L’Università Mediterranea di Reggio Calabria conferma la sua centralità nel panorama accademico e sociale del Sud Italia, con numeri in crescita, progetti di espansione e un riconoscimento al valore della cultura come strumento di sviluppo e legalità.

Un ateneo in espansione e in salute
Un’università che cresce, che attrae e che si consolida come motore di sviluppo per l’intero territorio. La solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Mediterranea, che ha visto il conferimento del Dottorato Honoris Causa a padre Paolo Benanti, è stata l’occasione per scattare una fotografia nitida dello stato di salute dell’ateneo reggino. A tracciare il bilancio del suo «quarto anno del mandato rettorale» è stato il Magnifico Rettore, Giuseppe Zimbalatti. I dati presentati nella sua prolusione descrivono un’istituzione in forte espansione. L’Ateneo conta oggi oltre 5.300 iscritti ai corsi di laurea, con le nuove immatricolazioni che superano quota 1.600, segnando «un incremento di oltre il 5% rispetto all’anno passato e di circa il 26% rispetto a due anni fa».
Numeri in crescita e riconoscimenti nazionali
Significativo anche il dato sulla provenienza, con un aumento al 13% degli immatricolati da altre province, e quello di genere, con «oltre il 60%» di studentesse iscritte. Se si include l’alta formazione, l’ateneo supera la soglia complessiva dei 7.000 studenti. I numeri trovano conferma anche nelle classifiche esterne: il rapporto Censis colloca la Mediterranea al sesto posto tra i piccoli atenei italiani, ma la vede eccellere al «primo posto» nella categoria borse di studio. Ancora più importante il riscontro sul lavoro: i dati AlmaLaurea indicano un tasso di occupazione dei laureati magistrali dell’84,3%, ben al di sopra della media nazionale ferma al 75%.
Il riconoscimento del Presidente Roberto Occhiuto
Questo stato di salute è stato pienamente riconosciuto dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, presente in Aula Magna. Occhiuto ha lodato il «lavoro pregevole che in questa università si sta facendo» e la «lungimiranza» del rettore Zimbalatti. Per il Governatore, l’Ateneo è un vero e proprio presidio strategico. «L’università, il sistema universitario calabrese», ha dichiarato Occhiuto, «è al tempo stesso la risposta per superare i tanti problemi della Calabria», definendolo essenziale per costruire gli «anticorpi per affrontare, per debellare anche la mala pianta dell’‘ndrangheta».
Reggio Città Universitaria: una visione condivisa
La visione di Zimbalatti di una «Reggio Città Universitaria», che si espande fisicamente con nuovi progetti come il Campus del Mediterraneo nel cuore della città, si salda con quella del Presidente. Occhiuto ha definito «profetico» il nome stesso dell’ateneo, immaginandolo come un «hub dell’Europa… nel Mediterraneo». Il Governatore ha ribadito il pieno sostegno della Regione Calabria, sottolineando come «l’investimento nei saperi» sia «l’investimento più strategico». Il motivo è cruciale ed è stato lo stesso Occhiuto a ricordarlo citando i dati AlmaLaurea: se «il 90% dei calabresi» che studia al Nord resta al Nord, «il 60% dei meridionali» che studia al Sud resta al Sud. «L’investimento nel sistema universitario», ha concluso, «è il miglior investimento per trattenere i giovani».
Una sfida per il futuro della Calabria
L’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026, quindi, ha confermato la vitalità di un’istituzione che, forte dei suoi numeri e della rinnovata sinergia con le istituzioni regionali, si candida a essere fra le principali infrastrutture su cui costruire il futuro della Calabria.
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