A cuore aperto tra gli studenti: la missione dei dehoniani all’Università della Calabria

Padre Emanuele Sgarra racconta il senso di una missione vissuta tra cappella universitaria, relazioni quotidiane e Vangelo incarnato nella vita accademica

Padre Emanuele Sgarra, sacerdote dehoniano della comunità di Rende, guida la parrocchia di San Paolo Apostolo e coordina la pastorale universitaria dell’Università della Calabria. Con i confratelli e alcune suore, offre ascolto, sacramenti e accompagnamento spirituale a studenti, docenti e personale dell’Ateneo.



Una presenza quotidiana, immersa tra fragilità e speranze di una vasta popolazione giovanile, che rappresenta un’esperienza pastorale unica nel panorama calabrese.

Qual è il filo rosso che attraversa la missione quotidiana di un sacerdote dehoniano in un contesto come l’Università della Calabria?

La nostra missione è stare qui, in una realtà grandissima. Molti restano stupiti quando la scoprono così organizzata. Il nostro compito è farci trovare: siamo nella cappella universitaria e ogni mattina, insieme a tre suore, iniziamo con Adorazione eucaristica, Lodi ed Eucaristia.


PER APPROFONDIRE: Chiesa in uscita: la missione di padre Emanuele tra gli studenti dell’Unical. Ascolta il podcast


Uno di noi rimane poi in cappella per ascoltare le persone, offrire i sacramenti e accompagnarle. Oggi la povertà più diffusa è il bisogno di essere ascoltati, e sempre più arrivano persone con fragilità e disagi che richiedono attenzione.

È più frequente che la gente venga da voi o siete voi ad andare incontro a chi ha bisogno?

Credo che i due movimenti vadano sempre mantenuti: lasciarsi trovare e andare a cercare, come insegna il Vangelo. Oggi è urgente incontrare le persone: esteriormente corrono, ma interiormente hanno un passo lento. Molti hanno perso fiducia e speranza: bisogna camminare al loro ritmo.

Chi frequenta quotidianamente la cappella universitaria?

Oltre agli studenti, arrivano persone della parrocchia vicina, professori e personale tecnico-amministrativo. La presenza varia secondo i ritmi dell’Ateneo, ma il popolo che incontriamo è ricco e diversificato. È bello vedere quanti docenti collaborino con noi.

Quanto conta il sostegno della comunità nella vostra missione?

Moltissimo. Ognuno deve vivere la propria missione con generosità e desiderio di portare il Vangelo. La pastorale richiede creatività, che nasce dall’amore. Anche un semplice gesto, come una telefonata a chi vive un dolore, costruisce comunione. Come ricordava Tonino Bello, ripreso da papa Francesco, non si tratta di stare avanti o dietro, ma di stare con le persone. E la gente ha bisogno di una presenza semplice e piena di speranza.

Quali iniziative avete realizzato grazie al sostegno ricevuto?

Tre in particolare sono diventate tradizione: la Via Crucis sul ponte dell’Ateneo, molto partecipata; una settimana missionaria dopo Pasqua, per raggiungere i giovani negli alloggi; e un appuntamento annuale con il teatro, che offre riflessione e qualità. Negli ultimi anni abbiamo ospitato diversi artisti e la risposta è stata sempre positiva.

Che messaggio desideri lasciare?

Non lasciamoci prendere dall’ansia dei numeri. Dobbiamo ritornare a un discorso evangelico in cui ciò che conta è la persona. Serve pazienza e speranza. La Scrittura invita a guardare l’agricoltore: ci sono tempi di semina e tempi di attesa. Oggi nel cuore delle persone sta maturando un grido vero. Chi si accosta alla fede lo fa partendo dalla propria povertà: ed è da lì che può nascere una grande fioritura.

Ecco come come sostenere una Chiesa che si fa presenza quotidiana

Nonostante il loro contributo economico ridotto, le offerte mantengono un forte valore simbolico e pastorale. Ogni donazione, anche la più piccola, è un riconoscimento del bene che i sacerdoti compiono ogni giorno e un segno della responsabilità dei fedeli verso di loro. La firma per l’8xmille è indispensabile per sostenere l’opera pastorale, ma è possibile fare ancora di più grazie a Uniti nel Dono, iniziativa promossa dalla Chiesa italiana. Visitando il sito ufficiale www.unitineldono.it è possibile sostenere liberamente i sacerdoti.



Le modalità di donazione sono varie e facilmente accessibili. La più immediata è la donazione online con carta di credito o PayPal, nella sezione «Dona ora» del sito. Per chi preferisce il metodo tradizionale, è possibile effettuare un bonifico bancario all’Iban IT33A0306903206100000011384, intestato all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, con causale «Erogazioni liberali art. 46 L. 222/85», presso Intesa Sanpaolo Roma, piazzale Gregorio VII, 10. In alternativa, è possibile versare l’offerta tramite conto corrente postale n. 57803009, intestato a Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero – Erogazioni liberali, Roma, via Aurelia, 796 – 00165, indicando nella causale «Erogazioni liberali art. 46 L. 222/85».

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