Avvenire di Calabria

Non si è fatta attendere la nota della diocesi di Acireale in seguito al ferimento di un carabiniere che, adesso, rischia la paralisi

Lite in chiesa ad Acireale, la diocesi: «Follia quegli spari sul sagrato»

Il militare stava sedando una rissa tra parenti, mentre il parroco stava celebrando la Prima Comunione dei loro figli

di Gaetano Rizzo *

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Lite in chiesa ad Acireale, la diocesi: «Follia quegli spari sul sagrato». Non si è fatta attendere la nota della diocesi di Acireale in seguito al ferimento di un carabiniere che stava sedando una rissa tra parenti. Il tutto è accaduto durante la celebrazione della Prima Comunione dei loro figli.

Lite in chiesa ad Acireale: «Follia quegli spari sul sagrato»

Una scena da “Far west” sul sagrato della chiesa. Sullo sfondo, quello che doveva essere un momento gioioso per tutta la comunità, la celebrazione delle Prime Comunioni. Sembra ancora incredibile quello che è avvenuto nella serata di domenica scorsa a Santa Maria Ammalati, frazione di Acireale.

Il drammatico epilogo, il grave ferimento di un brigadiere dei Carabinieri, il 43enne Sebastiano Grasso, che ora rischia di rimanere paralizzato. Eloquenti le immagini che hanno fatto il giro del web e ritraggono il parroco, don Claudio Catalano, dirigersi all’altare dopo avere somministrato l’ostia ai bambini.

Improvvisamente si avverte nitido un colpo di pistola: è quello esploso dalla P38 di Camillo Leocata, 69 anni, nonno di uno dei piccoli, all’indirizzo di Sebastiano Grasso, padre di un altro bambino che aveva appena ricevuto la Comunione.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


L’antefatto. Alberto Leocata, figlio di Camillo, non era in buoni rapporti con l’ex moglie, giunta in chiesa spalleggiata da alcuni parenti – pare tre – i quali lo avrebbero subito apostrofato. Era “colpevole” di non averle riservato un posto in prima fila alla donna; in effetti, però, le posizioni erano state assegnate da don Claudio, attraverso un sorteggio.

Quindi, le prime scaramucce con tanto di promessa di “botte” a fine cerimonia, fuori dalla chiesa per rispetto al luogo sacro. La Messa non era ancora finita quando Alberto Leocata si è ritrovato nei pressi del sagrato a soccombere dinanzi ai tre che accompagnavano l’ex moglie e nemmeno la presenza di una pattuglia di carabinieri, allertata dalla stessa vittima dell’aggressione, era servita a fare desistere il terzetto. A questo punto l’intervento del brigadiere Grasso che, libero dal servizio, aveva seguito quasi tutta la cerimonia e che ha tentato di spegnere la lite. Nel frattempo Camillo Leocata, vedendo il figlio malconcio, si era recato a casa per prendere la sua arma.

Gli spari sul sagrato

Tornato in piazza, con l’aggressione diventata ormai una rissa, ha sparato: uno dei colpi ha raggiunto al collo lo sfortunato sottoufficiale, probabilmente confuso con uno degli energumeni. Immediati i soccorsi al brigadiere ferito che, dopo un transito dall’ospedale di Acireale, è stato trasportato al reparto di Neurochirurgia del Cannizzaro di Catania, per essere sottoposto ad intervento neurochirurgico a seguito della lesione vertebro-midollare.


PER APPROFONDIRE: «Leini non è Reggio Calabria», l’autogol del parroco piemontese


Le reazioni dalla Chiesa locale

«Stavo somministrando la Comunione – ha detto don Claudio – quando, improvvisamente, è entrata in chiesa una signora urlando. Esco e vedo un uomo a terra ed un altro seduto nella sua auto. Una follia». Camillo Leocata si è fatto arrestare senza opporre resistenza dai carabinieri successivamente intervenuti, i quali gli hanno contestato i reati di tentato omicidio nonché porto e detenzione illegale di arma da fuoco. È probabile che si proceda, per altri reati, nei confronti del terzetto che ha originato il tragico accaduto.

Monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, ha espresso vicinanza sia al carabiniere ferito, al quale ha augurato «una celere guarigione», che a tutta la comunità parrocchiale, «così fortemente provata dall’insano gesto», deplorando «un gesto così violento». «Ancora una volta le Forze dell’ordine pagato un tributo pesante», ha aggiunto la senatrice Tiziana Drago, membro della commissione parlamentare Infanzia e adolescenza, ed il segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia, Giuseppe Coco, ha bollato l’episodio come esempio di «violenza e degrado raggiunti dalla nostra società».

* Avvenire

Articoli Correlati

Il santo del giorno del 27 luglio è san Pantaleone

Il santo del giorno del 27 luglio è san Pantaleone

San Pantaleone compare sia nel gruppo greco dei medici «anargiri» sia nel gruppo occidentale dei Quattordici Intercessori. Un santo che “unisce” la Laguna veneziana all’Area grecanica reggina. Scopri perché.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.