Avvenire di Calabria

Ad Arghillà, un carcerato esprime la sua passione per la pittura attraverso i suoi dipinti

Il detenuto-pittore: «Combatto la solitudine con l’arte»

Redazione Web

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La Casa Circondariale di Arghillà nelle persone della direttrice, Carmela Longo, e del comandante Domenico Paino, sono orgogliosi del prestigioso riconoscimento concesso dalla Pontificia Università “Urbaniana” di Città del Vaticano a Luigi Paolone, per la sua partecipazione al concorso internazionale del premio “Fondazione Giuseppe Sciacca” per la pace tra i popoli. Il detenuto si è distinto tra numerosi partecipanti con un ritratto del Beato Carlo I. Anche in altre occasioni ha ricevuto premi importanti. Lo scorso anno ha partecipato alla rassegna d’arte visiva dal titolo “Arte dal carcere verso il futuro” promossa dal Tribunale di Massa Carrara, con un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino. La sua opera ha ricevuto il primo premio dal Ministero di Grazia e Giustizia ed un encomio dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Non è facile pensare al futuro dalle sbarre di un carcere, ma nello stesso tempo Luigi ha cercato e sta cercando di mettere a frutto quelle che sono le sue doti artistiche, supportate ovviamente da un notevole bagaglio culturale e professionale. Diplomato maestro d’arte ha frequentato l’accademia delle belle arti come scenografo e stilista/modellista, per continuare la sua attività principale come disegnatore di abiti da sposa e cerimonia. «La vita in carcere – racconta Luigi – è molto dura, ma in compagnia della pittura e di tutte le attività artistiche riesco a trovare serenità; riesco a fare tutto con molto entusiasmo perché quello che faccio mi consente di relazionarmi con il mondo esterno, di fare progetti, di non sentirmi isolato».

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