno del G7 e in luoghi lontani come l’India e altre parti dell’Asia. Rivolgendosi ancora ai cadetti, “le vostre vite e carriere saranno dedicate a costruire e garantire pace, libertà e prosperità”, ha concluso. Ma “la libertà non è un processo, è una lotta costante” in cui “coraggio e volontà di lottare per la libertà” sono unite e “sono il dovere di ogni generazione”.

Fonte: Agensir
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