Un volume che nasce dall’esperienza pastorale concreta e dal confronto con le fragilità familiari, trasformandosi in una proposta di accompagnamento spirituale e morale fedele al magistero e attenta alle sfide del nostro tempo.
Le famiglie ferite al centro del nuovo lavoro editoriale di don Simone Vittorio Gatto
«Le famiglie ferite dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova hanno ispirato questo percorso dottorale. La realtà concreta di queste “nuove periferie esistenziali” è stata incontrata, vissuta e da me servita per circa dodici anni quale direttore della Pastorale familiare». Così don Simone Vittorio Gatto, rettore del Seminario arcivescovile Pio XI e presbitero dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, presenta il suo lavoro, appena pubblicato da Glossa Editrice, nella collana Dissertatio series romana (2025), con il titolo L’arte di accompagnare, discernere e integrare la fragilità della famiglia. Lettura antropologico-esistenziale e storico-morale del capitolo VIII di Amoris laetitia.

«Realtà – spiega ancora il sacerdote reggine – condivise ed arricchite da ulteriori esperienze, in ambito regionale e nazionale, nonché con le diverse interazioni con il Tribunale Ecclesiastico Diocesano e Interdiocesano Calabro, da me vissute in qualità di Vice-Cancelliere Arcivescovile. La missione sacerdotale e i suddetti incarichi hanno reso possibile l’incontro con alcune “fragilità”, le quali hanno esplicitato quanto indicato da papa Francesco nelle linee programmatiche del suo pontificato, cioè “Chiesa in uscita” e “Discernimento”».
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«Sono queste le due categorie – le parole dell’autore – che consentono, da una parte, delle riflessioni che vorrebbero offrire un ulteriore contributo, pur se personale e modesto, al dibattito teologico-pastorale sull’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia e, dall’altra parte, d’indagare la crisi esistenziale e morale dell’essere umano attraverso percorsi che impegnano la vita con l’obiettivo d’incoraggiare: “Tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente”».
Il volume, che nasce da un dottorato in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma, è impreziosito dalla prefazione dell’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova e presidente della Conferenza Episcopale Calabra, monsignor Fortunato Morrone e dalla postfazione di monsignor Demetrio Carmelo Sarica, Vicario giudiziale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.
La struttura: quattro capitoli per leggere le fragilità
Il volume si sviluppa in quattro capitoli, descritti nella postfazione di monsignor Sarica, che ne evidenzia la portata pastorale e teologica.
«Il primo capitolo, dedicato alla famiglia come luogo di sintesi tra natura e cultura, riflette sull’identità relazionale dell’essere umano e sulle sue connessioni storiche e sociali. La riflessione dimostra che, nonostante le derive individualistiche della postmodernità, la famiglia rimane un’istituzione imprescindibile per la formazione della persona e per la coesione sociale».
«Il secondo capitolo, incentrato sulla gradualità nella pastorale, sottolinea la necessità di percorsi inclusivi che accompagnino le famiglie verso una maturazione dell’amore e della fede. La visione del matrimonio come “luogo teologico” ispira una rinnovata attenzione alla tenerezza e alla corresponsabilità, e invita a superare l’antinomia tra fede e vita mediante un linguaggio spirituale più comprensibile e accessibile».
«Il terzo capitolo affronta con profondità il rapporto tra legge e libertà, evidenziando l’importanza di una morale che dialoghi con il diritto, evitando rigid ezze astratte. L’accento posto sulla centralità della coscienza e sulla ricerca della verità riflette fedelmente lo spirito dell’Amoris laetitia, che propone un discernimento pastorale capace di abbracciare la complessità delle situazioni reali senza rinunciare all’annuncio della grazia».
«Il quarto capitolo, infine, si concentra sull’integrazione delle situazioni irregolari, esplorando il confine delicato tra ethos e diritto. Qui emerge con chiarezza l’intenzione di papa Francesco: non semplicemente possedere la verità, ma saperla comunicare nel rispetto della persona, delle sue fragilità e dei suoi tempi di maturazione».
Uno strumento per la Pastorale familiare
Nella prefazione, in particolare, l’arcivescovo Morrone evidenzia la struttura e l’originalità del lavoro: «Questo studio delinea un percorso chiaro e articolato. Si parte da un approfondimento sul rapporto tra natura e cultura nella famiglia, per poi riflettere sul concetto di gradualità nella pastorale, arrivando a proporre una rilettura del rapporto tra legge e libertà, fino a confrontarsi con audacia col delicato tema dell’integrazione delle famiglie ferite. Ogni passo di questo percorso, anche la riflessione teologica, è sempre fatto nella concretezza e la ricerca non è mai astratta: è profondamente radicata nella realtà storica e antropologica, con uno sguardo attento alle esigenze del nostro tempo».
E ancora: «L’opera è inoltre un invito a tutti i pastori a rinnovare con creatività e zelo l’impegno nell’accompagnamento spirituale e morale delle famiglie. Come sottolinea papa Francesco: “La Chiesa non è una dogana, ma la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa” (Amoris laetitia, n. 310). Questo libro accende e sprona una traduzione in prassi pastorale questo pensiero del Santo Padre, offrendo spunti concreti per un accompagnamento che non giudica, ma sostiene, accompagna e orienta».

Per il vescovo Fortunato, inoltre, questo libro è più di una semplice pubblicazione: «sarà uno strumento valido e proficuo non solo per i teologi moralisti ed esperti del settore, ma anche per tutti coloro che, a vario titolo, operano nel campo della pastorale familiare. Il contributo di don Gatto è un segno concreto della fecondità della Chiesa e del suo impegno per rispondere, con creatività e fedeltà, alle sfide del nostro tempo».












