Croce, il borgo che non si arrende: l’arte come risposta alla criminalità

Dopo l’atto intimidatorio dei giorni scorsi, la comunità si unisce per continuare il progetto di rinascita del paese

Borgo Croce, un incantevole borgo della frazione di Croce nel comune di Fiumara, in provincia di Reggio Calabria, è recentemente balzato agli onori della cronaca per un preoccupante atto intimidatorio. Nonostante l’episodio, il progetto di rinascita del borgo continua a prosperare grazie all’impegno e alla determinazione dei suoi abitanti.

La “rinascita” di Borgo Croce

Il progetto Borgo Croce è nato dall’idea di un gruppo di persone innamorate del proprio territorio, con l’intenzione di valorizzare e promuovere questo piccolo angolo della Calabria. Per anni, Borgo Croce è stato un luogo dimenticato, destinato al totale spopolamento a causa di un significativo esodo dei residenti in cerca di lavoro e benessere altrove. Tuttavia, nell’estate del 2020, Maria Grazia Chirico e un gruppo di abitanti decisero di restare e dare una nuova vita al borgo.


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Armati di pennelli e vernici, raccolte nelle cantine delle loro case, iniziarono a creare murales sulle pareti delle case, trasformando Borgo Croce in un vivace percorso artistico. Questo gesto ha dato il via a una serie di attività che hanno progressivamente attratto turisti e artisti, riportando colore e vitalità nelle strade del paese.

L’atto intimidatorio e la risposta della comunità

Nella notte tra il 21 e il 22 agosto, persone non identificate hanno appiccato un incendio al pulmino dell’associazione Borgo Croce, utilizzato come navetta a servizio dei visitatori. Il veicolo, parcheggiato in uno spiazzo nella sede dell’associazione, è stato completamente distrutto. Questo atto doloso è stato prontamente denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini per individuare i responsabili.


PER APPROFONDIRE: Borgo Croce, “modello” di rigenerazione urbana da valorizzare e replicare


In risposta a questo grave episodio, l’associazione ha diffuso un comunicato stampa in cui ha ribadito la propria determinazione a proseguire il progetto di riqualificazione del borgo. «Quanto accaduto qualche notte fa, ci segna, ma non ci scalfisce affatto», si legge nel comunicato. «Abbiamo superato a suon di colori il grigio delle tonnellate di cemento che hanno circondato le nostre case per decenni, figuriamoci se ci facciamo abbattere dal grigiore della cenere di un furgone dato alle fiamme o dallo squallore di un gesto che caratterizza una mentalità gretta».

La forza dell’arte e della comunità

L’associazione Borgo Croce, formalmente costituita nell’aprile del 2023, è sostenuta grazie ai contributi economici e all’instancabile lavoro dei volontari. Questi ultimi si impegnano quotidianamente per migliorare il borgo e offrire ai visitatori e ai residenti un ambiente più accogliente e vivace. La risposta della comunità e dei sostenitori è stata straordinaria, dimostrando un forte senso di solidarietà.

Il comunicato prosegue: «Più consapevoli e uniti di prima, andiamo avanti. Indietro mai, se non per prendere la rincorsa. Chi ha messo in atto questo atto intimidatorio non ha considerato, inoltre, la nostra forza principale: la gente. Chi già ci voleva bene, dopo questo gesto ce ne vuole di più. Chi già ci supportava ora lo farà di più».

Un futuro ancora più luminoso per Borgo Croce

Nonostante le difficoltà, l’associazione Borgo Croce non ha annullato nessuna iniziativa e ha promesso di continuare a organizzare eventi e attività per attrarre visitatori e sostenere la comunità locale. «Fermarci non è stato tra le nostre idee neppure per un attimo», ribadiscono i membri dell’associazione. «Non abbiamo annullato nessuna serata, nessuna iniziativa, anzi ne stiamo aggiungendo altre e ne aggiungeremo ancora».


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Borgo Croce continua a essere un simbolo di resistenza e rinascita, un luogo dove l’arte e la cultura del bello prevalgono sull’apatia e la criminalità. Gli abitanti e i volontari sono più determinati che mai a proteggere e valorizzare il loro amato borgo, offrendo un esempio di coraggio e resilienza per tutta la Calabria. E come ricorda l’associazione, «a Borgo Croce è vietato essere tristi».

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