Nel cuore dell’Università della Calabria, tra aule gremite, laboratori e residenze in cui vivono migliaia di studenti, c’è una piccola cappella che ogni giorno diventa casa, rifugio, punto d’approdo. È qui che opera la comunità dei padri dehoniani: una presenza discreta, ma costante, che accompagna studenti, docenti e personale dell’Ateneo con ascolto, sacramenti e vicinanza spirituale.

A guidare questo servizio è padre Emanuele Sgarra, parroco di San Paolo Apostolo e responsabile della pastorale universitaria. Con lui un gruppo di confratelli e tre suore che, ogni mattina, aprono le porte della cappella con Adorazione, Lodi ed Eucaristia, per poi restare accanto a chi cerca conforto o semplicemente un orecchio attento.
Lo abbiamo intervistato in una nuova puntata di Good Morning Calabria, disponibile qui ?️?
«La missione è farsi trovare»
«Il nostro compito — racconta padre Emanuele — è farci trovare. Oggi la povertà più diffusa è il bisogno di essere ascoltati».
Tra gli studenti arrivano storie di smarrimento, fragilità psicologiche, domande di senso. Un’umanità che corre velocemente all’esterno, ma che interiormente procede «con un passo lento», bisognosa di qualcuno che si metta accanto.
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La cappella diventa così un crocevia di volti: non solo studenti, ma anche docenti, personale amministrativo, persone della parrocchia vicina. «È un popolo ricco e diversificato — afferma — ed è bello vedere quanti professori collaborino con noi».
Andare incontro, camminare al ritmo dell’altro
In questo nuovo episodio di Good Morning Calabria, padre Emanuele insiste su un principio evangelico che guida il suo ministero: lasciarsi trovare, ma anche andare a cercare. «Molti hanno perso fiducia e speranza — spiega —. Bisogna camminare al loro ritmo. La gente ha bisogno di una presenza semplice e piena di speranza».
Una pastorale fatta di gesti piccoli: una telefonata, un colloquio, una benedizione improvvisata tra le aule. «La creatività nasce dall’amore» ricorda padre Emanuele, citando don Tonino Bello: «Non si tratta di stare avanti o dietro, ma di stare con le persone».
Una Chiesa che si fa presenza nel Campus universitario
La missione dei padri dehoniani di Rende all’interno del Campus universitario dell’Unical è testimonianza di una Chiesa in uscita che si fa prossima e si mette in ascolto, anche nei luoghi più impnesabili. Grazie anche al sostegno della comunità, negli anni la pastorale universitaria ha dato vita a iniziative ormai consolidate: la Via Crucis sul ponte dell’Ateneo, partecipatissima; la settimana missionaria negli alloggi, dopo Pasqua; un appuntamento annuale con il teatro, capace di unire cultura e spiritualità.
Eventi che mostrano come, anche in un contesto laico e complesso come quello universitario, la presenza di un sacerdote possa generare legami, dialogo, vicinanza, emerge ancora dal raccondo di padre Emanuele.
«Oggi nel cuore delle persone matura un grido vero»
Il messaggio finale di padre Emanuele è un invito a non lasciarsi schiacciare dall’“ansia dei numeri”: «Dobbiamo ritornare al Vangelo, dove ciò che conta è la persona. Ci sono tempi di semina e tempi di attesa. Oggi nel cuore delle persone sta maturando un grido vero. Chi si accosta alla fede lo fa partendo dalla propria povertà, ed è da lì che può rinascere tutto».

Una prospettiva che restituisce profondità alla missione quotidiana: non un servizio tra gli altri, ma un luogo in cui la Chiesa sceglie di stare accanto ai giovani, nel punto in cui costruiscono il proprio futuro.












