Avvenire di Calabria

Il riconoscimento nel trentesimo anniversario della morte del giudice, offre lo spunto per una riflessione

Museo Diocesano Sorrentino, perché il Premio Scopelliti vale doppio

di Davide Imeneo

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Nel trentesimo anniversario dell'attentato mafioso al giudice Antonino Scopelliti, la Fondazione a lui intitolata ha conferito al Museo Diocesano Sorrentino, ente promosso dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova, il Premio Antonino Scopelliti 2021, riconoscimento a personalità e istituzioni attive in Calabria che si sono distinte per il proprio impegno nel contrasto alla criminalità, nella diffusione dei principi di legalità e nella promozione e valorizzazione del territorio come strumento di resistenza alle mafie.

La Fondazione Scopelliti, presieduta da Rosanna, figlia del magistrato ucciso il 9 agosto 1991, ha assegnato al Museo Sorrentino il Premio per la categoria Istituzione culturale per la promozione del patrimonio calabrese per la sua funzione di «presidio culturale sul territorio, con la dichiarata missione di voler comunicare il sacro, il bello, l'antico, il nuovo». Il riconoscimento è stato ritirato dalla direttrice del Museo diocesano Sorrentino, la dottoressa Lucia Lojacono.

È un premio che vale doppio: non solo per il riconoscimento alla custodia, tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali che sono offerti al pubblico nelle pregiate sale espositive settecentesche, ma anche e soprattutto perché riconosce al Museo Sorrentino un ruolo sociale imprescindibile in riva allo Stretto. Il Museo diocesano, infatti, contribuisce alla formazione dei bimbi e dei ragazzi attraverso l'educazione al bello, al vero e al buono...elementi essenziali per un serio contrasto alla cultura mafiosa. Il Museo Sorrentino è anche luogo di contaminazione tra diversi: nelle sale e nel cortile antistante al Museo Sorrentino si sono celebrati eventi culturali e celebrativi caratterizzati dalla accoglienza del diverso.


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«Il Premio Antonino Scopelliti è un riconoscimento che ci onora profondamente - dichiara Lucia Lojacono, direttore del Museo diocesano Sorrentino - attestando la cura e l’impegno per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici diocesani cui il Museo orienta da sempre il suo 'fare' ed il suo 'esserci'. È un riconoscimento importante, di alto valore civile, che ci rende orgogliosi. Gli istituti culturali, i Musei nella fattispecie, svolgono un ruolo insostituibile quali presidi essenziali di arte e legalità».


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Tale ruolo il Museo diocesano si riconosce da sempre: esprimere il segno forte e deciso dell’impegno civile; essere presenza attiva nel territorio al servizio di una comunità che attraverso il recupero della memoria di arte e storia riscopre la propria identità. «Il riconoscimento che la Fondazione Scopelliti conferisce al Museo diocesano Sorrentino, prosegue la Lojacono - è da estendersi a quanti, dal 2010 ad oggi, ne hanno taluni affiancato, altri sostenuto i passi e le azioni. In particolare, i giovani educatori che, avvicendandosi negli anni hanno fatto parte dei Servizi educativi museali, cui spetta la programmazione didattica del Museo rivolta a Scuole, gruppi e comunità».

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