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La parrocchia di Santa Maria Immacolata di Melito Porto Salvo conoscerà, dopo oltre quarant’anni, il momento dei saluti a don Benvenuto

Morosini a don Malara: «Sacerdote e modello di vita»

Redazione Web

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La parrocchia di Santa Maria Immacolata di Melito Porto Salvo conoscerà, dopo oltre quarant’anni, il momento dei “saluti” a don Benvenuto Malara, storico pastore della comunità melitese, che vivrà così il tempo del meritato riposo dopo tantissimi anni di appassionato servizio tra la gente. Come comunicato nella giornata di sabato a succedergli sarà don Giuseppe Manti, ma a don Benvenuto ha voluto rivolgersi pubblicamente l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini.

«Un sacerdote a cui guardare come modello di vita» afferma monsignor Morosini parlando a cuore aperto a don Benvenuto Malara che in questi giorni sta vivendo il lutto per la perdita della sorella, avvenuta pochi giorni orsono. «Avrei voluto che il ringraziamento della nostra diocesi per il tuo servizio pastorale ti giungesse in una situazione affettiva diversa da quella che stai vivendo», esordisce il presule, «ma è la fede che ci da la forza; anche tua sorella dal cielo gioirà con te per il tuo mandato sacerdotale».

Un vero parroco, don Benvenuto, amato dalla sua comunità che in queste ore sta attestando pubblicamente tutta la stima per il suo pastore. Monsignor Morosini ne è consapevole e per questo scrive che «saranno i fedeli a raccontare aneddoti e descrivere le circostanze importanti del tuo ministero», tra cui il ruolo determinante per la vocazione e il sacerdozio di don Fabrizio Namia e don Ivan Iacopino. Proprio in tal senso, l’arcivescovo – concordando anche col nuovo parroco - invita don Benvenuto Malara ad accompagnare la comunità melitese sino alla celebrazione della prima messa, a ottobre, di Ivan Iacopino.

La presenza di don Malara in diocesi è stato «esempio di fedeltà a Dio e alla Chiesa, ed esempio, soprattutto – evidenza Morosini - per i più giovani, di impegno pastorale e di dignità sacerdotale». Questa la «preziosa eredità» di un parroco mite a cui è chiesto l’impegno della preghiera per «la vitalità dell’ardiocesi di Reggio Calabria - Bova».

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