Dublino, ferie «in famiglia» per i pellegrini calabresi

di Zaira Sorrenti – Spostarsi dalla Calabria per trascorrere le uniche giornate di ferie nella piovosa Dublino; uscire al mattino presto per ascoltare relazioni in inglese (alcune in traduzione); camminare per chilometri sotto la pioggia e il vento; cosa o chi può fare tutto questo? La fede può. La fede in Dio e la fiducia in un Papa che ha risvegliato uomini e donne, innestando nei loro cuori il desiderio di santità.

Sacerdoti e famiglie calabresi, appassionati annunciatori del vangelo della famiglia, si sono recati a Dublino, insieme a milioni di persone, provenienti da diversi paesi del mondo, per continuare a riflettere sull’esortazione apostolica, Amoris Laetitia, per fare esperienza di fraternità, dialogando con famiglie di altre nazionalità e, soprattutto, per incontrare il parroco del mondo, papa Francesco; dirgli il loro “eccomi” e dichiararsi pronti a ricevere il suo nuovo mandato.

Quattro le diocesi calabresi che, accompagnate dall’Ufficio di pastorale familiare della Conferenza episcopale italiana, si sono ritrovate nella capitale irlandese per vivere questa eccezionale esperienza di ecclesialità: Cassano all’Jonio, Cosenza– Bisignano, Locri–Gerace, San Marco Argentano–Scalea; e non è escluso che famiglie di altre diocesi siano giunte autonomamente al congresso, gioiosi di es- sere lì e sperimentare ancora una volta, che la famiglia è un dono e, insieme, una risorsa. Al termine del Congresso e prima dell’evento al Croke Park Stadium, si è svolta a Eastwall la festa degli italiani, promossa dalla Cei. Quattrocento persone circa, si sono radunate nella parrocchia di Saint Joseph per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, e concelebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, oltre che da sacerdoti e vescovi italiani: un’occasione per ritrovarsi, ringraziare e pregare insieme. Bassetti ha esortato le famiglie a essere grate al Signore per i doni profusi e a testimoniare l’amore ricevuto divenendo luce che illumina e riscalda. Per incontrare il Papa le famiglie hanno vissuto un vero e proprio pellegrinaggio. Le strade chiuse anche ai mezzi di trasporto pubblici, per ragioni di sicurezza, hanno obbligato a lunghi percorsi a piedi. Adulti e bambini, giovani e anziani hanno camminato con gioia, sebbene assillati dal vento e dalla pioggia, nel lunghissimo tragitto tracciato per raggiungere lo spazio di terra assegnato loro per la celebrazione domenicale. Freddo e stanchezza non hanno fermato il passo di milioni di pellegrini; sul loro volto sorrisi, e nel cuore le parole del Papa: «Vivere con un cuore solo e un’anima sola »: una vera e propria carica energetica, sapere di essere in tanti e di essere tutti fratelli: «Una famiglia in cui si gioisce con quelli che sono nella gioia e si piange con quelli che sono nel dolore o si sentono buttati a terra dalla vita»– ha ricordato Papa Francesco. Allora i discorsi di conforto agli abusati e di condanna ai preti pedofili risuonano come necessari e propri anche dell’incontro mondiale delle famiglie. Se la famiglia cristiana è chiamata a essere luogo di riconciliazione; per la famiglia di famiglie, che è la Chiesa, diviene necessario testimoniare, come in questo caso, l’importanza di inginocchiarsi e chiedere umilmente perdono.

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