Avvenire di Calabria

In occasione della Giornata mondiale contro le dipendenze la testimonianza di chi ha concluso un percorso terapeutico

Dipendenze, il vescovo Maniago alla cerimonia delle graduazioni

I giovani del Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro hanno raggiunto un importante traguardo di vita

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

In occasione della Giornata Mondiale contro le Dipendenze, lunedì 27 giugno il Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro ha organizzato una manifestazione, durante la quale si è svolta la cerimonia delle graduazioni.

Erano presenti, oltre agli ospiti delle comunità e agli operatori, anche le famiglie, l’arcivescovo di Catanzaro - Squillace e i tanti amici del Centro.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


Monsignor Maniago, nel suo breve intervento, ha sottolineato che in occasioni come questa «preferisco ascoltare anziché parlare, perché sicuramente i ragazzi che hanno concluso questo percorso sono di esempio a tutti, e ciascuno di noi, come loro, deve puntare a cambiare e a migliorarsi sempre».

Dopo la graduazione, momento in cui si corona la fine del percorso terapeutico dopo un periodo di osservazione e verifica dello stile di vita del ragazzo che ha terminato il programma, gli ospiti delle comunità di “Villa Samuele” e di “Villa Emilia” hanno offerto ai partecipanti alla serata uno spettacolo per presentare le loro riflessioni.

Sconfiggere le dipendenze, i ragazzi del Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro si raccontano

I ragazzi di “Villa Samuele” hanno presentato la lettura di una favola dal contenuto e dal titolo particolarmente significativo: “Il Mondo Ti Aspetta”. Più che una storia, è stato un insieme di frasi per esortare ad avere fiducia nelle proprie capacità, ad essere se stessi, a non avere paura di fallire e, soprattutto, a prendere coscienza del proprio valore, per incoraggiare ad andare avanti, sempre e comunque, perché ogni vita merita di essere vissuta tutta nella sua pienezza.


PUÒ INTERESSARTI ANCHE: Lotta alla droga, la comunità reggina: «A soffrire di più sono i giovani»


I ragazzi di “Villa Emilia“, invece, hanno presentato un racconto da loro composto, dal titolo: “La relazione che cura”, partendo dalle loro riflessioni su ciò che significa la relazione che cura. I ragazzi hanno sottolineato che la comunità è un luogo di riflessione dove si impara a conoscere se stessi e il proprio vissuto, dove si vive insieme, si rispettano i bisogni di ciascuno e ci si aiuta l’uno con l’altro.

La serata si è conclusa con un momento di agape e un concerto live.

Articoli Correlati

50 anni fa a Riace il ritrovamento dei Bronzi

Era il 16 agosto del 1972 quando al largo delle coste di Riace, in Calabria, dopo una segnalazione del sub Stefano Mariottini, i carabinieri riportavano alla luce due statue uniche al mondo, i Bronzi di Riace.

Scilla e la devozione per San Rocco

La Chiesa celebra oggi San Rocco, tra i santi più illustri del secolo XIV e uno dei più cari a tutta la cristianità. Da quasi sei secoli, la comunità di Scilla, rinnova il suo legame con il Santo Patrono.