Avvenire di Calabria

Il vescovo emerito di Mileto ha presieduto la liturgia eucaristica in memoria della patrona dell'Arma dei carabinieri

Monsignor Renzo ha celebrato la festa della Virgo Fidelis a Corigliano

Alla fine della celebrazione nella chiesa dei santi Nicola e Leone, il colonnello Raffaele Giovinazzo ha ringraziato il vescovo

di Luigi Renzo *

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Monsignor Renzo ha celebrato la festa della Virgo Fidelis a Corigliano. Il vescovo emerito di Mileto ha presieduto la liturgia eucaristica in memoria della patrona dell'Arma dei carabinieri.

Alla fine della celebrazione nella chiesa dei santi Nicola e Leone, il colonnello Raffaele Giovinazzo ha ringraziato monsignor Renzo. Il graduato, inoltre, ha voluto ricordare il sacrificio dei carabinieri a Culqualber nel 1941.

Virgo Fidelis, l'omelia di monsignor Renzo

Mi permetto allora introdurmi con un riferimento all’artistica raffigurazione della Virgo Fidelis, che costituisce la vostra icona identitaria.

Lo scultore Giuliano Leonardi, autore dell'immagine, raffigura la Madonna in atteggiamento raccolto mentre, alla luce della lampada, legge nel libro aperto una espressione tratta dall'Apocalisse: "Sii fedele fino alla morte" (Ap. 2,10), che voi avete reso col motto "Nei secoli fedeli" (fino alla morte), proprio come è successo il 21 novembre 1941 a Culqualber, il cui ricordo oggi noi rinnoviamo con questa celebrazione, raccomandando nella nostra preghiera anche i Carabinieri caduti nel compimento del loro dovere.

Nelle parole chiave ("fedele fino alla morte") è riassunta la grandezza e la missione di Maria, che oggi, con un giorno di ritardo per i motivi a tutti noti, commemoriamo nel momento in cui, ancora Bambina, Maria venne portata dai genitori al tempio di Gerusalemme per essere consacrata al servizio di Dio come "Virgo Fidelis".


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La vocazione e la grandezza della Madonna sta proprio in quell'affidarsi ed in quel consacrarsi al servizio del Signore lasciandosi illuminare dalla luce della fede (la lampada della scultura). Nella fede e nella parola del suo Signore, Maria trova la gioia e la forza della sua missione e della fedeltà piena al servizio.

È questa docilità e fedeltà di Maria che Gesù vuole sottolineare nel rispondere a quella persona che lo informava della presenza della Madre e dei suoi parenti che "stavano fuori e cercavano di parlargli", come abbiamo ascoltato nel brano del Vangelo di Matteo (12,46-50). Indicando i suoi discepoli dice: "Ecco chi sono mia madre e miei fratelli".  Il versetto "Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano", cantato nell’Alleluia, ci ha rimandato al racconto per come ce lo riporta Luca (Lc. 11,27-28): una donna infervorata da quello che il Maestro faceva ed insegnava, gli aveva gridato: "Beata la mamma che ti ha portato in grembo e ti ha dato il latte". Gesù rimase certamente contento di questo bel complimento per sua Madre, ma non gli basta, per cui risponde: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano".

La risposta di Gesù potrebbe sembrare fuorviante e quasi irriconoscente nei confronti della Madre che aveva sacrificato tutto per Lui, ma Gesù non vuole rigettare assolutamente il merito che Lei ha avuto nel portarlo in grembo e nell'averlo accudito fedelmente nei primi anni di vita. Sarebbe da ingrato e questo non è da Lui. Gesù, in realtà, vuole evidenziare un altro motivo più serio di merito della Madre, che fa più giustizia della sua grandezza e dell’importanza del ruolo da Lei avuto nel progetto salvifico di Dio. Senza di Lei il progetto restava bloccato. Col suo "sì" lo ha reso possibile. Lei quindi è beata e grande soprattutto perchè ha risposto generosamente "eccomi" al Signore, mantenendo poi piena fedeltà alla parola data al Padre. Lei è senz'altro "beata" perchè gli ha dato la vita, ma lo è molto di più perchè ha avuto fede in Dio, gli è stata fedele fino in fondo. Ecco perchè è "Virgo Fidelis" e, pertanto, beata, come lo sono anche tutti coloro che "ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Che meraviglia sentire questo della Madonna proprio dal Figlio Gesù: Lei è degna di fiducia perchè è stata sempre fedele e coerente con la parola data.


