Avvenire di Calabria

Tra i temi affrontati anche le infiltrazioni della 'ndrangheta nel tessuto sociale e imprenditoriale e i bilanci dei comuni

Lamorgese a Reggio Calabria affronta la questione sbarchi e non solo

Il comune di Reggio può tirare un sospiro di sollievo: prorogato di un mese il termine per la presentazione del consuntivo di previsione

di Redazione Web

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Immigrazione e prevenzione dalla infiltrazioni della 'ndrangheta nella pubblica amministrazione. Il ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, oggi a Reggio Calabria, ha presieduto questa mattina una riunione ad hoc del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.

Il ministro dell'interno, Luciana Lamorgese, ha presieduto a Reggio Calabria la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Ad accogliere l'esponente del Governo Draghi, in prefettura, il Prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani.


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Alla riunione, ospitata nel Salone degli Stemmi del Palazzo di Governo, erano presenti - fra gli altri - il procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, il procuratore generale, Gerardo Dominijani, il questore Bruno Megale, il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Guerini, il comandante provinciale della Guardia di finanza, Maurizio Cintura e il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti.

Emergenza sbarchi, l'analisi del ministro Lamorgese al vertice di Reggio Calabria

La responsabile del Viminale ha illustrato la strategia volta ad affrontare l'emergenza sbarchi in Calabria. Nei prossimi mesi, secondo le stime, è previsto un aumento degli arrivi dei flussi migratori. È un problema che incide in modo rilevante sui territori e sulle comunità direttamente coinvolte.

Il ministro Lamorgese si è inoltre soffermata sulle recenti interlocuzioni avute con i paesi, come Turchia e Grecia, da cui provengono gran parte dei principali flussi migratori. Tra queste, rientra la recente visita ad Ankara. «Rispetto allo scorso anno si è registrato un aumento. La Turchia ci ha assicurato che avrebbero operato con maggiore attenzione facendo riferimento a milioni di profughi che hanno sul territorio»

«Devo anche dire - ha aggiunto la Lamorgese - che, per quanto riguarda gli arrivi, la maggior parte dei migranti vengono dall'Afghanistan. Vorrei ricordare che, l'anno scorso nel mese di agosto, abbiamo fatto arrivare più di 5400 persone, tutti coloro che hanno lavorato con le unità italiane presenti a Kabul. Ce li siamo andati a prendere ma era chiaro che non sarebbe terminato il flusso da quei Paesi. E infatti lo stiamo vedendo».

«Abbiamo anche gli egiziani e soprattutto ci sono gli arrivi dalla Libia. Bisogna contestualizzare le varie situazioni. I flussi che vanno in aumento - ha aggiunto Lamorgese - hanno un'incidenza tenendo in considerazione alle situazioni geopolitiche di quei territori. Faccio riferimento alla Libia, alla Tunisia ma anche alla crisi alimentare che vede in questo conflitto bellico un effetto indotto della mancanza del grano. Purtroppo i paesi del Nord Africa sono i paesi che ricevano l'80% di grano dalla Russia e dall'Ucraina. È ovvio che ci siano dei balzi in avanti come ripercussioni in aumento dei flussi. A quello poi bisogna unire le situazioni geopolitiche locali che purtroppo non sono di ora. Su questo ci stiamo attrezzando».

Gli altri punti al centro della visita

L'altra questione "calda" è legata alle infiltrazioni della 'ndrangheta che riguardano non solo il territorio reggino e calabrese, ma l'intero Paese.

Sul tavolo presieduto dal ministro dell'Interno Lamorgese, è finita anche la questione riguardante le scadenze dei bilanci comunali, una questione che coinvolge da vicino il Comune di Reggio Calabria, alla prese con una chiusura dei conti non ancora giunta al capolinea. Ente reggino che può tirare un sospiro di sollievo, per via della notizia che il ministro Lamorgese ha annunciato proprio in riva allo stretto: sarà prorogato di un mese il termine per la presentazione del bilancio di previsione. Una notizia, inevitabilmente, colta con favore dal sindaco facente funzioni. «Una decisione positiva che ci fa stare più tranquilli anche se, naturalmente, non attenderemo il 30 giugno per l’approvazione», il commento di Brunetti.

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