Mia Martini, «Io sono la Calabria»: il legame con Bagnara nelle parole di Mimì

Ai Overview: In occasione dell’anniversario della nascita di Mia Martini, che ricorre il 20 settembre, emerge il profondo e costante legame dell’artista con la Calabria, sua terra d’origine. Nonostante una carriera che l’ha portata fisicamente lontano da Bagnara Calabra, le interviste e le testimonianze raccolte nel corso degli anni evidenziano un senso di appartenenza inalterato. Attraverso il ricordo del mare, dei pescatori del rione Marinella e delle tradizioni orali di famiglia sfociate anche nella sua produzione musicale, il testo delinea il ritratto di una donna fiera delle proprie radici.

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L’orgoglio delle origini e il legame con Bagnara Calabra

«Io non sono di origine calabrese, io sono calabrese, io sono la Calabria. Io mi sento la Calabria». È una delle frasi più ricondivise sui social, pronunciata da Mia Martini durante un’intervista per Block Notes, nel 1990. A colpire non sono soltanto le parole, ma il sentimento di orgoglio con cui pronuncia quelle parole. Ed è curioso che per molti anni si sia creduto che Mia Martini avesse in qualche modo rinnegato la sua terra, lasciandola alle spalle. In realtà, a Bagnara tornava spesso, appena ne aveva l’occasione. Il suo è stato, per certi versi, il percorso di milioni di meridionali destinati a lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove, senza per questo smettere di sentirla come casa.

A pochi giorni dall’anniversario della sua nascita, il 20 settembre, sono proprio le parole di Mia Martini a raccontare meglio di qualsiasi biografia questo rapporto profondo con la Calabria. Nelle sue interviste tornano Bagnara, il mare, il quartiere Marinella, i pescatori, la famiglia, il dialetto. E torna soprattutto un senso di appartenenza che non sembra mai essersi spezzato. In una recente intervista, Nino Romeo, ideatore del Premio Mia Martini, ha ricordato proprio questo aspetto: «Mimì era orgogliosa di essere di Bagnara. Quando arrivava con il treno delle sei del mattino, nel giro di pochi minuti tutto il Rione Inglese, dove lei viveva, sapeva che Mimì era tornata: la voce passava di balcone in balcone». Il suo essere orgogliosa delle sue origini traspare in moltissime delle sue interviste in tv. «La mia terra è la terra dalla quale sono spuntata fuori», raccontava. E per spiegare cosa significasse quel legame ricorreva all’immagine dell’albero: «Cosa lega un albero alla terra? Le sue radici, il suo nutrimento, il suo ossigeno, la sua acqua, la sua aria, la sua musica, i suoi odori…». Nel 1990, parlando di sé, della Calabria e dei calabresi, Mia Martini raccontava anche il carattere della sua gente. «A me piace moltissimo. Per molta gente possiamo sembrare testardi, un po’ duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande dignità e una grande voglia di lavorare e di vivere».

Il rapporto con il mare e i pescatori della Marinella

Non solo Bagnara, ma soprattutto il legame con il mare. Nel 1995, durante la trasmissione Cuori d’oro, condotta da Enrica Bonaccorti su Rete 4, parlò dei pescatori, del tonno, del pescespada e di quel rapporto con il mare che sembrava appartenere alla sua memoria più profonda. «Io nasco dal mare come una sirena», raccontava, ricordando di essere nata proprio a Bagnara Calabra, paese di pescatori. «Si pesca il tonno, il pesce spada». E spiegava di essere tornata spesso a pescare con loro, anche durante un periodo particolarmente difficile della sua vita, quando aveva bisogno di ritrovare se stessa e aveva cominciato dalle proprie origini, cercando suo padre. Tra i pescatori aveva incontrato una figura che aveva finito per diventare, nel suo racconto, una sorta di guida. Un uomo che parlava pochissimo e passava ore a scrutare il mare, come il guardiano del faro di cui si parlava durante la trasmissione. «Mi avrà detto cinque parole in due settimane, però mi ha insegnato veramente tantissime cose e la sua luce mi ha aiutato a trovare la mia strada». È una delle immagini più belle attraverso cui Mia Martini racconta la sua Calabria: il mare, il silenzio, la pesca, un uomo che osserva l’orizzonte e che, senza quasi parlare, riesce ad aiutarla a ritrovare una direzione. «Ho sempre nel cuore il rione Marinella di Bagnara, il sapore del mare, la visione meravigliosa dello Stretto, l’immagine della pesca notturna con le lampare, l’incredibile caccia al pescespada», diceva ancora. E poi il ritorno a casa di zia Sarina, per riscoprire insieme «il calore del focolare domestico».

Il dialetto calabrese nella musica e il messaggio ai conterranei

La Calabria era una parte della sua identità che continuava a riaffiorare anche quando la sua vita e la sua carriera l’avevano portata lontano. Questo legame entrò anche nella sua musica. Mia Martini dedicò alla sua terra Lucy, una canzone forse meno conosciuta rispetto ai suoi grandi successi, ma particolarmente significativa proprio per il rapporto con le sue origini. Il brano contiene una parte cantata in dialetto calabrese, anzi reggino, tratta da una filastrocca che lo zio Rocco recitava spesso. «Le parole di essa variano, anche se di poco, di paese in paese: io ho scelto ovviamente la versione conosciuta a Bagnara Calabra», spiegava. Anche qui c’è una memoria precisa: quella di una filastrocca di famiglia, passata attraverso la voce dello zio e poi arrivata dentro una canzone. Un frammento della tradizione orale di Bagnara che Mia Martini ha scelto di conservare nella propria musica. E se la sua carriera è stata segnata da grandi successi e da anni difficili, dalle ferite personali e professionali fino al ritorno sul palco di Sanremo nel 1989 con Almeno tu nell’universo, nelle sue parole sulla Calabria emerge un’altra parte della sua storia. Quella di una donna che, anche dopo essere partita, non aveva mai smesso di tornare. Alla sua terra, alla fine, lasciava anche un messaggio rivolto ai conterranei: «Non mi sento in grado di lasciare messaggi ai miei conterranei ma vorrei semplicemente dire loro di andare sempre avanti, con la forza di volontà che ci contraddistingue per superare i momenti di difficoltà che si presentano. E di avere sempre fiducia nel domani, in un domani migliore che premi le aspettative e i sacrifici compiuti». Sono parole che ci rendono orgogliosi di averla avuta, ma che lasciano anche un po’ di amaro in bocca.

Il 20 settembre Mia Martini avrebbe compiuto 79 anni. Sarebbe stato bello averla ancora tra noi e sapere se si sente ancora orgogliosa della sua Calabria. Ci piace sperare di sì.

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