PER APPROFONDIRE: Monsignor Luigi Renzo presenta il suo ultimo libro sul Codice purpureo


Anche per voi Carabinieri è stato un bel riconoscimento da parte di Papa Pio XII quando l'8 dicembre 1949 ha voluto darvi come patrona e protettrice la "Virgo Fidelis". Papa Francesco, in occasione del bicentenario della vostra fondazione, vi ha definiti affettuosamente "Carabinieri della gente" perché, con le vostre “Stazioni” su tutto il territorio nazionale, siete punti di riferimento per la collettività, anche nei paesi e nelle contrade più remote e periferiche. La vostra vocazione è il servizio. Il vostro servizio si esprime nella tutela delle persone e dell’ambiente, nell’azione per la sicurezza, per il rispetto delle regole della convivenza civile e per il bene comune: è un impegno concreto e costante nella difesa dei diritti e doveri dei singoli e delle comunità. Cari Carabinieri, la vostra missione si esprime nel servizio al prossimo e vi impegna ogni giorno a corrispondere alla fiducia e alla stima che la gente ripone in voi.

Mi piace concludere con una breve considerazione anche sulla prima lettura, in cui il profeta Zaccaria (2,14-17) ci ha rivolto un messaggio di incoraggiamento e di speranza per i momenti difficili che possiamo attraversare sia personalmente, sia come comunità civile. Questo profeta esercita il ministero intorno al 520 a.C. al tempo del re Dario. In alcune visioni che precedono il brano ascoltato il profeta aveva descritto la desolazione ed il male procurato dai nemici al popolo di Dio. A conforto di tutti, però, ecco che arriva il messaggio del profeta che ci è stato letto: "Gioisci, esulta, figlia di Sion, perchè, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te".

Il messaggio oggi è indirizzato anche a noi perché vuole rassicurarci che se viviamo momenti tristi  -  e siamo consapevoli di come sono tristi i tempi di oggi in Calabria come anche nella Sibaritide e non solo per il covid - Dio abita ed opera con noi. Il male è tanto e tocca molteplici aspetti della convivenza sociale. Ognuno ritiene di poter fare tutto ciò che vuole anche a danno degli altri, la 'ndrangheta vuole fare da padrona su tutti, la corruzione dilaga a tutti i livelli come un fatto impressionante di normalità. Non possiamo non sentirci smarriti. Ma non possiamo permetterci nessun tipo di rassegnazione ed anzi dobbiamo tutti uniti sentirci investiti anche da questa parola forte del profeta: non siamo soli, Dio abita in mezzo a noi. E, come dice il salmo, se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? E' Lui a darci la forza di reagire, ma dobbiamo farlo tutti uniti senza rassegnarci.

Il mio non vuole essere certamente un messaggio consolatorio, ma una spinta forte a prendere coscienza che se il male trionfa è anche responsabilità nostra che tante volte stiamo solo a guardare e a subire quello che avviene intorno a noi. Qui si colloca la fedeltà come valore supremo di coerenza e di impegno costante non solo per voi Carabinieri, ma per tutti noi.

La "Virgo Fidelis", patrona dei Carabinieri, sia anche per ognuno di noi, come per loro, icona e specchio in cui guardarci per dare volto e coraggio al nostro impegno religioso, civile e sociale. Con questo augurio ed auspicio, chiediamo al Signore, per intercessione della Virgo Fidelis, di proteggere l’Arma dei Carabinieri e di guidarci perchè loro e noi possiamo essere fedeli nella gioia e gioiosi nella fedeltà. Così sia.


* vescovo emerito di Mileto - Nicotera - Tropea

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