Avvenire di Calabria

Dopo mesi di trattative, salta il tavolo tra l'Amministrazione comunale e la società di gestione del "Tito Minniti"

Il Comune di Reggio Calabria “rompe” con Sacal

Al centro dello scontro la "chiusura" di Sacal al possibile ingresso nella compagine sociale della MetroCity

di Redazione Web

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Il Comune di Reggio Calabria "rompe" con Sacal. Non decolla l'Aeroporto dello Stretto, anzi volano gli stracci tra politica e società di gestione. La rottura ufficializzata dal portavoce della Task force comunale, Salvatore Chindemi. L'accusa: «Strategie per far morire il "Tito Minniti"».

Il Comune di Reggio Calabria "rompe" con Sacal

«L'interlocuzione con Sacal è definitivamente cessata». Parola di Salvatore Chindemi. È il coordinatore della task force del Comune di Reggio Calabria in tema di aeroporto. «Abbiamo constatato - spiega Chindemi - con amarezza e disappunto, che i vertici della società di gestione lametina hanno ritenuto di dover adottare un comportamento "padronale"». Il tuttto «disattendendo ogni impegno sottoscritto pubblicamente».

Al momento nessuna dichiarazione ufficiale dal sindaco Falcomatà. Nei giorni scorsi le parole dei delegati Cama (Comune) e Versace (MetroCity). Nelle dichiarazioni di Chindemi, invece, torna in auge la teoria del complotto contro Reggio Calabria. «Come non aderire alla tesi di quanti oggi sostengono che il vero obiettivo della Sacal è quello di sviluppare al massimo l'aerostazione di Lamezia facendo, di fatto, languire quelli di Reggio e Crotone, fino a farli sparire».

Il Comune di Reggio Calabria "rompe" con Sacal
C'eravamo tanto amati. L'intesa tra Falcomatà e De Metrio sembra essere già svanita

Nessuna notizia del piano di rilancio dell'Aeroporto dello Stretto, chiosa l'avvocato Chindemi che sottolinea come sia stata sbattuta la porta in faccia alla MetroCity. L'Ente di Palazzo Alvaro si era detto disponibile a entrare nella società (link), ma «peccato che è stato deliberato di recente l'aumento di capitale sociale di circa dieci milioni di euro con la possibilità di sottoscrizione offerta solo ai soci preesistenti».

Insomma un vero e proprio "muro di gomma", a sentire gli uomini di Falcomatà che, adesso, promettono battaglia. «È l'inizio di una fase nuova che sposta le questioni su altri tavoli, in primis quelli di Enac e Ministero dei Trasporti. Noi siamo pronti e determinati ad accettare questa sfida che Sacal ha inteso lanciare con i suoi comportamenti, nell'esclusivo interesse di questa città» conclude Chindemi.

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