Avvenire di Calabria

Seppur in forma ridotta (con soli 750 fedeli presenti in Santuario) si è tenuta la consueta festa alla Madonna di Polsi

Madonna della Montagna, l’omelia del vescovo Oliva

Tanti i temi affrontati dal presule tra cui la cura dell'ambiente. In particolare, Oliva si è soffermato sui danni degli incendi

di Redazione Web

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Madonna della Montagna, l'omelia del vescovo Oliva. «Insieme è la parola chiave per costruire il futuro », ha detto il pastore della diocesi di Locri-Gerace. Che poi si è soffermato sui danni provocati dagli incendi boschivi: «Ribelliamoci».

Di seguito pubblichiamo l'omelia integrale.

Madonna della Montagna, l'omelia del vescovo Oliva

Superando tante difficoltà e prove nel corso di questo anno ci ritroviamo qui, per ringraziare la Madonna della Montagna, Lei è la Madre di Dio e madre nostra. Qui abbiamo un appuntamento annuale che non vogliamo interrompere. Preghiamo il Signore di concederci sempre la grazia di poterlo fare, liberandoci da questa pandemia che tante morti e tanta sofferenza ci sta procurando. Per difenderci da essa ci stiamo sottoponendo a tante limitazioni, anche come Santuario. Ciò che caratterizza la devozione alla nostra Madonna sono le carovane, i pellegrinaggi a piedi. A molti di essi non è stato possibile raggiungere il Santuario e son dovuti ritornare indietro, non avendo provveduto a segnalare la propria presenza.

A loro chiedo pazienza e comprensione. Molti altri devoti non possono venire al Santuario a causa delle difficili condizioni delle vie di accesso. Sono molti i devoti della Madonna di Polsi che chiedono la messa in sicurezza delle strade di accesso al Santuario, che ci sia almeno una strada percorribile in auto da due versanti, quello ionico e quello tirrenico. Sostengo con piacere l’iniziativa dei devoti di Polsi che stanno sottoscrivendo una richiesta a riguardo. Non si chiede la luna: eppure non troviamo ascolto! Mi chiedo: perché le risorse per rendere accessibili i luoghi di villeggiatura in montagna ci sono e per Polsi no? Perché non dev’essere consentito il diritto di accesso ad un luogo di culto qual è il nostro santuario, così com’è assicurato ad altri santuari? I fedeli devoti del nostro meridione non sono cittadini di serie B! E non accettano di essere ingannati ed umiliati dalle solite promesse politiche non mantenute. I politici vanno e vengono, ma i problemi rimangono sempre gli stessi.

Veniamo qui per affidare a Maria le nostre speranze ed attese, ma anche le fatiche e le preoccupazioni di ogni giorno. Per noi Maria è un presidio, un rifugio materno e misericordioso, dal quale partire e al quale fare ritorno. Essere qui oggi, in questo delicato contesto è un dono del Signore. Lo è per tutti noi che siamo qui, e possiamo stare ai piedi dell’immagine sacra della Madonna di Polsi, aprirle il nostro cuore, invocare aiuto e soccorso. Ella ha sempre qualcosa da comunicare al nostro cuore.  Restiamo in silenzio, alla sua presenza, in preghiera, ascoltiamola. Lei parla al cuore di ciascuno. Parla ai tanti di voi giovani che siete venuti in carovana. A voi in particolare Maria Regina di tutto il creato consegna un messaggio particolare.


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Venendo abbiamo visto tutti i danni prodotti dagli incendi estivi, che hanno distrutto boschi che si erano formati in centinaia di anni, che i nostri antenati avevano gelosamente custoditi come patrimonio comune. Una vera ecatombe ambientale, un disastro ecologico! Il nostro santuario s’è trovato circondato dalle fiamme distruttive provocate da gente senza scrupoli, veri e propri criminali. Solo questa piccola area intorno a noi è stata risparmiata. Dobbiamo ringraziare Maria. Ella ha sofferto tanto per questo attacco criminale ai boschi dell’Aspromonte.  Ne ha sofferto sino a piangere per l’indifferenza dei suoi figli, che – cagionando tali incendi – hanno dimenticato che Lei è la madre che ebbe cura di Gesù, ed ora si prende cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito. Ella vive con Gesù completamente trasfigurata, e tutte le creature cantano la sua bellezza. È la Donna “vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo” (Ap 12,1).

