Avvenire di Calabria

L'imprenditore della Piana di Gioia Tauro ha manifestazione pubblica che si terrà il prossimo 6 luglio alle ore 10.30

Nino De Masi: «Fare impresa in Calabria? È possibile: ecco come»

Redazione Web

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Lettera-invito dell'imprenditore Nino De Masi da sempre impegnato nella sua lotta al malaffare della 'ndrangheta e della corruzione bancaria. Punto nevralgico è la manifestazione pubblica che si terrà il prossimo 6 luglio alle ore 10.30 presso lo stabilimento di De Masi nella prima Zona Industriale a Gioia Tauro.

L’evento ha  lo scopo di presentare il “Progetto Gioia Tauro”. Due gli aspetti rilevanti evidenziati dall'imprenditore: la presentazione dei progetti di ricerca e dei nuovi prodotti e la creazione un nuovo sistema di impresa legata al territorio.

Per quanto attiene al primo aspetto verrà presentato il progetto Home S2, concretizzato con un pool di ricercatori e con la collaborazione dell’Università di Trento ed i laboratori dell’Enea. Trattasi di un progetto per la realizzazione di moduli abitativi ideati per essere dei componenti di un più complesso “sistema villaggio emergenziale”. Sono moduli che partono da una superficie di 50 metri quadrati sino ai 250 metri quadrati che garantiscono elevatissimi standard architettonici ed eccellenti livelli di confort. Sarà inoltre illustrato il progetto del Bio forno, un forno per cuocere le pizze che, contrariamente a tutti gli altri, evita il contatto dell’alimento con i sottoprodotti (cancerogeni) della combustione. È un prodotto unico nel suo genere con requisiti di salubrità del prodotto alimentare molto importanti. Infine verranno svelati i dettaglo do una serie di nuove tecnologie per la raccolta della frutta pendente dagli alberi che hanno come obiettivo la tutela dell’integrità della pianta, garantendo comunque alti standard di produttività della macchina.

Rispetto al nuovo sistema di impresa legata al territorio. De Masi intende partire dalla realtà che ci circonda e del contesto in cui opera, portando avanti un progetto di azienda come “bene collettivo” certamente unico in Italia con i seguenti elementi distintivi: un nuovo rapporto tra azienda e lavoratori; i dipendenti saranno partecipi agli utili aziendali. Ciò consentirà di far diventare l’azienda lo strumento che può garantire un benessere ed un futuro e quindi diventa un bene da tutelare, da proteggere. Il mio “modello” passa attraverso uno stravolgimento dei fattori e delle relazioni d’impresa, dove non si incrementa il profitto sfruttando i lavoratori, ma bensì creando una “casa comune”. E ancora: la creazione di una public company; una società a partecipazione collettiva con un azionariato diffuso, dove l’azienda diviene un “patrimonio” del territorio e la società civile può così esserne parte integrante. Una partecipazione sociale nella quale l’azienda, i suoi valori, i suoi prodotti ed il suo percorso diverranno un valore aggiunto del territorio. Ciò creerà un nuovo rapporto tra azienda, imprenditore, lavoratori e territorio, un forte legame ed un modello di “bene comune”.

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