La contempliamo come la regina di tutto il creato, che c’invita a guardare attorno, ad ammirare il mondo e la natura che ci circonda. Elevata al cielo, è Madre e Regina di tutto il creato. Lei è bellezza, “tota pulchra”, tutta bella. Se abbiamo fiducia in Lei, se siamo suoi devoti chiediamole che ci aiuti a guardare questo mondo con occhi più sapienti e rispettosi dell’ambiente, che ci aiuti ad amarne la bellezza. Ella ci dice: queste meraviglie sono per voi, affidate alle vostre cure, fatene tesoro, non distruggete l’opera del Padre mio. “Nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi”, scriveva papa Benedetto XVI, nel Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale della Pace Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato, 1° gennaio 2010, n.13.

Una cosa vorrei che le chiedessimo: la conversione ecologica, ovvero un modo nuovo di abitare la terra. Questa è sacra, non è solo tua, è di tutti e per tutti: rispettala. Non avremo futuro se non comprenderemo che i danni prodotti all’ambiente sono danni prodotti all’intera umanità, se non ci ribelleremo e non denunceremo apertamente coloro che si rendono responsabili di tali misfatti. Sì, il mondo non ha futuro se continua ad affermarsi una mentalità ostile alla natura, che considera l’ambiente come cosa che non gli appartiene, che non si fa scrupoli nel maltrattare e distruggerlo.


PER APPROFONDIRE: Una devozione immutata, ma l'accesso consentito a pochi fedeli


Chiediamoci: cosa vuol dire credere in Dio? Non è anche credere nel Dio padre, creatore di tutte le cose? Si può credere in Lui, distruggendo l’opera delle sue mani? La nostra fede mette Dio creatore al primo posto, mentre l’uomo e la donna sono la sua prima creatura ed il creato un dono del suo amore, un giardino meraviglioso affidato alle loro cure. Fa parte della nostra fede credere in un Dio Creatore, che ci fa vedere la vita come un camminare insieme dell’uomo e dell’ambiente, a stretto contatto. Attraverso il rispetto del creato e dell’uomo che vive in esso possiamo incontrare Dio.

Ogni giorno dobbiamo verificare il nostro impegno nella cura del creato. Non possiamo dire di rispettare l’uomo, il prossimo, se non abbiamo rispetto per l’ambiente in cui viviamo. Né possiamo parlare di rispetto per l’uomo, se ci affidiamo ad un sistema economico che abusa delle risorse naturali, che crea disoccupazione e disuguaglianze, che afferma gli egoismi individuali, facendo sì che alcuni lavorano altri sono disoccupati, alcuni hanno più lavori altri non ne hanno alcuno. Un sistema economico, le cui vittime sacrificali sono soprattutto i giovani.

Dobbiamo sempre tener presente che Dio ha creato ogni cosa non solo per noi, ma anche per quanti verranno dopo di noi. Il vero sviluppo non è quello che sfrutta sino in fondo le risorse e distrugge l’equilibrio ambientale, ma quello sostenibile, che non pregiudica le condizioni di vita di chi verrà dopo.

Eleviamo la nostra lode al Signore per il dono del creato. Con Maria, regina del creato, cantiamo il “magnificat”. Facciamo nostro lo spirito del Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”. Ricorda papa Francesco, “così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature» (LS 11). Non dimentichiamo che la terra “è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia” (LS 1). Noi stessi «siamo terra» (cfr Gen 2,7). Il nostro corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

A noi fedeli devoti la Madonna di Polsi chiede di camminare assieme, di stringere un patto a difesa dell’ambiente e della casa comune. Chiede di mettere da parte ogni comportamento di disprezzo della natura, di amare i boschi, di non abbandonare i rifiuti per strada o nelle aree pic-nic, di lasciare il posto in cui andiamo più bello di come lo abbiamo trovato. Chiede di farlo assieme: “Insieme è la parola chiave per costruire il futuro: è il noi che supera l’io”. Grazie a tante collaborazioni, ai volontari del santuario, a Calabria verde stiamo facendo di tutto per rendere sempre più bella questa area del Santuario. Come devoti della Madonna di Polsi lavoriamo insieme in questa direzione. Saremo una risorsa importante a difesa della natura, un popolo meraviglioso che ama la bellezza e lotta contro ogni forma di inquinamento.

O Madonna della montagna di Polsi, aiutaci a rendere la nostra terra più bella, sapendo sempre custodire le nostre campagne, il nostro mare, le nostre montagne.

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